Case history Meusburger e Prover: precisione ed esatta riproducibilità per piastre e portastampi

Case history Meusburger e Prover: precisione ed esatta riproducibilità per piastre e portastampi

Progettazione e produzione di stampi termoplastici e fornitura di servizi di stampaggio di articoli plastici. È di questo che si occupa Prover di Merate (LC), azienda che ha sempre posto grande attenzione all’aggiornamento tecnologico, dalla dotazione in ufficio tecnico di evoluti software Cad/Cam, all’adozione di impianti e macchine di produzione sempre allo stato dell’arte. Queste ultime, operative nel reparto di attrezzeria e in quello di stampaggio, dove vengono realizzati particolari plastici mono-materiale, bi-colore, bi-materiale e articoli cavi.

Cesare Comi, responsabile delle attività in attrezzeria e ufficio tecnico di Prover di Merate (LC).

«Nel nostro reparto attrezzeria – spiega Cesare Comi, responsabile delle attività in attrezzeria e ufficio tecnico – si costruiscono tutti gli stampi, secondo progetto, attraverso l’uso di macchine utensili d’avanguardia, al fine di assicurare la massima precisione». Macchine utensili sulle quali vengono utilizzati anche svariati prodotti dell’austriaca Meusburger, azienda familiare con sede a Wolfurt nel Vorarlberg e presente sul mercato degli utensili e della produzione stampi normalizzati di alta qualità. Tra questi, non solo piastre, portastampi e normalizzati, ma anche l’H 1000, un sistema di staffaggio multifunzionale.

Tempi ridotti e riduzione degli errori
«A distanza di circa un anno – prosegue Comi – devo confermare la validità di questo sistema, capace di generare benefici operativi ad alto valore aggiunto per i nostri processi».

H 1000, sistema di staffaggio multifunzionale Meusburger adottato da Prover.

Il sistema di staffaggio H 1000, invenzione innovativa portata sul mercato da Meusburger, consente di lavorare velocemente e in modo efficace, ma anche con assoluta precisione e un’esatta riproducibilità. Le piastre vengono allineate e fissate al sistema di staffaggio, laddove la funzione delle stesse si rivela importante e decisiva, cioè nei fori alesati delle colonne.

«Una soluzione che – osserva Comi – nonostante comporti l’acquisto di piastre sempre dello stesso fornitore, è indubbio come riesca ad abbattere sensibilmente i tempi di piazzamento, di esecuzione, nelle tolleranze desiderate».

Vista reparto attrezzeria in Prover

Per come progettato, il sistema permette una configurazione semplice e rapida. Una volta scelta la misura delle piastre necessarie, è possibile comporre i sistemi di staffaggio necessari per il diametro delle piastre di forma e di quelle di estrazione. Grazie al calcolo completamente automatico degli elementi di staffaggio necessari, viene garantita la fornitura completa del sistema. Inoltre, è possibile aggiungere l’equipaggiamento complementare per la lavorazione orizzontale oppure delle piastre pallet per morsa, portaelettrodi e così via. Numerosi i punti di forza ottenibili: effettivo miglioramento della qualità dello stampo grazie all’esatta riproducibilità dello staffaggio, con tolleranze di qualche millesimo; riduzione dei tempi di lavorazione ottenibile grazie all’abbattimento dei tempi di messa a punto; semplificazione della programmazione mediante uno staffaggio all’interno dell’incolonnamento, senza pareti sporgenti; non ultimo, il sistema permette di minimizzare i rischi di collisione grazie allo staffaggio tramite gli anelli di espansione.

«Prima di adottare tale sistema – prosegue Comi – questa fase del processo prevedeva maggiori risorse. I nostri operatori, una volta messa la piastra, dovevano allinearla col comparatore, effettuare il centraggio con lo stesso comparatore per individuare lo “zero”. Tutto ciò, tenuto conto che la piastra doveva precedentemente essere sbancata, sgrossata, tolta dalla centro di lavoro per essere portata a fare un trattamento di distensione per ripristinare la struttura molecolare». Oggi, l’abbinamento piastra più sistema di staffaggio, agevola in Prover un’importante ottimizzazione del processo di costruzione del portastampo.

Dettaglio lavorazione con sistema di staffaggio H 1000 Meuburger.

Dalla progettazione allo stampo, allo stampaggio
Una vincente sinergia, dunque, quella offerta dalle soluzioni Meusburger, che non si limita alla fornitura di piastre e del sistema di staffaggio, ma anche di molti normalizzati tra i quali estrattori e punzoni.

«Partner – sottolinea Comi – che nel tempo ha sempre saputo soddisfare le nostre necessità. Col valore aggiunto di riuscire a evadere le commesse in tempi molto rapidi, non più di 2-3 giorni, con la certezza di un prodotto di assoluta qualità. Quindi affidabile sotto ogni punto di vista».

A questo proposito, Meusburger può contare su quasi 20.000 mq di superficie di magazzino, un grande deposito centrale di normalizzati per piastre e pezzi tondi, dove è disponibile la quasi totalità dei prodotti a catalogo, i quali possono così essere spediti in brevissimo tempo. Molto apprezzato da Prover è anche il supporto tecnico.

La fase di lavorazione con il sistema di staffaggio citato si colloca presso l’azienda lecchese in un processo più ampio e articolato, alla cui base risiede una suddivisione operativa in 3 reparti distinti (ufficio tecnico, attrezzeria e reparto stampaggio) ma, al tempo stesso, strettamente connessi attraverso una rete di comunicazione via cavo diretta.

«I nostri software Cad/Cam – rileva Comi – sono infatti utilizzabili, con le dovute gerarchie d’accesso, anche dall’officina, dove è installato un Pc per ogni macchina utensile. Da queste postazioni l’operatore può leggere direttamente i disegni in 3D e ricavarne tutti i dati necessari. Sempre in rete locale sono disponibili tutti i file che occorrono per far funzionare le macchine con il Cam».

