Archives: 30 Novembre 2021

Red Industry Green, la svolta ambientalista di U-Power

Red Industry Green, la svolta ambientalista di U-Power

U-Power implementa l’innovativa linea di scarpe antinfortunistiche con 4 nuovi modelli realizzati nel rispetto dell’ambiente.

Nel segno della lungimiranza che contraddistingue la mission di U-Power in ogni aspetto della realizzazione dei suoi prodotti, la casa di Paruzzaro ha avviato un progetto volto a ridurre l’impatto ambientale della sua offerta. Lo sviluppo di soluzioni antinfortunistiche sempre più ecosostenibili ma ugualmente performanti parte dal lancio della gamma Red Industry Green, la nuova versione carbon neutral delle innovative calzature caratterizzate dall’esclusivo sottopiede Wow2 in grado di donare una sensazione di sollievo e leggerezza ai piedi dei lavoratori.

Nell’ambito delle tematiche di preservazione dell’ecosistema, U-Power dimostra la sua sensibilità e l’impegno concreto a favore del pianeta attraverso la realizzazione di una linea di calzature che azzera le emissioni nette di CO2 attraverso l’utilizzo di materiali a ridotto impatto ambientale e la compensazione delle emissioni residue con l’acquisto di crediti di carbonio certificati secondo schemi e metodologie riconosciute dalle Nazioni Unite relativamente alla realizzazione di una centrale idroelettrica in Laos per la produzione di energia rinnovabile.

Un concentrato di tecnologie

Red Industry diventa green continuando a garantire il massimo della protezione e del comfort e valorizzando la sua qualità con nuovi materiali sostenibili. Suola e soletta sono realizzate in PU di BASF originati al 100% da energie rinnovabili, mentre tomaia, fodera stringhe e antiperforazione sono realizzati con elevata percentuale (50/60%) di materiali riciclati. Rimane invariata l’efficacia delle componenti che costituiscono i punti di forza della gamma: il sottopiede Wow2 sostenibile, anatomico e traspirante, che offre maggiore equilibrio e favorisce la distribuzione degli shock; la tecnologia antistatica Seamless – senza cuciture – che evita lo sgradevole sfregamento con la pianta del piede; l’antiperforazione metal free a protezione totale; il puntale AirToe Composite; l’affidabilità della suola (antiabrasione, antiolio, antiscivolo e antistatica); la tomaia in Putek Spider Repet ultraresistente ed idrorepellente; la fodera a tunnel d’aria altamente traspirante che dissipa il sudore e mantiene il piede asciutto. Ottima rappresentante della gamma, che comprende 4 modelli, è la calzatura Island , capostipite di un progetto destinato a rendere il brand U-Power sinonimo di costante rispetto per l’ambiente.

www.u-power.it

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Industria italiana del bene strumentale: ripresa sostenuta delle attività

Industria italiana del bene strumentale: ripresa sostenuta delle attività

Dopo aver archiviato un 2020 complicato, sebbene migliore rispetto alle attese stilate a inizio pandemia, nel 2021 l’industria italiana costruttrice di beni strumentali ha registrato una ripresa sostenuta delle attività. È quanto emerge dai dati presentati da Giuseppe Lesce, presidente di Federmacchine, in occasione dell’annuale assemblea della federazione delle imprese italiane costruttrici di beni strumentali. In particolare, secondo i dati elaborati dal Gruppo Statistiche, nel 2020 il fatturato di settore è sceso a 41 miliardi di euro, pari al 14% in meno rispetto al 2019. Sul risultato complessivo ha pesato sia la forte riduzione dell’export – crollato a 28 miliardi di euro, pari al 14% in meno rispetto all’anno precedente – sia il calo delle consegne dei costruttori sul mercato interno, scese del 15% a 14 miliardi. Consistente la riduzione del consumo che ha solo sfiorato i 21 miliardi di euro, rispetto ai 26 miliardi registrati nel 2019 (-18%).

Oltre la crisi del 2020

Analizzando la serie storica dei dati, la crisi del 2020 ha riportato il settore indietro nel tempo di parecchi anni. I valori di produzione e consumo sono tornati al livello del 2015. La riduzione dell’export è stata tale da avvicinarsi a quella del 2013. Nonostante tutto, l’apporto del comparto all’economia del paese si conferma significativo: il fatturato dell’industria italiana del machinery vale il 2,5% del Pil (in calo di un paio di decimali rispetto al dato 2019). Resta invece invariato il peso del settore su occupazione ed export.

