Makino: significativa crescita in Europa e in Asia

Makino: significativa crescita in Europa e in Asia

Makino L2

Il produttore giapponese di macchine utensili Makino Milling Machine Co., Ltd. ha chiuso il suo anno fiscale registrando un fatturato stabile a livello globale. La forte crescita delle esportazioni ha compensato la debolezza della domanda sul mercato interno. Nonostante le grandi incertezze politiche in tutto il mondo, negli Stati Uniti, in Europa e in Asia sono stati raggiunti nuovi livelli record di fatturato.

In Europa gli ordini sono aumentati di oltre il 70% con importanti contributi dal settore aerospaziale e da quello dei componenti industriali.

Nell’anno in cui celebra il suo 80° anniversario, Makino presenterà numerose nuove tecnologie alla EMO di Hannover, dove esporrà un ́ampia gamma di macchine a 5 assi, soluzioni per l’ automazione e per l’ Industry 4.0.

L’anno fiscale 2016
Alla conferenza stampa di Makino a Kirchheim unter Teck, in Germania, tenutasi lo scorso 27 giugno, il Dr P. Anders Ingemarsson, Presidente e CEO di Makino Europe, ha comunicato che nell’esercizio fiscale 2016, che si è concluso il 31 marzo 2017, è stato registrato un fatturato consolidato globale di 153.641 milioni di yen, in calo del 5,1% rispetto allo scorso anno (+1,7% nelle valute locali).

Anche se in Giappone il Gruppo ha registrato un calo del fatturato del 7,9%, in tutte le altre regioni le vendite hanno raggiunto livelli record, con crescite rispetto allo scorso anno (in valute locali) del 10,3% in America, dell’8,5% in Europa e del 4,2% in Asia (Giappone escluso). Il risultato operativo del Gruppo ha raggiunto i 9.660 milioni di Yen, mentre l’utile netto è stato di 7.596 milioni di Yen.

Progressi in Europa
Gli ordini in Europa sono cresciuti di oltre il 70% grazie ad importanti contratti acquisiti nel settore aerospaziale e all’importante sviluppo registrato nel settore dei componenti industriali. Progressi particolarmente positivi sono stati compiuti in Francia, Italia, Spagna e Polonia.

“Gli investimenti effettuati nelle risorse umane e nelle infrastrutture stanno dando i loro frutti e le prospettive per l’esercizio finanziario 2017 sono promettenti”, ha sottolineato Ingemarsson. Condizioni di mercato favorevoli, unite al lancio di un’ampia gamma di nuove tecnologie alla EMO 2017 di settembre, sosterranno la crescita nella seconda metà di quest’anno fiscale.

Crescita sostenuta in Cina e India
Il calo del business in Giappone va imputato principalmente alle dinamiche del settore degli stampi. Inoltre, nel corso dell’anno c’è stata una generale titubanza relativa alle spese in conto capitale. In questo anno fiscale si prevede un aumento degli investimenti, in particolare nell’industria automobilistica, dove saranno introdotti diversi nuovi modelli. Inoltre è attesa un’ulteriore crescita a seguito degli importanti investimenti effettuati da Makino in nuovi centri per la lavorazione degli stampi nel settore automotive.

Lo scorso gennaio, Makino ha aperto un nuovo centro tecnologico a Nagoya per rafforzare ulteriormente le sue attività di supporto tecnico locale nella regione. Lo sviluppo positivo del resto dell’Asia è collegato prevalentemente al mercato dei macchinari di produzione.

In Cina è stato registrato un importante aumento degli ordinativi, grazie alle nuove opportunità emerse nei mercati IT e automotive, ed in India, dove è cresciuto il business dei veicoli a due e a quattro ruote e delle applicazioni agricole. I trend di crescita registrati in Cina e in India dovrebbero proseguire nel corso dell’esercizio attuale. Inoltre, la crescente diffusione di funzionalità avanzate negli smartphone genererà un aumento della domanda di macchine utensili di fascia alta. Per affrontare la crescente richiesta di centri di lavoro nella regione asiatica, Makino sta investendo significativamente per ampliare le proprie capacità produttive a Singapore.