Fresatrici e torni Cnc, rettifiche Cnc, macchine per l’elettroerosione a tuffo e a filo si avvantaggiano di questa linea diretta che permette di eliminare la circolazione di quasi tutta la documentazione tecnica su carta.

«Il reparto attrezzeria – aggiunge Comi – è costantemente monitorato attraverso un accurato controllo della qualità. Quest’ultimo viene effettuato a ogni fase di costruzione degli stampi con strumentazioni moderne e differenti».

Prover è specializzata nella progettazione stampi e stampaggio di una vasta gamma di tipologie di prodotti destinati a diversi settori tra cui l’automotive, il medicale, l’elettrico, l’elettrodomestico e le telecomunicazioni.

Per ciò che concerne il ciclo di stampaggio, il flusso coinvolge l’iniziale trattamento della materia prima (dalle classiche poliolefine alle resine di ultima generazione) per poi giungere a una batteria di presse con range di capacità da 20 a 200 tonnellate (tra le quali anche una dedicata allo stampaggio del silicone liquido). Da segnalare che, sempre in un’ottica di costante ottimizzazione di processo, miglioramento della qualità di prodotto e della flessibilità da poter offrire al cliente, l’azienda ha da tempo automatizzato alcune presse nella fase finale del processo, permettendo ai vari operatori di concentrarsi su fasi di lavorazione e preparazione più “nobili” e che richiedono maggiore concentrazione.

«Dalla gestione documentale digitale – conclude Comi – all’automazione di alcune fasi di processo, anche la nostra azienda cerca di sfruttare i concetti tipici dell’Industria 4.0. Con l’unico obiettivo di riuscire a mantenere elevato il livello di competitività nei settori ai quali ci rivolgiamo, dall’automotive al medicale, dall’elettrico al variegato comparto degli elettrodomestici, alle telecomunicazioni».

Piastra di staffaggio H20100 Meuburger con griglia da 20 mm.

Staffaggio rapido, preciso e con un’esatta riproducibilità
Resa disponibile da Meusburger in due versioni (da 355 x 196 mm e da 446 x 296 mm), la nuova piastra di staffaggio H20100 con griglia da 20 mm offre la possibilità di fissare i pezzi da lavorare non solo in modo molto rapido, ma anche in modo preciso e con un’esatta riproducibilità. Caratterizzata da un montaggio semplice, anche sul sistema di staffaggio H 1000 utilizzato da Prover, essa assicura all’operatore un risparmio di tempo durante la messa a punto della macchina, grazie alla presenza dei precisi bordi di allineamento.

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Source: Stampi
Case history Meusburger e Prover: precisione ed esatta riproducibilità per piastre e portastampi

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Sono iniziate le attività didattiche della “Project & People Management School” di Comau

Sono iniziate le attività didattiche della “Project & People Management School” di Comau

Sono iniziate le attività didattiche della Project & People Management School di Comau, arrivata quest’anno alla quinta edizione. La prima sessione della summer school 2017 ha aperto i battenti a Torino nella sede di Comau, dove gli studenti universitari che partecipano al progetto lavoreranno fino al prossimo 23 giugno insieme ai docenti e ai manager Comau. Venerdì 16 giugno i partecipanti avranno inoltre l’opportunità di visitare lo stabilimento FCA di Mirafiori, dove viene realizzato il nuovo SUV Maserati “Levante”, per toccare con mano le tecnologie più innovative di Comau applicate direttamente nelle linee di produzione.

Respiro multiculturale e internazionale

Il profilo dei partecipanti alla P&PM School di Torino conferma il respiro multiculturale e internazionale dell’iniziativa didattica promossa dalla Comau Academy, con 22 studenti provenienti da 8 nazioni, di 3 continenti diversi. In particolare, sono 10 gli italiani, 4 studenti arrivano dalla Germania, 1 dalla Francia e 1 dalla Romania. A questi si aggiungono 2 giovani dagli Stati Uniti e 2 dalla Cina, altri 2 partecipanti sono in arrivo da Brasile e Messico.

Network di partner internazionali

La P&PM School è un’attività di alta formazione che Comau realizza con il supporto di un network di partner internazionali, tra cui il Politecnico di Torino, l’Università Cattolica di Milano, la Tongji University di Shanghai, la Finsaa (Associazione per il Finanziamento degli Studi in Amministrazione Aziendale) e la SAA – School of Management di Torino. Il percorso di formazione, totalmente in lingua inglese, permette agli studenti di partecipare ad un’esperienza di studio-lavoro, condotta in una realtà multinazionale e a stretto contatto con un team di professionisti del settore. Durante le attività didattiche i partecipanti hanno la possibilità di conoscere da vicino la realtà operativa e produttiva di aziende partner Comau, visitandone personalmente gli stabilimenti e le linee di lavoro.

I docenti

Le lezioni della P&PM School sono condotte dai migliori manager Comau e da docenti scelti all’interno del network didattico della Academy. Si sviluppano in due macro aree tematiche: Project Management e People Management. La prima è focalizzata sull’apprendimento delle principali metodologie e gli strumenti necessari per gestire efficacemente un progetto in ambito aziendale; la seconda riguarda la comprensione e l’utilizzo di metodi e di best practices utili per guidare le persone, attraverso un lavoro di team, verso risultati di business efficaci. Il percorso didattico prevede, in entrambi i casi, l’alternanza di momenti di formazione in aula (il 25% della durata complessiva) e di esperienza di lavoro in azienda (25% del tempo), con l’affiancamento operativo dei manager della multinazionale torinese. A conclusione del percorso di formazione ogni studente, all’interno di specifici gruppi di lavoro, gestisce un project work (per il restante 50% delle ore previste) su cui, al termine dei corsi, viene fornito un feedback individuale da parte degli assessor Comau. Ciò consente ai partecipanti di comprendere al meglio le proprie attitudini professionali, i propri punti di forza e le possibili aree di miglioramento. Nell’arco di cinque anni, hanno partecipato alle 10 sessioni della P&PM School finora organizzate circa 300 studenti provenienti da tutto il mondo. Alcuni di loro hanno avuto la possibilità di entrare a far parte del team Comau o di altre realtà del Gruppo FCA. Questo testimonia l’importanza di questo percorso di studi anche in ambito professionale.

