Motorvehicle University of Emilia-Romagna: hub per formazione d’eccellenza

Motorvehicle University of Emilia-Romagna: hub per formazione d’eccellenza

I giovani talenti italiani e di tutto il mondo con la passione per l’innovazione delle due e quattro ruote sono chiamati dai principali brand internazionali dell’automotive a sviluppare il futuro del settore, attraverso due nuove lauree magistrali in un hub per la formazione d’eccellenza: Motorvehicle University of Emilia-Romagna (MUNER). Il progetto, unico nel panorama italiano e straniero, è stato fortemente voluto dalla Regione Emilia-Romagna, territorio al vertice delle classifiche europee per innovazione e qualità della vita, che ha sviluppato un raccordo sinergico tra università, enti di ricerca e industria. Nell’associazione Motorvehicle University of Emilia-Romagna sono infatti coinvolti gli atenei sinonimo di alta formazione – Università di Bologna, Università di Ferrara, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Parma – e le case motoristiche che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy nel mondo e che affondano le radici storiche nel territorio: Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas, Magneti Marelli, Maserati e Toro Rosso.

Quattro università e otto case motoristiche

“Quattro università, tra le più antiche al mondo, e otto case motoristiche leader a livello globale insieme per attrarre ragazzi motivati e di talento. Siamo di fronte a un progetto unico nel panorama nazionale e internazionale, che conferma l’Emilia-Romagna non solo quale cuore europeo della nuova manifattura che si sta ridisegnando a livello globale grazie all’incontro tra scienza, ricerca e produzione, ma anche quale piattaforma dell’alta formazione con un grande valore aggiunto”, afferma Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna. “La terra dei motori e la sua straordinaria vocazione a coniugare design industriale, perfezione del prodotto artigianale e frontiera dell’innovazione tecnologica ha deciso di fare sistema. Lavorare insieme è la risposta alla complessità della globalizzazione e alle sfide che essa pone soprattutto ai territori, che possono svolgere un ruolo nel nuovo assetto se sanno diventare hub di quelle innovazioni, anche nella formazione del capitale umano, di cui si nutre l’integrazione delle economie. E il fare rete, la scelta che abbiamo fatto come Regione con il Patto per il Lavoro sottoscritto insieme a imprese, sindacati, atenei, associazioni con l’obiettivo primario di favorire lo sviluppo e creare occupazione, si sta rivelando vincente, con l’Emilia-Romagna regione che cresce di più in Italia, al livello delle aree più avanzate d’Europa. Dunque, un progetto importante per la regione ma anche per il Paese, che deve saper valorizzare le sue eccellenze e metterle in rete per ricucire le fratture e tornare a crescere e competere unito”. Attraverso le università e la case motoristiche, l’hub Motorvehicle University of Emilia-Romagna punta ad attrarre nella regione i migliori studenti universitari di tutto il mondo con l’obiettivo di formare e inserire nel mondo del lavoro gli ingegneri di domani, i professionisti che progetteranno veicoli stradali e da competizione, i sistemi di propulsione sostenibili e i sottosistemi per le funzionalità intelligenti e gli impianti di produzione all’insegna dell’Industria 4.0.

Caratteristiche delle lauree magistrali

Sono due le lauree magistrali internazionali e inter-ateneo, con corsi completamente in inglese che prenderanno il via dal prossimo anno accademico 2017/2018: Advanced Automotive Engineering e Advanced Automotive Electronic Engineering. I docenti saranno selezionati grazie alla collaborazione del Comitato scientifico dell’Associazione tra professori universitari e professionisti esperti, italiani e stranieri, attraverso un bando internazionale finalizzato a garantire le migliori competenze tecniche e scientifiche e la massima qualità didattica. Gli studenti saranno ammessi al corso di laurea in un numero massimo di 150 all’anno: 120 per Advanced Automotive Engineering e 30 per Advanced Automotive Electronic Engineering. Saranno selezionati a seguito di un’accurata valutazione dei loro meriti e di un colloquio tecnico e motivazionale. Sarà, inoltre, verificato il possesso di adeguate competenze linguistiche nella lingua inglese di livello B2. Gli insegnamenti, interamente in lingua inglese, prevedono sia una parte teorica che di laboratorio tenuta negli atenei e nei laboratori aziendali dei partner industriali, in modo da sviluppare competenze professionali di alto livello, secondo una logica learning by doing. I tirocini obbligatori si svolgeranno presso i partner industriali e le attività di tesi, organizzate in modalità project work, presso i laboratori di ricerca universitari e aziendali.

Advanced Automotive Engineering

Il percorso di studio è organizzato in un primo semestre comune tenuto presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e successivamente articolato in cinque indirizzi professionalizzanti negli atenei di Bologna, Ferrara e Parma. Il corso si pone l’obiettivo di fornire conoscenze e competenze relative alla progettazione di autoveicoli e motoveicoli ad alte prestazioni e da competizione. L’Ingegnere del Veicolo (Advanced Automotive Engineer) acquisirà competenze nella progettazione e nello sviluppo dei principali sottosistemi e componenti relativi a: motopropulsori termici, ibridi ed elettrici, soluzioni di immagazzinamento e conversione dell’energia; architettura fredda di autoveicoli e motoveicoli stradali, sia in ambito industriale che da competizione; sistemi di produzione caratterizzati da aspetti tipici del nuovo panorama di industria 4.0 (robotica industriale, progettazione e gestione della supply chain, big data, etc). La formazione avviene in base a cinque indirizzi professionalizzanti assegnati in base alla posizione in graduatoria e agli interessi dichiarati: Advanced Powertrain (max. 25 posti presso la sede di Bologna e max. 25 posti presso la sede di Modena), Advanced Motorcycle Engineering (max. 25 posti presso la sede di Bologna), Advanced Sportscar Manufacturing (max. 25 posti presso la sede di Bologna), High Performance Car Design (max. 25 posti, sede di Modena), Racing Car Design (max. 25 posti presso la sede di Modena con secondo anno presso la sede di Parma).

