Archives: 8 Luglio 2021

Fanuc, 750.000 robot prodotti in tutto il mondo

Fanuc, 750.000 robot prodotti in tutto il mondo

Fanuc

Con questo importante traguardo Fanuc consolida la sua posizione di leadership globale nella produzione di robot.

Fanuc Corporation, tra i più importanti fornitori globali di soluzioni per l’automazione, ha raggiunto la cifra record di 750.000 robot prodotti, prima e unica nel suo segmento di riferimento. Questo straordinario risultato consente a Fanuc di confermare ed espandere la sua posizione di leadership assoluta nel mercato della robotica industriale. Il robot n° 750.000 sarà consegnato ad un cliente europeo.

Ad oggi, produce circa 8.000 robot ogni mese nei suoi stabilimenti in Giappone, con possibilità di incrementare la produzione fino a 11.000 unità. L’azienda è celebre per i suoi stabilimenti produttivi ad elevato grado di automazione. Qui, migliaia di robot vengono impiegati per fabbricare le soluzioni tecnologiche Fanuc, che comprendono robot, controlli numerici e macchine utensili intelligenti, dimostrando sul campo la massima affidabilità e velocità per cui Fanuc è universalmente rinomata.

I clienti principali di Fanuc sono i produttori di automobili

I clienti principali per quanto riguarda i robot sono i produttori di auto e l’intera catena di fornitura. La domanda di robot sta però crescendo sensibilmente anche in altri settori come l’elettronica, l’alimentare, il farmaceutico ed il medicale. Se nella prima fase della pandemia si era osservato un calo nella richiesta di robot, in un secondo momento ha registrato e tuttora registra un forte rimbalzo nelle vendite, soprattutto nelle regioni Asia e USA.

“In Europa, la ripresa è finalmente iniziata”, afferma Shinichi Tanzawa, Presidente e CEO di Fanuc Europe Corporation. “Sebbene l’entrata complessiva degli ordini di robot in Europa sia aumentata solo leggermente durante lo scorso anno fiscale, le vendite negli ultimi mesi sono ai massimi storici”.

Piani ambiziosi per l’Europa

I piani di espansione di in Europa sono ambiziosi. Qui, l’azienda giapponese sta investendo risorse nel potenziamento della rete del service e nel rafforzamento della struttura commerciale. Solo negli ultimi 4 anni ha investito più di 120 milioni di Euro nella realizzazione di nuove filiali in Europa. Nei prossimi 3 anni, altri 100 milioni di Euro verranno destinati a supportare i piani di crescita.

Tanzawa aggiunge: “Siamo convinti che il trend della robotizzazione continuerà la sua ascesa e che i robot Fanuc contribuiranno ad automatizzare gli impianti produttivi dei nostri clienti e a far risparmiare loro denaro, proprio come già avviene nei nostri stabilimenti in Giappone”.

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Source: Attualita
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Mercato dei PC: vendite record

Mercato dei PC: vendite record

Il mercato mondiale dei PC è cresciuto del 32% nel primo trimestre del 2021, valore anno su anno più alto dal 2020. Attualmente permane comunque quella che è chiamata “la crisi dei chip”, cioè la scarsità di semiconduttori a livello globale, con tempi di consegna per i PC che possono arrivare anche a 4 mesi. In pratica, pandemia e carenza di chip continueranno a influenzare le vendite e produttori e fornitori dovranno trovare un equilibrio tra come soddisfare la domanda e come gestire in modo ottimale le scorte a magazzino.

Top brand

Spostando l’attenzione sui vendor, nel primo trimestre 2021 al primo posto si colloca Lenovo con un market share del 25,1%, a seguire HP, 21,4%, Dell, 16,5%, Apple, 8%, Acer 5,7%, e Asus, 5,4%.

Con diversa chiave di lettura, se si considera la crescita anno su anno, al top si colloca però Apple che segna un +48,6%, e seconda è Lenovo, +42,3%, la cui crescita è strettamente legata alla Cina e al resto dell’Asia, dove ha registrato un incremento dei volumi del 63,7%.

Sempre nel primo trimestre 2021 da evidenziare l’enorme successo dei Chromebook, laptop con sistema operativo Chrome OS di Google e browser Chrome, le cui funzionalità si basano sull’accesso a internet: hanno un hard disk limitato, solo 2 GB, con salvataggio dei dati su cloud.

In sintesi, escludendo questa tipologia di sistemi, stando alla società di ricerche Gartner nel primo trimestre le vendite mondiali di PC sono cresciute del 47% anno su anno, trainate prevalentemente dal segmento consumer.

