Tessuti tecnici auto-raffreddanti in polietilene

Tessuti tecnici auto-raffreddanti in polietilene

Anche i tessuti sintetici posso dare una mano alla sostenibilità del settore abbigliamento. Ne sono convinti alcuni scienziati a valle di uno studio sulle potenzialità del polietilene nella produzione di stoffe e capi di vestiario.

Il polietilene è uno dei polimeri più comuni tra le plastiche. Oggi viene impiegato in un’ampia gamma di settori, dagli isolanti elettrici ai sacchetti della spesa.

Di origine prevalentemente fossile, questa resina termoplastica difficilmente viene associata a un’immagine di sostenibilità. Soprattutto in ambito tessile dove, a causa della capacità di bloccare il passaggio dell’acqua, renderebbe le stoffe non traspiranti.

Un gruppo di ricercatori provenienti dal Politecnico di Torino e dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), negli Stati Uniti, ha trovato un modo per ribaltare questa convinzione.

Un nuovo concetto di polietilene

Il team ha filato il polietilene in fibre e filati progettati per eliminare l’umidità. Calcolando
anche l’impronta ecologica derivante.

Nel dettaglio la ricerca si è focalizzata su processi di fabbricazione standard e sulla modellazione computazionale chimico-fisica delle microfibre. Gli scienziati hanno iniziato con il polietilene nella sua forma di polvere grezza, estrudendolo in fibre sottili a loro volta raggruppate – attraverso un secondo estrusore – in un filato tessibile. Questo processo lascia tra le microfibre una sorta di capillari, spazi dove le molecole d’acqua possono essere assorbite passivamente.

Per ottimizzare la capacità di traspirazione, gli scienziati hanno modellato le proprietà delle fibre rispetto un diametro e un allineamento preciso, in grado di aumentare tale caratteristica. Quindi attraverso un telaio industriale hanno prodotto un tessuto, testandone la capacità di traspirazione in confronto ad altre fibre, sia naturali sia sintetiche.

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Source: Stampi
Tessuti tecnici auto-raffreddanti in polietilene

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Andrea Boraschi è il nuovo presidente di ANIPLA

Andrea Boraschi è il nuovo presidente di ANIPLA

Andrea Boraschi (XSIGHT-Saipem) è il nuovo presidente di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana Per l’Automazione.

Si apre una nuova stagione per ANIPLA, la storica Associazione Nazionale Italiana Per l’Automazione fondata agli albori della terza rivoluzione industriale, nel 1956, su iniziativa di un gruppo di utilizzatori, tra cui Enel, che avevano l’esigenza di condividere le conoscenze su un tema d’avanguardia tecnologica quale era l’automazione in quegli anni. Dopo un’importante revisione dello statuto avvenuta l’anno scorso, che ha semplificato l’operatività delle strutture associative, l’assemblea degli associati ha eletto il nuovo consiglio direttivo e il nuovo presidente, che saranno in carica per il prossimo biennio.

Il nuovo presidente

Il nuovo presidente di ANIPLA è l’ingegner Andrea Boraschi, responsabile di progetto per le discipline Strumentazione, Automazione e Telecomunicazioni di XSIGHT, la start-up del gruppo Saipem.

Ingegnere informatico, Boraschi ha quasi 20 anni di esperienza nella discipline di strumentazione e controllo, prima come fornitore di sistemi di controllo e sicurezza, poi come responsabile e consulente di disciplina in diverse società di ingegneria, dalla fase di studio di base di impianto alla messa in servizio, in diversi comparti industriali. Completano il suo profilo l’esperienza nel campo della sicurezza e cybersicurezza funzionale e i diversi accrediti internazionali conseguiti negli anni.

Nel suo lavoro come presidente di ANIPLA Boraschi sarà coadiuvato da due vicepresidenti e da un consiglio direttivo che, insieme ad alcuni nomi provenienti dai consigli precedenti, registra l’ingresso di diverse nuove leve, che accresceranno il patrimonio di competenze su cui potrà far leva l’associazione per promuovere la cultura dell’automazione in Italia attraverso le proprie attività.

“Sono molto onorato e piacevolmente sorpreso che il nuovo Consiglio Direttivo di ANIPLA mi abbia conferito questa nomina”, ha detto il nuovo presidente. “Sono contento inoltre che il nuovo corso dell’Associazione possa contare sull’ingresso di numerosi soci collettivi e soprattutto tante nuove giovani leve provenienti dal mondo accademico e industriale che – sono certo – contribuiranno a dare spinta al nostro gruppo”.

Le priorità

Parlando degli obiettivi per il biennio di presidenza, il nuovo presidente Boraschi spiega che saranno, sempre di più, “mirati a fornire alle aziende associate, agli enti locali, agli enti regolatori e di controllo, un supporto conoscitivo, dialettico e aggiornato su tutti i temi che coinvolgono il nostro comparto. Dobbiamo affrontare ed insistere su tutta una serie di temi in ambito cybersecurity, digital transformation, internet of things e manutenzione predittiva, per citarne alcuni tra i più attuali in ambito factory automation, ma sempre più richieste dai nostri clienti già in fase di fattibilità e stima di investimento anche nei comparti Oil & Gas, Power, Petrolchimico e soprattutto nelle rinnovabili.

