Archives: 23 Febbraio 2021

Come valutare la qualità di assemblaggi in lamiera?

Come valutare la qualità di assemblaggi in lamiera?

qualità assemblaggi in lamiera

L’attuale scenario competitivo impone elevata qualità e una produzione zero difetti, garantendo al contempo elevati livelli di sicurezza. Perché ciò avvenga, è necessario che siano correttamente eseguite, monitorate e controllate tutte le fasi del ciclo produttivo.

Come valutare la qualità dei giunti assemblati?

Quali sono i metodi di controllo qualità più utili per determinare la conformità di saldature, incollaggi o assemblaggi meccanici? Un articolo realizzato in collaborazione con il team di ricerca dell’Università di Genova fa il punto sullo stato dell’arte dei controlli non distruttivi più efficaci in relazione alla tecnica di assemblaggio utilizzata.

La parola ai produttori

Quali sono le caratteristiche dei sistemi automatizzati di saldatura, di rivettatura o delle sostanze per l’incollaggio che aiutano a ottenere giunti perfetti al primo colpo?
ABB, Fanuc, Kuka, Roboteco-Italargon, Yaskawa, Pigal e Rivit hanno fornito la loro visione in merito.

Per scoprire tutti i dettagli richiedi gratuitamente l’approfondimento

Richiedi l’articolo completo

L’articolo Come valutare la qualità di assemblaggi in lamiera? sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Come valutare la qualità di assemblaggi in lamiera?

Condividi:

Weerg stampa in 3D i componenti per il progetto KM3NeT

Weerg stampa in 3D i componenti per il progetto KM3NeT

KM3NeT

Weerg stampa in 3D i componenti per il progetto KM3NeT dell’Istituto nazionale olandese di Fisica Subatomica.

Nikhef, Istituto nazionale olandese di Fisica Subatomica, conduce ricerche sugli elementi costitutivi del nostro universo, sulle loro forze reciproche e sulla struttura dello spazio e del tempo. Tante le domande a cui trovare una risposta, a partire da temi affascinanti riguardanti l’universo come i buchi neri. Scienziati provenienti da tutto il mondo collaborano con Nikhef svolgendo ricerche che, da un lato, si concentrano sul comportamento di particelle elementari in esperimenti controllati e, dall’altro, sull’osservazione di particelle provenienti dall’universo verso la terra. Da qui la nascita del progetto internazionale denominato KM3NeT (acronimo di Cubic Kilometer Neutrino Telescope), un’infrastruttura di ricerca che ospita telescopi per neutrini di nuova generazione, con una dimensione complessiva di oltre un chilometro cubo. Installato nei mari più profondi del Mediterraneo, KM3NeT aprirà una nuova finestra sul nostro universo, contribuendo anche alla ricerca delle proprietà delle sfuggenti particelle di neutrini. Attraverso lo studio dei neutrini, reso possibile dalla sofisticata tecnologia di KM3NeT, i ricercatori sperano di scoprire da dove provengono i raggi cosmici e come funzionano gli acceleratori di particelle nell’universo. In particolare, gli scienziati del network internazionale cercheranno neutrini da sorgenti astrofisiche distanti come supernove, raggi gamma o stelle in collisione grazie alle migliaia di sensori ottici di KM3NeT che rileveranno la debole luce nel mare profondo dalle particelle cariche originate dalle collisioni dei neutrini e della Terra.

KM3NeT è costituito da moduli ottici digitali (DOM): sfere di vetro delle dimensioni di una palla di calcio riempite con 31 fototubi disposti su centinaia di linee di circa un chilometro di lunghezza ancorate al fondo del mare. E qui entra in gioco Weerg, alla quale Nikhef si è rivolta per la realizzazione di un componente essenziale dei DOM. Si tratta di semisfere delle dimensioni di 380 mm, realizzate dal service italiano utilizzando la tecnologia di stampa 3D HP Multi Jet Fusion 5210, di cui Weerg detiene la più grande installazione europea. “Il primo ordine è arrivato circa 2 anni fa e da allora la collaborazione è proseguita con regolarità, anche per tirature sempre più elevate”, racconta Francesco Zanardo, direttore generale di Weerg. “Finora abbiamo prodotto circa 300 di queste sfere, che hanno la particolarità di avere la dimensione massima stampabile con i sistemi HP”. Da Nikhef e dai suoi partner europei gli ordini si susseguono regolarmente e, oltre alle sfere, sono stati stampati in 3D numerosi componenti più piccoli, sempre destinati al progetto KM3NeT. Come racconta Edward Berbee di Nikhef: “Lavoriamo su questo progetto dal 2013 e negli anni abbiamo contattato circa 50 fornitori diversi. Inizialmente i prezzi delle stampe 3D erano improponibili, poi abbiamo trovato un fornitore con prezzi ragionevoli che però era solo in grado di realizzare il componente in 2 parti divise che successivamente dovevamo incollare. Questa soluzione – continua Berbee – non era certamente ottimale e abbiamo quindi continuato ad analizzare nuove tecnologie, fino a quando abbiamo scoperto le interessanti prestazioni dei sistemi Multi Jet Fusion di HP. Mentre stavamo valutando l’opportunità o meno per un istituto di ricerca come il nostro di acquistare il sistema, abbiamo letto un articolo che annunciava l’installazione da record di stampanti 3D HP messa a segno da Weerg”. Berbee e il suo team hanno subito effettuato un primo ordine test, che si è dimostrato eccellente in termini di servizio e qualità. Un altro vantaggio estremamente interessante per Nikhef è stata l’opzione di verniciatura dei componenti offerta da Weerg, che prima l’Istituto effettuava manualmente. “I pezzi che ordiniamo da Weerg vengono verniciati di nero ad un costo assolutamente competitivo rispetto alle risorse che dovevamo mettere in campo”.