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Source: Stampi
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Il rendimento dei creatori

Il rendimento dei creatori

Quanti pezzi può eseguire un creatore? Questa è una domanda a cui non è possibile rispondere, perché la durata di un qualsiasi utensile dipende da una molteplicità di parametri che interagiscono tra loro, a volte in maniera imprevedibile.

In questo articolo vengono esposte alcune considerazioni sulla durata degli utensili, focalizzando l’attenzione sul tipico utensile usato nella lavorazione degli ingranaggi: il creatore.

Ogni tecnico che si occupa della costruzione di ingranaggi sa perfettamente che non si può stabilire a priori quanti pezzi può eseguire un determinato creatore, ma egualmente tentiamo qui di analizzare alcuni punti, che a volte non sono immediatamente evidenti.

In primo luogo, dividiamo in tre categorie le caratteristiche che possono influenzare il rendimento dell’utensile:

1. Geometria e struttura dell’ingranaggio da dentare

• Modulo
• Numero di denti
• Angolo di pressione e di elica
• Larghezza della fascia dentata
• Precisione richiesta
• Materiale dell’ingranaggio e sua lavorabilità

2. Geometria e struttura del creatore

• Diametro e lunghezza utile
• Numero di principi
• Numero di solchi di affilatura
• Materiale con cui è costruito
• Tipo di ricoprimento
• Usura ammessa

3. Macchina dentatrice e condizioni di lavoro

• Efficienza e potenza della dentatrice
• Velocità di taglio e di avanzamento
• Tipo di shifting
• Numero di passate
• Lubro-refrigerante usato

Geometria e struttura dell’ingranaggio da dentare

La gamma delle dimensioni degli ingranaggi è praticamente infinita. Si va da ingranaggi di modulo inferiore a 0,1 mm, con diametro di qualche millimetro, in cui i denti sono visibili solo con una buona lente di ingrandimento, ad ingranaggi con modulo 50 mm e con diametri di 10 – 15 metri (fig.2).

Già così è evidente che i comportamenti degli utensili che eseguono la dentatura saranno completamente diversi. Dal modulo dipende il passo e l’altezza dei denti e quindi, la quantità del materiale da asportare è direttamente collegato al modulo.

Più il modulo è grande, maggiori saranno le forze in gioco e lo sviluppo di calore che è una delle concause dell’evoluzione dell’usura dei taglienti.

Ma se restiamo nel campo dei moduli “normali”, cioè quelli che si incontrano nell’industria dell’automotive, cioè quelli che grosso modo vanno da modulo 1 mm a modulo 4 – 5 mm, il comportamento del creatore è sostanzialmente simile, cioè non è paragonabile a quello che si può riscontrare con moduli al limite della gamma possibile.

La quantità di materiale da asportare oltre che dal modulo dipende chiaramente dal numero di denti e dalla larghezza della fascia dentata. Con questi due elementi si può definire una caratteristica di base per poter calcolare l’effettivo rendimento dei creatori, cioè la lunghezza totale dei denti dell’ingranaggio.

Detto Z il numero di denti ed L la larghezza della fascia dentata, si ha:

LT = Z ・L

o più esattamente:

LT = Z ・L/cos β
con β angolo dell’elica della dentatura.

Per ogni modulo quindi si arriva ad avere un dato uniforme per poter confrontare il rendimento del creatore.

Con il procedere dell’operazione di dentatura da parte del creatore, i taglienti si usurano più o meno velocemente e contemporaneamente la qualità dell’ingranaggio si degrada.
Profilo ed elica diventano meno costanti, la superficie inizia a presentare delle strappature e dei solchi sempre più profondi.

Quando la qualità non è più accettabile, bisogna sostituire l’utensile. Più la qualità desiderata è alta più precocemente bisogna cambiare il creatore.

Il materiale con cui è costruito l’ingranaggio è un altro elemento importantissimo, che influenza fortemente la vita dell’utensile.

Per quanto riguarda la lavorabilità di un acciaio, essa dipende dai componenti di lega, dai trattamenti termici e dal processo di formazione del semilavorato.

La classificazione secondo le norme ISO-EN 683-1-2018 divide i materiali secondo la Tabella 1.

Da questa tabella emerge immediatamente che la gamma dei materiali, con cui possono essere costruiti gli ingranaggi, è molto estesa; pertanto si ha una maggiore conferma che è impossibile stabilire a tavolino il rendimento di un creatore o di un altro utensile.

Nel campo degli acciai da cementazione e tempra, cioè quelli più usati nel settore dell’autotrazione, in genere la resistenza del pezzo grezzo è intorno a 600 – 700 N/mm2; inoltre, per migliorare la lavorabilità viene spesso eseguito il trattamento di ricottura isotermica, che tra l’altro rilascia le tensioni interne ed evita deformazioni del pezzo finito a seguito del trattamento termico finale.

 

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Source: Stampi
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