Advanced Automotive Electronic Engineering

Il primo anno del percorso di studi si tiene presso l’Università di Bologna mentre il secondo anno si tiene presso l’Università di Modena e Reggio. Il corso di Laurea Magistrale Interateneo in Advanced Automotive Electronic Engineering si pone l’obiettivo di formare ingegneri elettronici con un profilo professionale finalizzato alla progettazione, sviluppo e produzione dei principali sotto-sistemi che compongono autoveicoli e motoveicoli stradali, con particolare riferimento al mercato di fascia premium e motorsport, e sviluppare e gestire i relativi processi tecnologici e produttivi, specializzando in particolare la competenza professionale nell’ambito dell’ingegneria dell’informazione per essere in grado di progettare ed ingegnerizzare i più avanzati sistemi elettronici, informatici e di connettività in ambito automotive. L’ingegnere elettronico del veicolo si occupa, infatti, della progettazione e dello sviluppo dei sottosistemi che acquisiscono e gestiscono l’informazione garantendo al veicolo le funzionalità intelligenti che saranno sempre più caratterizzanti nel futuro del settore, raccordandosi con altre discipline in ambito Information e Communication Technologies (telecomunicazioni, informatica ed automazione).

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Source: Attualita
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CAM2, Soluzioni per l’ottimizzazione del flusso di lavoro a MecSpe

CAM2, Soluzioni per l’ottimizzazione del flusso di lavoro a MecSpe

CAM2 ® – filiale italiana del gruppo Faro, quotato al NASDAQ: FARO – presenterà alla prossima edizione di MecSpe (23-25 marzo, Parma) la gamma completa di bracci CAM2 Arm e CAM2 ScanArm, unitamente ai Laser Tracker Vantage e al Cobalt Array Imager, soluzioni ideali per l’analisi dimensionale e il controllo qualità in diversi settori industriali, come ad esempio aerospace, automotive, lavorazione metalli, produzione di stampi e utensili.

Presso lo stand sarà possibile vedere l’intera gamma di bracci di misura, tra cui CAM2 Edge ScanArm HD dotato di sonda di scansione Laser Line Probe e capace di garantire la massima rapidità nell’acquisizione della nuvola di punti con alta risoluzione ed elevata accuratezza, il tutto in un sistema compatto e semplice da usare. Inoltre, saranno esposti anche i nuovi Laser Tracker Vantage E e Vantage S che garantiscono misurazioni a breve e lungo raggio, rispettivamente fino a 25 e 80 metri, per ottimizzare la gestione della produttività del flusso di lavoro per applicazioni di metrologia su larga scala. Infine, chi opera nei settori automobilistico, aerospaziale e meccanico, oltre che metallurgico e dell’assemblaggio, troveranno un partner affidabile nel Cobalt Array Imager che può essere installato direttamente all’interno dell’ambiente produttivo.

“Precisione e affidabilità sono le principali esigenze delle aziende per poter ridurre tempi e costi produttivi. Sia che si tratti di allineamento, calibrazione di macchine e utensili, ispezione primo
articolo così come prototipazione rapida o reverse engineering, le diverse soluzioni di metrologia di CAM2 rappresentano un valido alleato per accelerare i processi produttivi, aumentando efficienza e competitività. Inoltre, durante MecSpe, i nostri tecnici saranno disponibili per presentare le funzionalità di tutte le nostre soluzioni, anche attraverso dimostrazioni pratiche”, ha dichiarato Antonio Maione, Regional Sales Manager di CAM2.

Source: Meccanica e Automazione
CAM2, Soluzioni per l’ottimizzazione del flusso di lavoro a MecSpe

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Appuntamento a Parma: R+W Italia a SPS IPC Drives

Appuntamento a Parma: R+W Italia a SPS IPC Drives

La presenza a SPS IPC Drives è una costante per R+W Italia, filiale italiana dell’azienda tedesca R+W GmbH, specializzata nella produzione di giunti di precisione, alberi di trasmissione e limitatori di coppia a sfere di precisione per automazione.

Giunti SP3 e SP6. Fra le novità di prodotto che verranno presentate a Parma, i giunti SP3 (a soffietto metallico) e SP6 (a calettatore conico) per applicazioni ad alte velocità. Caratterizzati da elevata precisione, concentricità e forza di serraggio, questi giunti con calettatore sono adatti anche per applicazioni con notevoli sbalzi termici. I mozzi con calettatori conici, realizzati in alluminio ad alta resistenza (ma disponibili su richiesta anche in acciaio), presentano un’elevata simmetricità e precisione. I giunti sono studiati per trasmettere coppie fino a 1.350 Nm.

