Elli Zerboni, lavorazioni sugli acciai antiusura

La lavorazione degli acciai antiusura è sempre più diffusa e rappresenta uno dei processi più difficili da affrontare con l’asportazione di truciolo. Vediamo come ottimizzare le operazioni di foratura, di filettatura e di fresatura su questo tipo di materiali.

Le lamiere di acciaio antiusura e ad alta resistenza (Brinar, Dillidur, Durostat, Fora, Hardox, Weldox 1100…) sono ampiamente diffuse per la costruzione di parti di macchine e veicoli che vengono in contatto con materiali ad azione abrasiva quali possono essere i cassoni dei mezzi per la movimentazione di terra, sabbia, carbone, rottami e detriti vari, oppure le betoniere, le benne delle scavatrici, i frantumatori o i trasportatori di materiali vari. L’elevata durezza di queste lamiere richiede quindi lavorazioni in foratura, maschiatura e fresatura che siano eseguite con gli utensili più adatti impiegati con i parametri di taglio appropriati. In particolare, per qualsiasi lavorazione vanno evitati il più possibile giochi e vibrazioni, sia provvedendo al migliore fissaggio del pezzo da lavorare, sia affrontando la lavorazione con macchine stabili e rigide nel complesso e nelle loro singole componenti (mandrino, alberi di trasmissione, colonna, ancoraggio alla base…)

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Foratura

Nella foratura con trapani sia radiali che a colonna sarà quindi importante che la lavorazione avvenga quanto più possibile vicino alla colonna portante, nonché minimizzando la distanza tra il braccio e la punta dell’utensile e scegliendo un utensile corto (compatibilmente con la lavorazione da effettuare), un mandrino pure corto e utilizzando abbondante lubrificazione (olio). Il pezzo da lavorare deve essere fissato saldamente usando distanziatori di metallo e forando in prossimità degli stessi. In caso di foro passante, per non spezzare la punta mentre fora a causa di giochi e controspinte, va interrotto l’avanzamento per un breve momento prima che l’utensile trapassi il pezzo.

Le punte Elli Zerboni da scegliere per eseguire i fori sugli acciai antiusura possono essere le più comuni punte in HSS Co in acciaio superrapido al cobalto utilizzate con gli adeguati parametri di taglio, oppure le punte speciali a codolo conico Morse con elica 15° a nucleo rafforzato. Un’ottima soluzione sono poi le punte con placchetta saldobrasata in metallo duro e le varie punte integrali Elli Zerboni in metallo duro con e senza lubrificazione interna.

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Maschiatura

Per quanto riguarda la maschiatura sugli acciai antiusura, sono da preferire i maschi in acciaio da polveri (PM HSS) ricoperti TiCN (carbonitruro di titanio) o TiAlN (nitruro di titanio e alluminio) come, per i fori passanti, il 9423 o il 9425 di Elli Zerboni, quest’ultimo dotato di fori di lubrificazione, così come il 9450 con elica 15°, utilizzabile per i fori ciechi.

È possibile eventualmente anche ricorrere a maschi con quattro eliche in HSS Co in acciaio superrapido al cobalto quale i maschi per ghisa 9130 o 4130 (della linea Quality per le alte prestazioni) che sono dotati di quattro taglienti anche nelle misure minori , cosa che consente a questo tipo di materiale di reggere le elevate coppie di forze richieste, perlomeno per filettare gli acciai relativamente meno impegnativi di questa categoria di materiali altoresistenti (tipo Weldox 1100, Hardox 400-500 e analoghi), magari utilizzando un accorgimento come quello di produrre un foro leggermente superiore alla norma di circa un 3% per poterlo maschiare più agevolmente in tutte quelle applicazioni in cui non risulta importante la resistenza della filettatura.

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Fresatura

Nelle operazioni di fresatura con frese a candela possono essere utilizzate frese in HSS Co se la macchina non è molto rigida, mentre le frese in acciaio da polveri (PM HSS) e ancor più in metallo duro micrograna sono da preferire per l’utilizzo su macchine molto stabili. Se la fresatrice non dispone di elevata potenza è bene utilizzare una fresa di minori dimensioni e con un passo (distanza tra un tagliente e l’altro) elevato. Lavorando a spianare è consigliabile applicare un’ampiezza massima di passata non coincidente con l’intero diametro della fresa ma ridotta del 20-25% (ad esempio, 7,5-8 mm per una fresa di diametro 10 mm).

Analogamente, nel caso in cui la superficie da fresare sia inferiore al diametro della fresa utilizzata, la lavorazione andrebbe eseguita posizionando la fresa non centralmente rispetto al pezzo, ma decentrandola in modo che la superficie sia costantemente sotto il maggior numero di denti tra loro adiacenti.

Fresando i bordi di una lamiera in acciaio antiusura incruditi dal taglio al plasma è consigliabile adottare una profondità di passata di almeno 2 mm per evitare lo strato superficiale più duro. Le frese Elli Zerboni più adatte a questo tipo di lavorazioni su questi materiali sono quelle in metallo duro ricoperte e in particolare le frese della serie BluJet ad alta velocità con ricopertura speciale Blu che è in grado di sopportare temperature sino a 1200° co microdurezza 4500 HV. Queste frese sono in grado di lavorare materiali sino a 70 HRC e sono particolarmente adatte ai materiali ad alta resistenza. In particolare, nelle prove realizzate con questo rivestimento è risultata molto ridotta l’usura del tagliente e la vita-utensile si è allungata del 30% circa.

di Enrico Negro

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