Archives: 27 Gennaio 2022

Bibus Italia, partner globale per la progettazione e sviluppo oleodinamico 

Bibus Italia, partner globale per la progettazione e sviluppo oleodinamico 

Bibus Italia

Bibus Italia vanta una profonda esperienza nella progettazione e fornitura di sistemi di controllo, regolazione e trasmissione per applicazioni idrauliche mobili e stazionarie, per applicazioni terrestri o marittime. Affidarsi alla competenza è sempre il primo passo per risultati di successo.

La meccanica italiana negli ultimi 30 anni ha posto l’accento sull’oleodinamica, divenuta di fondamentale importanza all’interno del settore. Grazie ad ampi risultati, infatti, l’oleodinamica ha garantito il raggiungimento di importanti obiettivi rispetto ad altre tecnologie innovative alternative.

Ma cosa si intende davvero per oleodinamica?

Per rispondere dobbiamo fare un passo indietro alla Fluidodinamica. Quest’ultima è una branca della meccanica dei fluidi che studia il comportamento di questi in movimento. L’oleodinamica è una branca della fluidodinamica stessa che si occupa invece dello studio e della trasmissione dell’energia che viene generata attraverso la pressione che si esercita su un fluido, normalmente un olio idraulico o minerale.

Ma non solo, il concetto nel corso degli anni si è molto ampliato. Oggi l’oleodinamica comprende anche la progettazione, la produzione, l’installazione, il funzionamento, la manutenzione e la commercializzazione di componenti oleodinamici che vanno a formare un impianto.

Il settore dell’oleodinamica negli ultimi decenni si è ampliato a dismisura e ha cominciato una rapida ascesa a livello mondiale ma soprattutto in Italia, che ad oggi è uno dei principali produttori ed esportatori di valore di componenti oleodinamici (tra i primi cinque).

Cos’è un impianto oleodinamico e come funziona?

Per sintetizzare e rendere semplice la spiegazione sul “cosa fa” un impianto oleodinamico si può dire che al suo interno l’energia viene trasformata, regolata e infine implementata.

Un impianto oleodinamico è formato da componenti collegati tra loro da valvole, tubi e raccordi, ma soprattutto da un motore primario che, tramite una pompa di alimentazione, determina l’intero lavoro meccanico.

Al suo interno, nello specifico, troviamo:

  • Il gruppo generatore che ha il ruolo di trasformare l’energia meccanica in energia idraulica.
  • Il gruppo di controllo in cui liquidi vengono veicolati in modo che assumano determinati valori di pressione e portata ridistribuendosi se è necessario. I componenti di distribuzione principali sono: le valvole, i distributori, i blocchi oleodinamici.
  • Il gruppo di utilizzo formato da attuatori

Componenti di questo tipo sono presenti, per fare esempi pratici, in gru, macchine utensili, presse, macchine agricole, macchine movimento terra ecc.

Oleodinamica fiore all’occhiello dell’industria meccanica

Bibus Italia riesce a coniugare le diverse esperienze quotidiane sviluppate negli ultimi decenni nel campo della idraulica, meccanica ed elettronica, con una vasta gamma di prodotti forniti dai suoi partner principali, al fine di creare sistemi completi sempre più efficienti.

Il continuo lavoro del settore R&D di Bibus Italia permette di offrire ai clienti un insieme di servizi e soluzioni relative a sistemi e impianti oleodinamici che si adattano alle necessità puntuali del cliente, e vengono successivamente rimodellate nel tempo in sinergia con il cliente stesso.

I servizi di progettazione e sviluppo dell’impiantistica oleodinamica che Bibus propone sono molteplici. Le attività che Bibus è in grado di svolgere per i circuiti oleodinamici sono svariate, le più significative sono le seguenti: dimensionamento completo di trasmissioni di potenza; sviluppo software uomo-macchina, ottimizzazione e aumento delle performance; studio di soluzioni innovative; analisi rischi; supporto ingegneristico, supporto tecnico in affiancamento al cliente, realizzazione documentazione ad hoc.

Non per ultima, la progettazione di macchine operatrici con un cuore ibrido o puramente elettrico, nella visione di un nuovo mercato che è già andato oltre la fase embrionale ed è diventato una realtà.

Prodotti su misura e supporto tecnico capillare 

In Bibus Italia “tecnologia” è una parola chiave, ci si avvale infatti di software per la progettazione CAD come Solid Edge della Siemens, mediante il quale vengono disegnati abitualmente schemi idraulici ed elettrici, particolari 3D su misura del cliente come blocchi idraulici o pezzi di macchina, fino al disegno di impianti idraulici completi.

L’impegno di Bibus Italia non si limita alla fase di offerta e progettazione dei sistemi e dei circuiti oleodinamici, ma lascia ampio spazio al supporto del cliente nelle fasi di avviamento e collaudo delle macchine, o in caso di malfunzionamenti offrendo al cliente servizio post-vendita in loco direttamente presso l’utilizzatore finale.

Infine, Bibus Italia, essendo una filiale del gruppo Bibus con sedi presenti in tutta l’Europa e in Asia, riesce ad offrire un supporto tecnico e di prodotto capillare. In tutte le filiali vi sono tecnici specializzati a supporto dei clienti che oltre a poter offrire supporto tecnico sono in grado di fornire prodotti a stock presenti nei magazzini di ogni singola filiale.

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Source: Stampi
Bibus Italia, partner globale per la progettazione e sviluppo oleodinamico 

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Nitruro di arsenico, il cristallo che non c’era

Nitruro di arsenico, il cristallo che non c’era

Nitruro di arsenico

Un gruppo di ricerca internazionale, coordinato dall’Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr di Sesto Fiorentino ha sintetizzato, per la prima volta, un nitruro di arsenico cristallino dalla reazione di arsenico e azoto ad alta pressione e alta temperatura. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Angewandte Chemie International Edition. La scoperta del nitruro di arsenico apre nuove prospettive relativamente alla sintesi ad alta pressione di materiali avanzati innovativi di elevato interesse energetico e tecnologico.

Arsenico (As) e azoto molecolare (N2) non reagiscono spontaneamente a condizioni ambiente. Generando condizioni di altissima pressione e temperatura (300000 volte la pressione atmosferica e circa 1200 °C), ottenute mediante strumenti chiamati celle ad incudine di diamante in combinazione con tecniche di riscaldamento laser, ricercatori dell’Istituto di chimica dei composti organometallici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iccom), dell’European laboratory for non-liner spectroscopy (Lens) di Sesto Fiorentino, dell’European synchrotron radiation facility (Esrf) di Grenoble e dei Dipartimenti di chimica dell’Università di Firenze e Pavia, sono riusciti ad indurre una reazione chimica tra arsenico e azoto molecolare  in assenza di solventi o catalizzatori e a sintetizzare per la prima volta un nitruro di arsenico cristallino di formula chimica AsN.

La forma del nitruro di arsenico

Il cristallo ottenuto ha caratteristiche simili a quelle di una forma di azoto chiamata cubic-gauche nitrogen (cg-N), costituita da un reticolo cristallino di atomi di azoto. cg-N è considerato uno dei materiali a più alta densità di energia e ha attirato un notevole interesse in ambito energetico per potenziali applicazioni come esplosivo o propellente sia in ingegneria aerospaziale che nel campo della mobilità sostenibile a basso impatto ambientale, dato che il rilascio di energia avviene attraverso la decomposizione in molecole di N2, che costituiscono naturalmente circa l’80% dell’atmosfera terrestre. Ad oggi, non è stato possibile recuperare questo materiale a condizioni ambiente, né in forma metastabile né stabilizzandolo con la presenza di altri elementi.

“La struttura del cristallo di nitruro di arsenico (AsN), che abbiamo sintetizzato, è stata determinata mediante tecniche di diffrazione di raggi-X (XRD) con sorgente di sincrotrone presso Esrf”, spiega Matteo Ceppatelli, ricercatore del Cnr-Iccom che ha coordinato la ricerca. “Questo ha permesso di scoprire come nel cristallo di AsN siano presenti caratteristici motivi strutturali, con importanti implicazioni per la stabilità del sistema. I dati acquisiti nel corso degli esperimenti hanno permesso di osservare la persistenza di questo nuovo composto fino a pressioni centomila volte superiori alla pressione atmosferica a temperatura ambiente, suggerendo la possibilità di poter recuperare AsN a pressione ambiente.

Le condizioni di sintesi di AsN identificate nel nostro studio, per quanto ancora lontane dalle possibilità delle attuali tecnologie industriali, risultano tuttavia enormemente più basse delle condizioni estreme di pressione e temperatura richieste per la sintesi di cg-N (più di un milione di volte la pressione atmosferica e ~1700 °C), lasciando quindi intravedere la possibilità di sintetizzare in futuro quantità macroscopiche di AsN per ulteriori studi”.

Le implicazioni della scoperta

Le implicazioni della scoperta del nitruro di arsenico AsN, recentemente pubblicata sulla rivista Angewandte Chemie international edition, riguardano sia la chimica fondamentale degli elementi del gruppo 15 della Tavola periodica, di cui fanno parte appunto arsenico e azoto, che la sintesi ad alta pressione di materiali avanzati innovativi di elevato interesse energetico e tecnologico, come i materiali termoelettrici e quelli a bassissima conduttività termica, aprendo nuove prospettive per lo studio di questi sistemi ad alta pressione.

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Source: Attualita
Nitruro di arsenico, il cristallo che non c’era

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Sostenibilità e stampi: “Il ruolo del designer è essenziale”

Sostenibilità e stampi: “Il ruolo del designer è essenziale”

Un uso più razionale delle risorse e la progettazione di prodotti il più possibile durevoli; l’utilizzo di materiali ed energie rinnovabili; il riciclo dei rifiuti e il reimpiego delle materie prime seconde. Sono questi sono i cardini del concetto di economia circolare, che tocca sempre più da vicino il mondo degli stampi.

Robert Williamson, presidente di ISTMA World, International Special Tooling and Machining Association

Ecco cosa ne pensa Robert Williamson, presidente di ISTMA World, International Special Tooling and Machining Association, l’associazione che raccoglie le maggiori realtà associative degli stampisti di tutto il mondo.

In che modo, a Suo parere, l’industria manifatturiera in generale e il settore degli stampi stanno rispondendo alla sfida della sostenibilità? E con quali risultati, dottor Williamson?

Probabilmente il cambiamento più radicale è dato dal fatto che oggi i progettisti non possono considerare il loro lavoro terminato con il lancio di un prodotto, ma devono invece avere una coscienza ambientale. Questo significa che i prodotti devono essere sviluppati con un focus sulla loro sostenibilità e tenendo in considerazione il loro intero ciclo di vita. Non esistono vie di mezzo: le soluzioni di design destinate a dar frutti in futuro sono quelle approcciate in un’ottica ambientale.

Secondo Lei il settore degli stampi sta interpretando tutte queste istanze in maniera corretta?

L’industria degli stampi ha sempre lavorato fianco a fianco con i product designer e, posto che il mondo non può più fare a meno, per esempio, dei manufatti in plastica, è altrettanto chiaro che abbiamo il dovere di pensare alla sostenibilità come parte della progettazione di ogni articolo. E perciò anche all’impatto che un prodotto può esercitare sull’ambiente lungo tutto il suo ciclo di vita.

Vorrebbe citare qualche caso di economia circolare di successo inerente proprio gli stampi?

La domanda mi fa particolarmente piacere perché sì, un caso di successo c’è ed è decisamente importante. ISTMA World, l’associazione internazionale dei costruttori di stampi, ha salutato l’avvento di una nuova partnership con Clariter. Quest’ultima è una società globale di tecnologie pulite che ha creato un rivoluzionario processo di upcycling (riutilizzo di un oggetto per crearne un manufatto di maggior qualità reale o percepita, ndr). Rappresenta una soluzione efficace e di ampio respiro per il problema della gestione dei rifiuti plastici nel mondo, compresi i più difficili da riciclare. Il risultato è duplice: il pianeta è a tutti gli effetti più pulito e si moltiplicano le opportunità di business. L’idea di Clariter è trasformare i rifiuti plastici, anziché in prodotti intermedi che richiederebbero ulteriore processazione, in tre categorie di prodotti pronti all’uso. Olii bianchi, cere di paraffina e solventi alifatici. Sono utilizzabili per dare vita a una vasta varietà di prodotti finiti di uso comune nel quotidiano. Il processo di Clariter (lo si ritrova descritto nell’illustrazione riprodotta in queste stesse pagine, ndr) è a impatto zero dal punto di vista della carbon footprint e preferibile, pertanto, a quelli di discarica o inceneritore o basati sulla pirolisi. L’idea ha dimostrato la sua efficacia nell’impianto pilota polacco di Gliwice e in quello industriale di East London in Sudafrica, anche se l’azienda ha le sue sedi in Israele, Polonia, nei Paesi Bassi e in Lussemburgo. Dispiega tutto il reale valore dell’economia circolare senza concedere alcun compromesso sulla sostenibilità.

Quali altri passi deve fare la manifattura globale per cogliere il traguardo della circolarità?

Credo che si debba prendere posizione per accettare il fatto che la sostenibilità implica una assunzione di responsabilità da parte di tutti i settori dell’industria. Insieme, collettivamente, possediamo un massiccio quantitativo di risorse che possono, debbono esser dedicate all’ambiente.

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Source: Stampi
Sostenibilità e stampi: “Il ruolo del designer è essenziale”

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