Essiccatore solare: la sicurezza alimentare sposa la sostenibilità

L’energia solare è la principale fonte di energia rinnovabile presente sul nostro pianeta. Negli ultimi anni in Italia lo sviluppo tecnologico degli impianti solari termici e fotovoltaici ha raggiunto livelli interessanti unitamente al fatto che l’attenzione verso l’ambiente è divenuta ormai centrale. Possiamo vedere nelle città e in generale nei centri abitati sempre più tetti con pannelli fotovoltaici o termici – ma ancora ben lontani dall’obiettivo fissato dal PNIEC di raggiungere 32 GWp di nuovi impianti entro il 2030.

Quello di cui si vuole parlare qui è un’applicazione specifica dell’energia solare, finalizzata a sviluppare una sinergia con l’agricoltura, sinergia che diventa fondamentale anche nella lotta contro i cambiamenti climatici: l’essiccatore solare.

Il tutto si deve alla Società per l’Energia, l’Ambiente e lo Sviluppo (SEED) che
ha progettato e realizzato l’essiccatore a energia solare, contribuendo enormemente al progresso nel campo della trasformazione dei prodotti alimentari nel paese – a favore di un sistema basato sull’uso di energia solare fotovoltaica e termica – e che ha permesso di risolvere, seppur su base locale, il problema dei costi e dell’alto consumo energetico, causa per anni della lenta crescita proprio del settore della trasformazione dei prodotti alimentari.

Il meccanismo

Ma come funziona? La struttura è realizzata in materiale anticorrosivo in acciaio e alluminio, è scomponibile – di varie dimensioni per soddisfare diverse esigenze di spazio – e orientata verso sud proprio per raccogliere il massimo irraggiamento solare. I raggi solari passano attraverso una finestra di vetro trasparente posizionata sulla parte superiore della struttura; l’aria entra dall’estremità inferiore della cassa e viene riscaldata dai raggi provenienti dalla parte superiore, che restano intrappolati nella struttura. La lunghezza d’onda dei raggi solari si tramuta in infrarossi provocando un “effetto serra”. L’aria calda passa attraverso i vassoi e rimuove l’umidità degli alimenti. Umidità che verrà poi rilasciata nello spazio superiore ai vassoi e sottostante il vetro. Tre ventilatori solari fotovoltaici (SPV) disposti sulla parte superiore della struttura completano il processo permettendo la circolazione dell’aria. Riscaldatori elettrici di supporto potranno essere impiegati nel caso di giornate nuvolose. La temperatura ottimale che si raggiunge in giornate soleggiate varia tra
i 35 e i 70°C; la differenza di temperatura tra ambiente e interno della struttura è di circa 15-30°C.

L’essiccatore a energia solare può far evaporare 15 litri di acqua al giorno e può sostenere fino a 50 Kg di cibi umidi, a seconda del numero di essiccatori e delle dimensioni dell’impresa.

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Source: Stampi
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