Le prossime sessioni del 2017 della “Project & People Management School” si terranno a Detroit (24 luglio – 4 agosto) e a Shanghai (21 agosto – 1 settembre). Per entrambe è ancora possibile presentare domanda di iscrizione, attraverso l’apposito modello, disponibile online, all’indirizzo www.ppmform.comau.com. Possono presentare domanda di ammissione gli studenti universitari che frequentano gli ultimi 2 anni dei corsi di Laurea in Ingegneria, in Economia e nelle discipline umanistiche. Per ricevere maggiori informazioni, è possibile scrivere all’indirizzo ppm.school@comau.com.

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Source: Attualita
Sono iniziate le attività didattiche della “Project & People Management School” di Comau

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Modellare ingranaggi con Comsol Multiphysics? Un webinar per capire come fare

Modellare ingranaggi con Comsol Multiphysics? Un webinar per capire come fare

Mercoledì 12 luglio alle 14.30 Comsol terrà un webinar gratuito dedicato alla modellazione di ingranaggi con Comsol Multiphysics.Uno dei punti chiave per la progettazione di sistemi meccanici di trasmissione è la corretta modellazione degli ingranaggi. Il seminario Comsol si propone come un’opportunità di approfondimento, durante la quale saranno presentate alcune tecniche utili per ottenere una simulazione precisa ed efficace degli ingranaggi con il software Comsol Multiphysics.

Diversi tipi di ingranaggi

Durante il webinar verranno considerati diversi tipi di ingranaggi: dalle ruote cilindriche a denti dritti ed elicoidali alla coppia vite senza fine/ruota elicoidale, fino alla coppia pignone/dentiera (meccanismo a cremagliera). I tecnici COMSOL mostreranno impostazioni di modellazione avanzate, che permettono di includere nelle simulazioni rigidezza d’ingranamento, errore di trasmissione, backlash e attrito. Indicheranno inoltre come costruire geometrie di ingranaggi in modo realistico con l’ausilio della Libreria delle Parti.

Un modello realizzato dal vivo

Il webinar si concluderà con la realizzazione dal vivo di un modello. Ciascun partecipante potrà collegarsi alla piattaforma tramite qualsiasi dispositivo connesso a internet: avrà la possibilità di seguire il webinar, porre domande e interagire con i tecnici Comsol senza lasciare la propria postazione. Chi non riuscisse a seguire il webinar in diretta potrà collegarsi successivamente sul sito web Comsolper accedere alla versione registrata.

Per informazioni e per registrarsi basta fare clic qui

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Giornate informative Eplan per la piattaforma Cogineer

Giornate informative Eplan per la piattaforma Cogineer

In un mondo in continua evoluzione, dove i tempi di progettazione e costruzione di macchine e impianti sono sempre più stretti e i margini operativi sempre più compressi, è necessario affidarsi a nuove tecnologie e metodologie che assicurino un processo di progettazione ottimale e flessibile. In risposta a queste esigenze Eplan ha programmato una serie di giornate formative itineranti per far conoscere agli addetti ai lavori Eplan Cogineer, piattaforma che si propone di ridefinire la progettazione automatizzata di schemi elettrici e fluidici. Dopo aver fatto tappa a Torino, ieri è stata la volta di Cavenago Brianza (MB), dove un nutrito numero di partecipanti ha goduto dell’opportunità di vedere da vicino questa nuova tecnologia che, combinata con i benefici della Piattaforma Eplan, porta tangibili vantaggi ai processi di ingegnerizzazione e all’organizzazione aziendale.

L’evento, consigliato ai progettisti di automazione, ai responsabili tecnici e ai responsabili della produzione, sarà ripetuto in altre località nelle seguenti date:

Imola – 4 luglio 2017

Monsummano Terme (PT) – 20 settembre 2017

Vicenza (VI) – 27 settembre 2017

San Marco Evangelista (CE) – 24 ottobre

Noicattaro (BA) – 26 ottobre 2017

Saronno (VA) – 14 novembre 2017

Per maggiori informazioni potete contattare il numero 02 2504812 o inviare una mail a info@eplan.it.

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Lettore di codici con filtro di polarizzazione

Lettore di codici con filtro di polarizzazione

Keyence ha rilasciato sul mercato Italiano il suo nuovo lettori di codici dalle alte prestazioni per qualsiasi codice, luogo e velocità.

Sensore CMOS da 3,1 megapixel della sua categoria. Grazie ai 3,1 milioni di pixel – il meglio della sua categoria – il sensore assicura un campo visivo che è oltre il doppio di quello dei sensori tradizionali. Ad esempio, il numero di componenti elettronici contrassegnati con codici 2D di 0,19 mm che possono rientrare nel campo visivo passa da 15 a 50. L’aumento di 1,6× della sensibilità rispetto ai modelli tradizionali significa che è possibile ottenere una riduzione significativa del rumore. Ad esempio, le immagini possono essere acquisite anche quando è richiesto un tempo di esposizione estremamente breve di soli 100 μs.

