Archives: 2 Novembre 2020

Nuova linea di cilindri compatti guidati serie Multifix

Nuova linea di cilindri compatti guidati serie Multifix

Nuova linea di cilindri compatti guidati serie Multifix

Metal Work Spa, azienda italiana produttrice di componenti per l’automazione elettrica e pneumatica, ha recentemente lanciato sul mercato la nuova linea di cilindri compatti guidati Serie Multifix.

I Multifix nascono dalla lunga esperienza di Metal Work nella progettazione e realizzazione di cilindri guidati e slitte pneumatiche proposte in varie taglie e configurazioni. In particolare, in questo caso si tratta di cilindri compatti costituiti da un unico corpo centrale dove sono alloggiati il pistone con il relativo stelo e, ai suoi fianchi, due colonne guidate da pattini.

Nuova linea di cilindri compatti guidati Serie Multifix: le caratteristiche

Il fissaggio del corpo al supporto può essere fatto con quattro modalità diverse: utilizzando i 4 fori filettati presenti sulla faccia principale; con viti passanti attraverso il corpo; con viti mordenti nei filetti presenti nella faccia posteriore; inserendo tasselli nelle cave a T presenti su di un lato.

Le alimentazioni pneumatiche sono presenti sia sulla faccia maggiore che sulla faccia più stretta del corpo. Il cilindro viene fornito con due dei quattro attacchi chiusi mediante tappi filettati dotati di guarnizione di tenuta in modo che l’utilizzatore possa scegliere quali alimentazioni utilizzare.

Tutti i cilindri Multifix sono dotati di magnete per sensori. Su ognuna delle due facce principali del corpo sono ricavate due cave a T per alloggiare i sensori. Le due doppie cave consentono di inserire i sensori sul lato più accessibile e visibile.

Vi sono due sistemi alternativi di guida delle colonne: con bussole di bronzo sinterizzato, accoppiate con colonne in acciaio al carbonio cromato e rettificato, oppure con bussole a ricircolo di sfere, accoppiate con steli in acciaio temprato, cromato e rettificato. La versione con bussole a sfere è da preferire nel caso di velocità e ciclica elevate o di esigenza di giochi ridotti; la versione con bussole in bronzo è da preferire nel caso di velocità medie o basse ed è più economica. Nel caso di corse corte c’è una sola bussola per ogni colonna, per ridurre gli ingombri al minimo. Per corse più lunghe vengono inserite due bussole per colonna e per corse superiori ai 250 mm le bussole vengono tra loro distanziate per aumentare la lunghezza di guida.

Anche per quanto riguarda l’arresto a finecorsa sono disponibili due varianti: la versione silenziata, che sfrutta elementi in elastomero fissati al pistone, e la versione con ammortizzo pneumatico, con spilli regolabili per graduare la frenata. La versione con ammortizzo pneumatico è consigliata quando l’energia da assorbire è più elevata, quindi se la velocità e la massa applicata sono più alte. La versione silenziata va bene nel caso di velocità basse e/o masse piccole. In ogni caso non vi sono benefici ad utilizzare l’ammortizzo pneumatico con corse inferiori ai 25 mm.

I corpi sono realizzati partendo da un profilo estruso in alluminio anodizzato che permette di costruire cilindri con corsa elevata, sino a 400 mm a catalogo ma anche corse maggiori su richiesta, dato che la sede del pistone ed i fori di passaggio per le colonne sono già realizzati nell’estruso.

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Source: Stampi
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Un nanorivestimento antiriflesso ispirato agli occhi dei moscerini

Un nanorivestimento antiriflesso ispirato agli occhi dei moscerini

Un nanorivestimento antiriflesso ispirato agli occhi dei moscerini

Una recente ricerca ha realizzato un nanorivestimento antiriflesso ispirato agli occhi dei moscerini, i quali possiedono proprietà antiriflesso e antiadesive. Uno studio dell’Università di Ginevra (UNIGE) e dell’Università di Losanna (UNIL), insieme all’ETH di Zurigo (ETHZ) ha elaborato un processo, molto economico e basato su materiali biodegradabili, che riproduce queste proprietà artificialmente su diversi tipi di superficie, rendendo possibili applicazioni in lenti a contatto, impianti medici e tessuti.