Nel 2020, il saldo complessivo delle merci è stato di +64 miliardi di euro, dunque decisamente più alto rispetto al valore abituale (nel 2019 era di 39 miliardi). L’incremento si spiega anzitutto con il crollo delle importazioni di carburanti per effetto della crisi e del lockdown. In questo contesto, la meccanica ha confermato il suo ruolo di traino con un surplus di 44 miliardi. Quasi la metà di questo avanzo è attribuibile al settore dei beni strumentali rappresentato da Federmacchine. Il blocco della mobilità ha inciso notevolmente sulla ripresa dell’industria italiana di settore oltreconfine, come dimostra il dato di export/fatturato che, nel 2020, si è fermato al 67%.

Con riferimento alla distribuzione delle vendite, la quota di fatturato ottenuta in Italia si è attestata al 33%. Il 29% del totale è stato destinato agli altri paesi dell’Unione europea. Segue quindi l’export in Asia e America settentrionale entrambe con il 10%. «La crisi del 2020 è stata pesante ma l’anno ha attraversato fasi alterne: i primi sei mesi sono
stati i più complessi e, in particolare, il secondo trimestre ha davvero rappresentato un momento buio anche in ragione del lockdown – ha commentato Lesce. Già a partire da luglio la situazione è andata via via migliorando. Proprio questo trend positivo ha fatto sì che la chiusura del 2020 fosse migliore di quanto si potesse immaginare nella prima parte dell’anno».

2021, generale e costante miglioramento

Con riferimento al 2021, i primi dati confermano una situazione di generale e costante miglioramento. Le esportazioni di macchinari italiani, nel periodo gennaio-marzo, sono cresciute del 6,8%. Le vendite in Ue, extra Ue e America Meridionale aumentano più che nelle altre aree del mondo. Anche le importazioni italiane del primo trimestre dell’anno
segnano un incremento del 6,7%, a dimostrazione della ripresa di attività anche sul mercato interno.

Per avere un’idea di come sarà il 2021, consideriamo le previsioni formulate dalle singole associazioni che fanno capo a Federmacchine. Tutti gli indicatori economici cresceranno
in modo sostenuto: fatturato (+11,1%), export (+11,8%), consumo (+9,7%), consegne interne (9,7%) e import (9,7%). La forte spinta espansiva non sarà sufficiente a recuperare il terreno perso nel 2020, ma permetterà di ridurre il gap con i risultati pre pandemici.

Lesce ha concluso: «Il totale recupero avverrà nel 2022 grazie alla ripresa dell’attività oltre confine, incentivata e facilitata, immaginiamo, dal procedere in tutto il mondo della campagna vaccinale, e alla ripartenza degli investimenti in nuovi macchinari in Italia, che già rilevano molti settori che fanno capo a Federmacchine, sostenuta anche dagli incentivi 4.0».

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CERATIZIT, 100 anni fra passato, presente e futuro

CERATIZIT, 100 anni fra passato, presente e futuro

CERATIZIT

Cent’anni di storia rappresentano per CERATIZIT un’importante occasione per guardare con orgoglio al passato e raccontare la propria visione del futuro del cutting tool.

La conoscenza acquisita sul metallo duro e i mille segreti delle lavorazioni meccaniche per asportazione di truciolo, partendo dall’utensile, sono stati raccontati da CERATIZIT nel corso della conferenza stampa, tenutasi nel corso della fiera EMO 2021, guardando con orgoglio alle nuove soluzioni e ai nuovi servizi, sia per il presente che per il futuro.

Tutto cominciò…

Quando il dottor Paul Schwarzkopf ha fondato la Metallwerk Plansee Gmbh, il 24 giugno 1921, non solo ha aperto la strada alla produzione industriale di prodotti di tungsteno e molibdeno, ma ha anche gettato le basi per CERATIZIT, gruppo aziendale nato dalla fusione, nel 2002, fra Plansee Tizit e la lussemburghese CERAMETAL.

Nel cuore delle Alpi, Paul Schwarzkopf ha fondato la Metallwerk Plansee Gmbh, il 24 giugno 1921.

Ottimizzazione dei processi: base per una produzione sostenibile

Efficienza e produttività sono i fattori che avvicinano due campi, apparentemente antitetici, come economia ed ecologia. Per questo motivo si dimostrano fattori decisivi e strategici per la promozione della sostenibilità nella produzione industriale.

Infatti, CERATIZIT supporta attivamente i clienti nell’ottimizzazione dei processi di taglio, come afferma Andreas Kordwig, Director Product Management per la divisione Utensili da taglio dell’azienda: «Oggi le nostre soluzioni stanno già aiutando i clienti a risparmiare energia e materie prime nella produzione e, di conseguenza, a ridurre l’impronta ecologica dei loro prodotti».

ceratizit scuola
Per CERATIZIT la formazione delle nuove leve è fondamentale.