Boraschi raccoglie le redini da due predecessori: il professor Alberto Servida, presidente uscente di ANIPLA, e Maria Regina Meloni (anch’ella XSIGHT-Saipem), presidente uscente della sezione milanese di ANIPLA che, a seguito delle modifiche statutarie, ha cessato le attività confluendo all’interno della struttura nazionale.

Nell’augurare buon lavoro ad Andrea Boraschi, Servida ha sottolineato il momento critico attraversato dalle associazioni non di categoria: “In questi lunghi anni di Presidenza ho traghettato l’associazione attraverso periodi di non facile navigazione che hanno registrato una diminuzione del numero dei soci individuali. ANIPLA è però riuscita a bilanciare questo aspetto mantenendo il numero di Soci Collettivi e Sostenitori, che anzi nell’ultimo biennio è aumentato. Successivamente la crisi pandemica ha costretto ANIPLA a rivedere le modalità di erogazione delle iniziative. Partendo da zero abbiamo trasformato il programma degli incontri 2020 con gli studenti in presenza in incontri a distanza ed organizzato diversi webinar, dimostrando l’adeguata resilienza dell’Associazione.  Auguro al nuovo Presidente un buon lavoro auspicando che riesca a rendere più vivace la partecipazione dei Consiglieri”.

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Source: Attualita
Andrea Boraschi è il nuovo presidente di ANIPLA

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Come capitalizzare i dati di fabbrica con il digitale

Come capitalizzare i dati di fabbrica con il digitale

Capitalizzare i dati di fabbrica del personale: cosa significa?

Molte aziende manifatturiere si trovano ad avere un problema in comune: l’incapacità di utilizzare in modo efficiente le banche dati relative ai lavoratori, per trovare la miglior configurazione della workforce, declinata sui requisiti di produzione.

Anche negli stabilimenti di NPE, importante realtà nella produzione di schede elettroniche, qualche tempo fa, le varie fonti di dati relative ai lavoratori non erano collegate tra di loro e questo rendeva molto difficile non solo la gestione della pianificazione del personale, ma anche lo scambio di informazioni tra i diversi responsabili aziendali o la gestione di eventuali unexpected.

La mancata capitalizzazione del dato si traduce in rischio e inefficienza

Nelle aziende manifatturiere, infatti, la mancanza di capitalizzazione del dato si traduce in inefficienza per l’intera organizzazione. Ad esempio, per pianificare il personale è necessario prendere in considerazione numerosi fattori, tra cui: esigenze del piano produttivo, disponibilità degli operatori, competenze, limitazioni fisiche. Per reperire tutte queste informazioni, i responsabili si trovano a dover consultare diversi sistemi che non comunicano tra loro, tra cui gli strumenti dedicati alla gestione amministrativa, dove per esempio vengono riportate le ore previste a contratto, i fogli elettronici, dove spesso vengono registrate le eventuali limitazioni e rischi delle postazioni, ed eventuali documenti cartacei.

In aggiunta, le figure coinvolte nella definizione dei turni appartengono a tre aree diverse dell’azienda, ovvero: produzione, risorse umane ed ambiente e sicurezza. Queste persone accedono ai dati da un sistema diverso, ma con lo stesso fine: definire i turni più appropriati in base al fabbisogno produttivo, nel rispetto dei vincoli contrattuali e tenendo in considerazione le eventuali limitazioni fisiche degli operatori. Inoltre, si coordinano utilizzando mezzi diversi: telefonata, e-mail, riunioni, scambio di documentazione cartacea.

Tutti questi processi richiedono una grande quantità di tempo, che per la maggior parte viene sprecato per reperire e scambiare informazioni, che spesso non sono nemmeno accurate.

Per di più, la mancata accuratezza delle informazioni e della loro gestione, non solo ha un impatto negativo sull’efficienza e quindi sulla competitività dell’azienda, ma può anche portare a commettere errori, mettendo a rischio la salute dei lavoratori e la compliance dell’organizzazione con le normative vigenti.

Per questo motivo, un numero crescente di aziende ha scelto di investire sulla capitalizzazione dei dati relativi al personale in modo da rendere la pianificazione più efficiente e sicura e tutelando l’organizzazione dai rischi legati alla sicurezza e alla salute delle persone.Capitalizzare i dati di fabbrica con il digitale

Npe punta su awms e digitalizza la sua workforce

Tra queste, NPE ha scelto AWMS, il workforce management software che digitalizzando, integrando e rendendo disponibili tutti i dati sugli operatori in un’unica piattaforma, aiuta le aziende non solo a ottimizzare il processo di pianificazione del personale sulle postazioni di lavoro, ma anche a rivoluzionare la relazione tra addetto e fabbrica, mettere al centro il benessere delle persone.

