EOS porta la stampa 3D nelle università italiane

EOS porta la stampa 3D nelle università italiane

EOS, fornitore di tecnologie a livello mondiale per la stampa 3D industriale di metalli e polimeri, ha annunciato l’intenzione di ampliare il proprio programma Academia per promuovere la stampa 3D basata su polveri presso università e istituti di ricerca. Dopo la registrazione, gli istituti che parteciperanno al programma potranno accedere in modo esclusivo ad aggiornamenti periodici sul mondo dell’Additive Manufacturing, attraverso sample, white paper e varie attività pensate appositamente per il settore accademico. Sarà anche possibile ottenere un accesso esclusivo a tre nuovi pacchetti. La combinazione di formazione specializzata con l’utilizzo pratico dei loro stessi sistemi di stampa 3D consentirà a ricercatori e docenti di sperimentare in prima persona le numerose possibilità offerte da questa tecnologia e di insegnare attivamente ad altre persone le conoscenze acquisite. Al tempo stesso, le università potranno aumentare la loro offerta come centri di formazione, andando a sfruttare le competenze ottenute per offrire un’ampia gamma di corsi sui principali argomenti relativi alle tecnologie di stampa 3D.

Preparare gli studenti di oggi per i requisiti professionali di domani

Come azienda leader di mercato e nel settore tecnologico, per noi è essenziale preparare gli scienziati e gli studenti di oggi per i requisiti professionali di domani”, ha dichiarato Giancarlo Scianatico, Regional Manager per l’Italia di EOS. “Per questo motivo, con il nostro programma Academia supportiamo le università e gli istituti di ricerca, fornendo loro le attrezzature migliori e più all’avanguardia”. Da più di 20 anni, EOS supporta ricercatori e docenti attraverso il programma Academia e consente loro di acquistare i sistemi EOS con particolari agevolazioni. Più di 300 sistemi EOS vengono già utilizzati presso università e istituti di ricerca di tutto il mondo, come il Politecnico di Torino, l’Università La Sapienza di Roma, l’Università tecnica di Monaco, la University of Wolverhampton (Regno Unito), la California Polytechnic State University (San Luis, Stati Uniti) e il Politecnico di Incheon (Seoul, Corea del Sud).

Comprendere e sfruttare il potenziale dell’Additive Manufacturing

Nei prossimi anni, la stampa 3D industriale, anche denominata Additive Manufacturing (AM), diventerà parte integrante della produzione su larga scala, sia per i polimeri che per i componenti metallici. Chiunque desideri promuovere l’innovazione e influenzare lo sviluppo del business in futuro deve conoscere i principi dell’Additive Manufacturing e il relativo potenziale. Di conseguenza, è ancora più importante iniziare a formare la prima generazione di “nativi della produzione additiva”. Oltre ai propri sistemi e a due sistemi entry-level di Sintratec, EOS ha incluso nel programma vari webinar, corsi e ulteriori opzioni di formazione. Il pacchetto permette di sviluppare in modo più efficiente una formazione base specifica per la tecnologia AM, da cui è possibile trarre vantaggio sia per la ricerca che a scopo didattico.

Dopo anni di stretta collaborazione con EOS e di utilizzo dei suoi sistemi di elaborazione dei materiali metallici per la ricerca e a scopo di formazione, la grande esperienza che abbiamo acquisito con la stampa 3D e il mondo dell’Additive Manufacturing ci consente oggi di preparare gli studenti per gli scenari della produzione di domani”, ha commentato Luca Iuliano, professore di Tecnologie e Sistemi di Produzione del Politecnico di Torino. “Al tempo stesso, questa partnership diventa una caratteristica distintiva nelle opportunità di formazione e apprendimento offerti dal nostro ateneo, permettendoci così di rimanere al passo con i tempi in termini di innovazione e tendenze legate a quel concetto di Industry 4.0 sempre più presente anche nel panorama italiano”.

Elementi del programma Academia

A seconda dei requisiti, il programma EOS Academia offre semplici soluzioni per entrare rapidamente nel mondo dell’Additive Manufacturing. Per registrarsi al programma, le organizzazioni devono essere istituti didattici riconosciuti, utilizzare i sistemi EOS per almeno il 50% dei propri corsi di formazione e non utilizzare le tecnologie a scopo di produzione commerciale. Registrandosi entro il 20 ottobre 2017, inoltre, tutti gli istituti avranno la possibilità di partecipare all’estrazione di 10 Kit Sintratec offerti da EOS.Oltre a ricevere gratuitamente preziose informazioni, i partecipanti che si registrano per il programma possono scegliere fra tre moduli:

Il modulo “Freshman” è progettato per gli istituti che desiderano apprendere le nozioni di base della stampa 3D e integrarle nei propri corsi. Il kit Sintratec, che comprende le attrezzature di base per un sistema di stampa 3D basato su polveri, offre ai docenti l’opportunità di applicare e insegnare i principi fondamentali della produzione AM in termini di tecnologia e applicazione.

