Svolta nella sintesi dei nanonastri di grafene

Presto i nanonastri di grafene potrebbero essere più facili da produrre. Un team di ricerca internazionale guidato dalla Martin Luther University Halle-Wittenberg (MLU), in Germania, dall’Università del Tennessee e dal Oak Ridge National Laboratory, negli Stati Uniti, è riuscito a produrre questo materiale versatile per la prima volta direttamente sulla superficie dei semiconduttori, mentre finora era stato possibile solo su superfici metalliche. Il nuovo approccio consente inoltre agli scienziati di personalizzare le proprietà dei nanoribbon, che potrebbero essere impiegati nella futura tecnologia di archiviazione dei semiconduttori e svolgere un ruolo cruciale nello sviluppo di computer quantistici.

Da anni il grafene è considerato il materiale del futuro. Si tratta di una superficie in carbonio bidimensionale che ricorda un nido d’ape. Una struttura speciale che conferisce al materiale proprietà distintive come l’alta stabilità e la leggerezza estrema.

Questi nastri sono costituiti solo da pochi atomi di carbonio e le loro proprietà sono determinate dalla loro forma e dalla loro larghezza. Agli inizi della ricerca sul grafene, le bande venivano ricavate tagliando sezioni più grandi, ma il processo risultava molto complicato e impreciso.

ll processo, oltre ad essere più economico, potrebbe trovare applicazione anche a livello industriale

Ora il gruppo internazionale ha pensato di produrre il materiale unendo i singoli atomi. Il che semplifica il processo e consente di personalizzare le proprietà dei nanonastri. I ricercatori sono riusciti per la prima volta a produrre i nastri sulla superficie dell’ossido di titanio, un materiale non metallico. “Il nostro nuovo metodo – spiega Konstantin Amsharov, professore di Chimica al MLU – ci consente di avere il controllo completo su come sono assemblati i nanonastri di grafene”.

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Source: Stampi
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