SAIE e Digital&BIM presentano Bim&Digital Awards 2018

SAIE e Digital&BIM presentano Bim&Digital Awards 2018

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SAIE e Digital&BIM presentano Bim&Digital Awards 2018

Dopo il successo di  BIM&DIGITAL Awards 2017,  SAIE e DIGITAL&BIM Italia lanciano la seconda edizione del concorso Bim&Digital Awards 2018, che rientra nell’ambito di SAIE in programma a Bologna dal 17 al 20 ottobre 2018. L’obiettivo del concorso è far conoscere, da un lato, i progetti e le opere che sfruttano le innovazioni digitali ed in particolare BIM al fine di migliorare le performance e rendere più efficace il processo di progettazione, realizzazione e manutenzione; dall’altro premiare aziende, start-up, imprese che hanno promosso nuovi strumenti digitali che rendano più efficace il processo di rilievo, restituzione e visione, di  progettazione, realizzazione e manutenzione in particolar modo per gli interventi di recupero e restauro e che possano operare in ambiente BIM. Il concorso si articola in sette categorie ed è destinato a: Progettisti, Architetti, Ingegneri, Società di ingegneria, Aziende di servizio pubblico, Università, Enti di ricerca, Start-up e Aziende che espongono a SAIE. I progetti saranno esaminati da una giuria di esperti provenienti sia dal mondo accademico – universitario che dal mondo delle professioni. La Giuria selezionerà, in prima istanza, una rosa di progetti finalisti; in seguito, da questo elenco saranno nominati fino a tre vincitori per categoria. I vincitori saranno proclamati nel pomeriggio del 17 ottobre all’interno di Digital&BIM. La Giuria potrà, inoltre, menzionare ulteriori progetti che si siano distinti per particolari caratteristiche di innovatività e originalità. La data ultima per inviare le candidature è il 17 settembre.

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Source: Attualita
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La nuova frontiera del Gruppo Camozzi è lo spazio

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La nuova frontiera del Gruppo Camozzi è lo spazio

Si chiama Mongoose, l’innovativa macchina di posizionamento delle fibre più grande al mondo realizzata da Ingersoll Machine Tools Inc, Società americana appartenente alla divisione Camozzi Machine Tools di Camozzi Group – realtà internazionale operante in diversi settori industriali, dall’automazione industriale alle macchine utensili, dalle macchine tessili alla lavorazione delle materie prime. Una meraviglia dell’ingegneria sviluppata per Blue Origin – azienda americana creata da Jeff Bezos, fondatore di Amazon, specializzata nel settore dei velivoli aerospaziali – per produrre i razzi dei veicoli spaziali che porteranno gli uomini sulla luna e, forse, anche su Marte. 

Con Mongoose di Ingersoll, il Gruppo Camozzi traccia una nuova rotta nel futuro dell’industria aerospaziale. Una progettazione durata tre anni per realizzare il “gigante” a cinque piani, che misura 41x15x13 metri, che sarà disassemblato nelle prossime settimane e trasportato presso la Blue Origin di Bezos all’Exploration Park del Kennedy Space Center a Merritt Island, in Florida. La macchina sarà riassemblata sul posto e verrà utilizzata per la realizzazione di grandi componenti, quali serbatoi criogenici che saranno riempiti con ossigeno liquido e idrogeno per l’alimentazione dei razzi. Mongoose sarà altresì impiegata per la costruzione delle carenature, ovvero grandi strutture aerodinamiche che conterranno il carico utile del lanciatore come, ad esempio, una schiera di satelliti o strumentazioni delicate.

Un’ulteriore applicazione, dunque, che si aggiunge alla lunga lista di casi di successo del Gruppo Camozzi: i macchinari Ingersoll producono materiali compositi in fibra, spesso di carbonio e giuntati con resina o resina epossidica per molteplici ambiti. I nuovi modelli di aeromobili, come ad esempio il Boeing 787, utilizzano compositi in sostituzione dell’alluminio, realizzati con macchinari progettati e prodotti dall’Azienda. In dettaglio, il 70% di fibra di carbonio presente nelle fusoliere viene generata grazie all’ausilio della tecnologia Ingersoll.

Una partnership, quella siglata in questo settore, che rappresenterà un vantaggio non solo per l’azienda ed i suoi dipendenti, ma anche l’intera comunità di Rockford.  Il progetto Mongoose, infatti, è stato possibile grazie al contributo di molte imprese locali. Un aspetto estremamente importante per continuare a diffondere un messaggio positivo anche in altre aree. Ingersoll continuerà ad essere società di Rockford e di successo nella manifattura, attraendo anche altre realtà subappaltatrici della zona.