Il modulo “Graduate” consente agli istituti di iniziare immediatamente a utilizzare e insegnare le tecnologie di stampa 3D sul piano pratico. Viene fornito un sistema di sinterizzazione laser Sintratec S1 a condizioni favorevoli, oltre a un corso di formazione che consente di ottenere una certificazione EOS Academia. In questo modo, gli utenti possono entrare nel mondo della stampa 3D in tempi più brevi e ottenere un’esperienza pratica iniziale nella progettazione e produzione di componenti AM.sals

Il modulo “Scientist” è pensato per gli istituti che desiderano sfruttare l’intera gamma di possibilità della stampa 3D industriale per la ricerca e a scopo di formazione. Comprende sistemi EOS selezionati (per materiali metallici e polimeri) e un corso di formazione della durata di diversi giorni presso EOS. Nell’ambito di questo programma e sulla base di un sistema di stampa 3D industriale, le università possono utilizzare a livello intensivo le tecnologie per le attività di ricerca.

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Source: Attualita
EOS porta la stampa 3D nelle università italiane

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2045 Tech e Floome: un caso concreto di Industria 4.0

2045 Tech e Floome: un caso concreto di Industria 4.0

Floome della strat-up 2045 Tech è una soluzione ad un problema reale: è capace di dire se si è in condizione di guidare e in quanto tempo si può recuperare la capacità di guida se si ha assunto dell’alcool. L’idea alla base di Floome è di due ingegneri padovani – Fabio Penzo e Marco Barbetta – che hanno sviluppato il primo etilometro attendibile e utilizzabile da tutti, in tutto il mondo: Floome appunto.“Attualmente abbiamo più di 20.000 utenti attivi, sparsi in 40 paesi che utilizzano Floome per sapere se sono in condizione di guidare”.

Un oggetto tascabile

Stiamo parlando di un oggetto tascabile grande quanto una moderna chiave di auto che, grazie ad un beccuccio in silicone, convoglia il soffio nel cuore di Floome e, attraverso un jack da attaccare al proprio smartphone, è in grado di restituire in pochi secondi il tasso alcolemico del sangue e il tempo di recupero per smaltire il tasso alcolemico. Tecnicamente il soffio viene convogliato in una sorta di camera in modo da generare un vortice d’aria così da emettere una nota che, in base al tono, dà la quantità di aria che si sta soffiando; parte dell’aria entra in una camera in cui vi è una cella a combustibile dove appunto l’alcool viene trasformato in un impulso elettrico. Il tasso alcolemico è appunto dato da queste due grandezze: il tasso di alcool nel sangue è combinato con le caratteristiche fisiche dell’utente salvate in fase di registrazione subito e Floome calcola istantaneamente lo stato dell’utente, visualizzandolo nello smartphone.

Decisioni intelligenti

Non solo perché Floome aiuta a prendere decisioni intelligenti: in base a dove ci si trova e alle informazioni fornite in fase di registrazione stabilisce se si è dentro i limiti legali per mettersi alla guida in quel paese – un esempio è il limite legale che varia in base alla professione o il numero di anni trascorsi dal rilascio della patente – stima il tempo necessario per effettuare un ulteriore test, stabilisce il tempo di recupero per tornare sotto il limite legale, chiama un taxi o un amico predefinito, consiglia un punto di ristoro per mangiare qualcosa. Ma quante sono state queste decisioni intelligenti che Floome ha aiutato a prendere? Il portale di monitoraggio (tutti i dati dei test sono raccolti e aggregati senza però la possibilità di risalire all’utente reale) ne ha contate circa 110.000 durante tutto il 2016…

