100 milioni di freni elettrici

100 milioni di freni elettrici

i sono voluti 15 anni, ma ora ZF può festeggiare un traguardo di tutto rispetto: la produzione del centomilionesimo freno di stazionamento elettrico EPB. Questo sistema, che consente di ottenere vantaggi quali un minore consumo di carburante in virtù della riduzione di peso del sistema frenante, è un eccellente esempio di elettrificazione di un sistema meccanico e rende possibile l’integrazione e l’aggiunta di funzioni avanzate se abbinato agli altri sistemi del veicolo, oltre a costituire un importante passo avanti verso i sistemi “brake by wire”. Questa tecnologia permette anche di aumentare la sicurezza del conducente consentendo arresti d’emergenza attraverso la funzione di antibloccaggio delle quattro ruote e aumenta il comfort del conducente grazie alla possibilità di attivare il sistema premendo semplicemente un pulsante.

Parte integrante del sistema frenante

Oltre ad avere la funzionalità di freno di stazionamento, l’EPB è parte integrante del sistema frenante, con caratteristiche quali l’azionamento dinamico, il rilevamento di usura delle pastiglie freno e la loro ridotta usura rispetto a quella associata ai sistemi meccanici. «L’EPB è un grande successo – afferma Manfred Meyer, Senior Vice President Braking Engineering di ZF – e oggi rendiamo tributo a ingegneri, progettisti e collaboratori impegnati nella produzione di questa tecnologia nelle sedi di tutto il mondo, fra cui l’Europa, le Americhe e la Cina e celebriamo la recente introduzione e dell’EPB in India per la prima volta in assoluto. L’EPB testimonia la costante ricerca di innovazione. ZF, leader mondiale nel mercato dei sistemi frenanti sin dai primi Anni 2000, ha deciso di trasformare la funzione puramente meccanica del freno di servizio in qualcosa di superiore. Oggi questa tecnologia è presente in molti dei veicoli più diffusi al mondo, dalle vetture più piccole ai grandi pick-up e SUV». ZF fornisce un’ampia gamma di soluzioni EPB, fra cui l’EPB standard, l’EPBi (che non richiede una centralina elettronica separata perché integrato nel sistema di controllo elettronico della stabilità), e l’EPB per assali anteriori, più adatto ai veicoli di segmento inferiore.

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100 milioni di freni elettrici

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FANUC: finitura superficiale ultra precisa con Fine Surface Technology

FANUC: finitura superficiale ultra precisa con Fine Surface Technology

Quello delle macchine utensili è da sempre un settore strategico per FANUC. Con una quota di mercato del 65% (corrispondente a più di 3 milioni di sistemi installati) e oltre 60 anni di esperienza nello sviluppo di tecnologia per sistemi CNC, FANUC è da sempre il partner fidato per tutti i costruttori di macchine che esigono la massima affidabilità e precisione anche per lavorazioni meccaniche complesse.

Con oltre 250 funzionalità dedicate ai più diversi tipi di esigenza e lavorazione, FANUC offre soluzioni in grado di soddisfare qualsiasi esigenza in ambito CNC. La più recente innovazione introdotta da FANUC è la funzionalità Fine Surface Technology, che permette di raggiungere risultati eccellenti in termini di finitura superficiale del pezzo, aumentandone fino a 10 volte la qualità.

Le lavorazioni meccaniche richiedono livelli di precisione sempre più elevati, soprattutto nella costruzione di stampi e nella realizzazione di componenti per l’elettronica di consumo. I parametri relativi alla lavorazione del pezzo vengono caricati nel sistema CAD/CAM; più informazioni vengono inviate al CNC, migliore è la qualità della lavorazione. La funzionalità Fine Surface Technology permette di aggiungere un decimale al comando relativo alla posizione degli assi, aumentando la risoluzione di 10 volte (0,1μm) e riducendo così in maniera significativa gli errori dovuti all’arrotondamento. In questo modo, diminuiscono le variazioni della velocità e di conseguenza aumenta la qualità del prodotto finito.

Il sistema CAD/CAM, inoltre, effettua l’approssimazione delle superfici in forma libera combinando una sequenza di elementi lineari multipli; il risultato di questa approssimazione è però visibile sulla superficie del pezzo a lavorazione ultimata. La funzionalità Smooth Tolerance Control+ mette a disposizione un algoritmo sofisticato che converte automaticamente questa sequenza di elementi lineari multipli in una curva che rispetta la tolleranza indicata. La finitura superficiale ottenuta risulta di qualità superiore, e mostra una rugosità assai meno marcata.

Altro strumento indispensabile per ottenere una perfetta finitura superficiale è la funzionalità Nano Interpolation: il CNC scompone la curva ottenuta dalla Smooth Tolerance Control in piccoli intervalli e per ciascuno calcola la posizione precisa degli assi. La risoluzione interna delle posizioni di riferimento è così fino a 1000 volte più precisa, e la finitura superficiale ancora più pregevole.

Il controllo dei servomotori muove gli assi delle macchine secondo le posizioni di riferimento calcolate; la qualità superficiale dipende quindi dalla capacità del controllo di far muovere gli assi secondo il tipo di percorso indicato. La funzionalità Servo HRV Control ottimizza il controllo servo, riducendo la deviazione tra il percorso inserito e la posizione effettiva degli assi della macchina. Unitamente alle prestazioni dei servomotori FANUC, questa funzione contribuisce ad incrementare la precisione di finitura superficiale dei pezzi lavorati.

