Inaugurato il Learning Center Comau per la formazione 4.0 di giovani e imprenditori

Inaugurato il Learning Center Comau per la formazione 4.0 di giovani e imprenditori

Ospitato nei locali del Digital Innovation Hub di Confartigianato Imprese Vicenza, è stato inaugurato oggi (2 luglio, ndr) il Learning Center Comau, l’unico centro autorizzato della Provincia di Vicenza dedicato all’insegnamento della robotica industriale per le imprese e delle materie STEM per studenti.

A partire da luglio quindi al DIH sarà possibile organizzare workshop formativi certificati, corsi e seminari, attraverso l’uso degli e.DO Comau, quattro bracci robotici a sei assi pensati per essere utilizzati in sicurezza in ambienti non industriali. Inoltre grazie ai Desk Simulator, sarà possibile “trasformare” gli e.DO in veri e propri robot industriali permettendo di attivare anche i corsi per il Patentino della Robotica, una certificazione riconosciuta a livello mondiale utile per il mercato del lavoro.

Il Learning Center prenderà vita grazie al team di facilitatori selezionati dal DIH Vicenza nell’ambito del progetto La Cantera, il progetto realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cariverona, che vede in qualità di capofila la Fondazione ITS Meccatronico del Veneto, co-fondatori il Centro Consorzi di Belluno e il DIH di Confartigianato Imprese Vicenza. Saranno inoltre coinvolti il FabLab di Belluno, il FabLab di Bassano Cre-Ta e il FabLab di Dueville. La Cantera è un trampolino di lancio per una moltitudine di attività e opportunità che coinvolgono i giovani, dai 16 ai 30 anni, in particolare dei territori: Vicenza, Belluno e Bassano del Grappa.

Il tutto sarà reso possibile, ora, grazie alle competenze e alle tecnologie digitali messe in campo da Comau, azienda italiana, parte del Gruppo FCA, di 9.000 dipendenti, presente in 14 paesi. Comau è leader, a livello globale, nel settore dell’automazione industriale ed è impegnata nel dare supporto alle aziende, di qualsiasi dimensione, in numerosi mercati: automotive (per veicoli elettrici, ibridi e tradizionali), meccanica, elettronica, packaging, logistica, food&beverage, solo per citarne alcuni. Tra le attività previste, e organizzate al DIH, ci saranno i laboratori tematici in cui verrà simulata la supply chain, la logistica 4.0 o dove si estenderanno le funzioni degli e.DO grazie al linguaggio di programmazione Python. Tutto questo permetterà a imprenditori, e giovani, in modalità differenti, di avvicinarsi alle materie tecnico-scientifiche, di migliorare le proprie soft skills ed apprendere la cultura dell’open innovation, prendendo confidenza con le tecnologie abilitanti l’Industry 4.0. Un’opportunità di acquisire nuove competenze o approfondire quelle già in possesso che viene offerta a tutti gli imprenditori e i giovani della Regione.

“Abbiamo condiviso fin dal primo momento l’approccio HUMANufacturing di Comau, che pone l’uomo al centro dell’azienda intelligente, e in cui robot e macchine industriali collaborano in totale sicurezza con gli operatori e i sistemi di produzione intelligenti, grazie alle tecnologie digitali, l’IOT e i wearable – spiega Cristian Veller, presidente della Categoria ICT di Confartigianato Vicenza e Veneto-. Se è certo che la rivoluzione digitale porterà a una riduzione dei lavori alienanti, è altrettanto certo che creerà nuove opportunità, specializzazioni e professioni, e non solo tra i più giovani, ma anche tra gli artigiani altamente specializzati. Per questo è stato strategico portare all’interno del DIH una realtà come Comau che ha fatto tanto per efficientare la filiera automotive così essenziale per dare lavoro alle migliaia di piccole imprese del nostro territorio già attive nella subfornitura meccanica”.
“C’è poi da sottolineare – continua Veller- che, seppure la robotica industriale negli ultimi 50 anni ha fatto la parte del leone nei grandi impianti produttivi, ora, grazie ai robot collaborativi e quelli indossabili, queste tecnologie, vista la loro sicurezza, flessibilità e una progressiva riduzione dei costi, entreranno sempre più spesso nelle piccole imprese che potranno migliorare digitalmente e in ottica 4.0 i propri processi produttivi.”
Il Digital Innovation Hub di Confartigianato Vicenza nasce con l’obiettivo di fare da intermediario tra le moderne tecnologie e le imprese potendo contare su professionalità di cui difficilmente le piccole realtà imprenditoriali dispongono. Il Learning Center Comau è un’ulteriore tappa di un cammino che con il DIH Confartigianato abbiamo intrapreso qualche anno fa nella convinzione che le nuove tecnologie, la loro conoscenza e le loro potenzialità, potessero davvero fare la differenza anche nelle piccole e medie imprese. Si è trattato quindi di fare scelte strategiche e articolate che nel tempo si sono dimostrate vincenti, il nostro orgoglio è stato quello di realizzare uno ‘spazio’ dedicato in cui gli esperti possono ascoltare, indirizzare e accompagnare, le imprese verso le soluzioni più adatte alle loro problematiche e caratteristiche”, commenta Gianluca Cavion, vice presidente di Confartigianato Imprese Vicenza.