Il rivestimento sottile e trasparente che ricopre gli occhi di questi insetti è costituito due ingredienti: retinina e cera corneale. Questi due componenti generano automaticamente una rete regolare di protuberanze svolgendo rispettivamente i ruoli di attivatore e inibitore in un processo di morfogenesi modellato negli anni 50 dal matematico Alan Turing.

Come nasce il nanorivestimento antiriflesso che si ispira agli occhi dei moscerini?

La retinina svolge il ruolo di attivatore: con la sua forma inizialmente destrutturata, assume una struttura globulare al contatto con la cera e inizia a generare il pattern. La cera, invece, svolge il ruolo di inibitore. Il gioco di forza tra i due porta alla nascita del nanorivestimento.

Siamo riusciti a produrre retinina a un costo molto basso usando batteri geneticamente modificati per questo scopo –  spiega Vladimir Katanaev, professore dell’Università di Ginevra – Dopo averli purificati, li abbiamo miscelati con diverse cere commerciali su superfici di vetro e plastica riproducendo molto facilmente un nano-ivestimento che possiamo depositare su quasi tutti i tipi di superficie: legno, carta, metallo e plastica“.

I primi test hanno dimostrato che il rivestimento resiste a 20 ore di lavaggio in acqua. Le proprietà antiadesive potrebbero interessare i produttori di protesi mediche che cercano nuove tecnologie meno costose e totalmente biodegradabili.

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Source: Stampi
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Meno maratone per i dipendenti con gli AMR

Meno maratone per i dipendenti con gli AMR

AMR

Elos Medtech Pinol, intraprendendo un percorso di automazione con i robot mobili (AMR, Autonomous Mobile Robots), è riuscita a ridurre notevolmente i tempi dedicati alla logistica interna da parte dei dipendenti.

Sono numerosi i casi di uso di robot mobili introdotti nel flusso intralogistico degli stabilimenti che hanno portato benefici sotto molti aspetti. Già da qualche anno l’esigenza dell’industria manifatturiera si è spostata verso l’automazione dei processi più semplici, mettendosi rapidamente al passo della transizione verso l’industria smart. Tra le molteplici problematiche tipiche di uno stabilimento produttivo vi è quello della movimentazione interna delle merci. Questo ambito ha sempre rappresentato un collo di bottiglia che come conseguenza ultima va a impattare direttamente sulla rapidità dei processi, dall’approvvigionamento delle materie prime, allo stoccaggio in magazzino dei prodotti finiti. Molte aziende, per la movimentazione dei materiali, si trovano spesso a dover coprire giornalmente e con un’alta frequenza distanze importanti. Per questo motivo molte risorse impiegate dedicano parte del tempo a svolgere questo compito anziché concentrarsi maggiormente sugli aspetti più importanti riguardanti la produzione. Il caso di Elos Medtech Pinol illustra come un’azienda produttrice, intraprendendo un percorso di automazione con AMR (autonomous mobile robots), sia riuscita a ridurre notevolmente i tempi dedicati alla logistica interna da parte dei dipendenti.

Prodotti e componenti per la tecnologia medicale

Elos Medtech Pinol di Gørløse, Danimarca, è uno dei principali partner di sviluppo e produzione in Europa di prodotti e componenti per la tecnologia medicale. Negli ultimi anni, questo settore si è trovato dentro un processo di selezione globale: le crescenti richieste di qualità certificata, documentazione di processo e conformità dei prodotti hanno costretto i clienti a ridurre il numero di fornitori scartando tutti quelli che non sarebbero stati in grado di rispondere ai requisiti. Elos Medtech Pinol è una delle aziende che i clienti hanno selezionato, scelta in gran parte dovuta agli 8-10 anni di ottimizzazione, standardizzazione e automazione mirate. Il concetto di fabbrica automatizzata è un mantra adottato all’interno dell’azienda che ha avuto un forte impatto su tutti i dipendenti. Questo approccio ha previsto ambiziosi investimenti in nuove attrezzature di produzione flessibile e di facile utilizzo della più recente tecnologia di automazione, tra cui un AMR MiR100 di Mobile Industrial Robots (MiR). Per Elos Medtech i vantaggi di automatizzare il trasporto interno delle merci con un robot mobile MiR100 sono stati evidenti. Il personale era solito percorrere in media 7,5 chilometri al giorno a piedi, trasportando le merci tra i vari reparti tramite normali carrelli. Ora il robot mobile MiR100 assicura un flusso dei materiali più veloce e continuo fra magazzino ricambi e produzione, eliminando ritardi e tempi di fermo macchina

