Archives: 30 Ottobre 2020

Helen Blomqvist è il nuovo Presidente di Sandvik Coromant

Helen Blomqvist è il nuovo Presidente di Sandvik Coromant

Sandvik Coromant ha annunciato la nomina di Helen Blomqvist come nuovo Presidente, che succede a Nadine Crauwels.

In qualità di presidente, Helen Blomqvist sarà responsabile di rafforzare la posizione di Sandvik Coromant nella produzione di utensili e soluzioni di lavorazione e di condividere le conoscenze che fanno progredire l’industria manifatturiera. Helen Blomqvist riferirà al nuovo presidente di Sandvik Machining Solutions, Nadine Crauwels, e farà parte del team dirigenziale di Sandvik Machining Solutions. Assumerà il nuovo incarico il 1° dicembre 2020.

Blomqvist ha un solido background con Sandvik Coromant ed è entrata in azienda nel 2003 come ingegnere di ricerca. Nel corso di questi 17 anni, ha ricoperto diverse posizioni dirigenziali nell’ambito della Gestione prodotti e della Ricerca e Sviluppo, oltre che nelle vendite, essendo stata direttore generale dell’area commerciale del Nord Europa. È titolare di due brevetti e nel 2018 è stata premiata come “Leader dell’anno” di Sandvik Coromant.

Helen Blomqvist è di nazionalità svedese e ha conseguito un dottorato di ricerca in chimica strutturale presso l’Università di Stoccolma.

Sono lieta e onorata di avere l’opportunità di guidare Sandvik Coromant, un’azienda con una posizione straordinaria in termini di prodotti e soluzioni ad alto valore aggiunto per i nostri clienti. Non vedo l’ora di lavorare con il team dirigenziale, i dipendenti e i partner di Sandvik Coromant per continuare a sviluppare la nostra offerta, la nostra forza innovativa e per implementare la nostra strategia volta a far progredire il settore e a plasmare il futuro dell’industria manifatturiera. Il mio obiettivo sarà quello di rafforzare il nostro ruolo di leader di mercato”, ha concluso Blomqvist.

L’articolo Helen Blomqvist è il nuovo Presidente di Sandvik Coromant sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Helen Blomqvist è il nuovo Presidente di Sandvik Coromant

Condividi:

Prendere decisioni: come agevolare il processo?

Prendere decisioni: come agevolare il processo?

Prendere decisioni

Prendere decisioni non è sempre facile, in alcune circostanze, addirittura, non si hanno tutti gli elementi a disposizione per farlo e alle volte nemmeno il tempo necessario per analizzare le variabili che in un dato istante si presentano dinnanzi a noi. Per un imprenditore il compito diventa tanto più arduo quando deve imprimere alla sua azienda e ai suoi collaboratori una linea da seguire che spesso si ripercuoterà nel tempo e avrà impatti importanti sull’organizzazione.

Come si possono prendere decisioni in modo efficace e tempi brevi?

I metodi da adottare sono molteplici: nel caso di problemi complessi risulta utile segmentare la questione in semplici processi più semplici da gestire. Tecniche come decision making e problem solving aiutano a semplificare le decisioni su singoli problemi e gli alberi decisionali aiutano a rappresentare graficamente i problemi e le possibili soluzioni.

Per scoprire dettagli sui vari strumenti da utilizzare richiedi l’articolo completo

L’articolo Prendere decisioni: come agevolare il processo? sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Prendere decisioni: come agevolare il processo?

Condividi:

Le vibrazioni non piacciono… a nessuno

Le vibrazioni non piacciono… a nessuno

Le vibrazioni, oltre a essere dannose per le lavorazioni, lo sono anche per l’uomo, la cui salute deve essere tutelata.

A parte alcuni casi in medicina, in linea di massima le vibrazioni sono considerate una disgrazia, un malanno da cui ci si deve difendere.