Soluzioni digitali. La fiera sarà un’occasione per presentare ai clienti le novità digitali di R+W. Quest’anno infatti i visitatori potranno provare direttamente allo stand dell’azienda la nuova APP che consente di “immergersi” nel mondo dei giunti con una visione a 360° dei prodotti.

I cataloghi. Per chi preferisce i supporti cartacei, in fiera saranno disponibili le versioni stampate dei novi cataloghi (uno per i giunti industriali e uno per i giunti di precisione), che naturalmente possono essere scaricate anche dal sito in formato pdf.

Allo stand sarà inoltre possibile incontrare il personale tecnico e commerciale di R+W, pronto a fornire risposte su misura a tutte le richieste delle aziende, progettisti, responsabili tecnici e di produzione.

Source: Meccanica e Automazione
Appuntamento a Parma: R+W Italia a SPS IPC Drives

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Dalla tecnologia alla produzione: tutte le novità di SPS Italia

Dalla tecnologia alla produzione: tutte le novità di SPS Italia

I prossimi 23-35 maggio, Parma ospiterà la settima edizione di SPS Italia 2017, fiera di riferimento per l’automazione industriale, che quest’anno si sviluperà su quattro padiglione espositivi mettendo in mostra tutte le tecnologie del settore.

Il digital del futuro
Nel padiglione 4 prenderà il via la seconda edizione del progetto Know how 4.0: 28 demo funzionanti di applicazioni in ottica 4.0 delle aziende più all’avanguardia nel panorama dell’automazione industriale. I visitatori potranno così toccare con mano e comprendere le dinamiche di questo nuovo modo di produrre.

Nella stessa area i principali player del digitale, indispensabili per lo sviluppo del manifatturiero, organizzeranno tavoli di lavoro, seminari e incontri incentrati su soluzioni e risposte digital in chiave 4.0: Cisco Italia, Winext, Sap, Hewelett Packard Enterprise, Intel, Oracle, Cadland – Dessault, Reply, Antos, Fancy Pixel, Prisma, Tesar, Vision, Webratio, Orchestra, Eurek, Esisoftware, Icm.S. Gemalto.

Per completare l’offerta il padiglione 4 ospiterà uno sportello informativo „Pronto 4.0“ realizzato in collaborazione con ANIE Automazione e PwC per le realtà che vorranno mettersi alla prova sul proprio grado di adeguamento a Industria 4.0. In quest’area infatti potranno trovare risposte ai loro dubbi in merito al Piano Governativo Industria 4.0 sia dal punto di vista tecnico, sulle tecnologie che possono essere implementate usufruendo dell’iper-ammortamento, sia dal punto di vista fiscale e normativo. Passando da domande generali sulla quarta rivoluzione a incentivi, finanziamenti e software, gli esperti sapranno disegnare la situazione, dando consigli utili su come muoversi e organizzando tavoli di lavoro in fiera sulle tematiche ritenute più interessanti.

Tecnologie disruptive
Fiera di soluzioni e non solo di prodotti, che si caratterizza per la presenza di tutti i principali fornitori di componenti e sistemi per l’automazione e per l’attenzione alle nuove tecnologie e alla divulgazione delle stesse nei vari settori industriali, quest’anno SPS Italia amplia ulteriormente l’offerta con tre interi padiglioni espositivi (3, 5 e 6) e l’aggiunta di nuove categorie merceologiche legate alle tecnologie disruptive: Meccatronica, Industrial IoT, Big Data, Cybersecurity, applicazioni robotiche, software di progettazione e simulazione. Due ingressi al quartiere, Est e Ovest, favoriranno il flusso dei visitatori.

Spazio al settore agricolo
Nell’Open Lounge, tra i padiglioni 5 e 6, prenderà forma un progetto legato annualmente a un particolare settore. Sulla base dei risultati scientifici di una ricerca McKinsey, è stato scelto quest’anno il settore agricolo, caratterizzato da un elevato contenuto di automazione e da nuove soluzioni in grado di ottimizzare processi, performance, analisi dati. L’area, FARM 4.0, vedrà l’esposizione delle più moderne e tecnologiche macchine agricole e nel corso di una tavola rotonda di approfondimento, nel palinsesto convegnistico il 24 maggio, verrà presentato l’Osseratorio realizzato in collaborazione con PoliMi e Assofluid sul settore macchine/movimento terra in Italia.

Convegni e tavole rotonde
Le sale convegno saranno posizionate del padiglione 7. Per le Tavole Rotonde “Fil Rouge”, che tradizionalmente mettono al tavolo fornitori e fruitori di automazione industriale, verranno illustrate case history concrete di soluzioni realizzate insieme ad un cliente:

•           23 maggio: Fil Rouge Manifattura 4.0 – “Il rilancio del manifatturiero in Italia: investimenti tecnologici e formativi nella revisione dei processi produttivi”

•           24 maggio: Fil Rouge Automotive – “La catena del valore nel settore automotive: applicazioni delle nuove tecnologie abilitanti”

•           25 maggio: Food&Pharma – “Le aziende alimentari e farmaceutiche: soluzioni innovative per settori industriali all’avanguardia”

I convegni scientifici, secondo e terzo giorno, saranno sulle tematiche “Industrial Software e Servitizzazione” e “Robotic, visione, motion e IIoT”. Per i partecipanti che faranno richiesta è previsto il riconoscimento di Crediti Formativi Professionali.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di SPS IPC Drives Italia.

Source: Meccanica e Automazione
Dalla tecnologia alla produzione: tutte le novità di SPS Italia

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Karim Habib a capo del design di Infiniti Motor Company

Karim Habib a capo del design di Infiniti Motor Company

Karim Habib, ex capo del design di BMW, sarà a capo del Design di Infiniti Motor Company a partire dal 1 luglio 2017. Habib vanta una lunga esperienza nel design automobilistico avendo collaborato con diversi marchi automobilistici premium, tra cui BMW e Daimler AG. Dal centro tecnico della società sito a Atsugi, in Giappone, Habib sovraintenderà al team di progettazione mondiale di Infiniti in Giappone, Pechino, Cina, San Diego (Stati Uniti d’America) e Londra (Regno Unito) riportando ad Alfonso Albaisa, appena nominato Senior Vice President Global Design di Nissan Motor Corporation.

” Siamo felici di avere Karim a capo dei nostri team globali del design di Infiniti. Durante la sua carriera di designer ed in qualità di capo di team globali ha sempre creato un design moderno e stimolante “, ha commentato Alfonso Albaisa. “Karim è molto abile a catturare il cuore e la passione di una marca, conferendo allo stesso tempo un carattere unico ad ogni progetto. Non vedo l’ora che Karim ispiri le nostre squadre a formare la prossima generazione di Infiniti”.

” Karim vanta un solido background, collezionando un alto numero di risultati record nel  design automobilistico e ha la conoscenza e la mentalità adatta a sviluppare un marchio premium globale”, ha detto Roland Krueger, Presidente mondo di Infiniti Motors Limited ” Il design è uno dei pilastri fondamentali del nostro sviluppo globale del marchio. Karim porta capacità di progettazione uniche in grado di accelerare il progresso di Infiniti verso l’obiettivo di catturare ed espandere la nostra quota nel mercato globale del lusso.”

Karim Habib ha recentemente guidato il team BMW Brand Design a Monaco di Baviera, in Germania, dove è stato responsabile di vetture e concept car, come la X1, la X2 Concept e l’omaggio a CSL. Precedentemente ricopriva il ruolo di capo della Advanced Design per Daimler, ha lavorato sull’attuale Mercedes-Benz Classe C, nonché sulla nuova smart. Ha iniziato la sua carriera in BMW in Advanced Design dove è stato responsabile per la progettazione della precedente Serie 7 e della concept CS.

Habib è entrato nell’industria automobilistica dopo aver conseguito una laurea in ingegneria meccanica presso la McGill University di Montreal, in Canada ed una laurea di design all’Art Center College di Design di Pasadena, Stati Uniti d’America.

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Source: Attualita
Karim Habib a capo del design di Infiniti Motor Company

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Gli italiani credono nel ruolo della tecnologia nel manifatturiero

Gli italiani credono nel ruolo della tecnologia nel manifatturiero

In uno scenario caratterizzato dal rapido cambiamento nel settore manifatturiero, l’80% dei dirigenti italiani (74% media europea, con i tedeschi sempre in coda al 67%) ritiene che la tecnologia favorirà le economie locali e aumenterà le prospettive di lavoro, spingendo l’Europa a concentrare la propria primaria attenzione non solo sulle problematiche legate alla sicurezza del posto di lavoro, ma anche sulle minacce informatiche. Questo è il quadro che emerge da un nuovo studio condotto da Epson.

Il futuro nell’industria 4.0 secondo i lavoratori

Il 64% dei dipendenti italiani (67% media europea) nel settore manifatturiero ritiene che la cyber security sarà la principale problematica da affrontare, percentuale che tocca il 71% tra i responsabili (76% media europea). Secondo fonti indipendenti, la produzione industriale genera il 15% del PIL europeo, creando oltre 52 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti: in questo scenario, la ricerca evidenzia prospettive occupazionali positive nonostante l’incertezza a livello italiano ed europeo associata al crescente impiego di robot negli stabilimenti di produzione su vasta scala. Infatti, secondo il 62% dei dipendenti (60% media europea), i robot non saranno in grado di sostituire l’uomo in termini di flessibilità, creatività e capacità di reagire. Il 69% (62% media europea), inoltre, afferma che i lavori in ambito produttivo si evolveranno con la tecnologia, senza che questa prenda però il loro posto, favorendo l’adozione di un modello aziendale maggiormente incentrato sulle risorse umane a livello europeo.

Le nuove forme della smart factory

Con la crescente diffusione delle cosiddette smart factory e della tecnologia, la produzione assumerà nuove forme basandosi su approcci e principi innovativi, e gli stabilimenti consentiranno una produzione on-demand più rapida e conveniente. Inoltre, la supply chain sarà più breve secondo il 36% degli operatori del settore (40% media europea). Il 62% (57% media europea) ritiene inoltre che i siti produttivi diventeranno più localizzati, offrendo una produzione personalizzata che prenderà il posto della produzione di massa, con significativi vantaggi in termini di business, ambiente e società. Oltre alla prosperità economica, l’86% degli intervistati nel settore manifatturiero (83% media europea) ritiene che la tecnologia migliorerebbe l’efficienza aziendale (la percentuale più alta tra tutti i settori oggetto dello studio in Europa) e che la propria mansione diventerebbe più efficiente, produttiva, precisa, analitica e creativa.

Le chiavi del successo

Lo studio ha visto la partecipazione di 17 esperti di settore provenienti da tutto il mondo insieme a oltre 7.000 dipendenti full-time impiegati in vari ambiti a livello europeo, di cui 1.500 appartenenti al settore manifatturiero, intervistati per conoscere le loro opinioni su come la tecnologia potrebbe dare forma al futuro del settore e dell’ambiente di lavoro nel rispettivo campo. Il 38% (47% media europea) degli intervistati nel settore manifatturiero ha dichiarato che la tecnologia porterà alla scomparsa della propria mansione nel futuro. Di conseguenza, sarà necessario perfezionare le proprie conoscenze attraverso un’ulteriore formazione al fine di sfruttare i vantaggi offerti dalla tecnologia stessa. A tale riguardo, il 72% (68% media europea) si dichiara disposto ad acquisire nuove conoscenze qualora le nuove tecnologie minacciassero la mansione attualmente svolta, dimostrando la propria disponibilità ad accogliere il cambiamento dettato dalla tecnologia. Per contro, il 12% (13% media europea) lascerebbe il proprio lavoro per un nuovo posto, senza seguire corsi di formazione. Chi decide di rimanere nel settore probabilmente assisterà a un cambiamento del proprio ruolo, con la trasformazione dei processi produttivi in processi tecnologici, in particolare per quanto concerne la codifica e la sicurezza informatica.

Il manifatturiero catapultato nel futuro dalle nuove tecnologie

Ampiamente considerate come il motore dell’innovazione, le nuove tecnologie catapulteranno il settore manifatturiero nel futuro. Tuttavia, oltre alle preoccupazioni legate alla cyber security, il 60% degli intervistati (55% media europea) ritiene che le aziende potrebbero non riuscire a stare al passo con i requisiti normativi, ad esempio in caso di integrazione dei robot nell’infrastruttura di produzione.”La nostra mansione e l’ambiente in cui lavoriamo diventeranno sempre più interconnessi. La tecnologia, inoltre, sta trasformando fabbriche, uffici, case, ospedali e scuole, ovvero i luoghi che determinano il corso della nostra vita. La produzione e lo sviluppo di robot industriali sono da sempre al centro delle attività di Epson. Benché le tecnologie come i robot e le stampanti 3D stiano ridefinendo gli aspetti produttivi, le persone rimarranno al centro della produzione e faranno parte di qualsiasi strategia aziendale volta a mantenere un vantaggio competitivo”, ha commentato Minoru Usui, Presidente di Epson. “Come azienda, Epson promuove il cambiamento tecnologico sviluppando soluzioni in grado di aumentare l’efficienza e la produttività di collaboratori e dipendenti. Le tecnologie Epson, tra cui i dispositivi indossabili, i robot, le stampanti e le soluzioni di visual imaging, sono progettate per offrire nuove opportunità nel settore manifatturiero, e non solo, secondo una prospettiva futura. Stiamo già acquisendo nuove conoscenze grazie a più informazioni, a una maggiore creatività e a una maggiore efficienza. E vi sono ancora margini di miglioramento”, ha aggiunto Usui.

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Source: Attualita
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A Tecniche Nuove ritorna “Il venerdì dell’ingranaggio”

A Tecniche Nuove ritorna “Il venerdì dell’ingranaggio”

Nell’ambito dell’attività di formazione promossa dalla Casa Editrice Tecniche Nuove, la rivista Organi di Trasmissione organizza una nuova edizione de Il Venerdì dell’Ingranaggio, dedicata all’Efficienza e perdite delle trasmissioni a ingranaggi. L’appuntamento è per venerdì 21 aprile 2017 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 presso la Sala 1 dell’Accademia di Tecniche Nuove (via Eritrea 21, Milano).

Il workshop, aperto a tutti gli operatori del comparto ingranaggi e sistemi di trasmissione, si prefigge di fornire informazioni sui più recenti sviluppi sui seguenti temi:

  • le perdite nei sistemi di trasmissione a ingranaggi
  • l’efficienza del componente e l’efficienza del sistema
  • ottimizzazione del sistema

al fine di offrire spunti di riflessione e soluzioni per competere sul mercato a livelli sempre più alti.

Coordinato dal Direttore Tecnico di Organi di Trasmissione, Prof. Carlo Gorla del Politecnico di Milano, in collaborazione con docenti di altri Atenei, il workshop si svolgerà secondo il seguente programma:

9.30-10.00: Benvenuto e registrazione dei partecipanti

–           Classificazione delle perdite e loro incidenza

–           Perdite load dependent

–           Perdite load independent

–           Il ruolo della trasmissione nella massimizzazione dell’efficienza del sistema

–           Logiche di gestione, sistemi con accumulo, sistemi ibridi

Relatori: prof. Carlo Gorla, ing. Franco Concli

12.15 – 12.30: Domande e risposte

12.30 – 13.00: Chiusura dei lavori

Seguirà light buffet

La partecipazione al workshop è gratuita, previa registrazione

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Source: Attualita
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Non ci si prende cura dei dispositivi mobili? In arrivo il caos digitale

Non ci si prende cura dei dispositivi mobili? In arrivo il caos digitale

Il forte incremento dell’uso di app e il miglioramento delle capacità di archiviazione dei dispositivi causano un aumento del “caos digitale”. Inoltre, una scarsa cura delle applicazioni lascia i dispositivi vulnerabili alle minacce di sicurezza. Un nuovo report di Kaspersky Lab rivela la diffusione di questo problema tra gli utenti Internet di tutto il mondo. La ricerca ha svelato che gli utenti installano solitamente 12 app per Android al mese ma ne eliminano solo 10, aggiungendo così due app al loro dispositivo ogni mese. Quando si installano molte app, diventa importante saperle gestire per evitare il caos digitale. Kaspersky Lab ha invece scoperto che solo la metà (55%) degli utenti intervistati aggiorna e controlla i contenuti del proprio dispositivo rimuovendo documenti e app inutilizzati.

Il disordine digitale e i suoi pericoli

Questi dati fanno parte del nuovo report realizzato da Kaspersky Lab: “Digital clutter and its dangers”. La ricerca si basa sui dati raccolti grazie a un’indagine online effettuata in 17 Paesi, sulle analisi statistiche del Kaspersky Security Network (KSN) e su un esperimento relativo alla performance delle app condotto dagli esperti di Kaspersky Lab. L’aumento del caos digitale rende sempre più importante l’aggiornamento e la selezione delle app per combattere i malware che sfruttano le vulnerabilità per infettare il dispositivo. Tuttavia, l’indagine ha rivelato che un quarto degli utenti (28%) aggiorna le proprie app solo se obbligato e il 10% prova a non farlo in alcun caso. Le app, con la loro attività quotidiana, possono mettere in pericolo i dati degli utenti e i loro dispositivi. L’analisi di Kaspersky Lab mostra infatti che, su 100 app Android che possono essere gestite dagli utenti (ad esempio installate o eliminate), 83 hanno accesso ad informazioni sensibili degli utenti, come contatti, messaggi e dati, e possono persino effettuare chiamate e inviare sms.

Le App che agiscono senza consenso

Ulteriori dati del KSN mostrano come le app possano agire senza il consenso dell’utente. Ogni utente ha in media 66 app installate sul proprio dispositivo Android e, analizzando un campione rappresentativo di 66 app Android tra le più conosciute, è stato rilevato che 54 app si sono avviate in background senza alcuna azione da parte dell’utente, consumando in media 22MB di traffico al giorno. Le impostazioni delle app permettono all’utente di controllare a cosa possono accedere e con cosa possono interagire sul dispositivo. Tuttavia, l’indagine ha rilevato che solo il 40% delle persone gestisce le impostazioni di ogni applicazione sul proprio cellulare. Inoltre, solo il 32% può impedire l’installazione di un’app se non è d’accordo col contenuto del contratto di licenza.

“Sottovalutando l’importanza di prendersi cura dei propri dispositivi, gli utenti espongono device e dati personali a minacce di sicurezza. Spesso infatti, non prendono provvedimenti necessari, come la pulizia e l’aggiornamento dei software, la modifica delle impostazioni e la rimozione di app che non vengono più usate”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. “Trascurare la manutenzione delle app non comporta solo l’aumento del caos digitale ma può causare anche una grande quantità di problemi, come errori del dispositivo, durata limitata della batteria o infezioni di malware. Le app hanno accesso ad alcune delle informazioni personali più sensibili che abbiamo sul nostro dispositivo e gli utenti, spesso, non si accorgono quando queste informazioni vengono rese pubbliche. Invitiamo quindi gli utenti a mettere in ordine le loro “case digitali”: proprio come una stanza ordinata e pulita porta nuova energia nella propria casa e nella propria vita, allo stesso modo, un computer o un cellulare ordinato rendono la fruizione più piacevole e decisamente più sicura”.

Per combattere il disordine e proteggere i propri dati personali, si consiglia agli utenti di adottare le seguenti misure:

  • Sapere cosa è archiviato e dove: analizzare i propri dispositivi e scoprire quali informazioni sono memorizzate in app e file;
  • Fare le “pulizie di primavera” sul dispositivo: sistemare la propria “casa digitale” pulendo e aggiornando regolarmente le informazioni memorizzate sul dispositivo;
  • Aggiornare le app e i software: eseguire regolarmente gli aggiornamenti non appena una nuova versione viene rilasciata;
  • Usare software specifici: i software cleaner, come quello integrato nelle principali soluzioni di sicurezza di Kaspersky Lab, eseguono una scansione di tutte le applicazioni installate sul dispositivo e segnalano quelle che rappresentano potenziali rischi o vengono usate raramente.

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Source: Attualita
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L’Industrial Internet of Things (IIoT) ha bisogno di soluzioni dedicate

L’Industrial Internet of Things (IIoT) ha bisogno di soluzioni dedicate

L’Industrial Internet of Things (IIoT) richiede una connettività veloce e sicura su distanze che la maggior parte delle reti tradizionali non sono in grado di coprire. Senza la capacità di collegare efficacemente e in sicurezza siti remoti e sensori ai centri di controllo, la gestione di una rete IIoT a grande distanza costituisce un problema: basti pensare alla esigenze di raccolta dati da una piattaforma petrolifera off-shore, oppure alla gestione di un sistema ferroviario, o ancora alla distribuzione di energia elettrica o di acqua a un’intera città.

