La robotica collaborativa per l’industria 5.0

Robotica collaborativa

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Enrico Rigotti di OnRobot su come la robotica collaborativa supporta il percorso verso un’industria 5.0.

Dal suo avvento, la robotica collaborativa è stata in grado di ridisegnare i paradigmi di produzione in numerosi settori, incrementando in modo costante automazione, flessibilità e interconnessione.

Finora queste applicazioni sono state utilizzate principalmente in ambito industriale per supportare la persona, o addirittura sostituirla, nello svolgimento di operazioni pesanti, ripetitive, pericolose o usuranti. Dopo numerose rivoluzioni siamo giunti al concetto di Industria 4.0, e a livello europeo si intravede già all’orizzonte la versione 5.0. Come tenere il passo in una situazione di continua trasformazione? Perché le applicazioni collaborative assumono un ruolo sempre più importante nell’evoluzione di un’azienda?

Enrico Rigotti

A oggi, l’impiego di queste tecnologie è avvenuto quasi esclusivamente nei settori tradizionali – tra cui manifatturiero, automobilistico, e della lavorazione dei metalli – per svolgere compiti specifici quali manipolazione di oggetti, saldatura, assemblaggio e pallettizzazione, con macchine interconnesse che dialogano tra loro.

Per decenni, i robot sono stati sviluppati e programmati per eseguire un unico compito, richiedendo significativi investimenti di tempo, risorse e denaro nel caso in cui fosse necessario realizzare un’altra applicazione per eseguire un compito diverso, con attività di riprogrammazione che richiedevano anche competenze tecniche a volte non facilmente disponibili in fabbrica.

L’interconnessione tra macchine che dialogano tra loro permette invece un’integrazione sicura ed efficiente tra hardware e software, con la possibilità di monitorare in modo preciso dispositivi, server e dati. Le informazioni non sono solo raccolte, ma analizzate e razionalizzate in modo da fornire insight utili alla strategia di business. Il controllo di dispositivi e infrastruttura permette anche di potenziare le capacità di manutenzione predittiva, offrendo la possibilità di prevedere e anticipare ogni anomalia o malfunzionamento grazie a sistemi di sensori in grado di identificare il problema prima del guasto, risparmiando tempo, risorse e denaro.

Le moderne applicazioni collaborative industriali sono più intelligenti, connesse e versatili, consentono alle aziende di operare in modo più agile e controllato e contribuiscono alla riduzione dei cicli di produzione, ottimizzando l’utilizzo delle risorse. Inoltre, garantiscono un maggiore ritorno sugli investimenti, permettendo di riprogrammare i dispositivi hardware grazie a software intelligenti e intuitivi che abilitano le differenti mansioni svolte dallo stesso end-of-arm tool.

Questo approccio incrementa flessibilità e produttività, snellendo le linee di produzione grazie a processi automatizzati e rapidi. Il rapporto tra uomo e tecnologia è in costante evoluzione ed è obiettivo comune dell’economia globale proseguire in un percorso in cui questa interazione diventi ancora più stretta e proficua, dove uomo e tecnologia collaborano in modo ancora più efficace.

Come sottolineato dal report World Robotics 2020 Industrial Robots di International Federation of Robotics (IFR), l’Italia è il secondo mercato di robot più grande in Europa dopo la Germania grazie a settori altamente produttivi come quelli dei metalli, macchine industriali, automotive e food&beverage.

Solo ponendo ricerca e innovazione alla base della trasformazione si potrà raggiungere anche nel nostro Paese il nuovo paradigma di Industria 5.0, in cui uomini, robot e automazione saranno elementi sempre più inscindibilmente legati e svolgeranno un ruolo chiave nel percorso verso il benessere dei lavoratori e l’efficienza delle tecnologie.

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Source: Attualita
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