La conferenza CECIMO sull’Additive Manufacturing fa centro alla EMO

La conferenza CECIMO sull’Additive Manufacturing fa centro alla EMO

Il 21 settembre 2017 CECIMO ha organizzato la Conferenza Internazionale per la Produzione Additiva ad Hannover (Germania), durante la fiera mondiale EMO per il settore della lavorazione dei metalli. L’evento ha confermato l’interesse della comunità di produzione in tecnologie addizionali di manifattura.
Con circa 130 partecipanti, la conferenza è stata caratterizzata dalla presenza di esperti di alto livello di produttori mondiali di macchine per la produzione di additivi, fornitori di software CAD / CAM di rilievo internazionale, centri R & D e centinaia di iniziative europee. Le discussioni sono state moderate da Christian-Friedrich Lindemann, amministratore delegato presso il Centro di ricerca diretta (DRMC) dell’Università di Paderborn, un centro di ricerca consolidato con l’obiettivo di integrare processi di produzione additivi nel processo produttivo di serie.
Le sfide e le soluzioni per l’adozione di tecniche additive nel contesto industriale erano al centro del dibattito.

Güngör Kara, Direttore della Global Application and Consulting presso EOS, ha sottolineato come sia importante formare ingegneri esperti in aziende per l’implementazione della produzione di additivi. Ha anche sottolineato il potenziale dell’Industria 4.0 nell’integrare tecnologie addizionali in catene di fornitura complesse all’interno di una rete di produzione digitale globale, in cui scompaiono tutte le restrizioni sulle proprietà materiali, sui processi e sul disegno delle parti.

Marc Saunders, direttore dei centri di soluzioni globali di Renishaw, ha richiamato l’attenzione sullo sviluppo di nuove applicazioni, come quelle dell’elettronica di consumo, in cui i componenti aggiunti possono migliorare notevolmente la gestione del calore generato dal prodotto. Ha inoltre sottolineato la rilevanza degli strumenti di misura come un fattore chiave per l’industrializzazione della produzione di additivi.

Daniel Lichtenstein, responsabile della produzione di prodotti per lo sviluppo del mercato a TRUMPF, ha sottolineato che la tecnologia dovrebbe essere intesa come complementare alla produzione tradizionale e incorporata nell’ambiente di produzione esistente. Ha anche sottolineato come sia dimostrato un interesse non solo per i grandi utenti industriali, ma anche per le PMI.

Steve Youngs, direttore dello sviluppo di Vero Software, si è concentrato sulle sfide del software CAM nella produzione ibrida, dove le operazioni additive e sottrattive sono integrate in un’unica macchina. Dato che la complessità del processo aumenta, le soluzioni innovative CAM dovrebbero essere in grado di garantire la facilità d’uso e la correttezza assicurando un flusso di lavoro comune e una solida simulazione basata su computer.

Altri importanti temi sono stati presentati da José Antonio Dieste, responsabile del Dipartimento Meccatronico di AITIIP, che ha presentato KRAKEN, un progetto finanziato dall’UE per sviluppare una nuova macchina ibrida multi-materiale in grado di produrre pezzi fino a 20 m di lunghezza con alta precisione e qualità, e Coen De Graaf, Project Leader di Vanguard, che ha illustrato la sua ultima iniziativa.

Source: Meccanica e Automazione
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Nuove applicazioni per robot industriali

Nuove applicazioni per robot industriali

OptoForce, azienda specializzata nei sensori multiassiali di forza e coppia, ha annunciato oggi di aver sviluppato tre nuove applicazioni per i robot industriali Kuka. Si tratta di guida della mano, rilevamento di presenza e rilevamento del punto centrale, tre soluzioni che potranno essere utilizzate sia dagli utenti finali sia dai system integrator.

Tre video per capire

  • Guida della mano: Grazie a questa applicazione proposta da OptoForce, i robot Kuka possono muoversi in modo semplice e fluido in una determinata direzione, secondo un percorso prestabilito. Questo video mostra nei dettagli come programmare il robot per l’applicazione Guida della mano.
  • Rilevamento di presenza: Questa applicazione consente ai robot Kuka di individuare la presenza di un oggetto specifico e di trovarlo anche dopo che è stato spostato. Scopri di più sul rilevamento di presenza guardando questo video.
  • Rilevamento del punto centrale: Con questa applicazione, i sensori OptoForce permettono ai robot Kuka di trovare il punto centrale di un oggetto attraverso il senso del tatto. La soluzione funziona anche con oggetti metallici lucidi, per i quali un sistema di visione non sarebbe in grado di localizzarne il centro. Questo video mostra nei dettagli il funzionamento dell’applicazione.