Dipendenti sconcertati dalla nuova tecnologia

I cambiamenti repentini generano timore e diffidenza; è il caso dei tecnici della Elos Medtech Pinol, i quali hanno vissuto in prima persona queste sensazioni. “La prima volta che abbiamo visto il nostro AMR è stato divertente, ma anche un po’ strano. Cosa ci fa qui questa cosa? E come farà il lavoro? Ma quando ha iniziato a muoversi nella fabbrica da cima a fondo, ha migliorato e reso più veloce il flusso nella consegna del materiale”. Ha dichiarato Majbritt Breiling, dipendente del controllo qualità di Elos Medtech Pinol. “Prima, tendevamo a organizzare il materiale per il trasporto in grandi quantità, ora abbiamo un flusso costante di consegne” prosegue Majbritt Breiling mettendo in evidenza le differenze fra il prima e il dopo riguardo all’inserimento della movimentazione con robot autonomi. Il robot mobile MiR100 funziona continuamente seguendo un percorso stabilito all’interno dell’azienda. Tanto per dare un’idea delle distanze coperte, il robot registra 1.650 km di percorrenza su base annuale. Inoltre, le ore di funzionamento del robot corrispondono alla metà di quelle di un dipendente a tempo pieno, ore risparmiate che ora possono essere utilizzate diversamente, eseguendo altri compiti. “I membri del personale che normalmente dovevano trasportare le merci per l’ulteriore lavorazione in altri reparti possono ora utilizzare l’AMR MiR100 quando percorre il suo itinerario. In questo modo si evitano tempi di fermo e interruzioni, così che i dipendenti possano concentrarsi meglio sui prodotti nel proprio reparto”, ha affermato Per Hansen, sviluppatore di Elos. L’automazione negli ultimi anni ha avuto un’enorme diffusione in tutto il mondo nel campo medicale, anche in paesi con costi di manodopera inferiori rispetto alla Danimarca. In questo settore è altrettanto importante mantenere condizioni igieniche e talvolta sterili in alcuni specifici reparti e la soluzione dei robot autonomi si adatta al meglio a queste esigenze, garantendo una gestione molto flessibile. L’introduzione di robot autonomi nei propri flussi logistici, rappresenta una sfida per la quale Elos è ora pronta, anche se automatizzare i processi di lavoro in un’azienda che produce più di 3.000 articoli in lotti fino a 100 unità non è sempre facile. Tuttavia i risultati di Elos parlano da soli: il portafoglio ordini è in crescita, i guadagni sono aumentati e la crescita è continua. L’azienda ha quasi dimezzato i tempi medi di evasione degli ordini, richiedendo solo 16 giorni dall’inizio della produzione alla consegna rispetto ai 30 giorni del 2012. Per sfatare la credenza che il robot sostituisce il lavoro dell’uomo, si può aggiungere che Elos è riuscita anche ad evitare il rischio di licenziamento dei dipendenti a causa degli investimenti in automazione, con una crescita gestibile del personale da 116 a 145 dipendenti in due anni. Insieme all’automazione per migliorare la produttività, sono stati creati nuovi posti di lavoro nell’ambito dell’assemblaggio manuale altamente specializzato, nella ricerca e sviluppo e nell’amministrazione. “L’automazione è un’area strategica e una quota sempre maggiore del nostro budget di investimento è destinato a questo, non solo ai macchinari. Ogni volta che investiamo in nuove attrezzature, è ormai un requisito base avere una soluzione più automatizzata di quella che abbiamo già. L’obiettivo è quello di ridurre la quantità di lavoro ripetitivo e di rafforzare la garanzia di qualità dei nostri prodotti”, ha affermato il responsabile della Ricerca e Sviluppo di Elos, Henrik Andersen.

Fatti e cifre

Area della fabbrica: 8.000 metri quadrati. Vantaggi ottenuti con il robot mobile MiR100: il dipendente ha ora mezza giornata lavorativa libera per altre mansioni.

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Source: Attualita
Meno maratone per i dipendenti con gli AMR

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