Una soluzione completa

Con la piattaforma cnReach, Cambium Networks offre una soluzione completa basata su tecnologie wireless narrowband per la trasmissione sicura dei dati a lunga distanza. Per la gestione e il monitoraggio end-to-end della rete è disponibile cnMaestro, la piattaforma software cloud-based che permette il pieno controllo delle reti wireless di ogni tipo da una singola e semplice interfaccia. Cambium Networks cnReach 500 opera su frequenze licenziate e non licenza comprese tra i 900 e i 700 MHz, con ulteriori frequenze previste nei prossimi mesi (100, 200 e 400 MHz ), e facilita la transizione dalle reti seriali a reti all-IP, offrendo al contempo ampie funzionalità built-in di I/O.

Altre caratteristiche chiave

Comunicazione sicura basata su AES 128/256-bit con autenticazione via password. Trasmissione ad alta affidabilità con sincronizzazione GPS degli access point e modulazione adattiva. Configurazione a radio singola e doppia per una efficiente ritrasmissione dei dati e per applicazioni store-and-forward. Estese funzionalità I/O che rendono più agevole il passaggio da reti seriali a reti all-IP grazie a porte seriali multiple, porte Ethernet e I/O analogico/digitale.

“Per ottenere una piena visibilità in tempo reale su implementazioni industriali complesse occorrono applicazioni e tecnologie capaci di aggregare dati da ogni angolo della rete, offrire analisi e controllo e quindi provvedere al trasporto di grandi masse di informazioni elaborate verso i data center, privati o cloud-based che siano” – commenta Alessio Murroni, Sr. Sales Director Western Europe di Cambium Networks – “Con cnReach e cnMaestro offriamo al mercato una soluzione completa per il trasporto dei dati da ciascun nodo sino al Network Operation Center (NOC), gestendo e monitorando il tutto in tempo reale da una unica, semplice console di comando”.

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PoliTo Techshare Day, quando gli inventori incontrano le aziende

PoliTo Techshare Day, quando gli inventori incontrano le aziende

Più di 100 imprese partecipanti, circa 300 incontri one to one tra inventori e aziende e più di 30 brevetti presentati: anche per la sua seconda edizione il PoliTo Techshare Day organizzato da Politecnico di Torino e Intesa Sanpaolo si conferma come un momento importante per potenziare la collaborazione università-impresa, in un’ottica di sviluppo del trasferimento dei risultati della ricerca e delle relazioni con le PMI del territorio. Un evento unico nel panorama italiano, che mette direttamente in contatto l’offerta di brevetti industriali con la domanda di innovazione delle PMI. Il Politecnico e TIM, che entra quest’anno nel progetto, supportati da Intesa Sanpaolo e dal mondo produttivo rappresentato da Confindustria e Unione Industriale di Torino, metteranno a disposizione delle PMI italiane una selezione di 31 brevetti e tecnologie e le loro competenze per accelerarne i processi di Innovazione e le capacità di competere a livello internazionale.

Trentuno brevetti sotto la lente

Nei giorni precedenti l’evento le imprese hanno potuto analizzare i dettagli dei 21 brevetti dell’Ateneo e dei 10 proposti da TIM tra quelli che non si riferiscono direttamente al core business aziendale, resi disponibili online attraverso una piattaforma dedicata, per poi confrontarsi durante il PoliTo Techshare Day direttamente con gli inventori, nel corso di incontri one to one, per discutere vantaggi e applicazioni delle tecnologie. Nelle prossime settimane le imprese che abbiano un interesse concreto potranno presentare all’Ateneo e a TIM proposte progettuali per lo sviluppo e l’industrializzazione delle tecnologie.

Una riflessione sul trasferimento tecnologico

Oltre agli incontri one to one, l’evento è stato anche l’occasione per proporre una riflessione sul tema: Il Trasferimento Tecnologico in ottica Industria 4.0. Dopo i saluti iniziali di Emilio Paolucci (Vice Rettore per il Trasferimento Tecnologico del Politecnico) e di Fabio Spagnuolo (Network e cultura dell’innovazione, Intesa Sanpaolo), il dibattito è proseguito con  Stefano Corgnati (Vice Rettore per la Ricerca  del Politecnico), Dario Gallina (Presidente Unione Industriale Torino), Fabrizio Gea (Delegato all’Agenda Digitale di Confindustria Piemonte), Luca Calò (Direzione Regionale Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta di Intesa Sanpaolo) e Pierpaolo Marchese (Responsabile Standard Coordination & Industry Influecing di TIM).

“Le università italiane sono sempre più un punto di riferimento per le imprese per quanto riguarda la capacità di valorizzare i risultati della ricerca” ha detto Emilio Paolucci, Vice Rettore al Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Torino. “Il Techshare Day 2017 ne è una chiara prova, dopo il successo dell’edizione dello scorso anno: è un evento molto apprezzato alle aziende, che sono sempre alla ricerca di innovazione per la propria competitività. La possibilità di incontrare personalmente gli inventori e scambiarsi direttamente conoscenza è un plus unico nel panorama nazionale. Il Politecnico di Torino da questo punto di vista dimostra la propria maturità grazie ai continui investimenti fatti nel sistema interno del trasferimento tecnologico. Quotidianamente l’Ateneo mette in campo tutte le capacità – e sempre di più lo farà in futuro – per individuare le migliori idee, garantire una corretta gestione delle proprietà intellettuali, aumentare il grado di sviluppo delle tecnologie brevettate, dialogare e stringere accordi con le imprese, creare imprenditorialità dando supporto alla nascita di spin-off e start up. Infine, per generare ricadute sul territorio”.

