Assemblea UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: un 2016 positivo per l’industria italiana della macchina utensile

Assemblea UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: un 2016 positivo per l’industria italiana della macchina utensile

È positivo il bilancio 2016 dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione che ha registrato incremento per tutti i principali indicatori economici, ad eccezione dell’export.

Quinta tra i produttori, dopo la revisione della serie storica dei dati, effettuata dall’associazione statunitense, l’Italia si è confermata terza tra gli esportatori e ha guadagnato un posto nella classifica di consumo dove si è posizionata quinta, a testimonianza della vivacità della domanda locale.

Il trend positivo registrato dal 2014 proseguirà per tutto il 2017 anno in cui cresceranno produzione, export e consumo che, sostenuto anche dalle misure del Piano Nazionale Industria 4.0, trainerà sia le consegne dei costruttori sul mercato interno sia le importazioni. Nessun altro paese, tra i leader di settore, registrerà incrementi tanto significativi quanto quelli messi a segno dall’Italia.

Questo, in sintesi, il quadro illustrato dal presidente Massimo Carboniero, in occasione dell’annuale assemblea dei soci UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, a cui sono intervenuti: il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in videoconferenza interattiva da Roma, e il vicepresidente di CONFINDUSTRIA nazionale con delega alla politica industriale, Giulio Pedrollo.

In particolare, nel 2016, la produzione, cresciuta del 6,4%, si è attestata a 5.552 milioni di euro. Il risultato è stato determinato dal positivo andamento delle consegne sul mercato interno dei costruttori salite, del 25,7%, a 2.300 milioni. L’export ha invece subito una battuta d’arresto. Sceso, del 4%, a 3.252 milioni di euro il valore delle esportazioni si è riportato sul livello del 2014, annullando del tutto l’incremento messo a segno nel 2015.

Nel 2016, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Germania (377 milioni + 1%), Stati Uniti (352 milioni, -9,4%), Cina (315 milioni, -6,9%), Francia (224 milioni + 23,2%), Polonia (137 milioni, +7,2%), Spagna (116 milioni, +14%), Messico(99 milioni, +29,3%), Turchia (87 milioni -5,1%).

Decisamente positivo il risultato del consumo che ha registrato, per il terzo anno consecutivo, un incremento a doppia cifra, attestandosi a 3.859 milioni di euro, il 15,3% in più rispetto al 2015.

Il positivo andamento dell’industria italiana di settore troverà conferma anche nel 2017, come emerge dai dati di previsione elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU. In particolare, la produzione salirà, del 6,7%, a 5.925 milioni di euro. Il consumo si attesterà a 4.250 milioni di euro, il 10,1% in più rispetto al 2016, trainando sia le consegne dei costruttori sul mercato domestico, attese in crescita del 12% a 2.575 milioni, sia le importazioni (+7,5%).

L’export tornerà di segno positivo: con un incremento del 3% raggiungerà il valore di 3.350 milioni di euro. L’andamento registrato dalle vendite di macchine utensili oltreconfine nei primi tre mesi dell’anno conferma la ripresa attesa. Il rapporto export su produzione, ridimensionatosi dal 2014 per effetto della ripresa della domanda italiana, scenderà ancora, attestandosi a quota 56,5%.

Massimo Carboniero, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “in un contesto di generale arretramento dell’industria mondiale di settore, l’Italia ha mostrato di avere fiato e gambe per crescere, e crescere ancora, rispetto a quanto già fatto nel biennio precedente. In virtù di questo andamento, il fatturato del settore ha superato gli 8 miliardi di euro”.

“E nel 2017 – ha continuato Massimo Carboniero – le previsioni ci dicono che il nostro paese farà ancora meglio: cresceranno tutti gli indicatori economici, compreso l’export, risultato già in recupero nel primo trimestre dell’anno, ma soprattutto crescerà ancora il consumo”.