Negli Stati Uniti la divisione dedicata ai materiali di consumo si fonde con Global EDM Supplies
All’inizio di quest’anno negli Stati Uniti Makino Inc. ha compiuto due importanti passi per rafforzare la sua posizione in Nord America: a gennaio è stato inaugurato un nuovo centro tecnologico a Monterrey, in Messico; successivamente Makino ha annunciato la sua fusione con Global EDM Supplies, fornitore di materiali di consumo per macchine per elettroerosione.

L’operazione ha l’obiettivo di supportare l’espansione della divisione SST Consumables di Makino, offrendo ai clienti una più ampia copertura geografica, una maggiore varietà di prodotto e una migliore accessibilità ai servizi ed al supporto tecnico.

Sebbene il mercato statunitense abbia registrato un significativo aumento del fatturato rispetto all’anno fiscale 2015, toccando un nuovo record, gli ordini raccolti sono stati inferiori rispetto all’anno precedente a causa di un calo nel settore automotive e nel rinvio di importanti ordini nel settore aerospaziale.

Considerando le prospettive positive del settore dei semiconduttori e della possibile concretizzazione delle opportunità rinviate in ambito aerospaziale, quest’anno gli ordini dovrebbero superare i livelli raggiunti negli scorsi anni.

80° anniversario di Makino: un carico di nuove tecnologie
Nell’anno del suo 80° anniversario, Makino guarda al futuro con una focalizzazione chiara sulle tecnologie più innovative, offrendo soluzioni dedicate a clienti provenienti da una grande varietà di settori.

“Alla EMO di settembre Makino lancerà una vasta gamma di nuove tecnologie, tra cui soluzioni orizzontali e verticali a 5 assi e soluzioni EDM per componenti industriali, stampi e applicazioni in ambito aerospaziale, tutte pronte per l’automazione e per Industry 4.0”, ha dichiarato Ingemarsson. “Presenteremo una nuova macchina orizzontale a 5 assi flessibile ma rigida per la produzione di componenti, macchine verticali a 5 assi altamente dinamiche per la produzione di elementi elicoidali, nuovi centri di lavoro verticali a 5 assi per la lavorazione ad alta velocità di stampi per componenti automotive e una macchina per elettroerosione di nuova generazione, per citare alcuni esempi”.

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ALDAI-Federmanager: i dirigenti lombardi i più europeisti tra gli italiani

ALDAI-Federmanager: i dirigenti lombardi i più europeisti tra gli italiani

I dirigenti lombardi hanno fiducia nelle istituzioni europee molto più della media degli italiani e sono contrari alle proposte di ritorno alla lira e di uscita dell’Italia dalla Unione Europea. Lo rivela una recente indagine sul senso di appartenenza all’Europa condotta da ALDAI-Federmanager (la maggiore organizzazione territoriale del sistema Federmanager polo di competenze e punto di riferimento per i servizi ai manager oltre che partner integrante del sistema industriale) sui propri associati lombardi.

L’indagine di ALDAI-Federmanager è stata lanciata in coincidenza con la celebrazione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma e, oltre alla consistenza quantitativa, si segnala per il particolare ed elevato grado di esperienza degli intervistati, tutti dirigenti o quadri dell’industria lombarda.

Inoltre, risulta particolarmente interessante il confronto tra i dati dell’indagine ALDAI-Federmanager con quelli dell’ultimo Eurobarometro standard, il sondaggio istituzionale effettuato dall’Europarlamento su basi statistiche generali e relativo ad un periodo molto prossimo a quello dell’indagine ALDAI-Federmanager.

Infatti, dall’esito della indagine ALDAI-Federmanager è emerso che i dirigenti dell’industria lombardi sono fiduciosi nei confronti della UE (65,7%), più del doppio di quanto non lo sia la media degli italiani (29%) e comunque di gran lunga superiore alla media dei cittadini dell’Unione Europea (33%).

Per quanto riguarda la fiducia nelle istituzioni nazionali anche quella dei dirigenti è risultata scarsa. Solo il 23% dei votanti ha dichiarato di aver fiducia nel Parlamento: dato in linea con il resto dell’opinione pubblica nazionale (19%) ed europea (23%).