Dall’inizio dell’anno, CERATIZIT ha offerto un servizio di ottimizzazione dei processi, perseguendo costantemente il motto: «Ottimizziamo il vostro processo – metteteci alla prova!» E da settembre, CERATIZIT ha messo a disposizione questo servizio anche in Italia, con l’intento di espandere una produzione sostenibile.

L’assistenza smart della nuova app

Un servizio completo è il classico approccio di CERATIZIT. Ma come funziona quando il supporto in loco è limitato a causa delle restrizioni, dovute a eventualità imprevedibili come la pandemia, o quando il cliente ha bisogno di aiuto in tempi molto ristretti?

Ceratizit_LiveTechPro
LiveTechPro di Ceratizit permette agli operatori e agli ingegneri di avere accesso dal vivo ai problemi degli utensili da taglio, anche in profondità nella macchina utensile.

Ceratizit_LiveTechPr_02È qui che CERATIZIT ha introdotto un’idea smart: entra in gioco la nuova app Livetechpro. L’app consente al cliente di contattare direttamente il tecnico competente, esattamente quando è necessario il supporto. Inoltre, permette all’ingegnere di fornire supporto esattamente come se fosse fornito in loco, accanto alla macchina utensile, controllando la lavorazione.

Come? Semplice: utilizzando video da smartphone o tablet, mentre i dettagli possono essere marcati e discussi. I problemi possono così essere risolti molto rapidamente.

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Con LiveTechPro il supporto tecnico di Ceratizit è sempre al fianco del cliente.

Infine, è stata introdotta anche la possibilità di connettersi con sistemi di realtà virtuale (VR), per un supporto ancora migliorato.Naturalmente le possibilità di assistenza sono ancora maggiori se il cliente utilizza il sistema di monitoraggio e controllo Toolscope di CERATIZIT. Con il rilascio dell’ultima versione del software, i clienti possono consentire al tecnico di accedere a Toolscope da remoto, per adattare/modificare direttamente i parametri.

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App LiveTechPro.

«Grazie a soluzioni digitali innovative, non dobbiamo essere fisicamente presenti per vedere cosa stia succedendo in produzione dal cliente. Possiamo controllare cosa succeda nella macchina, analizzare il problema e ottimizzare le impostazioni della macchina da remoto» spiega Andreas Kordwig.

FREE TURN: ancora più friendly

Nel 2022 la programmazione di FreeTurn diventerà ancora più facile. Infatti, nel corso degli ultimi mesi, l’ecosistema che ruota intorno all’High Dynamic Turning con FreeTurn, sta crescendo ed è sempre più completo, grazie all’ampio supporto dell’industria sia in termini di macchina utensile, che di sistemi di controllo e software.

Ceratizit HDT - FreeTurn
Con High Dynamic Turning (HDT) l’utensile dinamico FreeTurn sfrutta i 360° di flessibilità del mandrino.

A breve la programmazione diventerà ancora più facile: con un nuovo strumento di programmazione, che genera traiettorie di lavorazione per la sgrossatura dinamica e la finitura, e che sarà pubblicato nel 2022, FreeTurn potrà funzionare in ogni centro di fresatura-tornitura, indipendentemente dal software CAM utilizzato.

Conoscere CERATIZIT

Azienda che vanta cento anni di storia, CERATIZIT è un pioniere nello sviluppo di soluzioni di materiali duri per la lavorazione e la protezione dall’usura. L’azienda, con sede a Mamer, Lussemburgo, sviluppa e produce utensili da taglio altamente specializzati, inserti indicizzabili, barre in materiali duri e parti antiusura.

MaxiMill SEC12
MaxiMill SEC12 genera un nuovo livello di sicurezza di processo, prestazioni e convenienza per l’industria automobilistica.

CERATIZIT è azienda leader in vari segmenti di applicazione e sviluppa con successo nuovi tipi di metallo duro, cermet e ceramica, sia per la lavorazione del legno che della pietra.
Con oltre 7000 dipendenti in più di 25 impianti di produzione e una rete di vendita con oltre 50 filiali, CERATIZIT è un attore importante nel settore del metallo duro.

Gli investimenti dell’azienda spingono costantemente nella direzione della ricerca e sviluppo e ciò ha portato a detenere più di 1000 brevetti. Le soluzioni innovative per materiali duri di CERATIZIT sono utilizzate in vari settori, tra cui l’ingegneria meccanica e la produzione di utensili, nell’industria automobilistica e aerospaziale, nonché nell’industria petrolifera, del gas e medica.

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