In questo senso, il Learning Center, oltre ad avere un ruolo decisivo nell’ambito del progetto La Cantera, andrà a incrementare ulteriormente l’offerta formativa che il DIH Vicenza erogherà, in qualità di nodo specializzato sull’orientamento e la formazione, all’interno del Competence Center Artes 4.0. In particolare sarà rafforzata la collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova che nell’ambito di Artes 4.0. ha selezionato il DIH quale luogo privilegiato per la formazione digitale.

Maurizio Cremonini, Comau Head of Marketing, rileva: “Siamo lieti di aver contributo alla realizzazione di questo progetto, supportando Confartigianato Vicenza nella decisione di investire in un’iniziativa innovativa, rivolta ai giovani e al mondo imprenditoriale, per contribuire alla crescita del territorio. La nostra azienda conferma così il suo impegno a supporto delle imprese, dalle start up alle PMI, senza dimenticare le realtà ancora più strutturate, e degli Enti impegnati a promuovere l’eccellenza del ‘Made in Italy’ nei tanti settori in cui il nostro Paese recita un ruolo da protagonista sullo scenario internazionale”. “Il Comau Learning Center – sottolinea Cremonini – è un laboratorio dove conoscere le sfide della trasformazione digitale, in modo da renderle opportunità. Si propone come un punto di riferimento per aiutare a costruire ‘la fabbrica del futuro’, toccando con mano come la tecnologia e l’innovazione possano favorire lo sviluppo delle competenze e, al tempo stesso, migliorare i processi aziendali e la gestione manageriale. I percorsi di formazione del Learning Center, disegnati da Comau Academy seguendo un approccio originale e concreto, si fondano sulla piena e sicura collaborazione tra l’uomo e le ‘macchine’, che trova perfetta espressione nell’utilizzo del nostro robot didattico e.DO e nella nostra visione HUMANufacturing (human manufacturing)”.
“L’innovazione digitale può diventare un’opportunità per dare nuovo respiro al tessuto socio-economico della nostra città, per la crescita di imprese e aziende – dichiara Matttia Ierardi, assessore con delega in materia di innovazione tecnologica e semplificazione amministrativa del Comune di Vicenza -. Il mio grazie a nome dell’amministrazione va a tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione di questo progetto, soprattutto in questa fase delicata di riorganizzazione dei processi produttivi e riavvio delle attività delle imprese, dove la trasformazione tecnologica e digitale diventa un fattore fondamentale in grado di fare davvero la differenza”.

Presenti all’inaugurazione del nuovo Learning Center Comau anche: Sara Porro Coordinatrice Territoriale del Progetto La Cantera, e Lorna Vatta, Direttrice del Competence Center Artes 4.0.

Source: Meccanica e Automazione
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Le sfide per la fabbrica del futuro

Le sfide per la fabbrica del futuro

Nuovi scenari si stavano inserendo su quelli più datati, ma sfide impensate sino a ieri spingono a riflessioni e riconfigurazioni.

Come sarà la fabbrica del futuro? Il tema è stato ampiamente trattato, partendo da un dato inconfutabile: l’evoluzione che ha caratterizzato gli ultimi anni è stata veloce, quasi travolgente. Questo ha spinto tutte le realtà sociali ed economiche ad interrogarsi su quale potesse essere la miglior strategia verso cui indirizzare il processo evolutivo. In tal senso, a livello mondiale, sono nati progetti di ricerca più o meno ambiziosi che hanno coinvolto sia poli universitari d’eccellenza, principalmente di taglio tecnico ed economico, che realtà industriali, che potessero inquadrare la “fabbrica del futuro”, cioè quella fabbrica in grado di rispondere alle sollecitazioni del mercato, contraddistinto da un costante mutamento (o ricambio) del quadro socio-economico. Cosa ne è di questi studi, oggi? Tutte le considerazioni fatte, gli scenari immaginati, non hanno mai tenuto conto di un imprevisto catastrofico, come quello rappresentato da una pandemia, i cui effetti riguardano tutto il mondo e tutti i settori.