20.000 utenti attivi

“Ad oggi abbiamo più di 20.000 utenti attivi, sparsi in 40 paesi che utilizzano Floome per prendere decisioni intelligenti dopo aver bevuto” spiega Fabio Penzo, amministratore di 2045tech “e inizieremo a collaborare con una delle più importanti assicurazioni europee che vuole premiare chi non si mette alla guida in determinate condizioni. Inoltre, siamo stati contattati da importanti aziende di trasporti per fornire Floome ai propri conducenti, per abbattere i rischi della guida in stato di ebbrezza e aumentare la sicurezza di tutti”. Il 21 giugno di quest’anno 2045tech ha presentato Floome IT, l’evoluzione di Floome 1, il prodotto che ha vinto il concorso Cool Idea di Proto Labs nel 2014: da quel momento le due aziende collaborano allo sviluppo dei prototipi e dei componenti di Floome. L’incontro è nato per caso: l’ing. Barbetta, responsabile dello sviluppo e della produzione doveva in poco tempo passare dal modello “Frankenstein” – anche conosciuto come Engineering model o Proof of Concept ovvero l’insieme dei pezzi che messi assieme dimostrano che l’idea funziona – ad un prototipo esteticamente accattivante da poter essere presentato al pubblico, con l’aggravante del tempo. Per il design hanno deciso di collaborare con Caterina Falleni e Alessandro Innocenti che in 3 settimane e 6 shots sono riusciti a definire l’estetica e l’affordance di Floome.

La prototipazione

Serviva poi il produttore dei pezzi che doveva avere due caratteristiche: la rapidità e la flessibilità. Cercando in internet hanno contattato Proto Labs e dopo una chiacchierata con Stefano Mosca – attuale Technical Sales Manager Italy, ndr – hanno deciso di iscrivere Floome alla quarta edizione del concorso Cool Idea di Proto Labs, poi vinto. “Ancora grazie a Proto Labs che ci ha permesso di presentare il prodotto finito, guadagnando almeno 4 mesi sul time to market necessario con lo stampaggio a iniezione tradizionale.” “Il premio consisteva nella realizzazione e fornitura di mille pezzi dei sette diversi componenti che formano Floome, oltre alla consulenza sui migliori materiali da utilizzare – per esempio Floome contiene l’etanolo, per cui tutti il materiale è un compound sviluppato per stare a contatto con questa sostanza – e sulla meccanica dei pezzi. Devo dire ancora grazie perché senza Proto Labs non avremmo potuto presentare Floome come prodotto finito già in produzione (e non un suo prototipo) al primo Angel Investor che ci ha permesso di finanziare il primo anno di attività, guadagnando inoltre almeno 4 mesi sul time to market del prodotto rispetto allo stampaggio a iniezione tradizionale” continua Penzo.La collaborazione tra 2045 tech e Proto Labs continua tuttora: proprio in questi giorni sono stati consegnati duemila pezzi del nuovo case dei nuovi Floome IT presentati il 21 giugno; nuovo case caratterizzato da un design ancora più accattivante ed ergonomico e da un materiale soft touch, così da aumentare la piacevolezza al tatto.

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L’innovazione digitale 3D per le aziende manifatturiere

L’innovazione digitale 3D per le aziende manifatturiere

Un’altra azienda entra a far parte di THE3DGROUP, il più grande gruppo italiano per l’innovazione digitale 3D a supporto delle aziende manifatturiere. Composto da numerose società accomunate dal contenuto tecnologico al più alto livello, la sua forza risiede nelle competenze su ogni aspetto della fabbrica digitale, seguendo la filiera tridimensionale verso il paradigma Industria 4.0. THE3DGROUP offre le soluzioni più moderne e complete per soddisfare tutte le esigenze del ciclo di sviluppo, dall’idea alla sua nascita, allo sviluppo del progetto, alla costruzione del prodotto e alla sua commercializzazione, compresa la gestione della logistica e del post vendita.

Competenze consolidate nella stampa 3D

La nuova entrata è CAD Manager, un’azienda toscana storicamente presente sul territorio da oltre vent’anni; si caratterizza per la sua storica esperienza nella fornitura e nel supporto di soluzioni software per la progettazione. Progressivamente indirizzatasi verso la stampa 3D, CAD Manager, che ha sede a Tavarnelle Val di Pesa (Firenze), è stata in realtà acquisita da Energy Group (azienda a sua volta appartenente a THE3DGROUP), leader in Italia per la distribuzione delle stampanti 3D professionali Stratasys. Tra le aziende c’era già una forte affinità: con Energy Group l’azienda toscana ha condiviso negli anni la stessa passione per l’innovazione tecnologica, essendo entrambe specializzate nella fornitura e supporto delle tecnologie 3D per la progettazione e la gestione del processo di sviluppo del prodotto indirizzate a numerosi settori dell’industria, della medicina, dell’educazione. Lucio Ferranti, general manager di Energy Group, ha affermato: “La presenza di una entità del gruppo sul territorio toscano è per noi strategica; inoltre CAD Manager coprirà il centro-sud Italia. Con la sua acquisizione saremo in grado di seguire meglio i clienti di quell’area attraverso una realtà tecnico-commerciale che comunque è già ampiamente conosciuta in zona con una ottima reputazione di affidabilità e competenza. D’altronde siamo certi che quello che è già avvenuto nel settore del CAD/CAM in Italia, in cui da una estrema frammentazione di fornitori si è arrivati a pochi nomi sul mercato, accadrà anche nel campo delle stampanti 3D. Oggi la tendenza prevalente per prosperare è quella di essere grandi, con le spalle robuste. Questo accordo quindi rappresenta un altro importante passo compiuto da Energy Group per rafforzare la propria presenza sul territorio nazionale e garantire una copertura più capillare ed efficace per la vendita e l’assistenza delle stampanti 3D Stratasys, MakerBot e Formlabs. Inoltre ci permette di integrare immediatamente una squadra di professionisti collaudati e dotati di elevate competenze professionali nel settore della manifattura additiva”.

Rimuovere vincoli

CAD Manager è nata nel 1995 per fornire supporto agli uffici tecnici delle aziende manifatturiere toscane. Fin dalla sua nascita si distinse per l’attenzione all’innovazione e alle ultime novità in fatto di software e tecnologie correlate; dal 2006 è rivenditore delle stampanti 3D Stratasys con una speciale competenza nella progettazione e modellazione nel settore della plastica. Giovan Battista Semplici, amministratore dell’azienda toscana, ha spiegato: “Siamo nati con il CAD in mente, ma ora abbracciamo un orizzonte molto più ampio, come è giusto che sia nel mondo interconnesso di oggi. Abbiamo anche ampliato l’area del nostro intervento, estendendola al Lazio e alla Campania. Anche qui si guarda con interesse alle applicazioni trasversali della sintesi additiva, un’arma assolutamente vincente in prototipazione, dato che lo sviluppo odierno dei materiali ha portato alla costruzione di oggetti del tutto simili strutturalmente a quelli ottenuti con gli altri metodi convenzionali. Un vero punto di forza è poi la facoltà che la tecnologia additiva garantisce di liberare il progettista da vincoli geometrici: è l’unico modo di costruire un oggetto altrimenti impossibile da ottenere, o troppo costoso. Lo straordinario sviluppo dei materiali, plastiche e metalli fatto registrare ultimamente ci permette di introdurre questa tecnologia anche in aziende manifatturiere tradizionali in cui la stampa 3D non era vista come immediatamente fruibile. E’ il caso del settore della moda, tradizionalmente sviluppato in Toscana, con tutte le grandi firme presenti direttamente, insieme a un ampio corollario di terzisti: il designer può dare libero sfogo alle sue idee e, invece di rivolgersi a un artigiano (quasi artista) per vedere e toccare fisicamente la sua creazione, può mandarla in stampa alla sera e tenerla in mano la mattina dopo”.

Un gruppo che offre il meglio

Il punto di vista di THE3DGROUP è riassunto da Silvia Bortolato, marketing manager del Gruppo: “L’ingresso di CAD Manager in Energy Group e quindi in THE3DGROUP offre la possibilità di creare relazioni sempre più strette tra le società del gruppo. Per esempio, la sede toscana di SolidWorld è situata a pochi chilometri di distanza da quella di CAD Manager: una vicinanza che consente di ottenere contatti più immediati e facili tra aziende e tecnologie allo stato dell’arte. Lo scopo del gruppo è proprio quello di essere sempre più presente sul territorio italiano attraverso aziende competenti e attive. CAD Manager è già pronta a fare tutto ciò; ancora una volta, THE3DGROUP dimostra di essere costituito da aziende che individualmente avevano già raggiunto posizioni di successo attraverso la propria specializzazione. Offriamo sempre il meglio sul mercato per tutta la filiera di sviluppo prodotto. L’acquisizione di CAD Manager offre la possibilità al Gruppo di completare territorialmente la distribuzione e il supporto dei propri prodotti mediante società sempre preparate ad aiutare le aziende italiane a competere sui mercati globalizzati, una sfida dalla quale non si torna più indietro”.

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