Archives: 31 Luglio 2020

Completati i robot per il nuovo ponte di Genova

Completati i robot per il nuovo ponte di Genova

Nuovo ponte di Genova

L’Istituto Italiano di Tecnologia e il Gruppo Camozzi hanno ideato e realizzato un sistema robotico unico al mondo per contribuire alla sicurezza del Nuovo Ponte di Genova. Il sistema robotico verificherà mediante telecamere e sensori lo stato di integrità dell’infrastruttura e, tramite rielaborazione dei dati attraverso algoritmi, permetterà al gestore di intervenire con eventuali azioni di manutenzione in via preventiva.

 La costruzione e l’assemblaggio dei robot, unici al mondo, che contribuiranno a rendere sicuro il Ponte Genova San Giorgio è terminata. I dispositivi, progettati dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e realizzati dal Gruppo Camozzi, su commissione dell’ATI costituita fra Seastema spa e Cetena spa (Gruppo Fincantieri), contribuiranno alla sicurezza del nuovo Ponte di Genova mediante telecamere e sensori, eseguendo in maniera automatica un monitoraggio periodico dell’infrastruttura. I 4 robot – 2 Robot-Inspection e 2 Robot-Wash – saranno operativi il prossimo autunno non appena gli impianti di servizio del sistema saranno completati. Il sistema robotico si basa sull’installazione ai lati del ponte dei 4 robot: 2 che si occuperanno della ispezione della superficie inferiore dell’impalcato e dell’elaborazione dei dati per la determinazione di eventuali anomalie (Robot-Inspection) e 2 che puliranno le barriere antivento ed i pannelli solari (Robot-Wash). Questo sistema robotico di ispezione è il primo al mondo automatico e fornisce un modello replicabile a livello globale volto a aumentare la sicurezza non solo di questo tipo di infrastrutture, ma anche di qualsiasi opera civile che possa richiedere un monitoraggio automatico.

Quattro robot in fibra di carbonio

I 4 robot sono formati da strutture in fibra di carbonio, attuatori e da componenti elettronici. In particolare le travi in pezzi unici che permetteranno l’ispezione dell’impalcato sono state realizzate trasferendo tecnologie tipiche dei settori aerospaziale e aeronautico e costruite tramite stampi in 3D utilizzando la tecnologia della più grande stampante 3D al mondo realizzata dal Gruppo Camozzi, la macchina Masterprint. I robot scorreranno sulle rotaie esterne del Ponte dove permetteranno di verificare lo stato di integrità dell’infrastruttura inviando le immagini e i dati acquisiti a un centro di controllo, realizzando così un database digitale che grazie ad efficaci algoritmi di analisi e predizione darà modo al gestore di intervenire con eventuali azioni di manutenzione in via preventiva. I robot, ideati grazie al know-how nel campo della robotica industriale di IIT, sono stati realizzati grazie alla decennale esperienza del Gruppo Camozzi nelle tecnologie produttive e nella realizzazione di macchinari sofisticati impiegati nel settore aeronautico e aerospaziale. Solo grazie alla sinergia delle diverse realtà si è riusciti a realizzare un sistema robotico che è caratterizzato da un peso ridotto, un’elevata rigidità strutturale per sostenere la sensoristica, una bassa resistenza al vento e una buona qualità estetica. I robot sono comandati dalla control room tramite rete wi-fi. Sono alimentati da batterie e sui lati del Ponte sono predisposte stazioni di ricarica distanziate ogni 200 metri. Inoltre, i robot, in caso di condizioni ambientali avverse, grazie agli anemometri ed accelerometri di cui sono dotati, possono fermare le operazioni e raggiungere in sicurezza le proprie stazioni di ricarica.

Meccatronica cognitiva

Il sistema combina i punti di forza dell’automazione dei moderni meccanismi meccatronici, ambito in cui Camozzi vanta una notevole esperienza (abbinata in particolare all’automazione industriale) con l’autonomia dei sistemi cognitivi. In sostanza, un sistema di ispezione che utilizza la “meccatronica cognitiva” completamente autonoma, che grazie ai quattro robot opererà in aggiunta alle attività di controllo e manutenzione  già previste dalla legge. Inoltre grazie alla sua versatilità hardware e software il sistema potrà essere implementato in futuro con nuove tecnologie in modo tale da essere sempre all’avanguardia.

I robot

Il sistema di controllo consta di due Robot Inspection e due Robot Wash che si muovono sulle parti esterne ed inferiori del Ponte. Robot-Inspection pesa oltre 2200kg ed è dotato di ben 82 ruote per la movimentazione dei due assi ed è largo oltre 7 metri. È dotato di un braccio retrattile per l’ispezione, costituito da una parte fissa ed una mobile entrambe in fibra di carbonio, che arriva circa a 17 metri di lunghezza totale in modo che possa raggiungere dal bordo del ponte il centro dell’impalcato. Il monitoraggio esterno dell’impalcato viene effettuato proprio tramite questo braccio in fibra di carbonio che è in grado di scorrere per tutta lunghezza del ponte ritraendosi in prossimità dei Piloni; sullo stesso sono installate fotocamere ad alta risoluzione e sensori di misurazione delle condizioni delle superfici: dal deterioramento delle vernici, agli elementi di corrosione e allo stato delle saldature. Le telecamere trasmettono in tempo reale le immagini di tutta l’infrastruttura. Grazie ai modelli computazionali, si effettueranno le verifiche sui dati raccolti segnalando rilievi e anomalie. Robot-Wash pesa circa 2000kg ed ha 56 ruote per distribuire il carico sul bordo ponte; è alto oltre 3.5 metri, lungo quasi 8 metri ed è diviso in due parti: uno per la pulizia ed uno per la ricarica. Robot Wash effettua la rimozione della polvere ed altri detriti dall’impianto fotovoltaico e dalle barriere antivento in vetro che delimitano le corsie mantendono così l’efficienza e la funzionalità dell’infrastuttura. Una peculiarità del robot è il suo uso sostenibile della risorsa idrica. L’acqua utilizzata per i lavaggi delle strutture provengono dalle piogge e da altra acqua di condensazione raccolta sull’infrastruttura stessa. Il Robot-Wash è dotato di sensori che monitorano sia la trasparenza dei vetri delle barriere antivento sia la quantità di acqua presente sulle superfici. Questi due parametri permettono al robot di determinare quando intervenire per pulire queste superfici. In caso di carenza d’acqua data da periodi secchi e con scarsi livelli di umidità, il Robot-Wash è dotato di un dispostivo soffiante per l’eliminazione del particolato che contribuisce al mantenimento dell’efficienza dell’infrastruttura in attesa della giusta quantità d’acqua meteorica per un lavaggio più completo. I due robot percorrono tramite binari e ruote motrici il bordo del ponte per tutta la lunghezza del viadotto di ca. 1100 metri, con regolarità e in funzione delle condizioni atmosferiche.

 

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Source: Attualita
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Intelligenza artificiale: Antares Visione investe in Neurala

Intelligenza artificiale: Antares Visione investe in Neurala

Neurala

Antares Vision rende noto l’investimento in Neurala, startup innovativa nell’intelligenza artificiale applicata alla tecnologia di visione per l’ispezione, con sede a Boston. L’investimento di Antares Vision ammonta a $ 290,174.57. Emidio Zorzella, CEO di Antares Vision: “Continuiamo nella nostra mission di proteggere prodotti, brand e persone, e crediamo che l’applicazione dell’intelligenza artificiale offra un grande potenziale sul mercato, soprattutto nei sistemi di ispezione, nelle soluzioni di tracciabilità e nell’ottimizzazione dei processi in ottica predittiva. Il nostro percorso nell’Artificial Intelligence è già iniziato con la partecipazione in Orobix e con questo ingresso in Neurala, continuiamo in questa direzione. Oggi, la più grande sfida a livello di produzione manufatturiera è la gestione di modelli sempre più variabili e personalizzabili, combinata con la necessità di un continuo miglioramento della produttività, con il rispetto di standard sempre più elevati di qualità, e la necessità di ridurre sprechi e costi in chiave sostenibile, attraverso modelli predittivi. L’investimento in Neurala, ci permette di offrire un reale valore aggiunto soprattutto nei sistemi di ispezione: con la Vision AI di Neurala, le tecnologie di ispezione per il controllo qualità nei processi di produzione, possono essere potenziati attraverso l’intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’efficienza attraverso una gestione intelligente, precisa e veloce”.

Le chiare vulnerabilità del manifatturiero

“Mentre il mondo si avvicina a una nuova normalità, le vulnerabilità nel nostro settore manifatturiero sono chiare. L’utilizzo delle macchine, l’aumento dell’automazione, l’efficienza della produzione e il controllo di qualità sono più importanti che mai “, afferma Max Versace, cofondatore e CEO di Neurala. “L’industria 4.0 e l’intelligenza artificiale consentono di aumentare la produttività e mantenere un vantaggio competitivo in questi tempi difficili. Il software Neurala VIA consente alle aziende industriali di fare proprio questo, tenendo a mente i vincoli dei loro ambienti”. Il team di ricerca di Neurala ha creato la tecnologia Lifelong-Deep Neural Network, che riduce i requisiti sui dati per lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale e consente l’apprendimento continuo nel cloud o on premises. L’intelligenza artificiale di Neurala pu  essere addestrata su specifiche categorie di problemi di ispezione solo con immagini di prodotti considerati “accettabili” o “buoni”, a differenza di approcci di deep learning tradizionali che tipicamente necessitano di esempi di prodotti buoni e difettosi. In questo modo il processo di apprendimento risulta più veloce rispetto agli approcci tradizionali, riducendo i tempi, i costi e le competenze richieste per costruire e mantenere soluzioni di intelligenza artificiale personalizzate applicate alle tecnologie di visione nell’ambito della produzione.

I valori distintivi

Attraverso questo investimento, che si aggiunge a quello sulle tecnologie di sviluppo e governance di IA di Orobix, Antares Vision garantisce un valore distintivo per i propri clienti in termini di:

  • Rapida prototipazione (meno dati richiesti per la costruzione di modelli)
  • Miglioramento delle prestazioni nel tempo (poiché vengono acquisiti dati aggiuntivi e rilevati difetti, è possibile migliorare l’accuratezza del sistema)
  • Facilità di utilizzo della piattaforma software (utilizzando l’impostazione di ispezione visiva esistente)
  • Flessibilità della linea di produzione (cambia o modifica facilmente un processo esistente per nuovi prodotti)
  • Possibilità di addestramento del personale esistente per la costruzione di modelli di IA per applicazioni specifiche
  • ROI rapido   (implementazione         rapida   e          riduzione          dei       costi      delle     ispezioni)
  • Integrazione con le soluzioni di serving e governance IA del gruppo (Invariant.ai di Orobix), che garantiscono la performance e la compliance di IA in processi critici

Neurala utilizzerà questo investimento mirato per continuare lo sviluppo di soluzioni pronte per gli impianti di produzione, contribuendo a migliorare l’ispezione industriale in tutto il mondo. L’operazione si configura come non significativa ai sensi dell’art. 12 del Regolamento Emittenti AIM, non attestandosi nessuno degli indici di rilevanza applicabili al di sopra del 25%.

 

 

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Osservatorio MECSPE. Digitale, giovani specializzati e sostenibilità: così si affronta il futuro

Osservatorio MECSPE. Digitale, giovani specializzati e sostenibilità: così si affronta il futuro

Osservatorio MECSPE (Fiere di Parma, 29-31 ottobre 2020), realizzato da Senaf analizzando il II trimestre 2020, fa luce sul sentiment degli imprenditori del settore manifatturiero. 

Resilienti, pronti al cambiamento e ad affrontare le sfide, anche le più inaspettate, contando sulle proprie forze e sulla capacità di guardare oltre, nonostante il particolare momento: ecco il quadro dipinto dall’indagine dell’Osservatorio MECSPE.

Certamente ci troviamo davanti ad un periodo senza precedenti, che segna uno spartiacque decisivo tra coloro che avevano saputo abbracciare con anticipo il cambiamento digitale e chi si è trovato impreparato, subendo maggiormente gli effetti causati dalla pandemia sull’industria.

L’analisi rivela una fase transitoria, dove la fiducia circa la propria situazione aziendale sfiora la sufficienza, ma permangono scetticismo e incertezza verso lo scenario generale. Quasi due terzi del campione si dà massimo un anno di tempo per riprendere a pieno regime.

L’innovazione resta la chiave di volta per ripartire, insieme alla formazione di giovani specializzati e ad un’attenzione crescente verso la sostenibilità.

Voglia di ritorno alla normalità: il 35% degli intervistati ritiene che le manifestazioni dovranno tornare ad essere necessariamente in presenza

La pandemia da Covid-19 ha inciso inevitabilmente sulla performance delle PMI italiane, impattando negativamente su quasi 9 aziende su 10. Se però il 14% degli imprenditori dichiara di essere già tornato pienamente alla normalità e il 65% conta di farlo entro massimo un anno (il 23% entro 6 mesi), l’indice di fiducia generale registrato dall’indagine posiziona lo stato d’animo delle imprese italiane, in una scala da 1 a 9, su un livello “medio” rispetto alla situazione attuale.

Digitale e nuove tecnologie per reagire alla crisi: le armi per la resilienza

Gli ultimi mesi hanno visto un’accelerazione digitale necessaria, soprattutto in fase di lockdown, per coloro che non sono stati costretti a bloccare per un periodo le attività di produzione, pari al 62% degli intervistati.

Una spinta a cui 6 aziende su 10 si sono adeguate prontamente, sapendo reagire alla crisi grazie agli investimenti introdotti da tempo in nuove tecnologie, e alla messa in campo di strumenti utili al distanziamento sociale:

    • piattaforme per la gestione di riunioni e meeting da remoto, adottate dal 36%;
    • tecnologie di design per ridisegnare in ottica di sicurezza i nuovi spazi della fabbrica 4.0 (10%);
    • sistemi virtuali che consentono il controllo da remoto di attività operative (7%);
    • piattaforme di design collaborativo e di simulazione del processo produttivo per lo sviluppo dell’intero prodotto (5%);
    • app e software per localizzare e tracciare i percorsi delle persone presenti in fabbrica (4%).

La resilienza delle aziende della manifattura, inoltre, si dimostra anche nella scelta, già attuata o in valutazione, di riconvertire la produzione su altri settori (12%), nonché nei provvedimenti tempestivi attuati nel corso della fase emergenziale, tra cui rientrano i piani di sicurezza redatti per evitare i rischi di contagio (55%), l’introduzione di formule di smart/flex working (43%), con il 34% che ha previsto la riduzione dei costi di esercizio, il 29% che ha continuato a investire su innovazione e nuove tecnologie e il 19% che ha puntato sulla formazione aziendale a distanza.

Conseguenze che hanno probabilmente portato alla scelta, per quasi la metà, di continuare a investire entro l’anno fino al 10% del proprio fatturato in innovazione, con un 17% degli intervistati intenzionato a spingersi tra l’11% e il 20%.

Tecnologie già introdotte o da introdurre entro il 2020 in azienda
Gli investimenti si orientano su sicurezza informatica (76%), connettività (73%), cloud computing (53%), internet of things (46%), simulazione (44%), produzione additiva e big data (43%), robotica collaborativa e realtà aumentata/virtuale (36%), intelligenza artificiale (34%), materiali intelligenti (32%) e nanotecnologie (29%).

Osservatorio Mecspe: puntare sulla sostenibilità e sui giovani specializzati

Per superare questo momento e tornare a crescere economicamente, quasi 8 imprenditori su 10 ritengono sia importante puntare anche sulla sostenibilità. Tra gli aspetti su cui ci si sta già muovendo maggiormente, al primo posto risulta la riduzione dei consumi, indicata dal 61% dei rispondenti, seguita da progetti di responsabilità sociale (53%), da un’attenzione all’inquinamento e all’impatto ambientale, così come all’etica nel rapporto con fornitori e clienti (52%). Importanza attribuita anche al sostegno all’economia del territorio (35%), e all’ecosostenibilità dei prodotti (30%).

La nuova fase, all’insegna della rapida corsa dei processi digitali, ha aperto di conseguenza nuove opportunità per inserire e formare più giovani in fabbrica. Se da un lato il 26% preferisce non prevedere al momento assunzioni di questo tipo, il 20% sta valutando di introdurre giovani specializzati nel campo delle tecnologie 4.0 provenienti da ITS o Università o con già un minimo di esperienza lavorativa. Il 13%, inoltre, sta predisponendo percorsi formativi interni ai giovani già dipendenti dell’azienda, mentre il 9% sta valutando di assumere giovani anche senza una precedente formazione scolastica o lavorativa, predisponendo però percorsi formativi specifici interni.

Fiere ed eventi, tra esperienze on e off-line

Digital talk, webinar, virtual event. Gli utenti sembrano apprezzare le numerose iniziative di business nate in versione digitale negli ultimi mesi per imprese e professionisti a seguito della situazione imposta, soprattutto per questioni di sicurezza (21%), ma l’off-line rimane il canale preferenziale.

Il 27% degli intervistati, pur giudicando l’online una valida alternativa, continua a frequentare eventi live, e il 35% crede che prossimamente l’esperienza digitale delle manifestazioni dovrà necessariamente tornare ad essere abbinata all’esperienza fisica, con le tradizionali fiere già dal prossimo autunno.

Nota metodologica: L’Osservatorio MECSPE è stato condotto da GRS Ricerca e Strategia su un campione di circa 500 aziende italiane del settore della meccanica, meccatronica e plastica, utilizzando il metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing). L’indagine si è svolta durante le prime due settimane di luglio 2020.

 

 

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Source: Stampi
Osservatorio MECSPE. Digitale, giovani specializzati e sostenibilità: così si affronta il futuro

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