Il materiale scelto per la loro realizzazione è il Nylon PA12, proposto da Weerg insieme al PA11 e al polipropilene. Rigido e resistente, è infatti ideale per prototipi funzionali e parti finali che assicurano un’ottima resistenza chimica a oli, grassi, idrocarburi. Inoltre, il nylon PA12 assorbe pochissima umidità garantendo quindi performance eccellenti in qualsiasi ambiente e condizione. Assodata la qualità di tecnologie e materiali, Nikhef conferma anche l’eccellenza del customer service di Weerg: “Riceviamo risposte sempre molto rapide, anche in orari notturni e durante i fine settimana”.

In merito all’usability dell’e-commerce Weerg, Berbee commenta: “La piattaforma è estremamente semplice da utilizzare e lo diventa ancora di più per ordini ripetuti perché permette di accedere alla propria libreria di file già caricati”. Un altro aspetto apprezzato da Nikhef è la possibilità di avere una scontistica inversamente proporzionale ai tempi di consegna.Possiamo programmare il nostro lavoro con anticipo e questo, a parità di qualità, ci offre un notevole vantaggio economico”, aggiunge Berbee.

Quando il progetto KM3NeT sarà completato saranno più di 6.000 le sfere installate sul fondo del mare in tre diverse località, al largo della Francia, dell’Italia e della Grecia.Siamo orgogliosi di essere stati scelti da Nikhef per contribuire, seppur in minima parte, alla realizzazione di questo progetto. Il valore che ci è stato riconosciuto è legato al fatto di poter realizzare questi componenti con estrema semplicità, caricando i file online da qualsiasi parte del mondo e ricevendo l’ordine in pochi giorni con la stessa garanzia di conformità e qualità in tutta Europa”, afferma Zanardo e conferma Berbee. “Tutti i lavori che abbiamo commissionato sono stati realizzati con elevati standard qualitativi e grande conformità. Questo risponde pienamente a una delle esigenze del nostro progetto che richiede la spedizione dei componenti in siti diversi”. E i componenti stampati da Weerg sono stati inviati senza problemi ad Atene, Catania, Strasburgo, Napoli, Erlangen, ecc. Alcuni componenti stampati da Weerg sono già stati utilizzati e posizionati nel mar Mediterraneo al largo di Tolone dove, ad oggi, 108 sfere sono già operative. In fase di realizzazione un’altra stazione di rilevamento in Sicilia che entro aprile vedrà l’installazione di 90 gruppi. “Senza voler compiacere nessuno, in base alla mia esperienza, posso affermare che Weerg è il miglior servizio di stampa 3D al mondo sotto tutti gli aspetti”, dichiara con decisione Berbee. Il progetto KM3NeT sarà completato nel 2024 al largo della Francia, dove verranno rilevati neutrini a bassa energia generata dai raggi cosmici che interagiscono con l’atmosfera della Terra. Al largo dell’Italia sarà invece ultimato entro il 2026. Qui gli studi si concentreranno sui neutrini risultanti dalle supernove provocate da quelli che possono essere considerati come gli atti finali di lontane stelle.

L’articolo Weerg stampa in 3D i componenti per il progetto KM3NeT sembra essere il primo su Il Progettista Industriale.