Maggiore profondità di campo su distanze più lunghe.
Con una distanza di lettura almeno doppia rispetto ai modelli tradizionali, non è necessario controllare la posizione dei codici o cambiare attrezzi. La lente di nuova concezione della Serie SR-2000 offre una maggiore profondità di campo, cosa che permette di installare il lettore di codici fuori dall’area del flusso di lavoro, assicurando un layout flessibile. Inoltre, anche se a lunghe distanze un’immagine ha una bassa risoluzione, l’algoritmo ad alta risoluzione assicura una lettura affidabile.
La Serie SR-2000 raggiunge un’interazione ottimale tra hardware, software e decoder, cosa difficile da realizzare con ottiche con attacco C. È possibile ottenere una lettura stabile con grande profondità di campo a lunghe distanze, a prescindere dall’utente.

Lettura di oggetti in movimento. Il nuovo lettore SR-2000 legge tutti i codici senza dover fermare il target, anche su target a rotazione o di altezza e misure diverse. In precedenza, nei luoghi di lavoro in cui le distanze di lettura delle scatole variavano, o se cambiava la posizione in cui il codice a barre veniva applicato, era necessario installare più lettori di codici. Con la Serie SR-2000, è possibile effettuare la lettura con una maggiore profondità di campo su un campo visivo più ampio e l’alta velocità di elaborazione significa che non è necessario impostare le dimensioni della scatola di cartone da leggere.

Elaborazione ad alta velocità grazie a tre core: velocità superiore tramite l’elaborazione parallela da parte di CPU, DSP e FPGA. Il filtraggio delle immagini viene eseguito da FPGA nel passo precedente, invece che da DSP, il che riduce il tempo di elaborazione totale. Inoltre, le velocità di elaborazione sono state aumentate del 30% rispetto ai modelli tradizionali, con conseguente riduzione dei tempi di decodifica e di lettura.

Funzione di messa a fuoco automatica. Non serve nessuna regolazione della messa a fuoco o del diaframma, né nessuna ottica con attacco C. Lo sviluppo di un meccanismo dedicato di messa a fuoco permette a chiunque di ottenere una messa a fuoco precisa toccando semplicemente un pulsante.

Funzione di controllo della polarizzazione automatica: filtro di polarizzazione per la rimozione del bagliore. La capacità di un lettore di codici di rimuovere automaticamente gli aloni elimina la necessità di regolare l’angolo di installazione o di installare un’illuminazione esterna. Abbinato alla messa a fuoco automatica, il controllo della polarizzazione automatica permette una flessibilità di montaggio ancora maggiore.

Source: Meccanica e Automazione
Lettore di codici con filtro di polarizzazione

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Tecnologie abilitanti per la digitalizzazione 4.0 dell’industria al Forum Meccatronica

Tecnologie abilitanti per la digitalizzazione 4.0 dell’industria al Forum Meccatronica

Si rinnova l’appuntamento con la quarta edizione del Forum Meccatronica, mostra-convegno ideata dal Gruppo Meccatronica di ANIE Automazione e realizzata in collaborazione con Messe Frankfurt Italia, che il prossimo 26 settembre prenderà il via presso la Mole Vanvitelliana di Ancona la quarta edizione.

Dal motion control all’impiantistica. Le più importanti aziende fornitrici di prodotti e soluzioni per l’automazione industriale presenteranno degli approfondimenti sui più recenti sviluppi tecnologici in ambito motion control, robotica, software industriale, impiantistica, con una particolare attenzione alla progettazione meccatronica e a tutte quelle soluzioni che concorrono alla digitalizzazione 4.0 dell’industria. Il Forum rappresenta un momento di confronto tra gli attori della filiera dell’automazione industriale: i fornitori di soluzioni e prodotti incontrano i costruttori di macchine, gli integratori di sistemi e gli utilizzatori finali per discutere delle più innovative soluzioni tecnologiche presenti sul mercato. Le sessioni convegnistiche vedono l’alternarsi di interventi dei fornitori di tecnologie sotto la moderazione di OEM ed End User, che con testimonianze dirette della loro esperienza verso le tematiche affrontante contribuiscono a sviluppare il dibattito con il pubblico. Nell’area espositiva è possibile approfondire in modo dedicato con i professionisti del settore gli aspetti tecnologici trattati nelle conferenze.

Aziende partecipanti. Hanno già aderito: ABB, B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE, BALLUFF AUTOMATION, BECKHOFF AUTOMATION, BONFIGLIOLI, BOSCH REXROTH, DATALOGIC, EPLAN SOFTWARE & SERVICE, ESA AUTOMATION, FESTO, HARTING, HEIDENHAIN ITALIANA, LAPP ITALIA, LENZE ITALIA, MITSUBISHI ELECTRIC EUROPE, NIDEC INDUSTRIAL AUTOMATION ITALY, OMRON ELECTRONICS, PANASONIC ELECTRIC WORKS ITALIA, PEPPERL + FUCHS, PHOENIX CONTACT, RITTAL, ROCKWELL AUTOMATION, SCHNEIDER ELECTRIC, SCHUNK, SDPROGET INDUSTRIAL SOFTWARE, SEW-EURODRIVE, SICK, SIEMENS, TEAM3D, WEIDMÜLLER, WITTENSTEIN.

La distribuzione delle competenze. In occasione del Forum sarà presentato l’aggiornamento dello studio “Mappatura delle competenze meccatroniche in Italia” realizzato dal Prof. Giambattista Gruosso del Politecnico di Milano: una ricerca realizzata annualmente dal 2015 nell’area geografica in cui il Forum Meccatronica si svolge con l’obiettivo di investigare la capacità di innovazione del comparto dell’industria meccatronica e dell’automazione in Italia.

La partecipazione è gratuita.  È possibile seguire gli aggiornamenti e registrarsi online su www.forumeccatronica.it.

Source: Meccanica e Automazione
Tecnologie abilitanti per la digitalizzazione 4.0 dell’industria al Forum Meccatronica

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Gruppo Lapp, ampliato il business grazie ai sistemi ready-to- connect

Gruppo Lapp, ampliato il business grazie ai sistemi ready-to- connect

Nell’anno fiscale 2015/2016 (1 ottobre – 30 settembre) il Gruppo Lapp, specializzato nello sviluppo e produzione di soluzioni integrate nella tecnologia di cablaggio e di collegamento con headquarters a Stoccarda, ha registrato ricavi netti per 901.5 milioni di euro. L’EBIT è aumentato del 3,9% raggiungendo i 42.9 milioni di euro. Anche l’organico è sensibilmente aumentato, contando, ad oggi, 3.530 dipendenti. Anche la situazione economico-finanziaria del Gruppo Lapp risulta positiva: l’equity ratio si mantiene ad un alto livello con un valore percentuale del 55,4%.“Abbiamo ampliato il nostro parco clienti in tutto il mondo e ne siamo molto orgogliosi, perchè questo dimostra che i nostri servizi e prodotti sono fortemente apprezzati dal mercato,” dichiara Andreas Lapp (in foto), Presidente del Consiglio di Amministrazione Lapp Holding AG.

Sviluppo del business. Il Gruppo Lapp amplia il suo business anche grazie ad ÖLFLEX ® CONNECT, una gamma di sistemi ready-to- connect ideale per l’industria alimentare e dell’energia rinnovabile. Inoltre, Lapp entra in un ulteriore nuovo settore: il cablaggio dei veicoli ferroviari, per cui il Gruppo ha creato un portfolio completo di prodotti specifici come ÖLFLEX ® TRAIN e propone altre soluzioni, sempre firmate Lapp, quali UNITRONIC ® , EPIC ® , SKINTOP ® e SILVYN ®.

Uno sviluppo diversificato per regioni. L’Europa risulta essere il mercato più importante per il Gruppo Lapp, che incide per un 69% sul valore del fatturato totale, cresciuto l’anno scorso del 5% per un valore complessivo di 620.6 milioni di euro. Nello specifico, oltre alla Germania, ha avuto uno sviluppo particolarmente positivo il fatturato dell’Italia per 37.5 milioni di euro, e di Benelux, Spagna e Polonia. Il continente americano (USA, Canada, Centro e Sud America) registra un aumento dell’1%, raggiungendo i 109 milioni di euro, mentre Asia, Africa, Australia e Nuova Zelanda riportano un calo del 9%, attestandosi a 171.9 milioni di euro.

Nuovo centro di competenza europeo. Il più grande progetto di costruzione è stato il nuovo centro di competenza europeo realizzato presso l’headquarters del Gruppo Lapp a Stuttgart-Vaihingen. Questo nuovo edificio offre la possibilità di coniugare i punti di forza Lapp con una maggiore efficacia, a favore di un supporto sempre migliore ai Clienti in Europa, Africa, Medio Oriente e Sud America. Investimenti per il Gruppo Lapp anche in Russia, con l’apertura di un nuovo centro di gestione e logistica e nell’acquisto di nuovi impianti per gli stabilimenti produttivi.

Iniziative benefiche del gruppo. Anche quest’anno, la Fondazione Oskar Lapp rinnova il premio rivolto a giovani scienziati attivi nell’ambito della ricerca cardiovascolare in ricordo del fondatore del Gruppo, scomparso nel 1987 a causa di un infarto. Per il 2017, il Premio per la Ricerca Oskar Lapp di 12.000 euro è stato conferito al cardiologo Konstantinos Stellos, Professore di Medicina Interna e Cardiologia presso l’Università Goethe di Frankfurt am Main.

Buone prospettive per l’anno fiscale in corso. Le prospettive, anche per l’anno fiscale in corso 2016/2017, si prospettano positive con una lieve crescita del fatturato, in particolare per il mercato europeo. L’azienda ritiene che l’acquisizione di CEAM Cavi Speciali, produttore di rilievo di cavi dati per Ethernet industriale e bus di campo, avvenuta ad ottobre 2016 sará fonte di importanti risultati, rafforzando la posizione di Lapp come leader di mercato per i sistemi di data transfer in ambito industriale.

Source: Meccanica e Automazione
Gruppo Lapp, ampliato il business grazie ai sistemi ready-to- connect

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Sistema AGV con carrello a guida autonoma per ottimizzare i processi di packaging

Sistema AGV con carrello a guida autonoma per ottimizzare i processi di packaging

Presente sul mercato da oltre 50 anni, oggi, Linde Material Handling Italia gioca un ruolo da protagonista nel settore dei carrelli elettrici e da magazzino, grazie ad una gamma di prodotti completa e di riconosciuta qualità tra cui spicca la linea Linde Robotics. Con questa nuova gamma, Linde MH punta a diventare fornitore a 360° di carrelli robotizzati, mezzi raccomandati per soddisfare le varie esigenze all’interno del magazzino ed in grado di dialogare con software WMS e sistemi ERP.

Rispetto al mercato, la soluzione offerta da Linde risulta essere molto vantaggiosa da un punto di vista economico poiché, grazie all’assenza di infrastrutture per la navigazione laser come riflettori,
magneti, ecc.., il funzionamento non richiede la modifica o l’aggiunta di nuove componenti nell’ambiente di lavoro ma si plasma in funzione delle strutture già esistenti come muri, colonne e scaffali. Inoltre, ma non meno importante è la capacità di Linde Robotics di garantire ai propri clienti la massima flessibilità e scalabilità; qualità importanti che rendono questa soluzione ideale per tutte le tipologie di siti e processi. Una profonda analisi di tutte queste caratteristiche ha spinto Basf Italia S.p.A., un’azienda chimica che opera con 114.000 collaboratori in tutto il mondo, ad affidarsi a Linde Material Handling per affrontare un processo di ottimizzazione all’interno dell’impianto di Pontecchio Marconi (BO).

