L’industria automotive indiana chiede nuovi subfornitori

Le restrizioni delle forniture dalla Cina causate dalla diffusione del coronavirus hanno cominciato a influenzare negativamente l’industria automobilistica indiana. Questo scenario apre interessanti opportunità per la subfornitura italiana.

La Cina rappresenta il 27% delle importazioni dei componenti automobilistici indiani e in questi anni 2020-2021 la richiesta di veicoli nel paese è proiettata verso una riduzione dell’8,3%. Esperti di dinamiche di mercato sostengono che il Covid-19 avrà un impatto piuttosto serio sull’industria automobilistica indiana e anche su quelle della forgiatura e dei componenti automobilistici. Comparto quest’ultimo che aveva già subito una riduzione del ritmo di produzione per via delle condizioni di mercato imposte dal passaggio alle normative sulle emissioni BS-VI introdotte ad aprile 2020. Al momento, gli OEM hanno ridotto il loro piani di produzione a causa del mancato ricevimento di componenti. Il problema è ulteriormente aggravato dalla sospensione di spedizioni via mare da parte del governo cinese, fino a ulteriore notifica, mentre sono permesse solo spedizioni via aerea che non sono adatte per industrie di forgiatura e componenti auto, pertanto gli OEM indiani non sono in grado di pianificare produzioni che vadano oltre l’inventario a loro disponibile.

Ad aggiungere problemi a una situazione già abbastanza complessa, ci si mettono anche le linee guida che devono essere seguite per la decontaminazione dei prodotti, che non sono state notificate, pertanto non è possibile per gli importatori indiani sdoganare le spedizioni che hanno già raggiunto le coste del paese per tempo.

Lo scenario appena disegnato apre interessanti opportunità per la subfornitura italiana che vanta esperienza e qualità di alto livello nella realizzazione di componenti automotive. Per entrare nel mercato indiano sono importanti le relazioni e i passi da fare. Per questo è fondamentale appoggiarsi a enti specializzati in grado di affiancare le imprese e consigliarle nelle azioni da intraprendere per avere successo e instaurare corrette relazioni di business.

Conoscere il mercato per non sbagliare le mosse

L’industria componentistica indiana ha raggiunto la capacità di produrre l’intera gamma di componenti automobilistici, come parti del motore, gruppi di trasmissione, sospensioni e freni, componentistica elettrica e sezioni di carrozzeria e telaio. L’industria dei componenti automobilistici si rivolge a tre grandi categorie di mercato:
• produttori di apparecchiature originali (OEM) destinate ai costruttori di veicoli;
aftermarket o mercato dei ricambi di sostituzione;
• mercato delle esportazioni.

C’è una particolarità che riguarda l’industria indiana dei componenti automobilistici. Si tratta di un mercato che può essere suddiviso in due segmenti: organizzati e non organizzati. Tra i circa 6.000 operatori presenti sul mercato indiano, solo 650 costituiscono il settore organizzato e contribuiscono per oltre il 77 % della produzione totale del paese di componenti auto. Gli operatori organizzati sono aziende dei livelli Tier I e Tier II, mentre gli operatori non organizzati sono principalmente costruttori di componenti dei livelli Tier III e Tier IV od operatori nel mercato delle sostituzioni.

 

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Source: Stampi
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