“D’altra parte – ha aggiunto Massimo Carboniero – i provvedimenti contenuti nel Piano Nazionale Industria 4.0 hanno già prodotto i primi effetti come dimostrato dall’andamento degli ordini raccolti dai costruttori sul mercato italiano. Dopo il +22,2% del primo trimestre del 2017, l’indice degli ordini raccolti dai costruttori italiani sul mercato domestico nel secondo trimestre registra un incremento del 28,5% a conferma della tendenza ad acquisire nuovi macchinari e nuove tecnologie per la connettività degli impianti”.

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi e Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’indice degli ordini di macchine utensili raccolti nel secondo trimestre 2017, ha registrato un incremento del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un valore assoluto dell’indice pari a 136,2 (Base 2010=100).

Il positivo andamento è stato determinato sia la buona performance degli ordini raccolti dai costruttori italiani all’estero sia dall’ottimo riscontro ottenuto sul mercato interno. Più nel dettaglio, l’indice ordini esteri è cresciuto del 13,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto dell’indice pari a 124.

Sul fronte interno, è proseguito il deciso trend di crescita dell’indice ordini risultato, nel periodo aprile-giugno 2017, in crescita del 28,5%, per un valore assoluto pari a 180,5.

Su base semestrale, l’indice segna un incremento del 9,9%, per un valore assoluto pari a 162. Buono l’andamento degli ordini esteri cresciuti del 5,6% (valore assoluto 146,1); decisamente positivo l’indice ordini interni cresciuto del 24,8% rispetto ai primi sei mesi del 2016, per un valore assoluto pari a 208,4. (vedere tabella allegata “Indice ordini a prezzi costanti”).

“Nonostante ciò, neanche alla fine del 2017, ci dicono le previsioni, avremo recuperato tutto il terreno negli anni della crisi. Il rilancio della competitività delle PMI manifatturiere è appena avviato, occorre tempo perché esse recepiscano i provvedimenti e avviino i piani di investimento”.

“Per questo potrebbe essere utile trasformare il Superammortamento in provvedimento strutturale, anche per adeguare gli attuali coefficienti di ammortamento che non corrispondono più alla reale durata dei beni. Inoltre, a fronte di un grande interesse delle aziende ad impegnarsi nella propria riorganizzazione in chiave digitale, sarebbe opportuno valutare l’inserimento dell’Iperammortamento anche nella prossima Legge di bilancio, prolungandone l’operatività di un anno rispetto agli attuali termini fissati”.

“Non si tratta di snaturare la misura – ha continuato il presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE – si tratta di dargli l’agio necessario a produrre gli effetti sperati, anche perché l’attivazione di processi di digitalizzazione e interconnessione produrrà nel medio e lungo periodo nuovi e continui investimenti a tutto beneficio dell’economia del paese e della competitività del manifatturiero italiano, favorendo anche l’inserimento di giovani risorse, in risposta all’esigenza delle aziende di disporre di nuove professionalità”.

“Per questo – ha concluso Carboniero – consideriamo fondamentale il lavoro che sta svolgendo il Ministero dello Sviluppo Economico in materia di formazione, indispensabile perché la trasformazione attivata dalle macchine divenga reale. Ma ciò non è sufficiente. Occorre intervenire sulle politiche fiscali e contributive anzitutto con l’azzeramento del cuneo fiscale per i giovani lavoratori e una ulteriore riduzione per tutti gli altri occupati”.

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L’importanza della saldatura nella lavorazione dell’acciaio inossidabile

L’importanza della saldatura nella lavorazione dell’acciaio inossidabile

Cividac, azienda metalmeccanica di caldareria, da più di 30 anni è leader nel mercato della lavorazione dell’acciaio inossidabile, ampiamente utilizzato nel settore industriale, chimico, petrolchimico ed alimentare, perché garantisce altissimi standard e qualità d’eccellenza.

L’acciaio inossidabile è uno dei materiali di più ampio utilizzo in gran parte dei settori industriali perché mantiene le sue caratteristiche nel tempo. Resistente alla corrosione e facilmente utilizzabile in condizioni estreme, è da considerarsi a pieno titolo come uno dei materiali più performanti e duraturi. La sicurezza e la convenienza a lungo termine ne fanno il materiale di prima scelta sia nelle costruzioni che nell’industria petrolchimica.