La soluzione Linde. Punto nodale dell’impianto bolognese è l’area di confezionamento che rappresenta un anello prezioso della catena logistica poiché al suo interno convergono tutti i materiali prodotti ed è composto da operatori altamente specializzati. “Ci siamo resi conto”, racconta Mario Serranti, Supply Chain and Logistic Manager di BASF, “che l’unità di packaging era collegata all’area di stoccaggio temporanea in modo poco efficiente. Nella pratica, un operatore era obbligato ad aspettare la preparazione dei pallet da parte della macchina confezionatrice per poi spostarlo con un carrello elevatore in un’area di buffer. I tempi morti tra un picking e l’altro dal fine linea erano rilevanti – ciascun pallet ha un tempo di uscita tra di 3-4 minuti – ma non sufficienti per potere dedicare la risorsa ad altri compiti. Il risultato era quello di avere un operatore qualificato “bloccato” in una attività a scarso valore aggiunto per tutta la durata del turno.

Serranti spiega inoltre come anche la continua interferenza fra carrello e operatori abbia spinto Basf Italia a ridefinire i processi per garantire una maggiore sicurezza oltre che a valorizzare il lavoro delle risorse umane. “Per ottimizzare le operazioni a fine linea packaging abbiamo valutato diverse alternative rivelatesi tutte poco versatili. Per trovare una soluzione semplice, ma efficace e su misura ci siamo infine rivolti a Linde MH per sviluppare un sistema AGV basato su carrello a guida autonoma”. È Roberto Mola, Product Manager Linde MH Italia, ad entrare nel dettaglio di quanto implementato: “La soluzione con AGV di Linde per BASF consente di automatizzare un’attività a scarso valore aggiunto aumentando il livello di sicurezza. L’AGV, infatti, lavora in autonomia in uno spazio circoscritto senza interferire con il lavoro degli operatori”. Mario Serranti assicura che è stato proprio questo aspetto a far propendere verso questa soluzione innovativa e che va nella direzione dell’Industria 4.0.

“Punto di forza della nostra soluzione”, rivela Roberto Mola, “è la sua struttura massimamente configurabile e il fatto di basarsi su mezzi Linde già presenti sul mercato, e quindi di comprovata
affidabilità sul campo, e trasformati per diventare delle macchine automatiche. Dal punto di vista sw il carrello dialoga direttamente con il PLC della linea di confezionamento: è la linea, quindi, a dettare i tempi e invitare la macchina in missione per prelevare un pallet pronto o per alimentare il processo con un pallet vuoto”.
L’installazione non ha richiesto modifiche strutturali, né l’installazione di infrastrutture quali riflettori laser, tracce per sensori ottici, sensori magnetici, linee guida o bande magnetiche, ma solo una semplice antenna Wi-Fi e un laser, posizionato sul carrello, che misura istante per istante la distanza dalle principali infrastrutture presenti nel magazzino (muri, scaffali, pilastri,..) e, confrontando tale lettura con la mappa dell’area di lavoro caricata via software, consente all’AGV Linde di muoversi in uno spazio reale riprodotto in modo virtuale nella memoria del carrello, una soluzione, quindi, che ha nella scalabilità e nella componente software il punto più qualificante.

La sicurezza al centro di tutto. Tra i vari motivi che hanno inciso sulla scelta di Basf, hanno svolto un ruolo fondamentale le garanzie delle soluzioni safety di Linde MH che, anche all’atto pratico, hanno saputo rispondere al meglio ai restringenti livelli di sicurezza imposti dal cliente. Infatti, oltre a tutti i dispositivi di sicurezza previsti sulle macchine AGV, la condivisione di un protocollo d’intesa tra BASF e Linde e un attenta valutazione dei rischi hanno contribuito all’installazione di ulteriori dispositivi personalizzati.
“Quando ha preso forma la soluzione progettata da Linde”, racconta Mario Serranti, “ne abbiamo intuito immediatamente il potenziale in ottica di automazione e soprattutto sul fronte della sicurezza perché combinava al meglio un alto livello di integrazione con un minimo innesto infrastrutturale, in una soluzione flessibile e su misura della nostra specifica esigenza”.

Nel dettaglio, il carrello è equipaggiato con 2 laser anteriori, uno parallelo al terreno per riconoscere la presenza di ostacoli o persone ed uno orientato diagonalmente dall’alto verso il basso in grado di rilevare anche eventuali ostacoli che non poggiano a terra. Sul fronte posteriore sono presenti altri due laser, uno per monitorare l’attività delle forche e la presenza del carico e uno parallelo al piano del terreno per identificare eventuali ostacoli. In caso di rilevazioni il mezzo prima rallenta, poi si blocca in prossimità dell’ostacolo. Qualora nascesse l’esigenza, l’operatore può passare da una guida automatica ad una manuale sfiorando semplicemente il timone. Sulle forche invece, un segnalatore di distanza, consente di verificare la corretta presa del bancale ed evidenziare eventuali anomalie.

Il carrello è, inoltre, dotato, di un doppio pulsante di emergenza, segnalatore acustico e di luce blu spot per segnalare agli operatori nell’area la propria presenza e la rotta seguita. Questo  “pacchetto sicurezza” assicura all’AGV il massimo livello di sicurezza PLD (required Performance Level).

Un progetto proiettato al futuro. “Abbiamo scelto la soluzione progettata da Linde”, spiega Mario Serranti, “perché ci assicurava di raggiungere pienamente tutti gli obiettivi di efficienza e sicurezza che ci eravamo preposti e di ottenere, in più, una scalabilità futura sconosciuta ad altre soluzioni e un uso degli spazi senza interventi di adattamento. Questa soluzione infatti ci permette di reagire prontamente al cambiamento.