Source: Attualita
Weerg stampa in 3D i componenti per il progetto KM3NeT

Condividi:

La realtà virtuale applicata nelle cardiopatie congenite

La realtà virtuale applicata nelle cardiopatie congenite

Cardiopatie congenite

La Cardiochirurgia Pediatrica di Padova applica la relatà virtuale nelle cardiopatie congenite. L’equipe che si occupa di realtà virtuale è diretta dal Prof. Vladimiro Vida Direttore della Cardiochirurgia Pediatrica e inoltre dai medici: Dr. Fabio Scattolin, Dr. Francesco Bertelli e Prof. Massimo Padalino.

Le cardiopatie congenite sono fra le forme di anomalia congenita più variegate e complesse, e parte della loro complessità si manifesta con l’ampio spettro di variabilità anatomica e fisiopatologica. L’integrazione sistematica di modelli 3D nella pratica di tutti i giorni sta diventando per la Cardiochirurgia Pediatrica di Padova una pratica standard e sta contribuendo a cambiare l’approccio al trattamento delle malattie cardiache congenite dei bambini, offrendo un trattamento altamente personalizzato e “customizzato” sul paziente.  La Realtà Virtuale è la possibilità di navigare in ambientazioni fotorealistiche in tempo reale, interagendo con tutti i sensi con degli oggetti presenti in esse, che in questo caso sono i cuori dei nostri pazienti, simulando la realtà effettiva. Questa modalità offre capacità uniche di interazione e manipolazione interattiva di rappresentazioni ad alta risoluzione di dati di “imaging” specifici del paziente, come supplemento alle tradizionali visualizzazioni 2D e ai modelli di cuore stampati in 3D. Quando si stampa un modello anatomico utilizzando tecniche di stampa 3D, è possibile aprire il modello una sola volta, nella realtà virtuale invece puoi ruotarlo, ingrandirlo, sezionarlo più e più volte su piani infiniti, tagliarlo e rimetterlo insieme, ritagliarlo di nuovo in un posto diverso e ingrandirlo con un semplice gesto intuitivo della mano, interagirci in modi infiniti e letteralmente puoi “navigare” dentro il cuore di un paziente.

Le potenzialità di questa tecnologia innovativa sono molteplici e sono tutte finalizzate ad un miglioramento della qualità del trattamento offerto ai pazienti affetti da cardiopatie congenite che includono:

  • counseling in epoca fetale

ai genitori vengono presentati dei modelli stampati in dimensione reale del cuore del loro bambino e in versione magnificata al fine di ottenere una migliore comprensione dell’anatomia e delle procedure chirurgiche che vengono proposte per il trattamento;

  • counseling preoperatorio

ai genitori vengono presentati dei modelli stampati e dei modelli in realtà virtuale aumentata dei cuori dei loro figli al fine di aumentare la comprensione, soprattutto nei casi di cardiopatie congenite complesse;

  • migliore pianificazione dell’intervento chirurgico

si avvale sia dei modelli stampati, ove si possono simulare procedure chirurgiche nei giorni antecedenti all’intervento al fine di ottimizzare i tempi operatori e i materiali che verranno utilizzati, che della realtà virtuale al fine di aumentare la comprensione delle strutture anatomiche, specialmente in cardiopatie congenite complesse, offrendo delle visuali che non sono possibili con nessun’altra metodica diagnostica.

L’Azienda Ospedale/Università di Padova ha a disposizione tecnologie innovative che partendo da diversi tipi di “imaging” cardiaci tradizionali, quali tomografia assiale computerizzata (TAC), Risonanza magnetica nucleare (RMN) ed ecografia fetale, ha la possibilità di giungere alla ricostruzione tridimensionale dell’organo cardiaco affetto da malformazioni congenite semplici e complesse.     Queste ricostruzioni virtuali possono essere stampate tridimensionalmente mediante l’utilizzo di una stampante 3D con l’obiettivo di ottenere una riproduzione dell’organo cardiaco quanto più fedele all’organo reale del paziente. I modelli 3D offrono numerosi vantaggi rispetto alle tecniche di “imaging” tradizionale come la possibilità di comprensione più profonda dell’anatomia tridimensionale, specialmente in situazioni complesse, permettono l’ispezione sia visiva che tattile da più punti di vista, dando la possibilità all’operatore di poter interagire con una replica fedele del cuore in esame; non da ultima la possibilità di simulare l’intervento chirurgico pianificando manovre sui modelli stampati. Per l’intervento sulla reale struttura anatomica del cuore rimane comunque insostituibile l’esperienza personale del cardiochirurgo e i risultati intraoperatori che portano alle decisioni sull’iter terapeutico da intraprendere.

L’articolo La realtà virtuale applicata nelle cardiopatie congenite sembra essere il primo su Il Progettista Industriale.

Source: Attualita
La realtà virtuale applicata nelle cardiopatie congenite

Condividi:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi