Lutto nel mondo dell’editoria

Lutto nel mondo dell’editoria

Il 6 gennaio è improvvisamente mancato Giuseppe Nardella, presidente e fondatore del Gruppo editoriale Tecniche Nuove.
La direzione della rivista Meccanica & Automazione ricorda con stima e affetto colui che ha rappresentato un ruolo di primo piano per lo sviluppo e il successo dell’editoria specializzata nel nostro Paese.

Source: Meccanica e Automazione
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PTC nominata leader nel mercato del Product Lifecycle Management da Forrester Research

PTC nominata leader nel mercato del Product Lifecycle Management da Forrester Research

Secondo una recente valutazione di Forrester Research, PTC è stata nominata leader nel mercato dei software PLM (Product Lifecycle Management) per la sua soluzione Windchill®. Nel rapporto di Forrester, intitolato “The Forrester Wave™: Product Lifecycle Management for Discrete Manufacturers, Q4 2017”, PTC è stata indicata come primo vendor nella categoria Current Offering e tra i primi in classifica nella categoria Strategy.

La classifica Forrester prende in considerazione l’offerta corrente, la strategia e la presenza di mercato di PTC e di sei altri vendor. Ogni azienda è stata valutata secondo un set completo di criteri, che includeva: gestione della BOM, qualità e compliance, gestione e collaborazione con i fornitori, configurabilità, flessibilità, implementazione e sostenibilità. I vendor sono stati inoltre valutati sulla strategia per il mercato PLM, considerando la visione del prodotto, l’ecosistema dei partner, il modello di distribuzione, il cloud.

In merito alla posizione di PTC nella valutazione, Forrester precisa: “PTC è un’ottima scelta per le aziende del settore manifatturiero discreto alla ricerca di un vendor impegnato nella tecnologia IoT che possa migliorare la loro soluzione PLM e farla funzionare in modo rapido e flessibile”.

Windchill ben rappresenta l’impegno di PTC nell’innovazione tecnologica. La piattaforma mette a disposizione una visione unica dei dati di prodotto e dei processi attraverso sistemi multipli di registrazione per i diversi soggetti interessati al processo. Con essa le aziende possono migliorare la qualità del prodotto, connettendo i team direttamente ai dati operativi in tempo reale. Windchill consente ai clienti di ridurre gli oneri e la spesa per l’IT fornendo accessibilità e sicurezza sia nel caso di installazione on-premise, sia nel caso di applicazioni cloud.

Windchill è una soluzione PLM completa, end-to-end; integra le funzionalità PLM chiave con la ThingWorx® Industrial Innovation Platform di PTC e l’applicazione basata sui ruoli ThingWorx Navigate™, che consente alle aziende di aumentare in modo considerevole la produttività e la collaborazione semplificando radicalmente l’accesso ai dati.  Gli utenti hanno dati di prodotto contestualizzati, aggiornati e accurati senza bisogno di interfacce complicate, lunghi periodi di training, rigidi progetti di integrazione o lunghi processi di personalizzazione.

“Siamo felici che Forrester abbia riconosciuto PTC come un leader nel mercato PLM”, ha dichiarato Kevin Wrenn, Divisional General Manager dell’area PLM di PTC. “Dal nostro punto di vista, questo riconoscimento rafforza l’impegno di PTC nell’area del PLM e dimostra che continueremo a guidare il mercato, non solo per quanto riguarda le funzionalità chiave del PLM, ma anche nell’idea che abbiamo del software, che si integra con le tecnologie per l’Industrial IoT e la realtà aumentata”.

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Source: Stampi
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Competence Center, il decreto di attuazione è (finalmente) realtà

Competence Center, il decreto di attuazione è (finalmente) realtà

A conclusione di un lungo scambio tra ministeri, Consiglio di Stato e Corte dei conti, il decreto di attuazione dei Competence Center del Piano Industria 4.0 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 6 del 9 gennaio. Ma nonostante i ritardi nella presentazione del testo, l’iter non sembra ancora concluso. Il prossimo passo sarà l’avvio di  due differenti bandi e selezioni: uno rivolto alle università per individuare le imprese partner, l’altro sarà un bando di gara promosso dal MiSE al fine di selezionare i poli «pubblico-privato».

Competence Center: cosa sono e cosa fanno

Nel testo si legge che i centri di competenza ad alta specializzazione dovranno necessariamente essere costituiti con un contratto che, oltre ai partner, dovrà specificare:
a) il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale dei componenti nonché la sede;

b) le attività e gli obiettivi strategici;

c) l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun soggetto o organismo partecipante;

d) i termini del contratto;

e) la previsione di un organo comune incaricato dell’esecuzione delle disposizioni negoziali, i suoi poteri, anche di rappresentanza, e le modalità di partecipazione di ogni soggetto all’attività dell’organo;

f) gli organi specifici di amministrazione e di controllo, nonché le modalità di nomina e funzionamento degli stessi;

g) il divieto di ripartizione degli utili.

Sono tre i compiti principali: orientamento alle imprese, in particolare PMI; formazione alle imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0; attuazione dei progetti di innovazione e ricerca proposti dalle imprese e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0.

Risorse statali pari a 40 milioni di euro

Ai competence center selezionati saranno assegnati fondi pubblici – secondo l’articolo 27 del regolamento GBER – per un massimo di 7,5 milioni nella forma di contributi diretti alla spesa ed in misura
non superiore al 65% delle risorse disponibili.

Altri 200.000 euro verranno erogati per ciascun progetto, nella
forma di contributi diretti alla spesa ed in misura non inferiore
al 35% delle risorse disponibili.

La dote più corposa (40 milioni rispetto ai 30 preventivati) potrebbe consentire il decollo di 6-8 competence center in tutta Italia.

Pubblico e privato: quali le differenze?

Il decreto fissa poi una serie di requisiti per i partner pubblici e privati. In particolare atenei ed enti di ricerca dovranno dimostrare di aver ottenuto elevate performance scientifiche nelle valutazioni effettuate dall’Anvur. Le università dovranno poi impiegare personale e risorse (almeno per il 70%) che fanno parte dei migliori dipartimenti universitari italiani individuati da un indicatore ad hoc (Ispd). Infine il decreto identifica anche le caratteristiche dei progetti di ricerca applicata presentati dalle imprese che potranno accedere ai benefici finanziari. Progetti che – secondo il bando che sarà presentato nei prossimi giorni – dovranno dimostrare un livello di maturità tecnologica medio alto (da 5 a 8) secondo la scala «Trl» (Technology Readiness Level) utilizzata anche per i progetti che partecipano ai bandi Ue Horizon 2020.

Source: Meccanica e Automazione
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