Grazie al tool PATTERN, la configurazione dei parametri necessari ad ottenere finiture superficiali eccellenti è semplice; sono presenti nel controllo 3 tipi di lavorazioni preimpostate: Sgrossatura, Semifinitura e Finitura; anche la definizione delle tolleranze è integrata nel controllo e di facile esecuzione.

Le nuove funzionalità CNC FANUC per una miglior finitura superficiale sono disponibili per tutti i modelli di controllo (serie 30i / 31i / 32i–B e serie 0i–F) e verranno presentate in occasione di EMO 2017 presso lo spazio espositivo Hall 25 Stand A75.

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Source: Stampi
FANUC: finitura superficiale ultra precisa con Fine Surface Technology

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Galleria Mellonella l’insetto che si nutre di plastica

Galleria Mellonella l’insetto che si nutre di plastica

La scoperta questa volta è tutta italiana. Non molto tempo fa la ricercatrice Federica Bertocchini, impiegata presso l’Istituto di biomedicina e biotecnologia della Cantabria in Spagna ed apicultrice amatoriale, si è resa conto che, mentre stava ripulendo le arnie dai parassiti, la plastica dei sacchetti che le contenevano si stava degradando, riempiendosi di piccolissimi buchi. Da qui la scoperta, confermata anche dai test all’Università di Cambridge.

La Galleria Mellonella, più comunemente nota come camola del miele tarma della cera maggiore, non solo è capace di ingerire la plastica. E’ addirittura in grado di degradarla trasformando chimicamente il polietilene in glicol etilenico.

Facciamo la conoscenza della tarma della cera maggiore
Si tratta di un lepidottero che allo stadio larvale raggiunge la lunghezza massima di 3 cm. Altro nome comune è camola del miele per via della sua abitudine di nutrirsi di tale sostanza; ciò la rende una vera prelibatezza per tutti gli animali che si nutrono di insetti. Molti pescatori la conosceranno in quanto è una delle esche più apprezzate da numerose specie ittiche; gli apicultori invece la considerano una specie infestante tanto che sono costantemente alla ricerca di metodi per allontanarla dalle arnie vista la sua resistenza anche ai climi rigidi.

Tarma della cera all’opera nella degradazione della plastica

Camola del miele ed ecologia, potenzialità e rischi
Il problema dell’inquinamento causato dalle materie plastiche è serio; avere a disposizione un insetto capace di dare un contributo in questa lotta può sicuramente fare comodo. I ricercatori hanno osservato la capacità di 100 larve di digerire un sacchetto di plastica di 92 milligrammi in 12 ore; anche se ciò può non sembrare esaltante è sicuramente un tempo inferiore rispetto alle decine di anni necessarie per lo smaltimento in natura.

Le prestazioni della camola del miele sono superiori anche al batterio, scoperto dai ricercatori giapponesi, che riesce a traformare il PET in acido tereftalico e glicolene etilenico; a tali batteri sono necessarie 6 settimane per degradare un pezzo di PET grande come un pollice.

Ma non è tutto oro ciò che luccica; i problemi in questo caso sono principalmente due: la digestione della plastica da parte della Galleria mellonella non è un procedimento veloce, per avere un contributo consistente sarebbe necessario impiegare migliaia di lepidotteri. Da qui il secondo problema: quando l’uomo ha cercato di pilotare l’ecosistema favorendo alcune specie animali i precedenti non sono brillanti. Basti pensare a quanto successo nel Queensland in Austalia con l’introduzione dei “rospi della canna” per controllare i parassiti; il tentativo ebbe esiti disastrosi sull’ecosistema australiano portando ingenti danni alle specie autoctone.

Parola d’ordine: cautela ma speranza
Anche se è ovvio che questa scoperta non è la soluzione definitiva al problema dell’inquinamento della plastica siamo tutti consci che questa non è una questione che va sottovalutata.

Sappiamo che la Galleria Mellonella non svolge la sua opera ecologica in tempi del tutto soddisfacenti; tuttavia ogni passo ed ogni scoperta che tenta di individuare rimedi al problema dell’inquinamento della plastica deve essere considerata un successo. Alla ricerca e al progresso tecnologico il compito di trovare il modo migliore per sfruttare gli ultimi ritrovati.

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Galleria Mellonella l’insetto che si nutre di plastica

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MiSE: al via il Piano Nazionale Impresa 4.0

MiSE: al via il Piano Nazionale Impresa 4.0

I Ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan, Giuliano Poletti e Valeria Fedeli,  hanno presentato a Montecitorio i risultati del 2017 e le linee guida per il 2018 del Piano Nazionale Impresa 4.0
La presentazione è stata preceduta dalla riunione della Cabina di Regia a cui prendono parte le istituzioni nazionali e locali, le associazioni di categoria, i sindacati e il mondo accademico. In calce all’articolo è posibile scricare gli atti dell’incontro. Di seguito le principali novità.

Nasce Impresa 4.0. Il Piano Nazionale Industria 4.0 entra nella seconda fase e prende il nome in Impresa 4.0 i cui principali obiettivi  saranno concentrati su investimenti innovativi, strumenti pubblici di supporto, piano banda ultralarga, competenze. E poi: dall’Iperammortamento e Superammortamento al credito di imposta per Ricerca e Sviluppo e il Patent Box, dai contratti di sviluppo alla formazione 4.0.

Più credito dal Fondo di Garanzia. Da gennaio ad agosto 2017 il totale finanziato dal Fondo di Garanzia è cresciuto dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2016 (10,5 miliardi di nuovi finanziamenti bancari) mentre il totale garantito è cresciuto del 10,7% (7,4 miliardi di garanzie pubbliche).