Lodovico Camozzi, President and Chief Executive Officer del Gruppo Camozzi: “Siamo molto orgogliosi di aver contribuito a questo importante progetto. Una concreta declinazione della qualità ed eccellenza che da sempre contraddistinguono le nostre soluzioni, frutto della volontà del Gruppo di puntare a valorizzare le competenze specifiche di ogni brand, allo scopo di realizzare sistemi custom, ad alto valore aggiunto per i Clienti in termini di prestazioni e benefici. In tal senso, la positiva sinergia instaurata con Ingersoll ha permesso alla Divisione Camozzi Machine Tools di riconfermarsi leader del settore con un’offerta che spazia dalle macchine utensili di grandi dimensioni, per titanio ed alluminio, fino alle macchine per deposizione della fibra di carbonio.”

Ingersoll Machine Tools Inc – leader mondiale nello sviluppo di macchine utensili avanzate per il settore aerospaziale, difesa, trasporti, energetico e industrie pesanti –  con sede a Rockford, Illinois, entra a far parte della divisione Camozzi Machine Tools nel 2003. Un’operazione, del valore di 15.7 Mio di USD, che rientra in una visione di più ampio respiro che vede il Gruppo Camozzi impegnato nell’acquisizione di aziende italiane ed estere, leader nei rispettivi segmenti di mercato.

Source: Meccanica e Automazione
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Intelligenza Artificiale: per il 77% dei CEO rappresenta un fattore importante per lo sviluppo delle aziende

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Intelligenza Artificiale: per il 77% dei CEO rappresenta un fattore importante per lo sviluppo delle aziende

Secondo il rapporto “La realtà dell’Intelligenza Artificiale” presentato da SAP Italia, in collaborazione con The European House – Ambrosetti, è emerso che i responsabili aziendali italiani ritengono l’IA un imperativo per lo sviluppo e il mantenimento della competitività delle proprie imprese, ma questa consapevolezza non è altrettanto diffusa all’interno dell’organizzazione.

Oltre 500 grandi aziende, sia italiane sia multinazionali operanti in Italia sono state coinvolte: le risposte raccolte hanno interessato per il 70% amministratori delegati e presidenti e per il 30% direttori generali e consiglieri di amministrazione. Il 77% dei manager italiani ritiene l’Intelligenza Artificiale sia fondamentale per lo sviluppo futuro della propria azienda, ma il 51,2% rivela che all’interno dell’azienda stessa non sia ancora concretamente chiaro di cosa si tratti.

Il livello di percezione dell’importanza dell’IA cresce all’aumentare delle dimensioni aziendali, e quindi del grado di complessità da gestire: il tasso delle risposte “importante” e “molto importante” si attesta al 69% per le imprese al di sotto dei 50 milioni di euro di fatturato e sale fino all’89% in quelle al di sopra dei 500 milioni di euro.

Questa disomogeneità nel grado di consapevolezza rischia di rallentare e rendere più complesso il graduale processo di implementazione dell’AI nelle diverse funzioni e attività aziendali. Una prima evidenza è che sarà quindi necessario un approccio “top-down” in cui il CEO avrà un ruolo guida nella promozione del cambiamento dal punto vista culturale, strategico e organizzativo.

Impatto AI su organizzazione aziendale. 

Ad oggi, sembra mancare la piena consapevolezza dei CEO circa l’impatto concreto dell’Intelligenza Artificiale sui vertici aziendali e sul loro lavoro. L’82,9% del campione ritiene che il ripensamento di priorità, compiti e responsabilità
riguardi, in prima battuta, il responsabile dell’area innovazione tecnologico-digitale, ossia il Chief Innovation Officer (CIO), il Chief Technology Officer (CTO) o il Chief Digital Officer (CDO). Seguono il responsabile di ricerca e sviluppo (61%), il responsabile di produzione (58,5%) e il responsabile marketing (56,1%). Solo un terzo (il 33%) dei CEO ritiene di essere interessato da un cambiamento sostanziale: emerge quindi la percezione di una netta separazione tra la dimensione strategica e quella operativo-gestionale, con i capi d’azienda che tenderebbero a “delegare” la gestione degli aspetti legati allo sviluppo del’IA ai responsabili delle aree di Innovazione e Tecnologia. Questo approccio esporrebbe le organizzazioni a una visone di breve termine sull’Intelligenza Artificiale. Per garantire la sostenibilità e la competitività del business nel medio-lungo termine è invece necessario che l’integrazione dell’IA sia prerogativa del vertici dell’azienda, con il compito di favorire la comprensione della portata delle sfide e delle opportunità legate a questa tecnologia.

