Manufacturing 4.0, l’evoluzione del settore secondo una ricerca di Gi Group

Manufacturing 4.0

Secondo lo studio “Star Matrix – Manufacturing 4.0” di Gi Group in collaborazione con ODM Consulting, il 31% dei ruoli del manifatturiero 4.0 vedrà aumentare la propria importanza nei prossimi 3/5 anni, soprattutto nelle aree Ricerca e Sviluppo (73%), Ingegneria (57%) e Programmazione Macchine (50%).

Il manifatturiero, insieme al suo indotto, pesa più del 50% del Pil ed è sempre stato l’asse portante dell’economia italiana. Dopo i rallentamenti dovuti alle restrizioni, la produzione e i nuovi ordini sono aumentati rapidamente e con tassi più veloci per via delle più forti condizioni della domanda: a luglio la produzione è salita oltre i livelli di febbraio 2020, quando il Covid non era neppure immaginabile. Questo scenario ha anche ricadute positive sull’occupazione del settore.

Analisi strategica evolutiva del manufacturing 4.0

Per questo, Gi Group in collaborazione con ODM Consulting ha ritenuto importante realizzare un’analisi strategica evolutiva di questa industry nei prossimi anni, anche sulla base dei trend che le aziende registrano. Questi i punti centrali emersi dall’indagine Star Matrix – Manufacturing 4.0, lo studio con metodologia proprietaria sull’evoluzione dei ruoli e delle competenze del settore da qui ai prossimi 3/5 anni.

Dei 121 ruoli complessivamente mappati nella ricerca, il 31% registrerà una crescita nel prossimo futuro, il 49% resterà stabile, mentre il 20% subirà un declino. I ruoli e le professioni che, sulla base dell’analisi condotta, cresceranno maggiormente riguardano le funzioni Ricerca e Sviluppo (73%), Ingegneria (57%) e Programmazione Macchine (50%).

Diversamente, quelli che vedranno un calo della loro importanza, a fronte soprattutto dell’automazione o dell’esternalizzazione delle attività che svolgono sono Assemblaggio (50%), Logistica (38%) e Fabbricazione (28%).

Ruoli ingegneristici fondamentali

“Tra i ruoli per cui lo studio prevede una crescita di importanza nel breve-medio termine, sicuramente ci sono quelli afferenti all’ambito ingegneristico. Parliamo quindi di profili con un percorso di studi ben definito, Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica / Elettrica / Elettronica / Gestionale, che vantano competenze specifiche, quali il Responsabile Ingegneria, l’Ingegnere Ufficio Simulazioni, l’Ingegnere Ufficio Standard, il Solution Design Engineer, l’Ingegnere Elettronico – afferma Cristina Reduzzi, Division Manager Industrial Machinery di Gi Group –  Ma non solo, aumenta la richiesta di figure fortemente qualificate specialmente in ambito R&S e ICT, così come nella creazione di modelli previsionali e predittivi e nell’ottimizzazione dei processi. Parliamo quindi di Project Manager Sistemi IoT, l’Innovatore Processi, Data Scientist. Le specializzazioni sono sempre più integrate, i team sono multifunzione al fine di gestire i processi e la loro integrazione appunto. Assistiamo infatti a una perdita di rilevanza del ruolo rispetto al processo con una crescita della domanda di ruoli polifunzionali, direi quasi ibridi rispetto alle specializzazioni.

Manufacturing 4.0, indispensabile la formazione

È evidente quindi come sia sempre più indispensabile un approccio al life long learning, essenziale a tutti i livelli attraverso investimenti formativi aziendali e personali. Conoscenze informatiche e dei sistemi informativi, capacità di sapersi muovere in spazi cyber fisici, capacità di progettazione e di lavoro per obiettivi, ma anche spirito imprenditoriale ed apertura al cambiamento, così come capacità decisionale, autonomia organizzativa, e problem solving. Alle competenze tecniche sempre più sarà fondamentale avere e sviluppare soft skill”.

Aumenta la complessità

“Come riscontrato dallo studio condotto, aumentano la complessità e dunque la necessità di velocità di risposta e risoluzione problemi in un contesto in continuo cambiamento – ha aggiunto Rossella Riccò, Senior HR Consultant e Responsabile Area Studi e Ricerche di ODM Consulting – A ciò si aggiunge la diffusione di strutture snelle nelle quali la responsabilità viene distribuita sui ruoli e la decisionalità subordinata all’operatività. Aumenta anche la collaborazione con l’esterno e le aziende stanno vivendo una fase di valutazione di eventuali internalizzazioni di competenze essenziali ai fini della generazione di valore e del vantaggio competitivo. In un’industria manifatturiera in continua evoluzione, il capitale umano, le capacità e le competenze stanno diventando il driver fondamentale e le aziende italiane giocheranno la partita della competitività anche su questo”.

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Source: Attualita
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