Fatturato industriale italiano in affanno. L’Istat sospende l’informativa

Fatturato industriale italiano tra luci e ombre. Pesa la crisi pandemica, soprattutto per i comparti dell’energia e del tessile. Resiste la manifattura.

Si contrae ancora del 2%, al netto dei fattori stagionali, il fatturato dell’industria italiana dello scorso novembre rispetto al mese precedente. Resiste la media su base trimestrale rispetto al periodo luglio-agosto, che cresce del 3,8%. Lo rileva l’Istat nel suo ultimo report sugli ordini delle attività produttive, comunicando anche che dal 23 marzo, con i dati relativi a gennaio 2021, verrà sospesa l’informativa per dare seguito a una razionalizzazione statistica e per contenere l’onere sui rispondenti.

Anche per quanto riguarda gli ordinativi destagionalizzati viene registrato un calo mensile e un incremento trimestrale. Nello specifico, la riduzione rispetto a ottobre si attesta all’1,3%, mentre l’incremento della media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti è pari al 5,1%.

La dinamica congiunturale del fatturato segna una riduzione del 2,5% per il mercato interno e una flessione meno marcata dell’1% per quello estero. Per gli ordinativi, invece, la diminuzione è sintesi di un ridimensionamento delle commesse provenienti dal mercato interno (-3,8%) e di una crescita di quelle provenienti dall’estero (+2,5%).

Con riferimento agli indici destagionalizzati dei principali raggruppamenti di industrie, a novembre solo i beni intermedi riportano un aumento congiunturale dello 0,8%; i beni strumentali e i beni di consumo vedono un calo di entità pressochè analogo (-2,5% i primi e -2,6% i secondi); l’energia continua a perdere in maniera significativa (-14,2%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di novembre 2019), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,6%, con riduzioni di ampiezza simili per i due mercati: -4,5% l’interno e -4,9% l’estero.

Manifattura resiliente

La crescita tendenziale più interessante viene individuata nei comparti manifatturiero (+4,8%) e metallurgico (+4,5%). Ancora male l’industria tessile e dell’abbigliamento e il settore della raffinazione del petrolio, che continuano a segnare le peggiori performance (rispettivamente -21,7% e -39,2%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi aumenta del 5,3%, con valori positivi su entrambi i mercati (+3,4% quello interno e +7,9% quello estero). Il maggior balzo tendenziale si registra nel settore dei computer e dell’elettronica (+38,5%) e nei mezzi di trasporto (+22,6%). Tra i peggiori i macchinari e le attrezzature (-5,3%) e l’industria tessile e dell’abbigliamento (-13,1%).

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Source: Stampi
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