A questo proposito il riscontro avuto da parte dei  vertici aziendali è positivo. Infatti quasi la metà dei rispondenti (48,8%) dichiara che la propria organizzazione sta sviluppando soluzioni interne di IA, il 23% pensa di affidarsi a partner esterni, mentre solo l’11,6% del campione afferma di non essere interessato a investire in questa tecnologia nel prossimo triennio. Gli investimenti saranno orientati prevalentemente allo sviluppo di nuovi servizi e prodotti (40%) e al raggiungimento di una maggiore efficienza produttiva (36,4%).

Ambiti di implementazione. Oggi l’Intelligenza Artificiale è prevalentemente impiegata nel campo delle relazioni Business-to-Consumer e Business-to-Business, ma è potenzialmente applicabile a tutte le funzioni aziendali, secondo livelli diversi di intensità e complessità gestionale e tecnologica. La maggior parte dei business leader intervistati indicano le aree di magazzino e logistica (62,5%), servizi post-vendita e assistenza clienti (60%) come quelle in cui potranno dispiegarsi le maggiori opportunità, mentre permane scetticismo sull’applicazione dell’AI nelle aree di amministrazione, finanza e controllo (33,3%), strategia (26,8%) e risorse umane (14,3%).

“L’arrivo massiccio dell’Intelligenza Artificiale nella operatività delle aziende già oggi imporrà cambiamenti radicali per come l’azienda dovrà essere organizzata e per i ruoli e le mansioni che dovranno essere svolte”, dichiara Paolo Borzatta, Senior Partner The European House -Ambrosetti.

L’interazione tra essere umano e macchina può favorire anche il supporto dei processi decisionali rendendo l’IA applicabile sia alle funzioni di front-office sia a quelle di back-office.

Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia. “Sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie è una priorità per le persone e per le imprese e chi si occupa di innovazione ha il dovere di aiutarle a coglierne i benefici. Come emerge dalla ricerca, il nostro Paese non è lontano da questa consapevolezza”.

Source: Meccanica e Automazione
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Polvere tribologica per stampa 3D (SLS) a prova d’incendio

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Polvere tribologica per stampa 3D (SLS) a prova d’incendio

Tecniche costruttive e materiali adeguati sono essenziali per prevenire efficacemente incendi negli abitacoli delle automobili. igus si è spinta in questa direzione con iglidur I3, polvere tribologica per tecnologia SLS che supera di cinque volte gli standard di sicurezza antincendio. Iglidur I3 è estremamente resistente all’abrasione, adatto per applicazioni soggette ad abrasione in qualunque situazione anche le più rischiose, ha superato le prove di combustione dei rigidi standard FMVSS 302. Nelle prove il valore di combustione rilevato era cinque volte più basso del valore limite massimo consentito. Gli incendi all’interno del veicolo sono causati principalmente dalla noncuranza nel maneggiare fiammiferi e sigarette. Pertanto sono necessari materiali con un’infiammabilità e una velocità di propagazione della fiamma ridotte. Per dare il tempo necessario di fermare la vettura anche ad alta velocità e permettere di abbandonare l’abitacolo nella massima sicurezza. Il materiale tribo-polimerico per la sinterizzazione laser selettiva, la polvere iglidur I3 SLS, è utilizzato in virtù della sua robustezza negli interni dei veicoli e ha superato i test antincendio della normativa  FMVSS 302.

iglidur I3 si distingue nelle procedure di omologazione internazionale

Introdotto come standard federale di sicurezza dei veicoli a motore (FMVSS) 302 negli Stati Uniti, la procedura di test descrive i requisiti di resistenza al fuoco dei materiali utilizzati nell’abitacolo dei veicoli a motore, come automobili e camion. La procedura di test prevede la combustione data da una fiamma di 38mm di un provino disposto orizzontalmente con uno spessore medio di 2,02 mm. Si determina così la velocità di propagazione della fiamma di quel particolare materiale. Il valore massimo consentito era di 4 pollici/min, ossia 102 mm/min. L’iglidur I3 ha una velocità di combustione media di soli 18,8 mm / min e pertanto soddisfa cinque volte di più i requisiti previsti.

Resistente all’abrasione e disponibile in tempistiche ridotte

Un ulteriore vantaggio non trascurabile. I componenti in iglidur I3 raggiungono una resistenza meccanica    elevata intrinseca del processo produttivo SLS ed una finitura superficiale tale da rendere inutile ulteriori rilavorazioni. Con la sinterizzazione laser i pezzi prodotti possono essere subito utilizzati sia nella produzione di prototipi che in serie. Anche la complessità geometrica non costituisce nessun vincolo. E’ sempre possibile avere una elevata precisione costruttiva per componenti pensati per applicazioni in movimento. Nel laboratorio di prova di igus, i cuscinetti a strisciamento realizzati con tecnologia additiva sono stati confrontati con analoghi componenti nei    materiali comuni per la sinterizzazione laser selettiva. Nel movimenti oscillanti, rotatori e lineari, le parti erano almeno tre volte più resistenti all’abrasione rispetto ai materiali di confronto. Senza considerare che non sarà più necessario fare scorte di magazzino o prevedere l’utilizzo di particolari strumenti per il montaggio. La componenti stampate sono immediatamente disponibili. iglidur I3 può essere usato anche da chi non dispone di una stampante 3D propria. In questi casi igus offre un servizio di stampa 3D. I clienti ricevono rapidamente i propri componenti stampati: le parti ordinate sono disponibili generalmente in una settimana. Per usufruire di questo servizio è necessario disporre di un modello CAD del particolare.

