Archives: 17 Maggio 2021

Marchetti Tech partecipa al progetto NEOM

Marchetti Tech partecipa al progetto NEOM

Neom - Marchetti Tech

Marchetti Tech, produttore di vernici ad alta tecnologia per proteggere le superfici dalla corrosione, partecipa al Progetto Neom. La società ha completato il processo di accreditamento come fornitore per il progetto dell’Arabia Saudita, uno sviluppo futuristico per una megalopoli da 500 miliardi.

Il Progetto NEOM per creare una città 33 volte più grande di New York è entrato in una svolta dopo le dichiarazioni del principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohamed bin Salman che ha ufficialmente annunciato di voler realizzare una città “zero automobili, zero strade e zero emissioni di CO2” con un progetto denominato The Line per l’appunto nella futuristica città di NEOM. Un progetto ambizioso ed internazionale, in cui entra ufficialmente come fornitore accreditato anche la Marchetti Tech. L’azienda milanese leader mondiale nella produzione di vernici parteciperà infatti al progetto per realizzare la megalopoli da 500 miliardi di dollari finanziato dallo stato e che è descritto dai sauditi come “il progetto più ambizioso al mondo”. Coprirà un’area di 26.500 chilometri quadrati, vicino al Mar Rosso e al Golfo di Aqaba.

Marchetti Tech

Una città pedonale

La città pedonale avrà servizi come scuole o centri sanitari, oltre a spazi verdi, ma anche trasporti pubblici ad alta velocità e nessuno spostamento dovrebbe durare più di 20 minuti. Utilizzerà tecnologie di intelligenza artificiale e apparecchiature a basse emissioni di carbonio, alimentate al 100% da energia rinnovabile. Il CEO di Marchetti Tech, Joseph Anthony Miceli, ha dichiarato: “Riteniamo di poter dare un grande contributo per sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, incoraggiando l’innovazione e la creatività grazie alla #tecnologia che applichiamo alle nostre vernici”, con il CTO Ing. Tiziano Boccomino che aggiunge: “Stiamo investendo importanti risorse per implementare quelle soluzioni tecnologiche per creare e proteggere le opere avveniristiche della NEOM City. Siamo un’azienda proiettata verso il futuro, pensiamo ai nostri figli, al nostro pianeta alla qualità della vita. Stiamo formando i nostri consulenti per essere in grado di accettare le sfide che il futuro offre”.

In fase di sviluppo a Tabuk

Attualmente in fase di sviluppo a Tabuk, l’angolo nord-ovest dell’Arabia Saudita che interseca l’Egitto e la Giordania, NEOM è un pilastro della Vision 2030 dell’Arabia Saudita e viene costruito con una fondazione che serve nove settori di investimento specializzati: energia, biotecnologia, cibo, mobilità, produzione avanzata, scienze tecnologiche e digitali, turismo, media e intrattenimento; tutti settori strategicamente progettati per attrarre investimenti internazionali, e tutti fanno parte di una grande spinta per diversificare l’economia finora incentrata sul petrolio dell’Arabia Saudita. Una volta completata, sarà una città 33 volte più grande di New York. Sarà una zona indipendente, con proprie normative e norme sociali, creata appositamente per essere al servizio del progresso economico e del benessere dei suoi cittadini, nella speranza di attrarre i migliori talenti del mondo e fare di NEOM un centro commerciale, innovazione e creatività. La prima fase di NEOM dovrebbe essere completata nel 2025

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Source: Attualita
Marchetti Tech partecipa al progetto NEOM

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È nato formalmente il Sabina Circular District

È nato formalmente il Sabina Circular District

Sabina Circular District

Marzotto Venture Accelerator affianca come partner di sviluppo locale il Parco Scientifico e Tecnologico dell’Alto Lazio, il Consorzio per lo Sviluppo industriale della Provincia di Rieti e l’Università della Tuscia nella costituzione del Sabina Circular District. L’iniziativa sarà un modello di ecosistema di innovazione per il rilancio della competitività industriale delle aree interne, coerente con i pilastri del PNRR sui temi della transizione digitale e circolare.

È nato formalmente il Sabina Circular District, promosso e costituito da Marzotto Venture Accelerator e dal Parco Scientifico e Tecnologico dell’Alto Lazio, iniziativa del Consorzio per lo Sviluppo industriale della Provincia di Rieti e dell’Università della Tuscia.