“Le nuove applicazioni di OptoForce pensate per i robot Kuka consentono di fare grandi passi in avanti nell’automazione industriale, per gli utenti finali e per i system integrator”, dichiara Ákos Dömötör, CEO di OptoForce. “I nostri sensori di forza e coppia a 6 assi sono combinati con un hardware altamente funzionale e un pacchetto completo di software che include applicazioni industriali preprogrammate. In sostanza, stiamo aggiungendo il senso del tatto ai bracci robotici KUKA, consentendo a queste macchine di raggiungere abilità simili quelle di una mano umana e aprendo molte nuove possibilità per l’automazione industriale”. Gli utenti finali e i system integrator otterranno due vantaggi fondamentali dall’utilizzo delle nuove applicazioni:

Nuovi compiti automatizzati nell’industria

Per gli utenti finali, questo sviluppo permette ulteriori potenzialità di utilizzo per i robot Kuka che sfruttano le nuove applicazioni, risparmiando risorse altrimenti investite nel controllo e nella correzione, e quindi tagliando i costi di produzione. Automatizzare operazioni di precisione che prima dovevano essere gestite a mano si traduce in un miglioramento della qualità e in una maggiore efficienza produttiva, caratteristiche che rendono un’impresa più competitiva nel mercato globale. Per i system integrator si tratta di implementare applicazioni con sensori OptoForce che consentono loro di automatizzare compiti di precisione complessi, accettare più ordini e soddisfare più clienti. Anche i clienti potranno apprezzare il miglioramento sostanziale della qualità.

Integrazione più semplice e veloce grazie al pacchetto software 

Un altro punto di forza è il pacchetto software in grado di accelerare l’integrazione di sistema: le applicazioni preprogrammate semplificano i processi tagliando i tempi di circa il 20%. L’integrazione semplificata riduce la necessità di programmazione e documentazione, consentendo ai system integrator di offrire ai clienti servizi più veloci, efficienti e convenienti.

I sensori OptoForce 

I fondatori di OptoForce, all’epoca studenti universitari, stavano lavorando insieme su un robot deambulante, affrontando problemi ricorrenti di peso, rigidità e costi relativi ai sensori di forza multiassiali allora disponibili. Per vincere queste sfide svilupparono un prototipo degli attuali sensori che utilizzava gli infrarossi per individuare eventuali deformazioni nella struttura del sensore siliconico. Questo approccio unico e radicalmente innovativo è alla base delle attuali soluzioni OptoForce e garantisce misurazioni accurate anche con un sovraccarico pari al 200%.

 

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Source: Attualita
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La foglia artificiale che produce energia

La foglia artificiale che produce energia

Dalla CO2 al combustibile con un po’ d’acqua, luce e un paio di celle solari. È la nuova foglia artificiale inventata dai ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago. Questa cella solare fotosintetica lavora in modo simile a quel che avviene nelle piante ma, anziché produrre zuccheri come nella fotosintesi naturale, produce un gas artificiale di carbonio e idrogeno, il syngas. La novità del progetto riguarda il catalizzatore, mille volte più veloce e meno costoso di quelli sperimentati fino a oggi.

Ma com’è fatta questa foglia artificiale? Ci sono due celle fotovoltaiche in silicio a tripla giunzione da 18 cm2 di superficie, un catalizzatore di nano fiocchi di diseleniuro tungsteno al catodo e all’anodo ossido di cobalto nell’elettrolita di fosfato di potassio. Stimolati dalla luce, idrogeno e monossido di carbonio salgono dal catodo mentre all’anodo si producono ioni di ossigeno e idrogeno che si diffondono attraverso una membrana e partecipano alla riduzione del biossido di carbonio. Per ora l’efficienza del processo è solo del 5% ma il team di ricercatori assicura di poterla innalzare facilmente al 20%. In ogni caso è una tecnologia molto duttile e adatta ad applicazioni sia su larga scala che su piccola scala.

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Source: Stampi
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