 

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Source: Attualita
Polvere tribologica per stampa 3D (SLS) a prova d’incendio

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Confindustria Lombardia: la manifattura continua a crescere ma con moderazione

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Confindustria Lombardia: la manifattura continua a crescere ma con moderazione

Dall’analisi congiunturale del III trimestre realizzata da Confindustria Lombardia sulla manifattura emerge che, dopo numerosi trimestri a crescita sostenuta, il periodo è più moderato 0,3%.

Rispetto allo stesso periodo del 2017 la crescita invece è netta + 3,9%. A livello europeo la Lombardia conferma di essere tra i protagonisti del settore: si riduce infatti la differenza con l’indice di produzione manifatturiero dell’Eurozona e aumenta la distanza con la media italiana . Questa rincorsa è sostenuta da tutti i settori produttivi, con il traino di meccanica, minerali non metalliferi e gli strumenti biomedicali, e in maniera omogenea da tutti i territori con la sola eccezione di Pavia.

Export. Il -0,1% degli ordini esteri e la riduzione della quota estera sul fatturato totale delle imprese è un primo campanello d’allarme a seguito della minaccia di guerre tariffarie, del cambiamento di paradigma nella politica fiscale americana e dello stallo nelle decisioni nell’Eurozona. Confindustria Lombardia è convinta che l’escalation dei dazi sia un pericolo per l’Italia e che in caso di crollo del commercio internazionale la Lombardia (che nel 2017 ha esportato per un valore di 120 miliardi di euro) rischia di subire un pesante shock: uno scenario da evitare con tutte le nostre forze, in questa fase di lieve ripresa. Per questo motivo bisogna rafforzare il mercato interno che, come vediamo dai dati anche del secondo trimestre, continua a essere debole. In questo contesto di incertezza anche le aspettative degli imprenditori si sono adeguate al ribasso, contribuendo a proiettare questa tendenza nel prossimo futuro.

Occupazione. Sale il livello occupazionale in questa regione + 0,6. Questo grazie a politiche attive d’avanguardia ma soprattutto grazie alla disponibilità di quegli imprenditori che, hanno tutto l’interesse ad assumere personale, formarlo, creare un percorso di crescita nell’interesse sia dell’impresa che del lavoratore e quindi del benessere dell’intera società.

Confindustria chiede: che i contratti a tempo indeterminato vengano incentivati con sgravi fiscali e che venga ridotto drasticamente il cuneo fiscale. Quest’ultima misura, oltretutto, avrebbe il doppio effetto di abbassare il costo del lavoro e far ripartire la domanda interna.

Source: Meccanica e Automazione
Confindustria Lombardia: la manifattura continua a crescere ma con moderazione

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Bonus Pubblicità: domande dal 22 settembre 2018

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Bonus Pubblicità: domande dal 22 settembre 2018

Pubblicato in GU, nel decreto sono fornite regole e scadenze per presentare domanda e beneficiare delle agevolazioni fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali.

Martedì 24 luglio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 Maggio 2018, N. 90 “Regolamento recante le modalità ed i criteri per la concessione d’incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali”, in attuazione dell’articolo 57-bis, comma 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. Il decreto entrerà in vigore l’8 agosto.

COME FUNZIONA? Il credito di imposta è destinato alle imprese e ai lavoratori autonomi, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, e agli enti non commerciali, in relazione agli investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on-line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati a partire dal 1° gennaio 2018, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. L’incremento percentuale è riferito al complesso degli investimenti effettuati, rispetto all’anno precedente, sugli stessi mezzi di informazione.

Il regolamento prevede inoltre l’accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 solo sulla stampa quotidiana e periodica, anche on-line, purché il loro valore superi almeno dell’1 per cento l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.

Le risorse stanziate per il 2018 ammontano a 62,5 milioni di euro, di cui 50 milioni per gli investimenti sulla stampa (20 milioni per gli investimenti effettuati nel secondo semestre del 2017, più 30 milioni per quelli da effettuare nel 2018) e 12,5 milioni per gli investimenti da effettuare nel 2018 sulle emittenti radio-televisive.