Per Basf la sicurezza è il beneficio più importante conseguito poiché, oggi, l’AGV lavora senza rischi di interferenze con altri operatori dato che il carrello, in caso di avvicinamento, prima rallenta e poi si ferma. In questo modo gli operatori prima addetti a quest’area sono ora impegnati in attività a più alto valore e maggiormente qualificate. La scalabilità della soluzione AGV consentirà a BASF di gestire carichi di lavoro superiori senza ulteriori aggravi di costo e senza dovere intervenire ulteriormente sulla infrastruttura.

Source: Meccanica e Automazione
Sistema AGV con carrello a guida autonoma per ottimizzare i processi di packaging

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Formnext 2017, appuntamento a novembre con l’Additive Manufacturing

Formnext 2017, appuntamento a novembre con l’Additive Manufacturing

Per il terzo anno consecutivo la formnext powered by tct – che si terrà dal 14 al 17 novembre a Francoforte – si attesta come fiera leader per l’Additive Manufacturing e la generazione futura di processi industriali di produzione e di fabbricazione intelligenti. “In un mercato interessante e dinamico, formnext cresce rapidamente e sottolinea la sua posizione di fiera leader internazionale per la produzione additiva e la futura generazione di soluzioni di produzione intelligenti”, ha dichiarato Sascha F. Wenzler, responsabile di formnext presso l’ente fiere Mesago Messe Frankfurt GmbH. Sin da ora si prevede che formnext prima dell’apertura del 14 novembre 2017 superi abbondantemente i numeri già di grande successo dell’anno precedente.
Internazionalità e varietà industriale dei nuovi espositori. Anche nel 2017 formnext presenterà l’elite mondiale della produzione additiva: 3D Systems, Additive Industries, Arburg, BigRep, Concept Laser, Dassault, Envisiontec, EOS, Formlabs, FIT, HP, Keyence, Materialise, O.R. Laser, Prodways, Renishaw, Ricoh, Sisma, SLM Solutions, Stratasys, Trumpf, Voxeljet, XJet und neu Desktop Metal. Contemporaneamente le numerose giovani imprese AM molto innovative provenienti da tutto il mondo, presentano i loro interessanti sviluppi. La formnext espone inoltre la tecnologia internazionale di punta in molti altri settori industriali.

Con aziende leader a livello mondiale e particolarmente innovative come la AP Works consociata con Airbus, BASF, Böhler Edelstahl, Heraeus, Höganäs e Sandvik, potrà essere ulteriormente ampliato il settore dei materiali, già molto importante lo scorso anno. Tra i leader del settore della costruzione meccanica saranno presenti tra gli altri la Sauer consociata con DMG, Hermle, Matsuura e Sodick. Formnext può ampliare inoltre l’ambito della tecnologia di misura e del post-processing con Faro, Joke, Nikon, Wenzel, Werth Messtechnik ed altri, nonché il settore software (tra gli altri con Additive Works, Altair, Dassault Systemes, IKOffice, MachineWorks e Sigma Labs).

Espositori italiani con ampia gamma tematica. Con una percentuale del 6,7% degli espositori internazionali, l’Italia è uno dei Paesi espositori più importanti della formnext 2017. Oltre a Sisma, uno dei principali produttori internazionali di stampanti 3D, anche Roboze e Zare presentano stampanti 3D sviluppate in proprio per svariate applicazioni. Le soluzioni esposte vanno dai software CAD-CAM ai servizi di stampa 3D, fino alla garanzia di qualità con metodi di analisi di elevata precisione.
Per l’economia italiana, la cui forza si basa su una molteplicità di piccole e medie imprese, i moderni metodi di produzione intelligenti offrono prospettive molto interessanti. Da un lato possono essere prodotti prototipi concorrenziali nonostante i costi del lavoro relativamente elevati. Dall’altro questa tecnologia offre alle aziende di medie dimensioni la possibilità, senza enormi investimenti in ricerca e sviluppo, di mantenersi tecnologicamente aggiornate. Inoltre la produzione additiva crea un grande potenziale per l’innovazione, in particolare per i settori industriali italiani tradizionalmente forti della costruzionemeccanica, design e gioielli.
Nuovi espositori da 22 Paesi. Uno dei pilastri per la crescita di successo della formnext 2017 è anche l’elevato numero di nuovi espositori. 100 aziende provenienti da 22 Paesi si sono iscritte per la prima volta come nuovi espositori alla formnext. Le aziende più rappresentate provengono da Germania, Cina, Austria, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti. Non impressiona solo l’elevato livello di internazionalità, ma anche l’ampia gamma industriale dei nuovi espositori: oltre alle aziende leader nel campo della produzione additiva come Canon, Desktop Metal, Ecoparts e la Protiq consociata con Phoenix Contact, anche aziende molto note come BASF, Böhler Edelstahl, Linde e Wacker, hanno presentato la loro domanda per formnext.

Programma con reale valore aggiunto. La conferenza formnext powered by tct con molte figure di spicco del settore, offre un effettivo valore aggiunto per tutta la durata della fiera. Per la prima volta, con due serie parallele di conferenze, si discutono gli ultimi sviluppi della produzione additiva. Saranno presentate inoltre le ultime applicazioni, in particolare dei settori industriali Aerospace, Healthcare, Automotive e industria pesante nonché costruzione di utensili e stampi. Promettenti start-up saranno premiate nell’ambito del programma Start-up Challenge e sono presenti nell’omonima area espositiva della formnext. Per essere all’altezza della sua continua crescita, per la prima volta la formnext 2017 occuperà due livelli espositivi nel padiglione 3 della

Messe Frankfurt. Per un elevato flusso equilibrato di visitatori, tra le altre cose le aziende particolarmente attrattive sono state posizionate nei punti strategici di entrambi i livelli espositivi. Al piano terra 3.0 sarà inoltre possibile esporre le macchine più pesanti.

Source: Meccanica e Automazione
Formnext 2017, appuntamento a novembre con l’Additive Manufacturing

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Politecnico di Milano e Trend Micro FTR per la sicurezza dei sistemi industriali

Politecnico di Milano e Trend Micro FTR per la sicurezza dei sistemi industriali

I robot industriali possono essere compromessi, alterando in maniera decisiva la normale funzionalità dei sistemi industriali e minando la sicurezza del personale e dei consumatori finali. Questo è il dato che emerge dall’ultima ricerca realizzata in collaborazione tra Politecnico di Milano e Trend Micro FTR, “Rogue Robots: Testing the Limits of an Industrial Robot’s Security”, che è stata presentata il 22 maggio 2017 alla conferenza accademica “IEEE Symposium on Security and Privacy” a San Jose (CA) e verrà illustrata anche il 25 luglio nel principale evento industriale della cybersecurity, i “Black Hat Briefings” a Las Vegas (NV).
La ricerca ha avuto origine dalla collaborazione tra il laboratorio di sicurezza e architetture (NECST, Ing. Davide Quarta, Ing. Marcello Pogliani, Ing. Mario Polino supervisionati dal Prof. Stefano Zanero) del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano ed il team FTR di Trend Micro, nella figura dell’Ing. Federico Maggi.
I robot nell’Industry 4.0. Parlare di attacchi cyber che coinvolgono i robot fa immediatamente pensare ai film di fantascienza. La realtà però sembra non essere così lontana, i sistemi robotici nell’industria sono infatti un ingranaggio vitale nei processi manifatturieri e presenti in ogni settore, dai chip in silicio alle autovetture, passando per le vetrerie o i produttori di merendine per
esempio. Le stime parlano che nel 2018 il numero di robot nelle fabbriche di tutto il mondo sarà di 1,3 milioni e il trend sarà sempre più in crescita. I robot sono fondamentali per supportare l’Industry 4.0, una nuova era di innovazione che automatizza e rende più intelligenti le fabbriche e che potrebbe trasformare la società nello stesso modo in cui il motore a vapore ha cambiato il corso della storia nel XVIII secolo.
Il report rivela che nel momento in cui questi sistemi diventano sempre più intelligenti e interconnessi, cresce la loro superficie di attacco. Ad esempio, opportuni servizi web permettono a software o dispositivi esterni di comunicare con i robot attraverso richieste HTTP, mentre nuove APIs permettono agli esseri umani di controllare i robot attraverso app per gli smartphone. Anche app store dedicati ai robot hanno cominciato a diffondersi.
Questo nuovo ecosistema è composto però da software obsoleti, basato su sistemi operativi vulnerabili e librerie non sempre aggiornate, scarso o scorretto utilizzo di crittografia, sistemi di autenticazione deboli, con credenziali predefinite che non possono essere cambiate facilmente. Alcuni robot possono addirittura essere raggiunti direttamente da Internet, per il monitoraggio e la manutenzione a distanza.Come se non bastasse, i robot sono progettati per interagire sempre più a stretto contatto con gli esseri umani e questo aumenta la possibilità di causare danni fisici agli operatori che lavorano con i robot.
Un caso di studio. La ricerca ha preso in considerazione anche un caso di studio per dimostrare esattamente come lanciare l’attacco a un robot tipico del settore industriale, nello specifico il modello ABB IRB140. I ricercatori del Politecnico in collaborazione con Trend Micro hanno trovato diverse vulnerabilità, tra cui:
– Servizi di rete senza protezione;
– Bug di “command injection” che permettono ad un aggressore di eseguire comandi arbitrari sul computer che controlla un robot;
– Scarso o scorretto utilizzo di crittografia;
-Bug di “memory corruption” che permettono ad un aggressore di controllare il codice macchina in esecuzione;
– Mancanza di controllo d’integrità e autenticazione del codice;
– Scarso o assente isolamento dei process.
Combinando queste vulnerabilità, i ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di 5 attacchi specifici dei sistemi robotici industriali, che vanno ad esempio dalla violazione dei minimi requisiti di sicurezza fisica, fino all’introduzione di micro difetti negli oggetti manipolati dal robot. I ricercatori hanno collaborato con l’azienda nella risoluzione delle problematiche: “Il produttore, ABB, ha
immediatamente e prontamente proceduto a correggere le vulnerabilità riscontrate, mostrando un processo di gestione delle vulnerabilità estremamente efficiente”, ha dichiarato il prof. Stefano Zanero, responsabile della ricerca. Il CSO di ABB, Satish Gannu, ha dichiarato: “La sicurezza è una delle nostre massime priorità, e ABB accoglie volentieri i risultati di ricerca che ci consentono di migliorare i nostri prodotti”.
I possibili scenari. I robot rappresentano un elemento sempre più critico del nostro tessuto industriale. Questo li rende un bersaglio potenziale sia per gruppi cybercriminali in cerca di guadagno, sia per stati che vogliono colpire l’operatività di un avversario. Gli scenari sono svariati: creazione di danni fisici, sabotaggio di prodotti, esfiltrazione di segreti industriali, fino alle richieste di risc
atto avanzate dall’aggressore in cambio di rivelare in quali unità di prodotto egli ha silenziosamente introdotto micro-difetti (e.g., automobili, aerei, medicinali). Per tutelarsi è necessario un approccio e uno sforzo olistico che richiede il sostegno e la partecipazione di tutti gli stakeholder, inclusi i vendor di security e gli sviluppatori di software e questo va oltre il migliorare semplicemente la qualità dei software embedded. La strada è ancora lunga, ma ricerche di questo genere aiutano a dare un segnale e a sviluppare un’Industry 4.0 sempre più sicura

Source: Meccanica e Automazione
Politecnico di Milano e Trend Micro FTR per la sicurezza dei sistemi industriali

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