Meccanica & Automazione #6 settembre

Il giusto tempo 

Finalmente le fiere!… mi ha colpito questo messaggio scritto in grassetto sulla pagina linkedin di una grande azienda manifatturiera italiana. Colpito perché è come se si percepisse l’entusiasmo uscire dalla pagina web; colpito ma per niente stupito perché, come questo, tanti altri messaggi più o meno pacati indicano il comune compiacimento di potersi ritrovare nuovamente in un contesto ritenuto così fondamentale da tutte le aziende. Ce lo stiamo ripetendo da mesi, abbiamo bisogno di questi momenti di incontro come professionisti, come acquirenti ma soprattutto come uomini e donne che si alimentano di “socialità fisica”.

Dal punto di vista produttivo intanto, contrariamente a quanto si temeva, la maggior parte delle aziende che hanno dovuto sperimentare nuove formule di resilienza in questi interminabili mesi, invece di perdere, hanno assunto vigore e nuova forza. Per molte l’allenamento forzato ha costituito un’opportunità unica di riflessione, di rilancio e di “remise en forme”, come potremo vedere e toccare con mano in EMO 2021 e leggendo le pagine di questa rivista. Automazione dei processi, ict per la produzione, macchine utensili, metrologia e controllo qualità, tecnologie additive, utensileria, parti componenti e accessori, servizi, altre macchine, di nuovo in fiera, in presenza, ma ancora di più in bella presenza e in perfetta forma! 

Intanto, in apparente contrasto con tutto questo esercizio continuo, durante la pausa estiva, mi è capitato di sfogliare qualche vecchio libro e forse complice il gran caldo di alcuni giorni ho scelto di rileggere “l’elogio dell’ozio”. Vi cito un passaggio su cui mi sono soffermata. Abbiamo “l’errata convinzione che ogni azione energetica sia lodevole anche se male indirizzata mentre la nostra società così complessa ha bisogno di riflettere con calma”

Personalmente ho un’indole inarrestabile che mi porta a guardare sempre oltre soprattutto professionalmente, predisposizione alimentata dal ruolo che ho nel mondo della ricerca scientifica, ma sono consapevole che il continuo “divenire” non sia sempre sostenibile e redditivo. Non volendo sposare a pieno tutto il ragionamento di Russell, trovo però che nel momento in cui il progresso 4.0 e i nuovi paradigmi 5.0 rendono possibile quasi tutto, si debba riflettere bene sul come costruire soluzioni che rispondano a reali bisogni dell’azienda e dei consumatori, lasciando anche un certo lasso di tempo per il consolidamento e radicamento del nuovo. 

Oggi che il vero lusso è avere il tempo per fare tutto, occorre anche avere la capacità di aspettare e riflettere su quale sia il tempo giusto per lanciare e proporre nuovi prodotti utilizzando il giusto linguaggio. La rapidità digitale ad esempio, deve dare semplicità e risolvere complessità. Non si può pretendere che tutti comprendano e si innamorino del nuovo, occorre dare strumenti concreti ad imprenditori e clienti siano essi B2B o BTC generando nuova tecnologia che rappresenti il mezzo del cambiamento e la risposta alla crescente domanda di tempo. Tutti dobbiamo correre, ma anche saperci fermare a riflettere. Sviluppare resistenza, ma anche avere senso critico nel capire se le soluzioni proposte, non assorbano le nostre energie mentali più di quanto ce ne facciano risparmiare fisicamente e ci aiutino a rendere quel tempo sempre più “produttivo”. E, badate bene, per produttivo non intendo necessariamente economicamente redditizio; intendo volto al miglioramento del benessere quotidiano di ciascuno. 

di Chiara Tagliaferri

 

IN QUESTO NUMERO:

Speciale EMO Milano

Dossier Tornitura

Storia di copertina – Pneumax

 

Source: Meccanica e Automazione
Meccanica & Automazione #6 settembre

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