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE. Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, tenendo conto del limite massimo complessivo delle risorse di bilancio annualmente appositamente stanziate. L’intensità dell’incentivo potrà essere elevata al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e nel caso di start-up innovative, una volta perfezionata con esito positivo la procedura di notifica della maggiorazione alla Commissione europea, in pendenza della quale è concessa la misura ordinaria del 75%.

INVESTIMENTI AMMESSI. Gli investimenti incrementali ammessi al bonus sono quelli riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali, effettuati esclusivamente su giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea o editi in formato digitale, oppure nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi di qualunque tipologia, nonché quelle per la trasmissione o per l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Le spese per l’acquisto di pubblicità sono ammissibili al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connessa.

TAX CREDIT. Per accedere al credito di imposta i soggetti interessati, nel periodo compreso dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno, devono presentare un’apposita comunicazione telematica con le modalità definite con provvedimento amministrativo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Entro il 30 aprile di ciascun anno, il Dipartimento forma un elenco dei soggetti richiedenti il credito di imposta con l’indicazione dell’eventuale percentuale provvisoria di riparto in caso di insufficienza delle risorse e l’importo teoricamente fruibile da ciascun soggetto dopo la realizzazione dell’investimento incrementale. L’ammontare del credito effettivamente concesso viene disposto con provvedimento del Dipartimento dopo l’accertamento degli investimenti effettuati.

Per il solo 2018 la comunicazione telematica deve essere presentata a decorrere dal sessantesimo giorno ed entro il novantesimo giorno successivo al 24 luglio, data di pubblicazione del dpcm nella Gazzetta Ufficiale, quindi dal 22 settembre al 22 ottobre 2018, e l’adozione dell’elenco dei soggetti ammessi è effettuata entro 120 giorni sempre dalla data di pubblicazione del decreto in Guri. Per gli investimenti incrementali effettuati tra giugno e dicembre 2017 la comunicazione deve essere effettuata entro gli stessi termini, ma in modo separato.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, dopo la realizzazione dell’investimento incrementale, presentando il modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

Source: Meccanica e Automazione
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Giunti con allunga

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Giunti con allunga

ComInTec, azienda Italiana con una pluriannuale esperienza nella produzione di giunti di collegamento, ha progettato una serie di giunti composti da uno spaziatore centrale allo scopo di collegare due componenti distanti tra loro. A questo spaziatore centrale possono essere unite diverse soluzioni di elementi flessibili, con i relativi mozzi da fissare sugli alberi, da movimentare in funzione del tipo di applicazione, esigenza e performance da ottenere.

I giunti con allunga permettono la connessione di diversi componenti in una catena cinematica, con la possibilità di integrarsi con dispositivi di sicurezza come i limitatori di coppia. Macchinari come martinetti, rinvii e attuatori possono usufruire di questo sistema. ComInTec ha sviluppato tre modelli di questi prodotti, che facilitano il collegamento di componenti con elevati disallineamenti, posizionati distanti l’uno dall’altro.

Le allunghe centrali vengono personalizzate, prodotte ed assemblate allo scopo di rispettare un determinato D.B.S.E. (Distance Between Shafts End) dettato dalle specifiche dell’applicazione del cliente con lunghezze anche oltre i 3m, dipendente da parametri tecnici.

I MODELLI DISPONIBILI SONO:

Giunto con allunga – con pacchi lamellari come elementi flessibili

GTR/DBSE

Giunto con allunga –  ad elementi flessibili in materiale elastomerico

GAS/SG/DBSE-AL

Giunto con allunga – con soffietto come elemento flessibile

GSF/DBSE

Ogni modello di giunto con allunga risponde a particolari bisogni di rigidità, tipologia di bloccaggio, lunghezza nonché modalità di montaggio; tutti hanno in comune gli obiettivi di produttività ed efficienza aziendali richieste nei settori produttivi più dinamici: semplificazione dei sistemi in modo da ridurre probabili fonti di manutenzione e superflua gestione, semplicità nel montaggio al fine di ridurre i tempi di fermo macchina e ottimizzazione del rapporto prestazione/prezzo.

Per adeguarsi alle specifiche caratteristiche di ogni impianto industriale i giunti con allunga ComInTec possono essere personalizzati per lunghezze specifiche e soluzioni di bloccaggio ad hoc.

I vantaggi competitivi di queste soluzioni si declinano nella semplicità di montaggio e nelle funzionalità, che riducono i tempi di fermo macchina sia in fase di installazione che controllo durante le fasi di produzione industriale, ottimizzando il rapporto prestazione/prezzo.

Il montaggio risulta semplice e veloce; con la possibilità di evitare lo spostamento assiale di parti dell’impianto utilizzando il bloccaggio a morsetto scomponibile in due parti, con e senza cava.