In una lavorazione per asportazione di truciolo, la presenza di vibrazioni genera scarsa qualità del manufatto e danni sulla macchina utensile, potenzialmente anche molto seri, oltre a ridurre la durata dell’utensile e di tutte le attrezzature coinvolte.

Purtroppo, come è noto, il moto relativo di corpi a contatto genera sempre uno stato vibratorio che però, con opportuni sistemi può essere contenuto, se non addirittura annullato. Quindi, per quanto riguarda il pezzo e i sistemi per produrlo, nessun problema: il mercato offre soluzioni per l’abbattimento. Ma cosa succede all’uomo?

L’esposizione dell’uomo alle vibrazioni è aumentata progressivamente con lo sviluppo della meccanizzazione industriale ed agricola e con l’impiego crescente dei mezzi di trasporto, e la Normativa, già negli anni ’50, con l’articolo 24 del DPR 303/56 “Rumori e scuotimenti” ammoniva: “Nelle lavorazioni che producono scuotimenti, vibrazioni o rumori dannosi ai lavoratori, devono adottarsi i provvedimenti consigliati dalla tecnica per diminuirne l’intensità”. Tale DPR è tuttora valido e alla base delle vigenti normative, tanto che in “specifiche disposizioni miranti a escludere o a ridurre l’esposizione“, viene prescritto che “Tenendo conto del progresso tecnico e della disponibilità di misure per controllare il rischio alla fonte, i rischi derivanti dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche siano eliminati alla fonte o ridotti al minimo“.

Dunque, è noto che l’esposizione umana a vibrazioni meccaniche può rappresentare un fattore di rischio rilevante per i lavoratori esposti e quindi oggetto di valutazione da parte del legislatore, anche in ottemperanza alle direttive CE.

Le vibrazioni coinvolgono l’uomo

Nelle diverse attività lavorative l’uomo può fondamentalmente andare incontro a due tipi di vibrazioni: le WBV (Whole Body Vibration), che coinvolgono il corpo intero, e le HAV (Hand-Arm Vibration), che interessano solo una parte del corpo, in particolare, nel caso delle lavorazioni meccaniche, il sistema mano-braccio.

Dato il rischio connesso all’esposizioni a vibrazioni, a livello mondiale sono stati condotti studi epidemiologici e sperimentali che hanno dimostrato la relazione fra esposizione a vibrazioni e lesioni e/o disturbi, anche importanti, a carico di colonna vertebrale e arti superiori.

In particolare, ad oggi sono stati verificati e documentati rischi WBV, che riguardano gli addetti a qualsiasi macchinario industriale vibrante che trasmetta vibrazioni al corpo intero, per esempio attraverso il terreno, collegati a lombalgie e traumi del rachide. Altre situazioni patologiche sembrano avere una relazione con le vibrazioni, ma la documentazione disponibile non ne attesta chiaramente la responsabilità, quindi esiste solo una attenzione generale.

I rischi HAV sono riscontrabili negli addetti a quelle lavorazioni che prevedono l’impugnatura di utensili vibranti, e/o manufatti impugnati e lavorati su macchina fissa, quindi oggetto di vibrazioni e urti, e possono portare a disturbi vascolari, osteoarticolari neurologici o muscolari. Queste lesioni sono generalmente catalogate col termine abbastanza generico di sindrome da vibrazioni mano-braccio. Sembra che l’insorgenza di artrosi dei polsi e dei gomiti nei lavoratori di alcuni settori dell’industria metalmeccanica e metallurgica possa essere ricondotta alla presenza di vibrazioni di bassa frequenza e elevata ampiezza.

Il legislatore ha fissato due criteri e i relativi indicatori, il limite di esposizione e i valori di azione, dove il limite di esposizione permette la valutazione del livello di rischio, rappresentando quindi il valore limite giornaliero di esposizione, affinché l’addetto operi in sicurezza.

 

L’articolo Le vibrazioni non piacciono… a nessuno sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Le vibrazioni non piacciono… a nessuno

Condividi:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi