Archives: 3 Agosto 2020

La pneumatica per la movimentazione in sicurezza

La pneumatica per la movimentazione in sicurezza

Il panorama che si presenta è ricco di soluzioni tecnologiche e proposte tradizionali o innovative, anche dal punto di vista di un livello di automazione che può essere molto diverso: si possono avere soluzioni di movimentazione completamente manuali come operazioni del tutto automatizzate.

La movimentazione di beni come valore aggiunto

Settore fondamentale del lavoro e della realtà manifatturiera, in cui la necessità di sicurezza personale è centrale, è la movimentazione di beni in una realtà industriale che non può rinunciare all’interazione tra le persone e che deve preservare la salute degli operatori.

La movimentazione rappresenta un tema centrale in imprese e reti di imprese per una risposta globale alle necessità di mercato e, dunque, alla redditività.

Tra le soluzioni manuali e automatizzate, vi sono proposte intermedie per grado di automazione: le svariate soluzioni prevedono contaminazioni di automazione, robotica, movimentazione manuale e complesse combinazioni di esse, progettate in funzione delle necessità specifiche, anche contingenti.

Automazione e robotica si rivolgono ai settori del magazzino e della intralogistiga, offrendo soluzioni di grande vantaggio e innovazione produttiva, rispetto a schemi industriali ormai datati. Le soluzioni di movimentazione robotizzata, per lo più di tipo articolato od antropomorfo e cartesiano, rappresentano praticamente la principale proposta di movimentazione per materiali e componenti, anche se soluzioni di tipo S.C.A.R.A. sono in grado di offrire prestazioni di rapidità e tempi ciclo davvero attraenti per una produzione di alti numeri e ad alta efficienza; questo grazie alla grande capacità dei robot S.C.A.R.A. di sviluppare cicli ad alta accelerazione, realizzabili e convenienti nella produzione di componenti di massa ad alto valore aggiunto.

 

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Il mondo ATEX, questo sconosciuto. Ma non per ATAM

Il mondo ATEX, questo sconosciuto. Ma non per ATAM

Gli ambienti ATEX, in presenza cioè di atmosfere potenzialmente esplosive, sono più numerosi di quanto si possa pensare…

Al di là del mondo petrolifero e delle miniere, sono tanti i contesti che necessitano di un approccio ATEX, in quanto presenti gas e polveri che possono creare atmosfere esplosive, che possono verificarsi in presenza di una sorgente di accensione (ad esempio, superfici calde, materiale elettrico, cariche elettrostatiche, scintille meccaniche…). In pratica, possiamo affermare che il 70% circa degli ambienti industriali ha problematiche di questo tipo. Basti pensare ad esempio all’agroalimentare, al tessile, al metalmeccanico, all’industria del legno o a tutti gli ambienti che utilizzano gas in pressione. E l’elenco è ancora molto lungo.

Il percorso di ATAM

ATAM, già da diversi anni, ha intrapreso un cammino per affrontare con sempre maggiore competenza il mondo ATEX, partendo proprio dal suo stabilimento produttivo di Agrate Brianza dove sono state identificate le diverse aree che potessero avere problematiche di questo tipo, mettendole in sicurezza. Parallelamente, il suo team di R&S ha iniziato a lavorare su bobine per elettrovalvole che soddisfacessero le norme di riferimento, sempre in continua evoluzione, convinta che la potenzialità dei prodotti ATEX dovesse e debba essere ancora espressa. Ma lo sforzo non si è limitato all’azienda e ai prodotti. ATAM è divenuta un’esperta dei vari ambienti operativi dei clienti con presenza di atmosfere potenzialmente esplosive per conoscere appieno dove le bobine e le valvole si troveranno a operare, potendo così offrire una consulenza a 360° per garantire al gruppo bobina-elettrovalvola performance funzionali e di sicurezza difficilmente eguagliabili.

Le famiglie di prodotto disponibili

Lo studio del mondo ATEX ha portato oggi l’attività a proporre al mercato diverse famiglie di prodotto – certificate da enti esterni riconosciuti a livello internazionale – per le applicazioni più diffuse, sia della pneumatica sia dell’oleodinamica, coprendo le varie categorie di rischio. Riguardo alle bobine per la pneumatica, per le applicazioni più severe, troviamo la bobina incapsulata 257. Certificata ATEX 2014/34/UE e secondo lo schema IECEx per gas (Zona 1) e polveri (Zona 21), è approvata anche per applicazioni in miniera (gruppo I, categoria M2). Si distingue per un alloggiamento omologato UL sviluppato per migliorare la protezione offerta ai componenti interni e comprende un termo-fusibile di precisione posto in diretto contatto con la superficie esterna di incapsulamento della bobina. I materiali di incapsulamento sono stati oggetto di importanti ricerche sul profilo della resistenza alla fiamma tanto da soddisfare i requisiti di tutti e tre i Glow Wire Test, mentre le applicazioni domestiche sono garantite dai requisiti ISO EN 60335-1. Sempre per la pneumatica, per le applicazioni per Zona 2 e Zona 22 (livello di protezione nomale), troviamo le bobine serie 204, 394 e 209, che nascono come prodotti “normali”, successivamente adattati, aumentandone la sicurezza per soddisfare i requisiti delle norme ATEX, in quanto non scintillanti. Sono fornite con connessione DIN senza cavo e ideali per applicazioni fino alla Categoria 3 GD, sempre secondo la Direttiva ATEX 2014/34/EU.

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Per l’oleodinamica

Per le applicazioni più severe dell’oleodinamica, troviamo invece la bobina 455 con custodia a prova di esplosione Ex-d, certificata ATEX e IECEx per gas (Zona 1), polveri (Zona 21) e miniera (categoria M2). Il solenoide 455 presenta caratteristiche tecniche che lo rendono infatti completamente sicuro in tutti quegli impieghi in atmosfera potenzialmente esplosiva sopracitati. La bobina 455 si distingue per un corpo microfuso in acciaio a basso tenore di carbonio rivestito, come le sue flange, con un trattamento di zinco-nichel che ne migliora la resistenza all’ossidazione. È fornita inoltre senza cavo e pressacavo. La bobina può essere alimentata, a seconda delle esigenze del cliente, con tensione compresa tra 6 e 240V, sia in corrente continua che alternata, e può operare con una pressione di esercizio pari a 350 bar dinamici e in un ampio range di temperatura ambiente compreso tra -60°C e +80°C, con classi di temperatura T4, T5 e T6. Per un’applicazione molto diffusa in oleodinamica, l’offerta si basa su una bobina incapsulata, la 481. Unica nel suo genere, rappresenta la prima bobina incapsulata Ex-m con armatura esterna (e non con custodia a prova di esplosione) per ambienti ATEX, con classe di temperatura T3, in grado di garantire un’applicazione in Zona 1 (gas), Zona 21 (polveri) e miniere (categoria M2) senza la necessità di essere pesantemente depotenziata, come avviene invece per le bobine con custodia a prova di esplosione, per garantire le classi di temperatura T5 e T6 (basse temperature superficiali). La caratteristica di non dover essere depotenziata garantisce ai produttori di elettrovalvole di poter continuare ad utilizzare prodotti standard in ambienti potenzialmente esplosivi non dovendo così realizzare nuovi corpi valvola, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia, e con un’apprezzabile riduzione dei costi. La bobina è incapsulata in un’armatura magnetica esterna e presenta corpo e flange rivestite da un trattamento anticorrosione in zinco-nichel resistente in nebbia salina fino a 240h per ruggine bianca e fino a 720h in ruggine rossa; ha un grado di protezione IP65/IP69K secondo la norma IEC-EN 60529 e può essere alimentata con tensioni comprese tra 6 e 240V, sia in corrente continua sia alternata. È realizzata con diametro interno di 22 mm, diametro esterno di 45 mm e un’altezza di 54,5 mm, dimensioni che rappresentano lo standard più diffuso in oleodinamica. Oltre alle bobine per il mondo ATEX, l’offerta si compone di una gamma variegata di prodotti off-the shelf destinati a svariate applicazioni.

La società si distingue però per i suoi prodotti custom made, che rappresentano oggi il 70% di tutta la sua produzione, concepiti ex novo o adattati alle specifiche esigenze del cliente partendo da prodotti standard.

Apparecchi in atmosfera potenzialmente esplosiva (ATEX)

Bobina 481 incapsulata.

Le atmosfere potenzialmente esplosive (ATEX) si verificano quando una miscela di aria, gas, vapori, nebbie o polveri presentano rischio di innesco di esplosione in determinate condizioni, la Direttiva 2014/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, armonizza le legislazioni degli stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione utilizzati in tale ambito, con norme comuni in tutta l’Eurozona per la loro vendita e la messa in servizio di apparecchi in ambiente potenzialmente esplosivo.

di Federico Antonelli

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Un rivestimento che repelle ogni tipo di liquido

Un rivestimento che repelle ogni tipo di liquido

Un rivestimento che repelle liquidi

Un rivestimento che repelle ogni tipo di liquido e che renderà più facile e rapida la pulizia dei dispositivi di protezione individuale degli operatori sanitari impegnati nell’emergenza da Covid-19. Lo ha prodotto il team del Laboratorio di ricerca e applicazioni di ingegneria dei polimeri di Okanagan (OPERA), in Canada.

Le superfici che possono respingere una vasta gamma di liquidi sono chiamate onnifobiche. Gli scienziati hanno creato una soluzione spray che può rendere omnifobica qualsiasi superficie: metalli, carta, ceramica e persino materie plastiche, come le visiere facciali.

Questa tecnologia ha numerose applicazioni, ma al momento ci stiamo concentrando sulla fornitura di una soluzione che mantenga la sicurezza di medici e infermieri. Il rivestimento infatti impedisce alle goccioline o ai microbi di aderire allo schermo facciale. In questo modo è possibile disinfettare le visiere solo con l’acqua invece di applicare complesse procedure di decontaminazione” Kevin Golovin, ricercatore.

Il rivestimento ha due strati e prevede il posizionamento di uno strato di silice ultra-liscio su una superficie e poi la sua funzionalizzazione con un silicone altamente reattivo che impedisce efficacemente a tutti i tipi di liquidi di aderire alla superficie.

Non solo liquidi… il rivestimento repelle quasi tutte le sostanze da una superficie

Il rivestimento mantiene le sue qualità di resistenza anche in presenza di esposizioni complesse come la luce UV, acidi e alte temperature. Inoltre se viene danneggiato, può essere facilmente e ripetutamente riparato, recuperando completamente le proprietà onnifobiche dello stato iniziale.
Il laboratorio ha recentemente ricevuto finanziamenti Covid-19 dal Natural Sciences and Engineering Research Council (NSERC) per ottimizzare il rivestimento delle visiere facciali degli operatori sanitari.

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