A beneficiare di queste soluzioni sono le applicazioni e assemblaggi di attuatori, martinetti, rinvii angolari/servomeccanismi, per trasferire il moto tra due alberi distanti tra loro.

giunti con allunghe_comintecGiunto con allunga – con pacchi lamellari come elementi flessibili

GTR/DBSE

Prodotto in acciaio completamente lavorato e senza gioco torsionale, con pacchi lamellari in acciaio INOX. L’allunga in acciaio saldato garantisce il mantenimento e consolidamento della rigidità torsionale. Tutte le componenti del giunto hanno un trattamento anticorrosivo di zincatura per aumentarne la resistenza alla corrosione per impianti in uso esterno. Utilizzato in impianti di sollevamento, macchine tessili e banchi prova. Progettato per l’utilizzo anche ad elevate temperature come nelle fonderie e nell’industria dello stampaggio.

L’assenza di manutenzione e le diverse soluzioni di bloccaggio con foro e cava, morsetto, con una vite o morsetto scomponibile in due parti, lo rendono un giunto molto versatile per coppie di trasmissioni fino a 130KN.

Giunto con allunga –  ad elementi flessibili in materiale elastomerico

GAS/SG/DBSE-AL

Realizzato in alluminio completamente lavorato è ideale per il collegamento di rinvii angolari grazie al ridotto momento di inerzia e il DBSE specifico.

Con il bloccaggio a morsetto scomponibile in due parti il montaggio dell’allunga è possibile senza lo spostamento dei componenti dell’impianto. Il materiale elastomerico, disponibile in diverse durezze, smorza le vibrazioni e isola elettricamente il giunto. L’elemento elastico è particolarmente resistente all’invecchiamento, abrasione, fatica, idrolisi e alle radiazioni UV, nonché ai principali agenti chimici. Questa soluzione trova largo impiego in agitatori, mescolatori, nastri trasportatori ed impianti fotovoltaici.

Giunto con allunga – con soffietto come elemento flessibile

GSF/DBSE

In alluminio completamente lavorato resistente alle alte temperature questo giunto ha come elementi flessibili due soffietti in acciaio INOX, caratterizzato da un ridotto momento di inerzia e un elevato recupero dei disallineamenti. Il giunto ha un’elevata rigidità torsionale e può essere integrato con componenti di sicurezza come i limitatori di coppia. Anche per questa tipologia di allunga il sistema di bloccaggio a morsetto può essere personalizzato con una o due parti, con e senza cava.
Principalmente utilizzato per collegamenti di attuatori e/o servomotori.
Per informazioni: www.comintec.com

Source: Meccanica e Automazione
Giunti con allunga

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Assemblea Federmacchine – 2017 in crescita e previsioni positive per il 2018

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Assemblea Federmacchine – 2017 in crescita e previsioni positive per il 2018

Nel 2017, il fatturato dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali si è attestato a 46,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 9,7% rispetto all’anno precedente. Il risultato è stato determinato principalmente dall’ottimo andamento delle consegne sul mercato interno, trainate dalla vivace domanda di beni di investimento. Più moderato l’incremento dell’export.

Positive le previsioni per il 2018 anche in virtù delle misure previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

Questo è quanto emerge dai dati di consuntivo presentati  da Sandro Salmoiraghi, presidente FEDERMACCHINE, in occasione dell’annuale assemblea della federazione delle imprese italiane costruttrici di beni strumentali che ospita l’incontro con Enrico Letta, presidente dell’Associazione Italia-Asean.

“La ripresa del mercato interno – ha affermato Sandro Salmoiraghi, presidente FEDERMACCHINE – dimostra che i provvedimenti di  super e iperammortamento hanno funzionato e stanno tuttora funzionando ma, se vogliamo continuare a recitare un ruolo di primo piano nello scenario internazionale, non possiamo fermarci proprio ora. Dobbiamo premere sull’acceleratore dell’innovazione. Chiediamo alle autorità di governo di metterci nelle migliori condizioni per lavorare. Industria e Impresa 4.0 hanno fatto molto ma possono, se prolungati, contribuire ancora di più a nuovi e necessari sviluppi e aggiornamenti del tessuto manifatturiero italiano”.

In particolare, secondo i dati elaborati dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, il fatturato dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali è cresciuto, del 9,7%, a 46,6 miliardi di euro. Nel confronto con il 2016, tutti e 13 i settori di FEDERMACCHINE hanno visto crescere il proprio fatturato.

Supportato dalle misure di super e iperammortamento, il consumo domestico è cresciuto, dell’11,6%, a 24 miliardi. A beneficiare di ciò sono state anzitutto le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno cresciute, del 14,3%, a 14,9 miliardi.  Positivo anche l’andamento delle importazioni il cui valore si è attestato a 9,2 miliardi, il 7,6% in più rispetto al 2016.