Uno degli aspetti più interessanti dell’acciaio inossidabile è che si ottiene una resistenza alla corrosione diversa addizionando appropriati elementi di lega come cromo, nickel e molibdeno, si sviluppi una vasta gamma di microstrutture. Di conseguenza, gli acciai inossidabili sono prodotti in una grande varietà di tipi con diverse proprietà meccaniche e di resistenza alla corrosione. La saldabilità degli acciai inossidabili ferritici varia in funzione della loro composizione. Gli acciai inossidabili austenitici, quelli più usati nel settore della caldareria, hanno un contenuto di nickel di almeno il 8%, per stabilizzare la struttura e migliorare la duttilità, un’ampia gamma di temperature di esercizio, proprietà amagnetiche e buona saldabilità. Questo gruppo di acciai è quello maggiormente usato in numerose applicazioni. Oltre alla lega utilizzata è l’intera lavorazione dell’acciaio, fatta di diversi passaggi tecnici molto delicati, a richiedere un team di professionisti e un’esperienza consolidata.

LA SALDATURA – WELDING PROCEDURE SPECIFICATION. Per esempio è importantissimo scegliere la saldatura più corretta da effettuare a seconda dell’utilizzo del prodotto finito. La fase successiva dello sviluppo è produrre i documenti necessari per attestare che ogni singola saldatura che si andrà a effettuare è all’altezza degli standard di riferimento. Si tratta di un lavoro preliminare intenso e certosino, e il documento che specifica i parametri delle saldature prende il nome di Welding Procedure Specification (WPS). In questo documento sono raccolte tutte le informazioni che i saldatori dovranno adottare affinché sia garantita la qualità delle saldature secondo standard di provata qualità.

Le variabili più importanti sono il tipo di materiale da saldare e la tecnica di saldatura impiegata, ma poi ce ne sono altre come i valori di corrente e voltaggio da utilizzare, il tipo di elettrodo utilizzato nella saldatura, le temperature di lavorazione, la velocità di saldatura, il trattamento post-saldatura, il tipo di gas protettivo, lo spessore e la forma della parte da saldare.

Ad ogni combinazione specifica di variabili/parametri (WPS) corrispondono dei “Procedure Qualification Record” (PQR), cioè dei test dove vengono pre-qualificati i vari processi di saldatura prima di essere utilizzati in produzione. I test comprendono anche controlli non distruttivi, come la radiografia, e prove meccaniche utili a determinare la resistenza del materiale a varie condizioni (a caldo, a bassa temperatura, etc).

Le qualifiche devono sempre essere fatte dal costruttore e rimangono di sua esclusiva proprietà. Grazie a una lunga esperienza nel campo della lavorazione dell’acciaio la nostra azienda riesce a garantire grande affidabilità e sicurezza per tutti i suoi clienti.

Source: Meccanica e Automazione
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Elettrodomestici smart, un linguaggio comune è possibile

Elettrodomestici smart, un linguaggio comune è possibile

EEBus e Energy@home hanno sviluppato un linguaggio comune per far dialogare tra loro gli elettrodomestici intelligenti che potrà aiutare a realizzare soluzioni per una gestione più efficiente dell’energia. Gli elettrodomestici intelligenti stanno entrando nelle nostre case portandoci ad una connettività sempre maggiore. Ma, davanti a utenti che cercano soluzioni sempre più semplici, come possiamo garantire che questa maggiore connettività non aumenti anche la complessità? Durante la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile 2017, EEBus, Energy@home insieme con alcune aziende leader in Europa nella produzione di elettrodomestici hanno dato la risposta presentando elettrodomestici che non solamente parlano la stessa lingua, ma comunicano con sistemi per la gestione dell’energia all’interno di un ecosistema domestico integrato. Una soluzione che, assicurando una gestione intelligente dell’elettricità, può portare benefici in bolletta per i consumatori.

Due ssociazioni per la casa intelligente e per l’IoT

EEBus ed Energy@home sono due tra le più importanti associazioni no profit che promuovono tecnologie energeticamente efficienti per la casa intelligente e per l’Internet of Things (IoT). Nel 2014, durante la European Utility Week, avevano annunciato la volontà di collaborare per la creazione di un linguaggio comune e aperto che permettesse agli elettrodomestici smart di dialogare tra loro; l’obiettivo era quello di individuare soluzioni per una miglior gestione dell’energia all’interno della casa. La collaborazione ha dato buoni frutti: a fine giugno, alla Settimana Europea dell’Energia Sostenibile 2017 a Bruxelles, hanno dimostrato che il linguaggio comune sviluppato permette realmente di far interagire diverse tipologie di elettrodomestici di marche differenti con un energy manager domestico. Sono stati mostrati diversi scenari di gestione della casa e le interazioni smart con la rete elettrica.

Il linguaggio Spine

Le interazioni tra gli elettrodomestici e l’energy manager sono state attivate attraverso un linguaggio neutro chiamato Spine (acronimo per Smart Premises Interoperable Neutral-message Exchange). Spine, che è stato sviluppato da EEBus ed Energy@home per la comunicazione tra i dispositivi domestici, si basa su un modello dati chiamato SAREF (Smart Appliances REFerence ontology) che è stato sviluppato proprio per l’interazione tra dispositivi intelligenti sotto il patrocinio dalla Commissione Europea. La dimostrazione fatta apre la strada ad una maggiore convergenza degli standard di comunicazione nel settore dell’energia e dell’automazione domestica, oltre ad essere un importante passo in avanti che supera un certo modo di pensare per settori distinti, ad esempio: elettrodomestici da un lato e veicoli elettrici dall’altro. «La dimostrazione che è stata fatta è un passo importante nel cammino verso una casa realmente connessa», osserva Marco Signa, direttore di Energy@home. «Troppo spesso, anche recentemente, abbiamo visto che un approccio frammentato allo sviluppo degli standard ha rallentato l’adozione di tecnologie utili e importanti, mentre l’impegno di un settore nell’esplorare un percorso comune potrebbe effettivamente aiutare a cambiare il mondo. Quanto è stato dimostrato è quindi un fondamentale passo in avanti per le case del futuro; case dove la tecnologia funziona senza problemi e, riducendo la complessità della nostra quotidianità, ci aiuta a vivere in un modo più rispettoso dell’ambiente».

Differenti protocolli di comunicazione

Josef Baumeister, Direttore di EEBus,aggiunge: «Questo nuovo linguaggio lavora con differenti protocolli di comunicazione e mira a garantire che gli apparecchi collegati, anche se provenienti da aziende diverse, siano in grado di comunicare costantemente sia tra di loro, sia con un energy manager domestico. Lo scambio di informazioni tra tutti i dispositivi collegati permette al sistema di gestire l’utilizzo di energia, ottimizzandolo. Per esempio, approfittando delle migliori tariffe energetiche o degli orari di punta per la generazione di energia rinnovabile. Questo diventerà sempre più importante con l’evoluzione di reti energetiche intelligenti e un maggiore ricorso ad energie auto-prodotte come l’uso dei pannelli fotovoltaici».

Elettrodomestici intelligenti, la grande novità del settore

Paolo Falcioni, Direttore Generale del Comitato Europeo dei Produttori di Apparecchiature Domestiche (CECED), dichiara: «Gli elettrodomestici intelligenti saranno la prossima grande novità del nostro settore; una fase di cambiamento che però è già stata avviata. Il modo in cui questi dispositivi smart comunicano, non solo con l’utente, ma anche tra loro, sarà cruciale per la rivoluzione della casa intelligente. Grazie al lavoro svolto da EEBus ed Energy@home, l’industria dell’elettrodomestico in Europa può ora inviare un segnale forte: siamo in grado di condurre questa rivoluzione con soluzioni nuove e funzionali che sono aperte ed efficaci per molti tipi di apparecchi e tecnologie, andando anche al di là del settore dell’elettrodomestico. L’industria sta dando delle risposte concrete alle domande di interconnessione e comunicabilità che sono attualmente sul tavolo dell’Unione Europea».

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Source: Attualita
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