Infatti, l’obiettivo di NPE, da sempre all’avanguardia sul fronte della tecnologia e dell’innovazione, era quello di digitalizzare i propri processi senza mettere mai in secondo piano il suo asset più importante, ovvero le risorse umane.

SCOPRI DI PIÙ SU AWMS

AWMS permette infatti di gestire al meglio i lavoratori negli stabilimenti manifatturieri e logistici e di pianificare ogni persona nella postazione più adeguata, tenendo in considerazione: il piano produttivo, la matrice delle competenze, le limitazioni fisiche dei lavoratori e i rischi delle postazioni di lavoro.

“Abbiamo individuato in AWMS il partner ideale per implementare una piattaforma che possa ottimizzare al meglio la gestione e la pianificazione delle risorse all’interno della produzione, andando ad ottimizzare e rendere più efficace il processo produttivo partendo proprio dalle competenze e dalle abilità di ogni singolo operatore.” spiega Monica Bettio, HR Manager di NPE.

I benefici di un’organizzazione connessa: dati condivisi e comunicazione snella e lavoratori motivati

Tutti i dati provenienti dalle diverse fonti di NPE oggi sono a disposizione in tempo reale e in modo condiviso a tutta l’organizzazione in un’unica piattaforma digitale avanzata e semplice da utilizzare. Questo è un enorme vantaggio per tutta l’azienda in termini sia di tempo, che di efficienza dei processi.

Misurare l’assenteismo con un click

Basti pensare quando ci si trova a dover gestire delle assenze impreviste, che potrebbero causare rallentamenti nella produzione: AWMS offre a NPE un collegamento in tempo reale con la gestione delle presenze e il sistema delle timbrature aziendali, in modo da poter riconoscere le persone che sono fisicamente presenti in azienda.

“Prima di AWMS la pianificazione veniva gestita attraverso tantissimi fogli di calcolo. Ce n’era uno per ogni linea di produzione e non erano integrati tra loro. Inoltre, spesso era basata sulla memoria dei capi turno o dei responsabili di linea, di conseguenza i dati erano difficilmente rintracciabili.Oggi abbiamo uno strumento integrato ci mostra in tempo reale cosa sta succedendo in fabbrica e sulle varie linee di produzione, permettendoci di aumentare la sicurezza dell’ambiente di lavoro e consentendo ai responsabili di intervenire in tempo reale in caso di imprevisti.”Racconta Alessandro Magnanini, Production Area Coordinator di NPE. “

Anche la gestione delle competenze è diventata molto più semplice, infatti AWMS aggiorna la skill matrix quotidianamente e in modo automatico sulla base del tempo che ogni operatore trascorre in una particolare postazione di lavoro e, in aggiunta, individua le lacune di competenza sulle quali intervenire, aumentando la loro polivalenza degli operatori.

I benefici che i responsabili della pianificazione di NPE dichiarano di avere ottenuto sono molteplici, ad esempio, con un semplice click, sono in grado di misurare l’assenteismo giorno per giorno ed analizzarlo per tipologia di assenza, per centro di costo e per linea di produzione.

Non solo ai manager e i responsabili: avere informazioni disponibili e condivise porta numerosi benefici anche agli operatori, rendendo il loro lavoro più agevole e facendoli sentire maggiormente coinvolti dall’azienda, ad esempio, dando ai lavoratori la consapevolezza che la pianificazione è equa, sicura, efficiente e basata sulle loro competenze, abilità e limitazioni, rendendoli più soddisfatti e motivati. Infatti, oltre a tenere in considerazione le competenze degli operatori, AWMS calcola i rischi di ogni postazione e vi colloca la persona che risulta abilitata anche da un punto di vista sanitario a quei rischi, assicurando la sicurezza del luogo di lavoro e la tutela legale dell’azienda in caso di infortuni.

“Abbiamo più di 200 addetti diretti sulle linee di montaggio, la pianificazione richiedeva molto tempo e molta dedizione dai responsabili senza nessuna ottimizzazione delle informazioni trattate.Con AWMS invece abbiamo ridotto i tempi delle attività di programmazione in modo consistente e abbiamo un’integrazione migliore di tutti i dati che determinano l’ottimizzazione della gestione del personale. Tutto questo per noi si traduce da un lato in efficienza, e dall’altro in valorizzazione delle nostre persone”.

Awms si traduce in efficienza e valorizzazione delle persone
Prima dell’adozione di AWMS, le varie fonti di dati di NPE non erano collegate tra di loro e questo rendeva molto difficile la gestione della pianificazione del personale. Oggi AWMS centralizza e registra tutti i dati dei lavoratori e li mette a disposizione dei responsabili attraverso uno strumento veloce e trasparente. La piattaforma ha permesso all’organizzazione di eliminare strumenti cartacei e fogli Excel con alto margine di errore, passando a una gestione della forza lavoro integrata, dinamica e digitale, che si basa su database centralizzati e condivisi in un’unica piattaforma. Il tutto mettendo al primo posto le persone stesse.

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