Dopo un 2016 piuttosto piatto, nel 2017, le esportazioni sono tornate a crescere in modo deciso, segnando un +7,6% rispetto all’anno precedente, pari 31,8 miliardi di euro. Principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Germania (3,4 miliardi di euro, +8,1%), Stati Uniti (3 miliardi di euro, +2,6%), Cina (2,1 miliardi, +14%), Francia (2,1 miliardi, +5,5%) e Spagna (1,3 miliardi, +7,6%).

Con particolare riferimento all’Area Asean, le esportazioni italiane nell’ultimo quadriennio hanno registrato un trend di incremento praticamente costante. Nel 2017 le vendite nell’area si sono attestate a 1,1 miliardi di euro, il 6,3% in più rispetto al 2016 ma addirittura il 20% in più rispetto al valore registrato nel 2013.

Un ragionamento a parte merita il dato di export su fatturato risultato pari al 68%, in ulteriore calo rispetto all’anno scorso quando si attestò al 69%. Il ridimensionamento registrato a partire dal 2014 è testimonianza della ripresa di vigore della domanda italiana che finalmente è tornata a investire in tecnologia di produzione.

Il saldo complessivo dei settori che fanno capo a FEDERMACCHINE, è stato positivo per 22,6 miliardi di euro
(+7,7% rispetto all’anno precedente).

In particolare il saldo della bilancia commerciale del paese è risultato in attivo per 47,3 miliardi di euro. Dei tre comparti attivi (Abbigliamento & Arredamento, Meccanica, altri manufatti) il settore delle macchine e apparecchi meccanici, nel quale è compreso tutto il comparto del bene strumentale rappresentato da FEDERMACCHINE, è quello che ha fornito di gran lunga il contributo maggiore (50,7miliardi di euro) alla bilancia del paese.

Anche il 2018, come evidenziato dalle previsioni elaborate dal Gruppo statistiche FEDERMACCHINE, sarà positivo per il settore. Il fatturato crescerà, del 5,8%, a 49 miliardi. L’export salirà, del 5%, a 33,3 miliardi. Il consumo arriverà a 26 miliardi circa, il 7,1% in più rispetto al 2017, trainando soprattutto le consegne interne che saliranno, del 7,5%, a 16 miliardi. Crescerà comunque anche l’import, del 6,4%, a 9,8 miliardi.

 

 

 

Source: Meccanica e Automazione
Assemblea Federmacchine – 2017 in crescita e previsioni positive per il 2018

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Mitsubishi Electric fa lezione di automazione

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Mitsubishi Electric fa lezione di automazione

Si è da poco chiusa la seconda edizione dell’iniziativa “Porte Aperte alla Scuola” di Mitsubishi Electric filiale italiana, che ha coinvolto cinque istituti tecnici superiori delle Province di Milano e Monza Brianza – per un totale di oltre 200 studenti e 30 insegnanti. Questo importante risultato ha consentito alla multinazionale giapponese di avvicinare il mondo della formazione tecnica superiore al mondo dell’impresa, focalizzandosi sui temi della robotica e del PLC (controllo logico programmabile), nell’ambito delle applicazioni industriali. La Divisione Factory Automation di Mitsubishi Electric ha inoltre donato quest’anno kit scolastici con PLC per i laboratori in sede scolastica dell’IIS Einstein di Vimercate e dell’IIS Giorgi di Milano.

Forte dei risultati della prima edizione, e grazie al carattere fondante che la formazione riveste nelle strategie di Mitsubishi Electric, l’azienda ha rinnovato l’iniziativa “Porte Aperte alla Scuola”, coinvolgendo per l’anno scolastico 2017/2018 nuovi istituti e inserendo corsi specificatamente dedicati al corpo docente. Le collaborazioni hanno previsto percorsi formativi in azienda e presso le sedi scolastiche e visite alla Demo & Training Room Factory Automation presso la sede dell’azienda di Agrate Brianza per una formazione teorica e pratica sui temi dell’automazione industriale.

Per il terzo anno consecutivo, è proseguita inoltre la forte partnership con la Fondazione “Istituto Tecnico Superiore Lombardo per le Nuove Tecnologie Meccaniche e Meccatroniche” (ITS), un percorso formativo biennale post diploma di alta specializzazione in Meccatronica e Automazione, con attività di docenza continuativa in ambito Robotica e Controlli Numerici presso le sedi di Bergamo e di Sesto San Giovanni e stage curriculari per alcuni studenti.

La formazione è da sempre un elemento fondamentale in cui l’intero gruppo Mitsubishi Electric crede fermamente, il modo migliore per acquisire conoscenze pratico-teoriche e sviluppare quelle professionalità che consentiranno ai futuri tecnici di affermarsi con successo in ambito lavorativo. Le attività dell’iniziativa “Porte Aperte alla Scuola” riprenderanno all’inizio dell’anno scolastico 2018/2019, con l’intento di sostenere le nuove generazioni con un supporto altamente qualificato durante il loro processo di preparazione al mondo del lavoro.

Questa importante collaborazione si inserisce in un ampio programma di iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa sviluppato dall’azienda, che sostiene da anni diversi progetti in numerosi altri ambiti.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito:

http://responsabilitasociale.mitsubishielectric.it/it/

Source: Meccanica e Automazione
Mitsubishi Electric fa lezione di automazione

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L’auto solare dell’Università di Bologna trionfa all’American Solar Challenge

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L’auto solare dell’Università di Bologna trionfa all’American Solar Challenge

Emilia 4, l’auto solare progettata e costruita dall’Università di Bologna, trionfa all’American Solar Challenge, competizione riservata a veicoli solari sviluppati dalle università di tutto il mondo. Dopo 2700 chilometri attraverso la regione delle Montagne Rocciose, dal Nebraska all’Oregon, il team Onda Solare – unica squadra europea in gara – chiude il percorso conquistando il primo posto. E sono arrivati anche due premi speciali: il premio per la miglior meccanica e uso dei compositi e il premio per il miglior progetto della batteria. Un successo che conferma il ruolo di primo piano dell’Università di Bologna nel settore dell’Automotive a livello mondiale, e che apre la strada a possibili importanti ricadute in campo industriale.

Squadra Onda Solare

Il veicolo sviluppato dalla squadra di Onda Solare, ha un aspetto simile a quello di un’auto tradizionale ma con una grossa differenza nel campo dei consumi: per muoversi Emilia 4 utilizza una quantità di energia simile a quella necessaria per far funzionare un asciugacapelli. Con due motori elettrici posizionati dentro alle ruote, è alimentata da cinque metri quadrati di pannelli solari ad alto rendimento collegati a batterie al litio di ultima generazione. La sfida di Emilia 4 era partita il 6 luglio, con una serie di prove preliminari su circuito (per un totale di quasi 500 chilometri percorsi), tutte superate con ottimi risultati. Poi, il 14 luglio è partita la gara vera e propria. L’auto solare nata dalla ricerca Unibo ha gareggiato nella categoria Cruiser, quella riservata ai veicoli con più di un posto (Multi Occupant Vehicle).

Auto solare a quattro posti

Da notare, a questo proposito, che Emilia 4 è un’auto solare a quattro posti (la prima auto italiana di questo tipo), mentre gli altri veicoli arrivati al traguardo sono tutti a due posti. Non solo: l’auto dell’Alma Mater è arrivata al traguardo sfruttando esclusivamente l’energia solare, senza mai collegarsi alla rete elettrica per ricaricare le batterie, e percorrendo autonomamente l’intero percorso, mentre tutti gli altri veicoli in gara hanno dovuto essere trainati su carrello per almeno un tratto del tracciato. Il percorso dell’American Solar Challenge ha portato le vetture in gara fino a 2500 metri di altezza, attraverso la regione delle Montagne Rocciose. Una sfida a colpi di chilometri macinati in dieci giorni, partendo da Omaha e proseguendo per Grand Island, Gering, Casper, Lander, Farson, Mountain Home, Burns, fino all’ultima tappa, la città di Bend in Oregon. I ragazzi del team Onda Solare hanno documentato la gara giorno dopo giorno, tra batterie da ricaricare, pit stop e problemi meccanici da risolvere lungo il percorso o durante di lunghe notti di lavoro. Ma anche acquazzoni e nebbia che hanno limitato la disponibilità di energia solare, creando non pochi problemi.

 

Buon viaggio, ottimi punteggi

Alla fine, però, gli sforzi sono stati premiati: Emilia 4 ha completato con successo il viaggio riportando, giorno dopo giorno, punteggi ottimi per efficienza, tempi di percorrenza, numero di persone a bordo, capacità della batteria. Risultati che, messi uno accanto all’altro, hanno portato alla conquista del primo posto in classifica. Nata da un progetto di ricerca industriale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna grazie ai Fondi europei – Por Fesr 2014-2020, Emilia 4 è stata sviluppata e costruita interamente in Emilia-Romagna dall’Università di Bologna e dal team di Onda Solare, con il coinvolgimento del CIRI Meccanica Avanzata e Materiali e il CIRI Aeronautica e il sostegno di diverse aziende e centri di ricerca, tra cui il Centro di super calcolo del Cineca e Scm Group. Il lavoro di progettazione, che ha coinvolto una sessantina di persone, è durato due anni, mentre la fase di costruzione è stata portata a termine in meno di un anno.

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Source: Attualita
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