La Società Consortile, partecipata per il 30% del suo capitale sociale dal Parco e per il restante 70% dal Venture Accelerator, gestirà un Hub di innovazione a supporto dei processi di sviluppo economico e di costruzione di una nuova specializzazione “intelligente” del territorio reatino, focalizzata sui temi della transizione ecologica, dell’economia circolare e delle clean tech.

Marzotto Venture Accelerator parteciperà al progetto in qualità di partner strategico per l’organizzazione e l’execution dell’Innovation Hub e porterà in dote il ricco sistema di partnership e collaborazioni già costruito con grandi corporate nazionali e globali, università, PMI innovative, venture capital e operatori finanziari, sui temi di frontiera dello sviluppo sostenibile e “intelligente”.

Il rilancio di Rieti

L’iniziativa è finalizzata a rilanciare in maniera nuova e sfidante gli obiettivi di sviluppo economico di Rieti, il cui territorio è stato riconosciuto area di crisi industriale complessa e che nel 2016 è stato colpito dal sisma, soprattutto nelle aree più interne della sua provincia.

Il Sabina Circular District sarà lo strumento di governo strategico e gestione operativa di un ampio ecosistema di innovazione, alimentato da un qualificato partenariato pubblico e privato, rappresentativo delle istituzioni territoriali, di università e centri di ricerca, degli operatori economici già insediati e di una serie di grandi aziende nazionali e internazionali che hanno adottato modelli di open innovation, impegnati da tempo sui temi della transizione digitale e circolare.

L’Innovation Hub

Cuore delle attività dell’Innovation Hub saranno tutte le fasi del ciclo dell’innovazione aperta come i programmi di alta formazione specialistica, la ricerca e lo sviluppo anche attraverso la realizzazione di infrastrutture dedicate, l’incubazione e l’accelerazione di imprese innovative, progetti pilota di co-innovazione realizzati insieme con partner imprenditoriali e strutture di ricerca leader nella Circular Economy.

Il Sabina Circular District si candida ad accedere ai fondi stanziati per il prossimo triennio – 15 milioni di euro – dalla Legge di Bilancio 2021 per il potenziamento dei centri di ricerca, trasferimento tecnologico e ampliamento dell’offerta formativa universitaria nei territori delle quattro regioni interessate dagli eventi sismici del 2016, ma anche delle più consistenti provviste finanziarie previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dalla nuova programmazione 2021-2027 dei fondi europei.

Un primo concreto sviluppo

Un primo concreto sviluppo dell’iniziativa è legato all’attuazione della Call for Projects “Circular4Recovery”, promossa nei mesi scorsi da Marzotto Venture Accelerator insieme con l’Università Campus Bio-Medico di Roma e prestigiosi partner industriali, come Enel, Acea, Maire Tecnimont, Bonifiche Ferraresi, IBM, Cisco, Ferrovie dello Stato.

La Call, finalizzata alla selezione di progetti e soluzioni tecnologiche innovative in cinque ambiti caratteristici dell’economia circolare (bioeconomia e smart agriculture, energia, risorse idriche, rifiuti, città e territori circolari), prevede la selezione tra gli oltre 200 pervenuti di 10 progetti imprenditoriali, dei quali Sabina Circular District favorirà lo stabile insediamento nel nascente distretto reatino dell’economia circolare.

L’Energy Community Industriale

Tra i primi progetti in partenza nell’ambito del Sabina Circular District quello della prima Energy Community Industriale,  la cui prevista realizzazione, nel medio termine, rappresenta parte di un ambizioso programma integrato di ricerca, sviluppo e co-innovazione finalizzato alla riconversione sostenibile e circolare, al potenziamento infrastrutturale e al miglioramento dell’offerta localizzativa nelle aree industriali gestite dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti.

L’iniziativa mira a coinvolgere università, centri di ricerca, grandi aziende e start-up innovative nella costruzione e sperimentazione di un modello replicabile e scalabile di area industriale sostenibile e circolare, in grado di favorire una gestione più efficiente di energia, risorse idriche e materiali, attraverso la costruzione di comunità energetiche e sistemi strutturati di relazioni tra le imprese per la valorizzazione e lo scambio di sottoprodotti, materie prime seconde e scarti.