Incrementare i contratti di sviluppo. Da settembre 2011 a settembre 2017 i contratti di sviluppo finanziati sono stati 102, di cui la grande prevalenza al Sud (88 contro i 14 al Centro-Nord); gli investimenti previsti sono pari a 3,6 miliardi di euro; le agevolazioni concesse sono pari a 1,9 miliardi (di cui 1,7 miliardi al Sud e 200 milioni al Centro Nord); l’occupazione salvaguardata e/o creata supera i 53mila addetti. Da gennaio a luglio 2017 l’avanzo commerciale italiano è stato di 25,6 miliardi di euro e l’export è cresciuto del +7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Investimenti privati fino a 90 miliardi nel biennio 2017-2018. In attesa dei dati consolidati, si sta misurando l’efficacia dell’Iper e Superammortamento e della Nuova Sabatini attraverso l’indicatore degli ordinativi i quali sono cresciuti del 9% nel primo semestre del 2017 su base annua (con picchi del +11,6% per macchinari). Dai dati raccolti inoltre si evince che, per quanto riguarda gli ordinativi delle imprese manifatturiere, i livelli raggiunti stabiliscono il record dal 2010.

Formare 200.000 universitari su 4.0. È stato lanciato il “Piano Nazionale Scuola Digitale” per la formazione di 150mila persone sui temi del digitale e la creazione di 8.400 animatori digitali coinvolgendo più di 1,3 milioni di studenti e oltre 4.000 istituti. È stato avviato il programma Alternanza Scuola/Lavoro che ha coinvolto 90mila studenti su tematiche Industria 4.0 e previsto il potenziamento degli Its a partire dall’anno 2018/2019 con l’obiettivo di raddoppiare il numero degli studenti entro il 2020. Sono stati inoltre aperti i bandi per 700 dottorati nel 2017/2018 sul tema Industria 4.0 e finanziati i Cluster Tecnologici Nazionali con 1 miliardo di investimento pubblico-privato. Grazie al sistema duale dell’apprendistato, ad oggi sono stati inseriti nei percorsi formativi 21.297 giovani; oltre 10.600 assunzioni con l’apprendistato di I livello e oltre 1.100 con l’apprendistato di alta formazione e ricerca; sono stati erogati fino a 3mila euro di contributo per il tutoraggio in azienda. Costituito il network nazionale Industria 4.0 con la rete degli Innovation Hub coordinati da Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Cna, e la creazione dei Punti Impresa Digitale gestiti da Unioncamere. Per quanto riguarda i Competence Center si sono riscontrati ritardi nell’approvazione del DM: l’apertura del Bando è prevista entro competenze digitali e in ambito Industria 4.0.

Aumentare di 11,3 mld la spesa privata in Ricerca e Sviluppo. L’andamento della spesa in Ricerca e Sviluppo è stato monitorato attraverso una ampia indagine campionaria: grazie al credito di imposta per Ricerca e Sviluppo e al Patent Box, su 68mila imprese intervistate, 24mila hanno dichiarato di voler spendere in Ricerca e Sviluppo nel 2017. Di queste, 11.300 aumentano la spesa del 10-15% rispetto allo scorso anno.

Early stage: più investimenti privati. Nel 2015 il volume totale degli investimenti in early stage era pari a circa 130 milioni (contro i 780 milioni di Germania e i 534 milioni di Spagna). Il Governo si è posto l’obiettivo di portarlo a circa 1 miliardo nel 2020 grazie a misure differenziate per le nuove imprese. Al I semestre 2017 gli investimenti in early stage sono cresciuti di appena il 2% rispetto al 2016. E’ una crescita positiva ma sotto le attese: per questo si procederà a definanziare le misure che non hanno funzionato e, allo stesso tempo, verrà sviluppata una nuova misura per le startup innovative. In questo contesto è stato inoltre recentemente autorizzato dalla Commissione europea il potenziamento incentivi su investimenti in equity di startup innovative.

Source: Meccanica e Automazione
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Schneider Electric e Claroty alleati per la cyber security

Schneider Electric e Claroty alleati per la cyber security

Claroty, innovatore nel settore della protezione delle reti OT, e Schneider Electric –  specialista nella gestione dell’energia e nell’automazione – hanno annunciato una partnership volta a vincere le sfide di sicurezza e cyber security nelle infrastrutture industriali.  L’accordo prevede che Claroty proponga la sua soluzione di monitoraggio e rilevazione delle intrusioni in tempo reale per le reti OT/ICS ai clienti di Schneider Electric, per tramite del programma di partnership Collaborative Automation Partner Program (CAPP).

Sicurezza degli asset: controllo degli accessi da parte di terzi da remoto. La piattaforma di Claroty protegge in modo proattivo i sistemi di controllo industriale e monitora con continuità le reti industriali alla ricerca di minacce informatiche.  I proprietari degli asset possono accedere alla piattaforma da remoto in modo sicuro, così da poter attuare policy che controllano l’accesso ai sistemi critici da parte di terzi e dipendenti attivi da remoto e registrare le sessioni.  Il sistema di rilevamento continuo delle minacce crea un inventario dettagliato degli asset connessi alla rete industriale, identifica problemi di configurazione, monitora il traffico tra gli asset e individua anomalie che possano far sospettare la presenza di un’intrusione. Un sistema di allarmi contestuali offre al personale operativo e al personale di sicurezza informazioni che consentono loro di agire efficacemente per investigare sulla situazione, rispondere e mettere in atto azioni di recovery.

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EcoStruxure: più protezione per i prodotti connessi. Questa partnership aggiunge alle offerte cyber security end-to-end di Schneider Electric un componente chiave, che consente di proteggere i prodotti connessi e le componenti di edge control incluse nell’architettura EcoStruxure. EcoStruxure è l’architettura di sistema e piattaforma Schneider Electric abilitata dall’IoT, aperta e interoperabile; è ciò che permette all’azienda di realizzare la promessa dell’Innovation at Every Level, offrendo prodotti connessi, soluzioni di edge control, applicazioni, analytics e servizi che nel loro insieme permettono di realizzare sistemi connessi, che integrano le migliori protezioni per la cybersecurity a tutti i livelli.

“In Schneider Electric siamo ben consapevoli di quanto sia urgente aiutare i nostri clienti a migliorare i loro programmi di sicurezza fisica e cybersecurity” ha commentato David Doggett, Senior Director Cybersecurity, Industry Business di Schneider Electric. “Uno dei modi in cui lo facciamo è la collaborazione con Claroty per offrire monitoraggio della rete e individuazione delle anomalie in tempo reale”.

Soluzioni business complete. Schneider Electric e Claroty hanno condotto test rigorosi per validare l’inteoperabilità delle soluzioni. Claroty è un partner chiave per l’offerta di sistemi di monitoraggio sicurezza di rete all’interno del programma di partnership CAPP, che consente a Schneider Electric di offrire soluzioni di business complete integrando nella sua offerta specifica le tecnologie innovative sviluppate dai suoi partner.

“Le tecniche per il rilevamento passive delle intrusioni in rete sono essenziali per applicazioni che mettono al primo posto la disponibilità dei sistemi” continua Dogget. “La piattaforma di Claroty può rafforzare le soluzioni che combattono le minacce note che sono riuscite a superare le protezioni perimetrali esistenti. Questa tecnologia può anche allertare immediatamente gli operatori di rete quando individua nuovi vettori di attacco o attacchi sferrati da malintenzionati all’interno dell’azienda, usando strumenti e credenziali esistenti”.

Rete industriale: protezione di tutti i livelli e identificazione immediata delle anomalie. Una caratteristica fondamentale della piattaforma Claroty è la sua capacità di esplorare il livello più profondo dei protocolli di rete industriali senza avere impatto negativo sul sistema. Questo permette agli utenti finali di identificare in modo sicuro le anomalie, proteggendo allo stesso tempo le reti industriali più complesse e sensibili. Il software di sicurezza IT tradizionale spesso usa query attive o richiede un’azione sulla rete che può, in ultima analisi, causare interruzioni operative. Pertanto, la piattaforma Claroty usa un approccio di monitoraggio passivo per ispezionare in sicurezza il traffico senza porre questo tipo di rischio.

“Ci siamo dati la missione di cambiare la cyber security delle reti industriali di controllo, come da tempo era necessario fare, con la massima rapidità” ha dichiarato Amir Zilberstein, Chief Executive Officer di Claroty. “Riteniamo che questa complessa sfida si affronti meglio in modo robusto e unificato – facendo lavorare i vendor security come Claroty mano nella mano con i migliori produttori di componenti. Essere partner di Schneider Electric ed offrire le nostre soluzioni nel quadro dell’approccio onnicomprensivo alla cybersecurity proprio dell’architettura EcoStruxure ci aiuterà a raggiungere il massimo numero di aziende industriali, producendo il massimo impatto immediato”.

Source: Meccanica e Automazione
Schneider Electric e Claroty alleati per la cyber security

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CAM2® annuncia Innovative Visual Inspect™ per l’ispezione e la progettazione

CAM2® annuncia Innovative Visual Inspect™ per l’ispezione e la progettazione

CAM2®, tra le fonti più affidabili al mondo per le soluzioni di misurazione e di imaging 3D per metrologia industriale, costruzione BIM/CIM, progettazione di prodotti, indagini forensi nell’ambito della sicurezza pubblica e applicazioni per soluzioni 3D, annuncia la disponibilità della famiglia di prodotti CAM2® Visual Inspect™.

Questa piattaforma innovativa consente di trasferire grandi quantità di dati 3D CAD (computer- aided design) complessi a un iPad e di utilizzarli per la visualizzazione su un dispositivo mobile e il confronto con le condizioni nel mondo reale. In questo modo è possibile ottenere informazioni utili in tempo reale attraverso la rilevazione precoce degli errori durante il processo di produzione, costruzione o progettazione.

Visual Inspect™ è una soluzione di nuova generazione che consente di spostare la visualizzazione 3D CAD dal PC tradizionale a un dispositivo mobile, offrendo una soluzione “a portata di mano su richiesta”. I dati 3D CAD vengono memorizzati sull’iPad in un formato innovativo, compresso e mobile che offre un eccezionale grado di flessibilità e mobilità, contribuendo ad aumentare la produttività. L’utente finale può documentare problemi ed errori attraverso testi e immagini che possono essere esportati in un documento Microsoft Office in formato Excel con la massima semplicità.

La famiglia di prodotti Visual Inspect™ è disponibile in due diverse versioni:
Visual Inspect™ : consente la visualizzazione mobile intuitiva, la verifica e la documentazione di dati 3D complessi
Visual Inspect AR™: consente di sovrapporre e confrontare dati 3D complessi con dati effettivi in tempo reale

La fotocamera integrata dell’iPad supporta Visual Inspect AR™, offrendo un’alternativa più conveniente rispetto ad altri prodotti di realtà aumentata che richiedono l’uso di fotocamere costose.

La famiglia di prodotti Visual Inspect™ può essere utilizzata seguendo tre semplici passaggi: scaricare l’applicazione iPad dall’App store di Apple, calibrare l’iPad e attivare l’applicazione utilizzando il file di calibrazione.

“Siamo entusiasti di dare seguito all’acquisizione della tecnologia MWF, effettuata a dicembre 2016, grazie all’integrazione della sua innovativa tecnologia nel portafoglio prodotti di CAM2”, ha dichiarato Simon Raab, Presidente e Amministratore Delegato di CAM2. “Stiamo creando un nuovo paradigma che permette ai nostri clienti di andare oltre e di non fare più le cose in modo corretto solo la maggior parte delle volte, ma sempre”.

La famiglia Visual Inspect™ di CAM2 è attualmente disponibile in Italia.

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Source: Stampi
CAM2® annuncia Innovative Visual Inspect™ per l’ispezione e la progettazione

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HP re-inventa le workstation serie Z

HP re-inventa le workstation serie Z

HP ha presentato HP Z8 G4, una delle workstation più potenti del pianeta1 con funzionalità di security, a conferma di come HP possa offrire workstation desktop tra le più sicure e gestibili al mondo2. Il rinnovamento dei più potenti PC desktop di HP è pensato per rispondere alle richieste di potenza di elaborazione di professionisti come progettisti, architetti, autori di contenuti digitali, scienziati, docenti, personale di strutture sanitarie e operatori finanziari.

Le workstation desktop HP Z8, Z6 e Z4 sono caratterizzate da un’estrema potenza, da un livello di sicurezza senza precedenti2 e da un design innovativo, pensato per supportare i campi in rapida espansione della realtà virtuale, del machine learning e della progettazione avanzata.

Oggi per i responsabili IT la sicurezza rappresenta una massima priorità. Il nuovo portafoglio di sistemi HP comprende il set di funzionalità di sicurezza tra i più completi del settore2, che include HP SureStart (il primo BIOS a livello di settore con capacità di correzione automatica e rilevamento delle intrusioni), HP Client Security Suite e altro ancora. Con un livello di sicurezza senza precedenti nella storia delle workstation serie Z di HP, i sistemi di questa generazione assicurano prestazioni estremamente elevate e funzionalità per la protezione della proprietà intellettuale.

“La disponibilità di avanzate caratteristiche di sicurezza non è mai stata tanto importante per le workstation”, ha dichiarato Gwen Coble, direttore della divisione Workstations, Thin Clients, Retail Solutions and Immersive Computing di HP Inc. per l’area EMEA. “Gli utenti delle workstation creano la proprietà intellettuale più preziosa per un’azienda e HP punta a soddisfare le esigenze di protezione offrendo workstation desktop e mobili tra le più sicure e gestibili al mondo. Il sistema HP Z8, una delle workstation desktop più potenti al mondo, è in grado di assicurare tutta la potenza di elaborazione e la sicurezza richieste dei clienti”.

Nuove workstation desktop HP
Ogni aspetto delle workstation tower è stato intenzionalmente e accuratamente riprogettato per garantire la potenza, lo stile e l’ispirazione di cui hanno bisogno i professionisti di oggi. L’industrial design è stato completament rinnovato, incorporando tecniche di produzione e materiali avanzati e rappresenta visivamente la potenza dei computerLe nuove workstation sono dotate di porte Thunderbolt™ 3(opzionale) e Dual 1GbE (standard) per supportare i trasferimenti di dati con larghezza di banda elevata richiesti dagli utenti oggi e in futuro, oltre a offrire il supporto di Microsoft Windows 76 per i flussi di lavoro legacy. Ogni sistema offre una struttura frontale modulare con porte USB 3.1 G2 Type C™. I modelli Z8 e Z6 supportano doppie CPU e un doppio modulo di rete 10 GbE opzionale per connessioni ad alta velocità ad un costo più vantaggioso rispetto alle attuali workstation HP e senza utilizzare uno slot di espansione PCIe.

La workstation HP Z8 G4 assicura una potenza eccezionale per aiutare i professionisti a reinventare la progettazione in qualsiasi campo. Il sistema HP Z8, una delle più potenti workstation desktop del pianeta1 , offre le capacità necessarie per eseguire le simulazioni più complesse ed elaborare enormi quantità di dati. Gli utenti possono eseguire simulazioni 3D e modificare video 8K in tempo reale fino a un massimo di 56 processi core – e fino a 3 TB di memoria principale: una capacità tripla rispetto al modello precedente4 . Certificati per il software più avanzato, come ANSYS o After Effects, questi sistemi consentono agli utenti di realizzare lavori creativi in meno tempo.

La più importante workstation HP è caratterizzata da una struttura interna completamente riprogettata, con innovativi condotti di ventilazione che inviano aria fresca alla seconda CPU, invece di riciclare l’aria calda espulsa dal condotto della prima CPU, e da un design all’avanguardia realizzato da esperti di architettura dei computer.

L’architettura con chassis diviso consente l’accesso posteriore all’ alimentatore da 1700 W con un meccanismo di blocco, 24 DIMM e un totale di 9 slot PCIe (7 slot PCIe a larghezza e altezza intera e 2 slot PCIe “personality” interni), che rendono il sistema adatto per flussi di lavoro specializzati. Il modello HP Z8 Tower offre una larghezza di banda della memoria superiore del 67%, una capacità di calcolo dei core dei processori superiore del 27%, una larghezza di banda di I/O PCIe superiore del 40% e una capacità di alimentazione superiore del 29% rispetto al modello Z840, per i clienti che eseguono i carichi di lavoro più elevati.

La workstation HP Z6 G4 è progettata tenendo presente le esigenze in costante evoluzione degli artisti VFX. Grazie al supporto per le più recenti schede grafiche professionali, 384 GB di memoria di sistema e doppi slot M.2 per le unità SSD PCIe HP Z Turbo Drive, è possibile ottenere prestazioni ottimali per gli effetti visual e i carichi di lavoro di visualizzazione per le attività di progettazione.

