Archives: 31 Luglio 2020

Uno zaino solare con una struttura in pannelli policristallini

Uno zaino solare con una struttura in pannelli policristallini

Ideato da Bradley Brister, studente inglese all’ultimo anno di Ingegneria del Design alla Brunel University di Londra, SunUp, questo il nome dato al progetto, è uno zaino solare da 15 W in grado di caricare completamente una batteria da 4000 mAh in circa 12 ore. L’idea nasce come progetto di tesi, ma le intenzioni di Brister sono quelle di sviluppare ulteriormente SunUp e di lanciarlo il prima possibile sul mercato. L’obiettivo era quello di affrontare i problemi relativi all’uso dell’energia solare mentre si è in viaggio con lo zaino in spalla.

La terza via

In linea generale, c’erano due opzioni disponibili: o i più comuni pannelli poli-monocristallini rigidi, decisamente più efficienti ma anche molto più fragili, oppure i pannelli in silicio amorfo completamente flessibili, più resistenti ma molto meno efficienti. Proprio perché nessuna delle due strade rispondeva alle esigenze di Brister, SunUp è stato realizzato sperimentando una terza opzione: una serie di piccoli pannelli policristallini di forma triangolare tra loro uniti da un flessibile sistema di cerniere conduttive. Rispettando i vincoli di leggerezza e flessibilità, tale soluzione non influisce sulla capacità dei singoli pannelli di catturare l’energia solare, aumentando di contro l’adattabilità dell’intera struttura. In questo modo, SunUp può per esempio essere allacciato all’esterno dello zaino, oppure alla parte anteriore di un kayak. Inoltre, le singole sezioni possono essere facilmente sostituite in caso di rottura o danneggiamento. Poiché i collegamenti tra ciascun modulo sono realizzati con cerniere conduttive interconnesse, non subentrano problemi come l’indurimento o la degradazione dei cavi. Realizzando un unico pannello da una serie di componenti interconnessi e fra loro incernierati, si guadagna in flessibilità e, quindi, in liberà di movimento.

Sviluppato in collaborazione con una nota casa statunitense che produce abbigliamento, calzature e accessori per la montagna, lo zaino solare SunUp è stato annunciato come il secondo classificato al prestigioso James Dyson Award.

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Source: Stampi
Uno zaino solare con una struttura in pannelli policristallini

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G.DZ: galvanica champagne!

G.DZ: galvanica champagne!

Il paragone tra la G.DZ (www.gdzsrl.com) e il nobile vino francese con le bollicine, anche se può sembrare ardito, in realtà è doppiamente azzeccato. Innanzitutto, per l’effervescenza che questa officina ha sempre messo in mostra nella sua lunga attività, poi perché fra i molteplici trattamenti decorativi eseguiti ce n’è uno, molto richiesto, che di quel nettare di Bacco ha il colore. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Fra le decine di colorazioni che la G.DZ S.r.l. di Bulgarograsso (CO), con la sua ampia gamma di trattamenti galvanici, è in grado di offrire alla clientela, quasi del tutto composta da affermate imprese operanti nel settore dell’arredamento di lusso, quelle che vanno per la maggiore chiamano in causa il rivestimento decorativo, senza alcun dubbio più bello e accattivante, nonché più caro: la doratura. Nelle vasche dell’imponente impianto automatico di cui l’azienda comasca è dotata i flash d’oro depositati si declinano in sei tonalità, una più attraente dell’altra: oro lucido, oro satinato, oro satinato chiaro opaco, oro rosa, oro scuro (tendente al marrone) e oro champagne. Ed è proprio quest’ultimo, da qualche tempo in qua, il più gettonato dello speciale sestetto di colori per render ancora più attraente il design di sedie, tavoli ed altri articoli d’arredo destinati in particolar modo al mercato russo e cinese.

Un festival di colori

«I destinatari dei pezzi più pregiati che escono dalla nostra galvanica, una volta erano per lo più arabi e italiani, ma oggi sono quasi sempre russi e cinesi, ovviamente molto benestanti, gente capace di spendere tranquillamente migliaia di euro per l’acquisto di una sedia o di un tavolo di design col marchio made in Italy, a cui tengono moltissimo, e per di più trattato in bagno d’oro – conferma Lorenzo Dinale, contitolare nonché rappresentante della seconda generazione aziendale insieme al fratello Davide. Grazie a tale clientela, e non solo, attualmente la doratura copre il 60% del fatturato, mentre la restante percentuale è dovuta agli altri rivestimenti galvanici da noi effettuati, e, in piccola parte, ma in crescita, anche alla verniciatura, da cinque anni entrata a far parte del nostro ventaglio produttivo».

Nel mercato dei trattamenti superficiali decorativi dal 1977 (allora si chiamava Dorani), la G.DZ in tale ambito, oltre alla doratura, suo cavallo di battaglia, e di cui è una delle migliori interpreti nazionali, realizza altresì la nichelatura (lucida, opaca, nera lucida, nera opaca, nera satinata opaca), la cromatura (lucida, opaca, nera, satinata, lucida satinata), l’argentatura (argento antico e satinato), la ramatura (lucida, rame antico, rame patinato, rame satinato opaco, rame bronzato opaco), l’ottonatura (ottone opaco, ottone fiammato, ottone fiammato blu) e la bronzatura (bronzo acidato scuro, bronzo acidato chiaro, bronzato medio, bronzo scuro, bronzo medio, bronzato scuro, bronzato fiammato, bronzato orbitale scuro).

Se con i trattamenti galvanici suddetti, grazie alle diverse sfumature effettuate, la ditta lombarda riesce ad offrire una scala di oltre 60 colori, con la verniciatura, questo numero può essere largamente superato visto che le soluzioni disponibili sul mercato consentono di fare veramente di tutto; con esse, infatti, come ci riferisce il nostro interlocutore, è possibile ottenere superfici che simulano le parvenze dei trattamenti galvanici, riprodurre fedelmente l’aspetto esteriore di qualsiasi materiale, dal legno al marmo e così via, per non parlare poi dei molteplici, bizzarri, effetti cromatici ricavabili, come il vibrato, il patinato…

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In produzione qualità, ordine e pulizia

Quarantatré anni, perito informatico, entrato stabilmente alla G.DZ nel 1998, dopo aver prestato il servizio militare (in precedenza, dopo il diploma, aveva però già fatto un annetto di esperienza in magazzino), Lorenzo Dinale dipinge così il quadro dell’impresa fondata dal padre, figura ancora oggi presente fra i bagni galvanici: «Qui vigono delle regole ben precise, da sempre fortemente perseguite: la prima è che tutti devono saper fare un po’ di tutto, per evitare che l’assenza di una persona possa determinare dei deleteri fermi di produzione, e che ogni operazione debba essere eseguita a regola d’arte in modo tale che il pezzo rivestito rasenti la perfezione. La massima qualità, infatti, vista la tipologia di prodotti trattati e la loro destinazione, è per noi un punto fermo, e questa mentalità, come abbiamo avuto modo di constatare in tanti lustri di attività, ci ha sempre ripagato. Un altro principio per noi di fondamentale importanza è, inoltre, quello dell’ordine e della pulizia che deve contraddistingue l’ambiente di lavoro come pure le macchine e le attrezzature utilizzate. E che anche su questo non abbiamo fallito lo dimostra il fatto che, spesso e volentieri, nostri committenti e non, ci chiedono il permesso di poter portare qui da noi delegazioni di loro clienti esteri che desiderano entrare in una galvanica». Quanto ciò corrisponda al vero abbiamo modo di verificarlo di persona nella visita ai 5.000 m2 di superficie dei reparti produttivi (lo spazio a disposizione è stato raddoppiato due anni fa con l’acquisto del capannone a fianco, prima occupato da un’altra ditta), dove sembra appena passata un’impresa di pulizie che, fra l’altro, ha pure profumato l’aria. «L’impianto a telaio che potete vedere all’opera – informa il contitolare – è automatico, ma tuttavia, preferiamo che un operatore lo segua attentamente tutto il giorno pronto ad intervenire qualora si verificasse qualche inconveniente, come, ad esempio un pezzo che si sganci o che ne tocchi un altro, danneggiandolo. La sua estensione supera i 100 metri visto che le 70 vasche di cui è formato hanno dimensioni di 2 metri di lunghezza x 1,2 metri di profondità e di 80 cm di larghezza».