Le attività progettuali riguarderanno inizialmente, grazie anche al coinvolgimento di ENEL, la configurazione e dimostrazione nelle aree industriali reatine di modelli tecnologici e di business per l’efficientamento energetico nei condomini industriali, basati sull’integrazione tra infrastrutture energetica, idrica e dei trasporti, la generazione distribuita di energia e la gestione “intelligente” dei flussi energetici nell’ambito di “energy community” di tipo industriale.

L’iniziativa arriva in concomitanza del recente recepimento nazionale delle Direttive comunitarie RED II e IEM del Clean Energy Package che hanno riconosciuto le “energy community” come un nuovo attore del settore energetico e che aprono nuove prospettive in termini di aumento delle rinnovabili, riduzione delle perdite di rete, taglio dei costi della distribuzione, riduzione delle emissioni di CO2 e nuove opportunità occupazionali.

Sabina Circular District è una risposta concreta e ambiziosa alle nuove prospettive di rilancio del territorio reatino, basata su modalità innovative di partenariato pubblico-privato – ha evidenziato Maurizio Cardinale, Amministratore delegato del Parco Scientifico e Tecnologico dell’Alto LazioLe nuove opportunità del Recovery Plan, che attribuisce rilievo centrale ai progetti di sviluppo orientati alla sfida della transizione ecologica, richiedono nuovi strumenti e una forte determinazione rispetto ad obiettivi di sviluppo sostenibile e inclusivo condivisi dalle istituzioni e dagli operatori economici”.

Con questa iniziativaha commentato Nicolò Marzotto, Presidente di Marzotto Venture Acceleratorviene ulteriormente rafforzato il nostro impegno nella costruzione di modelli e percorsi di open innovation sempre più sfidanti. Sabina Circular District è un banco di prova importante per testare concretamente la capacità degli attori istituzionali, economici, finanziari e della ricerca di fare sistema per produrre innovazione, crescita sostenibile e buona occupazione”.

 

 

 

 

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Calcolare lo stress e la deformazione dei materiali in base alle foto

Calcolare lo stress e la deformazione dei materiali in base alle foto

Calcolare lo stress e la deformazione dei materiali in base alle foto

Come calcolare lo stress e la deformazione dei materiali? I ricercatori del MIT hanno ideato uno strumento di apprendimento automatico che presto potrebbe portare a prototipazioni e ispezioni dei materiali più rapide, eliminando la necessità dei complessi calcoli basati sulla fisica e generando stime in tempo reale.

I ricercatori hanno impiegato una tecnica di intelligenza artificiale chiamata Generative Adversarial Neural Network. Hanno addestrato la rete con migliaia di immagini accoppiate: una raffigurante la microstruttura interna di un materiale soggetto a forze meccaniche e l’altra raffigurante lo stress e i valori di deformazione codificati per colore dello stesso materiale. Con questi esempi, la rete calcola in modo iterativo le relazioni tra la geometria del materiale e le sue sollecitazioni risultanti. “Quindi da un’immagine il computer è in grado di prevedere tutte queste forze: le deformazioni, le sollecitazioni e così via – spiega il coautore dello studio Markus Buehler – Questa è davvero una svolta: con il metodo convenzionale, dovremmo codificare le equazioni e chiedere al computer di risolvere le equazioni alle derivate parziali“.

I test sono stati positivi: la rete completamente addestrata ha restituito con successo i valori di stress e deformazione grazie a una serie di immagini ravvicinate della microstruttura di vari materiali compositi morbidi.

Questo approccio avrà un impatto significativo su una varietà di applicazioni ingegneristiche: dai compositi utilizzati nell’industria automobilistica e aeronautica ai biomateriali naturali e ingegnerizzati.

La rete inoltre funziona su computer di livello consumer, dando la possibilità a meccanici e ispettori di diagnosticare i potenziali problemi dei macchinari semplicemente scattando una foto.

Per questa ricerca, il team ha lavorato principalmente con materiali compositi che includevano componenti morbidi e fragili in una varietà di disposizioni geometriche casuali, ma in futuro prevede di usare una gamma più ampia di tipi di materiali.

 

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Source: Stampi
Calcolare lo stress e la deformazione dei materiali in base alle foto

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