Università come laboratorio di idee

“Crediamo nelle Università come laboratorio di idee, pensatoio, punto di connessione tra banca e imprese” ha commentato Fabio Spagnuolo, responsabile Network e cultura dell’Innovazione di Intesa Sanpaolo. “Uno spazio di concretezza e di sperimentazione unico e soprattutto generatore di risultati di natura sociale, a favore di famiglie, imprese e comunità. Per questo Intesa Sanpaolo, insieme al Politecnico di Torino, ha sviluppato “Knowledge Sharing”: una piattaforma pensata per supportare le Università nei processi di trasferimento tecnologico, capitalizzando l’enorme bacino clienti del Gruppo e favorendo l’incontro tra domanda e offerta di innovazione. Soltanto attraverso la condivisione di capitale intellettuale e capacità produttiva possiamo assicurare un futuro solido al nostro sistema imprenditoriale”.

Tradizione di produzione brevettuale

“TIM, attraverso i suoi Laboratori di Ricerca e Sviluppo, ha una consolidata tradizione di produzione brevettuale che la colloca tra gli Operatori Europei leader per qualità e quantità di IPR” evidenzia Pierpaolo Marchese, Responsabile Standard Coordination & Industry Influecing di TIM. “In un contesto competitivo caratterizzato negli ultimi anni da una profonda trasformazione, è diventato essenziale non solo promuovere la capacita’ di brevettazione tra i ricercatori, ma anche valorizzare e diffondere la conoscenza di questo patrimonio aziendale. Per questo motivo,  è con estremo piacere che abbiamo aderito alla nuova edizione del  Techshare Day organizzato da Politecnico di Torino e Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di segnalare alle aziende partecipanti alcuni nostri brevetti che potrebbero tradursi in occasioni di business ed innovazione per  il territorio. Un modo diverso, ma riteniamo efficace, di aprire i nostri laboratori, nella consapevolezza che solo il networking tra Imprese, Universita’ e Istituzioni puo’ promuovere efficaci politiche di Innovazione”.

Il tema Industria 4.0 sotto una prospettiva più strategica

“L’idea di dedicare questa edizione del TechShare Day all’industria 4.0 – ha commentato Fabrizio Gea, Delegato all’Agenda Digitale di Confindustria Piemonte – è una scelta assolutamente condivisibile perché ripropone il tema Industria 4.0 sotto una prospettiva più strategica e orientata alla competitività, in un contesto dove purtroppo tendono ad affermarsi, da una parte, una divulgazione generalista dai contenuti poveri ovvero, dall’altra parte, una visione riduttiva di semplice investimento in beni strumentali moderni legato ai benefici fiscali introdotti dall’ultima legge di bilancio. I rischi legati a questa miopia di approccio sono noti e rappresentano una specifica sfida per i Digital Innovation Hub che Confindustria sta istituendo sul territorio nazionale, in un progetto di  prospettiva davvero strategica del quale ho assunto la responsabilità. La missione dei Digital Innovation Hub sarà, essenzialmente, proprio quella di assistere e indirizzare le aziende nello sviluppo di un approccio programmatico verso il modello Industria 4.0. Ed il TechShare Day rappresenta uno schema vincente nelle dinamiche di trasferimento tecnologico che i Digital Innovation Hub dovranno garantire: sarà mia cura inserire questo aspetto nei modelli operativi  cui dovranno adeguarsi i progetti di hub che si svilupperanno sul territorio nazionale, a partire dal Piemonte.

Una sfida tecnologica e di mercato

“Quella che si prospetta è una grande sfida sulla capacità di competere del nostro sistema produttivo nello scenario internazionale, prima a livello tecnologico e poi sui mercati”  sostiene il presidente degli industriali torinesi Dario Gallina. “I tradizionali punti di forza delle nostre aziende (competenze tecniche, flessibilità, capacità di interpretare le esigenze dei clienti) devono essere integrati da adeguati livelli di tecnologie digitali, in grado di fornire impulso un decisivo alla nostra competitività. Abbiamo, nei mesi scorsi, dato vita al nostro Digital Innovation Hub proponendoci come intermediari per il trasferimento dei risultati di ricerca fra i produttori, i competence center (università e centri di ricerca, pubblici e privati)e gli utenti, vale a dire le imprese. Il DIH è nato con il preciso intento di prendere per mano le imprese piemontesi e torinesi ed accompagnarle in questo cambio di paradigma tecnologico, fondamentale ed urgente, per recuperare il tempo perso e colmare il gap di efficienza che purtroppo affligge il nostro Paese.  E questa sfida le imprese la possono giocare e vincere solo insieme a tutti gli altri attori del sistema dell’innovazione locale. Non c’è altra via: la soluzione risiede proprio qui, nella capacità di dialogo e nella volontà di integrare nuove tecnologie e competenze nelle imprese”.

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Source: Attualita
PoliTo Techshare Day, quando gli inventori incontrano le aziende

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