I dirigenti lombardi si sentono a tutti gli effetti cittadini europei (81%) e solo una esigua minoranza sarebbe favorevole ad una Ital-exit per abbandonare l’Unione Europea (8%) o ad un’uscita dall’euro per tornare alla vecchia lira (6%). Sebbene non siano mai stati effettuati sondaggi ufficiali in Italia sui temi dell’abbandono dell’Unione Europea o sul ritorno alle monete nazionali, il dato che emerge dall’indagine sui dirigenti lombardi è sicuramente in controtendenza rispetto alle posizioni antieuropeiste propagandate recentemente.

Relativamente alla individuazione delle principali problematiche nazionali, i dirigenti ALDAI-Federmanager hanno una opinione differente rispetto alla media nazionale ed europea. Infatti, mentre tutti danno priorità alla disoccupazione, i dirigenti ALDAI-Federmanager mettono in evidenza il tema del debito pubblico, sottovalutato da italiani ed europei.

Per i manager dell’industria, che hanno competenza economica e gestionale di una parte importante del tessuto produttivo nazionale, la scelta europea è pertanto inevitabile.

In questo senso, anche le proposte avanzate dai dirigenti vanno verso una direzione che sembra essere all’attenzione anche ai protagonisti politici: il completamento dell’unione bancaria, la revisione del patto di stabilità, la creazione di un ministero delle finanze europeo che tenda a dotarsi di risorse proprie.

Grandi europeisti, i dirigenti ALDAI-Federmanager sono però anche attenti al fenomeno dell’integrazione: “L’industria milanese ha fatto esperienza in questi anni di una sempre più incisiva presenza di lavoratori provenienti da Paesi UE ed extra UE – ha dichiaratoRomano Ambrogi, Presidente di ALDAI-Federmanager – Fare i conti e saper gestire questa realtà – è un compito importante per i manager. Le conseguenze sociali sono altrettanto importanti: confrontando tra loro i dati del biennio 2014-2016, i livelli occupazionali nell’industria in Italia sono sostenuti dalla forza lavoro comunitaria. Mentre l’occupazione di provenienza UE è cresciuta del 14,7%, la componente italiana è calata dello 0,4% così come anche quella Extra UE del 2,1%. Ciò corrisponde a circa 300mila lavoratori regolari, cioè quasi il 10% dell’intera occupazione nel mondo dell’Industria”.

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Nuovamacut Live 018: a convegno le tecnologie abilitanti del futuro

Nuovamacut Live 018: a convegno le tecnologie abilitanti del futuro

Costruendo un mondo nuovo è il sottotitolo dell’evento Nuovamacut Live 018 che si terrà il 7 novembre al Palazzo della Cultura e dei Congressi di Bologna. L’evento è molto articolato. Dopo la registrazione, la visita all’area espositva e il benvenuto di Sauro Lamberti, Amministratore Delegato di Nuovamacut, Gian Paolo Bassi, CEO di SolidWorks- Dassault Systèmes, interviene sul tema SolidWorks 2018: sviluppi e strategie per il 2018. Davide Centomo, direttore tecnico di Nuovamacut interviene quindi sul tema La tecnologia a supporto dell’eccellenza. Pierandrea Zanolini, Direttore Tecnico BAI, verrà poi intervistato sul tema BAI: strategia di prodotto Customer Centric.

 

Le sessioni tecniche

Alle ore 11.30 iniziano le sessioni per tecnici e utenti (fate clic sui link per saperne di più) e alle 11.45 le sessioni per il management. In queste sessioni si parlerà delle novità di SolidWorks 2018 e  vi sarà un panel di confronto su temi relativi a tecnologie, innovazione ed eccellenza dell’industria italiana.

Dopo la pausa pranzo l’evento prosegue con sessioni tecniche di approfondimento, anche queste spiegate in dettaglio qui. Sono previste sessioni demo, interventi di aziende (Alfamation, BAI, Eurotermo, Saecon) e sessioni dedicate al manufacturing, alla realtà virtuale e alla stampa additiva.

 

La partecipazione è gratuita, ma è necessario registrarsi.

 

 

 

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Source: Attualita
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