Anche la workstation HP Z6 è un sistema pensato per il futuro, che assicura un’esperienza di progettazione altamente modulare grazie a opzioni come un secondo processore e una soluzione per l’aumento della memoria, che consentono agli utenti di raddoppiare le capacità di elaborazione in modo semplice e rapido. La workstation HP Z6 offre una memoria totale di sistema superiore di 1,5 volte, con una larghezza di banda della memoria superiore del 67%, una capacità di calcolo dei core dei processori superiore del 27% e una larghezza di banda di I/O PCIe superiore del 22% per i clienti che eseguono l’aggiornamento dal modello Z640.

La workstation HP Z4 G4 è il modello di nuova generazione – e completamente riprogettato – della workstation più venduta di HP, con una più vasta gamma di funzionalità standard e opzioni per l’aggiornamento delle prestazioni, finora mai state disponibili in una workstation HP a singolo processore. Gli utenti di un’ampia varietà di settori possono scegliere la configurazione ideale per soddisfare i requisiti di prestazioni desiderate. La straordinaria famiglia di processori Intel® Xeon® W permette agli utenti di sistemi CAD e di simulazione di ottenere un’eccezionale scalabilità delle prestazioni delle applicazioni, La workstation HP Z4 include inoltre importanti miglioramenti per gli ambienti di lavoro del futuro, con un elegante e moderno design industriale, maniglie ergonomiche sul lato anteriore e posteriore, uno chassis di dimensioni notevolmente inferiori per gli spazi di lavoro ristretti e una nuova opzione con un filtro antipolvere per gli ambienti industriali.

La workstation HP Z4 è una soluzione ideale per le applicazioni embedded, che assicura livelli superiori di larghezza di banda di I/O con doppia connettività di rete 1GbE e doppi slot M.2 per le unità SSD PCIe HP Z Turbo Drive, oltre alla possibilità di eseguire facilmente l’aggiornamento delle porte USB frontali in modo da includere due porte USB 3.1 G2 Type C™. La workstation HP Z4 offre una larghezza di banda della memoria superiore dell’11%, una capacità di calcolo dei core dei processori superiore del 25% e una larghezza di banda di I/O PCIe superiore del 13% per i clienti che eseguono l’aggiornamento dal modello Z440.

I nuovi monitor HP serie Z includono uno straordinario schermo curvo con una diagonale di 38 pollici HP ha inoltre annunciato sette nuovi schermi HP serie Z, progettati per i clienti più esigenti che desiderano esperienze visive straordinarie, con semplici funzionalità di calibrazione e un’affidabilità superiore. L’elegante schermo curvo HP Z38c garantisce agli utenti un’esperienza assolutamente coinvolgente. Questo schermo offre un’area di lavoro senza interruzioni, priva della cornice centrale presente nelle configurazioni con due monitor, con un pannello curvo con una diagonale di 37,5 pollici, un raggio di 2300 mm e un ampio formato 21:9. Il modello HP Z38c è uno schermo 4K con una nitidezza eccezionale, una risoluzione di 3840×1600 5 e una densità dei pixel ottimizzata per la visualizzazione delle icone e del testo, in modo da consentire agli utenti di concentrarsi sulle attività creative invece di dedicare tempo eseguendo zoom e panoramiche.

Al modello HP Z38c si aggiungono altri sei nuovi schermi HP serie Z, con diagonali dello schermo da 21,5 pollici a 27 pollici. Come tutti i monitor HP Z, ogni modello include un set di funzionalità progettate in base al feedback ricevuto dai clienti, che consente di ottimizzare il flusso di lavoro per gli utenti finali. Questi schermi praticamente senza bordi si faranno apprezzare per la resa grafica di grande impatto, la calibrazione del colore di fabbrica che assicura una precisione ottimale dei colori e la connettività flessibile per tutti i dispositivi.

Prezzi e disponibilità del portfolio HP Z
La workstation HP Z8 sarà disponibile nell’area EMEA a ottobre, a partire da 4.500 euro.
La workstation HP Z6 sarà disponibile nell’area EMEA a ottobre, a partire da 2.500 euro.
La workstation HP Z4 sarà disponibile nell’area EMEA a dicembre, a partire da 2.000 euro.
Lo schermo curvo HP Z38c è già disponibile, a partire da 1.450 euro.
Lo schermo HP Z27n G2 sarà disponibile nell’area EMEA a gennaio 2018, a partire da 520 euro.
Lo schermo HP Z24nf G2 è già disponibile, a partire da 268 euro.
Lo schermo HP Z24n G2 sarà disponibile nell’area EMEA a gennaio 2018, a partire da 375 euro.
Lo schermo HP Z24i G2 è già disponibile, a partire da 330 euro.
Lo schermo HP Z23n G2 è già disponibile, a partire da 248 euro.
Lo schermo HP Z22n G2 è già disponibile, a partire da 218 euro.

1. Based on desktop workstations as of June 14, 2017 and power based on processor, graphics, memory, and power supply
2. Based on HP’s unique and comprehensive security capabilities at no additional cost and HP’s Manageability Integration Kit’s management of every aspect of a PC including hardware, BIOS and software management using Microsoft System Center Configuration Manager among desktop workstation vendors as of June. 2017 on HP Desktop Workstations with 7th Gen Intel® Processors.
3. As of Sept. 13, 2017
4. Based on desktop workstations memory capacity as of June 14, 2017.
5. All performance specifications represent the typical specifications provided by HP’s component manufacturers; actual performance may vary either higher or lower.
6. Windows 7 Professional 64-bit (available through downgrade rights from Windows 10 Pro). If the system is preinstalled with Windows 7 Professional software it also comes with a license and media for Windows 10 Pro for Workstations software. You may only use one version of the Windows software at a time. Switching between versions will require you to uninstall one version and install the other version. You must back up all data (files, photos, etc.) before uninstalling and installing operating systems to avoid loss of your data.

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HP re-inventa le workstation serie Z

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Guida autonoma: verso gli abitacoli del futuro

Guida autonoma: verso gli abitacoli del futuro

Solo pochi mesi dopo la stipula del loro accordo di cooperazione, avvenuta all’inizio di maggio 2017, ZF e Faurecia presentano i primi risultati della loro collaborazione e i piani futuri. Con un prototipo di sedile presentato allo IAA 2017 presso gli stand di Faurecia e di ZF, le due aziende accelerano il cammino verso autovetture con abitacoli flessibili, comodi e al tempo stesso più sicuri. Una roadmap a lungo termine definisce le tappe future sul tema della sicurezza integrata per gli abitacoli delle autovetture del futuro. Obiettivo finale della collaborazione tra ZF e Faurecia è “Cockpit 2025”, che segna il passaggio dalla guida assistita e automatizzata a quella autonoma ai livelli 3 e 4 e superiori. Quando ZF e Faurecia hanno annunciato la loro collaborazione, nel maggio 2017, hanno preso a modello la rete di ecosistemi della Silicon Valley. Il fatto che i due gruppi fornitori dell’industria automobilistica siano veloci e agili è ora dimostrato da un primo risultato della loro collaborazione nata solo quattro mesi fa: con un prototipo di sedile di guida, ZF e Faurecia mostrano in occasione dello IAA 2017 la forma che può assumere la sicurezza passiva nel periodo di transizione dalla guida assistita a quella automatizzata.

Tre diverse posizioni

Relax
Guida
Lavoro

Il sedile può assumere tre diverse posizioni: la posizione di guida, una posizione relax e una posizione “di lavoro”, in cui è leggermente ruotato verso il centro dell’abitacolo. In totale, il sedile può essere reclinato indietro di 25 gradi e ruotato fino a 10 gradi verso l’interno. Per permettere ciò, lo schienale del sedile è suddiviso in due porzioni. Il punto di ancoraggio della cintura di sicurezza del conducente è integrato nel sedile, ed è concepito per adattarsi ai cambiamenti che avvengono in caso di incidente. Nel passaggio tra le varie posizioni, il punto di attacco variabile della cintura di sicurezza posto vicino alla spalla può adattarsi automaticamente alla posizione reclinata del guidatore. Il pretensionatore attivo ACR 8 può inoltre inviare segnali tattili al guidatore, come per esempio una vibrazione per richiamarne l’attenzione alla guida. Il sistema di ritenuta può essere integrato nell’HMI (Human Machine Interface) della vettura. Questo è importante per i sistemi di assistenza e le funzioni di guida automatizzata, che informano il guidatore quando assumere di nuovo il controllo del veicolo.

Nuovi aribag laterali

ZF ha anche progettato e installato nuovi airbag laterali: l’innovativo Advanced Far Side Airbag è stato integrato all’interno del sedile oltre a un airbag laterale tradizionale posto esternamente. Il nuovo airbag può essere in grado di proteggere la testa e il collo del guidatore, in particolare in caso di un urto sul lato opposto alla guida. Inoltre un airbag integrato sul retro dello schienale del conducente protegge gli occupanti seduti sul sedile posteriore. “Siamo stati in grado di presentare un primo prototipo a soli quattro mesi dall’inizio della nostra collaborazione. Il fatto che le due aziende siano riuscite in così poco tempo a mettere insieme i propri punti di forza e le proprie conoscenze è un segnale forte dell’orientamento che la nostra collaborazione assumerà nel lungo periodo”, ha dichiarato Torsten Gollewski, responsabile per lo sviluppo preliminare presso ZF. David Degrange, Vice Presidente del progetto Cockpit of the Future di Faurecia, aggiunge: “In soli quattro mesi è stato messo a punto questo prototipo unico ed esclusivo per la sicurezza, che illustra chiaramente la cultura e la procedura comune delle due aziende. Nel settore automotive questo rappresenta un record in termini di tempistiche e ancora una volta la prova del nostro impegno comune per offrire ai nostri clienti tecnologie a valore aggiunto.”

Gli abitacoli delle autovetture nell’era della guida autonoma

Ciò è stato possibile perché ZF e Faurecia hanno sviluppato in tempi brevi un’idea comune di sicurezza integrata in base alla quale, oltre a realizzare il primo prototipo di sedile, hanno definito ulteriori obiettivi di medio e lungo termine. Con “Cockpit 2025” le due aziende vogliono dare forma all’evoluzione degli abitacoli per il passaggio dalla guida assistita a quella automatizzata. A tale scopo i due partner hanno identificato svariati campi di azione: funzioni di comfort e sicurezza in relazione ai sedili e al telaio del veicolo; elementi dell’abitacolo, quali display, volante e protezione degli occupanti. Altre aree comprendono il monitoraggio dell’interno vettura e l’interazione dei sistemi nell’importante fase che precede l’urto, ovvero negli ultimi millisecondi prima di una collisione ormai inevitabile, per aumentare la protezione degli occupanti. “Questi campi di azione prendono in considerazione moltissime esigenze delle funzioni di guida presenti e future, e in particolare le funzioni relative alla guida automatizzata e completamente autonoma”, ha affermato Gollewski. “Tutti gli elementi sono fortemente legati gli uni agli altri, perciò l’approccio di sistema comune a ZF e Faurecia consente di sviluppare soluzioni migliori per la protezione degli occupanti del futuro rispetto a quelle elaborate singolarmente.” Nei prossimi anni i partner della cooperazione realizzeranno nuovi metodi e soluzioni secondo una roadmap. Nel 2022, ad esempio, saranno in grado di presentare e offrire un abitacolo futuristico, capace di supportare il livello 3, automazione condizionale, e il livello 4, alta automazione, della guida automatizzata.

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Source: Attualita
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Solid Edge costa troppo per chi inizia? Per le start-up è gratis

Solid Edge costa troppo per chi inizia? Per le start-up è gratis

Siemens PLM Software amplierà la disponibilità del programma Solid Edge for Startups, dopo il successo negli USA del progetto pilota. Solid Edge for Startups è già disponibile per le start-up di tutto il mondo. Il programma è pensato per aziende molto piccole che si trovano nella loro fase iniziale, e che altrimenti potrebbero non disporre del capitale necessario per acquistare un software CAD. Diversamente da quanto accade per altri programmi proposti dalla concorrenza, le start-up per essere ammesse non devono obbligatoriamente possedere un prodotto fisico e nemmeno devono averne pianificato il lancio.

Per essere ammessi i candidati:

  • devono essere soggetti giuridici in attività da meno di tre anni
  • devono avere ottenuto finanziamenti per meno di 1 milione di dollari
  • devono avere ricavi annui inferiori a 1 milione di dollari
  • possono operare in qualsiasi settore e afferire a qualunque tipologia aziendale
  • potranno ricandidarsi qualora continuassero a rientrare nelle condizioni di qui sopra

Le start-up che rispettano i criteri di candidatura elencati in precedenza, sono invitate a registrarsi gratuitamente qui.

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Sandvik Coromant, tornitura silenziosa con connettività integrata per la nuova gamma Silent Tools

Sandvik Coromant, tornitura silenziosa con connettività integrata per la nuova gamma Silent Tools

Sandvik Coromant, specializzata in utensili da taglio e sistemi di attrezzamento, ora propone una versione della sua rinomata serie di portautensili Silent Tools™ con connettività integrata nell’adattatore, con cui permetterà alle aziende manifatturiere di fare importanti passi avanti verso la lavorazione digitale e l’Industria 4.0. Questa innovazione viene offerta nell’ambito della suite di soluzioni connesse CoroPlus®, ed è pensata per le officine meccaniche che vogliono convertire la propria produzione al digitale, in linea con i trend dell’industria.

Silent Tools™ +. La versione più avanzata della tecnologia Silent Tools per tornitura interna con sporgenze elevate ora offre la connettività integrata nell’adattatore. Questa soluzione, battezzata Silent Tools™ +, permette di raccogliere i dati del processo di produzione e di inviarli a un cruscotto, da cui l’operatore può ottenere informazioni preziose su ciò che sta accadendo all’interno di componenti tubolari con elevate sporgenze. Ad esempio, potrà sapere se le vibrazioni sono eccessive e se vi è il rischio di compromettere la qualità della finitura superficiale del pezzo. Inoltre, l’operatore sarà in grado di ridurre il tempo in cui la macchina rimane in funzione senza che l’utensile sia impegnato nel taglio.

“Con la sua combinazione di connettività CoroPlus e tecnologia antivibrante Silent Tools, questa soluzione è un esempio delle tecnologie sofisticate che dovremo aspettarci in futuro”, commenta Åke Axner, Product Manager Sandvik Coromant specializzato negli adattatori per tornitura Silent Tools. “Gli adattatori per tornitura con connettività integrata Silent Tools + sono perfettamente in linea con la nostra strategia CoroPlus, con la quale ci siamo impegnati ad aiutare i clienti a lavorare in modo più efficiente.”

L’indicatore di vibrazioni di Silent Tools +, ad esempio, permette di rilevare i problemi di lavorazione sin dalle prime fasi, il che ad esempio è utile per evitare i problemi connessi alle vibrazioni come rumore, scarsa finitura superficiale e usura accelerata degli utensili. Inoltre, la funzionalità di posizionamento in altezza visualizza il livello del tagliente, che può quindi essere regolato rapidamente in base alle esigenze. Ne conseguono migliori prestazioni di lavorazione e maggiore durata utensile.

Sistema di smorzamento preregolato. La gamma Silent Tools di Sandvik Coromant è stata studiata per ridurre al minimo le vibrazioni grazie a un sistema di smorzamento preregolato installato all’interno del corpo dell’utensile, costituito da una massa pesante supportata da elastomeri. Questa soluzione offre numerosi vantaggi, poiché permette alle officine meccaniche di aumentare i volumi di truciolo asportato, migliorare la finitura superficiale, aumentare la sicurezza di processo o ridurre i costi di produzione.

L’adattatore per tornitura Silent Tools + presenta inoltre una nuova interfaccia Wedge Lock tra l’adattatore e la testina di taglio, che permette di cambiare la testina in modo rapido e preciso, un vantaggio che piacerà alle aziende di vari settori, come l’industria aerospaziale, in cui sarà utile per la lavorazione dei componenti del carrello, e l’industria Oil and Gas, in cui le lavorazioni di componenti tubolari con sporgenze elevate sono molto diffuse. Poiché le testine di taglio utilizzano inserti CoroTurn® TR, la soluzione è applicabile a un’ampia gamma di materiali.

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito coroplus.sandvikcoromant.

Source: Meccanica e Automazione
Sandvik Coromant, tornitura silenziosa con connettività integrata per la nuova gamma Silent Tools

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