A meno che crolli il mondo...” una frase spesso abusata per descrivere un imprevisto talmente remoto che non valeva la pena neppure prenderlo in considerazione. Ma quell’imprevisto è arrivato, ha colpito, ed ha colpito duro: quindi? Quindi si potrebbe dire che, se fino a ieri il mondo manifatturiero stava vivendo la quarta rivoluzione industriale, oggi lo stesso mondo manifatturiero sta vivendo una rivoluzione nella rivoluzione.

Dunque, se la quarta rivoluzione industriale in atto stava stravolgendo l’organizzazione della società fino alle radici, apportando importanti modifiche ad ogni livello, quali scenari si apriranno ora che l’imprevisto è diventato realtà? Di fatto nessuno può saperlo, forse è troppo presto, ma, ancora una volta imprese, centri di ricerca, poli universitari, stanno analizzando la situazione, peraltro ancora fluida, per arrivare a inquadrare possibili meccanismi attuativi per la fabbrica del nuovo futuro e, alla fine, per la società.

De necessitate virtutem

Che si tratti di quarta rivoluzione industriale, o di rivoluzione nella rivoluzione, resta un dato di fatto: avere il coraggio della trasformazione. Gli standard di riferimento possono cambiare, ma, per fortuna, un grosso aiuto arriva tanto dalla tecnologia che dall’uomo, dalla sua capacità di adattamento e dalla sua abilità del trovare sempre nuove risorse. Infatti, se adeguare le infrastrutture tecnologiche può essere relativamente semplice, più complessa è la “gestione” dell’uomo e sulla sua concezione di lavoro e di abilità: il classico mestiere tramandato di generazione in generazione, deve necessariamente essere rivisto e reinventato. Questo non significa che le abilità personali, tramandate nel tempo, non hanno più significato, ma vuole dire che, ad ogni livello, occorre rivedere le proprie abilità, adeguandole ai nuovi standard di riferimento. In informatica si dice fare un upgrade: anche l’uomo deve fare un upgrade dei propri per non rischiare di essere travolto dai cambiamenti. Una cosa è certa: restare ancorati alle concezioni di ieri, o a competenze in via di estinzione, non è più accettabile, in particolare in un momento storico come l’attuale, che ha visto travolta ogni certezza.

Un articolo apparso sul sito del World Economic Forum ritiene che l’attuale pandemia sia il più grande esperimento psicologico di tutti i tempi e, in quanto tale e involontario, anche un esperimento sociale. Si stima che le persone coinvolte non saranno meno di due miliardi, con condizioni non identiche, ma che vivono comunque le stesse crucialità. Passata l’emergenza in senso stretto, gli psicologi rite gono possa farsi strada una epidemia di diversa natura, da burnout, con un aumento dell’assenteismo da stress. Sarà così? Chissà, certo è che la situazione è decisamente inconsueta e, quindi, le conseguenze sono poco prevedibili. Ma la fabbrica del futuro si può preparare sfruttando le opportunità che la quarta rivoluzione industriale stava mettendo a disposizione, sia in termini di conoscenze che di tecnologie, attuando un cambio di prospettiva: facere de necessitate virtutem.

 

 

www.semprepresenti.it

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I nuovi elementi filtranti per il settore eolico di Fai Filtri

I nuovi elementi filtranti per il settore eolico di Fai Filtri

Fai Filtri, solida azienda italiana che produce elementi filtranti e componenti per i settori aftermarket, oleodinamica, elettroerosione, separazione aria/olio e impiantistica industriale, ha ampliato la propria offerta di prodotti grazie all’introduzione di una nuova speciale linea di filtri dedicati al mondo delle turbine eoliche.

Le particolari condizioni applicative e le variabili atmosferiche causano l’usura precoce dei materiali che compongono le turbine, portando così alla formazione di particelle che vanno a contaminare l’olio e provocano, di conseguenza, il logorio dei componenti dei sistemi idraulici.

Per questo motivo i nuovi elementi filtranti per turbine eoliche, che trovano il loro impiego nei sistemi a ingranaggi e di lubrificazione, svolgono un ruolo determinante nella manutenzione, pulizia e salvaguardia del sistema idraulico, garantendo condizioni e prestazioni di utilizzo più sicure ed efficienti.

“Grazie al lavoro del nostro dipartimento di Ricerca & Sviluppo e alla pluridecennale esperienza nel campo dei sistemi di filtrazione, questa nuova gamma di filtri consente di ottenere prestazioni ottimali proteggendo, allo stesso tempo, sia il sistema a ingranaggi che l’intera turbina. Tutto ciò per i nostri clienti significa una consistente riduzione dei costi e una migliore ottimizzazione della produzione di energia eolica contribuendo così al rispetto dell’ambiente”Roberto Pasotto, Direttore Generale di Fai Filtri.

Un altro passo in avanti per l’azienda, che conferma ancora una volta il suo impegno nell’ offrire ai propri clienti prodotti sicuri, performanti, dagli elevanti standard qualitativi e con un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente.

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