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Vivere l’oggi con un occhio al domani

Alla domanda su quale sia il segreto del successo della G.DZ in un mercato così esigente come quello che da diversi lustri ormai sta servendo, ovvero quello dell’arredamento di alta gamma, Lorenzo Dinale risponde senza esitazioni: «È la capacità di offrire un servizio completo basato su tre fondamentali pilastri: risposte chiare, tempi rapidi di consegna e, naturalmente, qualità, il tutto in modo costante perché se solo uno di questi pilastri comincia a vacillare, la prima volta il cliente te la può far passare, ma alla seconda puoi star certo che si trova un altro fornitore. Sospinti dalla passione che ci ha sempre animato, inoltre, abbiamo sempre cercato di distinguerci proponendo novità, diversificando l’offerta e vivendo il presente con uno sguardo al futuro. In tale ottica, ad esempio, sono nate colorazioni nuove, l’ultima delle quali, inserita nel nostro catalogo di recente, è l’oro scuro, qualche anno fa è stato completamente automatizzato il nostro impianto, al reparto galvanica abbiamo aggiunto quello di verniciatura, abbiamo appena inaugurato un nuovo magazzino e aperto i nuovi uffici e osserviamo con attenzione gli sviluppi di tecnologie innovative, come i trattamenti PVD, Physical Vapour Deposition, che potrebbero aprirci in futuro nuovi canali di sbocco».

Per quanto riguarda l’andamento degli affari nella ditta comasca si vive ancora l’euforia di un 2018 eccezionale nel quale si è registrato il fatturato record della sua storia: «Questo entusiasmante traguardo è stato raggiunto grazie ad un’enorme commessa relativa al trattamento di tutti gli articoli d’arredo di un albergo a Dubai, evasa nei tempi richiesti in virtù dei grandi sforzi profusi dal nostro affiatato staff, anche oltre le normali giornate lavorative, che qui, salvo casi eccezionali come quello appena descritto, partono alle 6:00 del mattino e si concludono alle 18:00 del pomeriggio. Ovviamente nel 2019 siamo poi tornati “sulla Terra” con risultati comunque più che soddisfacenti, superiori a quelli del 2017, che ci consentono di affrontare con una certa serenità le prossime sfide che ci attendono».

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Dalla satinatura in una cantina ad azienda leader nella doratura

Pezzi su telai durante il trattamento.

Per Giuliano Dinale, classe 1949, è l’incontro con il cognato, Giuseppe Dal Col, operatore galvanico, avvenuto nel 1974, a fargli scoprire, rimanendone entusiasmato, il mondo dei trattamenti. All’epoca egli lavora in una stamperia di tessuti del comasco e la sera, dopo tale attività, nella cantina di casa, insieme al cognato, al fratello Renato e a un altro socio, Luciano Zani, inizia a satinare montature di occhiali. Il lavoro si rivela presto proficuo e così, nel 1977, i quattro soci compiono un passo importante fondando, ad Appiano Gentile (CO) una ditta denominata Dorani, dove, in un’area di 150 m2, alla satinatura affiancano la bronzatura. Grazie alla fama ottenuta progressivamente per l’alta qualità dei trattamenti eseguiti, nel 1979 la Christofle, nota casa francese di argenteria, affida al quartetto un cospicuo quantitativo di posate da dorare e questa occasione consente alla loro impresa di fare uno straordinario salto di qualità con l’acquisto di una vasca di doratura di ragguardevoli dimensioni che permette la diversificazione dei pezzi da trattare. Il 1980 è l’anno di un altro grande evento: il trasferimento in una nuova e più ampia sede a Bulgarograsso (CO) e il cambio di ragione sociale, che diventa G.DZ S.r.l. Qui la società comasca, oggi guidata da Giuliano Dinale e dai figli, Lorenzo e Davide, è via via assurta a leader nel campo della doratura, trattamento che, eseguito in sei diverse colorazioni, assorbe il 60% delle energie profuse. Non meno apprezzati sono altresì gli altri trattamenti superficiali decorativi da essa attuati, ovvero la nichelatura, la cromatura, l’argentatura, la ramatura, l’ottonatura, la bronzatura e, dulcis in fundo, uscendo dai confini della galvanica, anche la verniciatura. Effettuati quasi esclusivamente su articoli d’arredo di alto pregio destinati a negozi, alberghi e abitazioni private, i rivestimenti summenzionati vengono richiesti da circa 300 clienti, di cui almeno 100 fissi. Assoggettata all’AIA – Autorizzazione Integrata Ambientale, la G.DZ ha 35 dipendenti e il suo fatturato supera i 5 milioni di euro.

Una commessa da “leoni”

Essendo l’oro un metallo notoriamente caro (i boccettini da 100 grammi di polvere d’oro a 24 carati acquistati dalla G.DZ. sono molto costosi e seguono il prezzo dell’oro) il rivestimento di doratura non è certo alla portata di tutti, tanto è vero che a richiederlo, come ci rivela, Lorenzo Dinale, contitolare della realtà galvanica protagonista di queste pagine, è una clientela d’élite, costituita da società prestigiose, nel caso in oggetto attive, soprattutto, nel settore dell’arredamento, ma talvolta anche da singole persone facoltose, per non dire ricche sfondate, a cui piace ostentare il proprio stato sociale. «Fra questi Paperon de’ Paperoni – racconta – figura sicuramente quello sceicco arabo che anni fa si è rivolto a noi chiedendoci di rivestire col prezioso metallo nientemeno che due leoni di ottone a grandezza naturale da posizionare poi all’ingresso della sua principesca villa. Egli, senza batter ciglio, non solo ha approvato l’elevato preventivo che gli avevamo sottoposto, ma con la stessa disinvoltura si è pure sobbarcato le spese per la realizzazione degli appositi telai che abbiamo dovuto far costruire. Di quei due leoni dorati mio padre conserva ancora nel suo ufficio la foto, a ricordo di un lavoro davvero unico».

di Matteo Catucci

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Source: Stampi
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La ripresa parte da BI-MU

La ripresa parte da BI-MU

Mancano poco più di due mesi all’appuntamento con 32.BI-MU, l’evento italiano di riferimento per il mondo della macchina utensile, della robotica e dell’automazione, in scena dal 14 al 17 ottobre 2020 nel complesso fieristico di fieramilano Rho.

Promossa da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, e organizzata da EFIM-ENTE FIERE ITALIANE MACCHINE, l’edizione di quest’anno, nonostante le particolari condizioni di contesto, presenta una buona adesione da parte degli espositori, un ampio repertorio tecnologico e una positiva aspettativa di partecipazione.

“Quest’anno – ha affermato Alfredo Mariotti, direttore generale di UCIMU – la manifestazione risulta più raccolta rispetto al solito ma ugualmente interessante anche perché abbiamo attivato una serie di nuove iniziative a corollario dell’esposizione pensate per offrire un’esperienza all’altezza delle aspettative di quanti saranno in fiera”.

A 32.BI-MU gli operatori dell’industria manifatturiera troveranno un evento ricco di contenuti e capace di rappresentare le principali tendenze in fatto di tecnologia di produzione e di sistemi di automazione, additive manufacturing, robot, automazione, industria 4.0, tecnologie ausiliarie, tecnologie abilitanti, IoT, sistemi di visione, software, soluzioni per la movimentazione industriale e la gestione del magazzino. 

Accanto alle macchine, l’offerta dei settori collegati sarà presentata  – come è ormai tradizione – in specifiche Aree di Innovazione tra le quali spiccano FABBRICAFUTURA, dedicata a sviluppatori di software e di tecnologie per la connettività, per la gestione e la sicurezza dei dati; ROBOT PLANET, dedicata a robot, industriali e collaborativi, integratori e sistemi di automazione; BI-MU ADDITIVE, spazio di incontro e confronto tra sviluppatori, produttori e clienti delle “macchine utensili del terzo tipo”; BI-MU Logistics, per logistica e movimentazione, e SUB4TECH per subfornitura tecnica e servizi per l’industria.

Sulla scorta del successo della passata edizione, anche nel 2020, BI-MU abbinerà alla dimensione espositiva quella di approfondimento culturale tematico sviluppato attraverso un programma di convegni su temi specifici ed eventi collaterali che ospiteranno confronti con opinion leader e presentazioni di tecnologie affini anche a cura degli espositori. Questo e molto altro sarà il cuore di BI-MUpiù, l’arena convegni ospitata all’interno di uno dei padiglioni fieristici.

“Per questa edizione – ha affermato Alfredo Mariotti – abbiamo lavorato con particolare dedizione all’organizzazione di incontri focalizzati su temi particolarmente rilevanti per gli operatori del manifatturiero coinvolgendo massimi esperti. Il calendario degli eventi, che presenteremo a breve, perché abbiamo ancora degli appuntamenti work in progress, sarà di ulteriore richiamo per i visitatori che verranno a 32.BI-MU”.

Grande novità dell’edizione 2020 della manifestazione sarà poi BI-MUpiùDigital, spazio dimostrativo promosso da Fondazione UCIMU che rappresenterà le potenzialità della fabbrica digitale grazie alla connessione di alcuni macchinari presenti agli stand dei quali sarà possibile rilevare, in remoto, attività svolta e funzionamento. Alla Fabbrica digitale è dedicata anche un’area speciale con dieci tra i più rilevanti player del mondo IoT.  

Da sempre simbolo di competenza e innovazione – ha aggiunto Alfredo Mariotti32.BI-MU ha un valore ancora maggiore rispetto alle normali edizioni: è una mostra bandiera con la quale vogliamo – nel rispetto delle distanze reali e dei regolamenti imposti dalle normative per la sicurezza sanitaria – dimostrare la coesione delle imprese del settore. Per questo siamo molto orgogliosi del lavoro svolto e della risposta di quanti hanno deciso di aderire all’evento dimostrando così la forte volontà di normalità e di rilancio che tutti vogliono ritrovare”.

“Confermare BI-MU per noi organizzatori, e partecipare ad essa per i numerosi espositori che saranno presenti, è un modo, il migliore, per affermare che l’Italia è forte e così la sua industria di comparto. Il paese ha subito un duro colpo da questa pandemia ma, consapevoli delle limitazioni e dei regolamenti che impongono di incontrarsi secondo nuove modalità e con particolari attenzioni, abbiamo pensato fosse necessario dare un segnale forte al mondo”. 

Anche per questo BI-MU presenterà una serie di nuovi servizi per valorizzare ancora di più la presenza di quanti saranno a 32.BI-MU, servizi pensati per moltiplicare l’effetto promozionale derivante dalla partecipazione alla manifestazione. Tra questi è l’innovativo progetto BI-MUonline che sveleremo poco prima dell’evento e che coinvolgerà, a titolo completamente gratuito, tutti gli espositori che vorranno prendervi parte”.

Primo evento di settore dopo lo stop forzato degli ultimi mesi che ha imposto la cancellazione o il posticipo di tutte le fiere internazionali dedicate al comparto e distribuite in giro per il mondo, dopo mesi di sospensione degli investimenti in sistemi di produzione, 32.BI-MU sarà il luogo adatto per rilanciare il proprio business, creare nuovi contatti, scoprire le novità del settore e cominciare a pensare a nuovi investimenti in vista anche della ripresa economica prevista già per l’inizio del 2021”. 

Massimo Carboniero, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE ha affermato “Un primo rimbalzo noi costruttori di macchine utensili e di tecnologie 4.0 lo abbiamo già rilevato in questi primi mesi dopo il lock down e si tratta per lo più di ordini raccolti sul mercato italiano che si dimostra più ricettivo e vivace degli altri nostri tradizionali mercati di sbocco, di area europea e extra europea”.

“Queste condizioni, insieme al posizionamento temporale molto a ridosso della chiusura di anno, fanno pensare che 32.BI-MU coinciderà con il momento in cui le imprese, dopo il blocco forzato del consumo, daranno serio riavvio ai nuovi investimenti in tecnologie di produzione 4.0, spinti anche dalle misure di incentivo del Piano Transizione 4.0 assicurate dalla Legge di Bilancio 2020”.

 

Source: Meccanica e Automazione
La ripresa parte da BI-MU

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