Legge di Bilancio – Più chiarezza su Industria 4.0

Presso la sede di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE si è tenuto un incontro di approfondimento sulle novità contenute nella Legge di Bilancio ed in particolare i benefici per gli investimenti in beni strumentali.

All’incontro sono intervenuti il presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE Massimo Carboniero, Marco Calabrò dirigente Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Firpo Responsabile Solution Imprese di Intesa Sanpaolo e Andrea Bianchi, Direttore delle politiche industriali di Confindustria.

 

Massimo Carboniero ha sottolineato l’importanza per le aziende di fare investimenti ed essere competitive in un mercato oggi critico e  per farlo è necessario che ci sia chiarezza sul Piano.
In generale il Presidente UCIMU commenta in modo positivo Transizione 4.0, anche se il nodo cruciale resta il tempo.
“Anche in questo caso il provvedimento dura 1 anno. Noi vorremmo provvedimenti almeno pluriennali, perché le PMI hanno bisogno di cadenziare gli investimenti e quindi hanno bisogno di avere tutto chiaro nel tempo”.
“Non ci saranno più Iper e Superammortamento però ci sarà la nuova misura del Credito di imposta che diventa la misura principale per gli investimenti in industria 4.0. Il Beneficio fiscale in realtà è similare alla precedente ed è forse più semplice la procedura. Si possono compensare le imposte dirette e tutti i debiti tributari che entrano in F24. Questo aspetto di grande rilevanza perché permette anche ad aziende che non avevano utili (prima non potevano beneficiare di iper e superammoratamento) di tornare a investire”.

 

 

Commenti generali. Non ci saranno più Iper e super però ci sarà la nuova misura Credito di imposta che diventa misura principale per investimenti in 4.0. Beneficio fiscale in realtà è similare alla precedente è forse il modo che è più semplice. Si possono compensare le imposte dirette e tutti i debiti tributari che entrano in F24. Questo aspetto di grande rilevanza perché permette anche ad aziende che non avevano utili (prima non beneficiare di iper e super) di tornare a investire.

“I dati 2019 mostrano un mercato rallentato e quindi anche gli investimenti – ha continuato Massimo Carboniero. –Siamo l’ultimo stato d’Europa come crescita. Abbiamo il cuneo fiscale più alto in EU e non vorremmo ritornare al periodo 2009 dove in Italia non si investiva più. Vorremmo che questi investimenti continuino perché siamo al 50% delle imprese che hanno investito. L’Italia è la nazione che ha avuto crescita produttività minore in EU. La nostra speranza è che il Governo metta al primo posto la crescita del settore manifatturiero. Abbiamo bisogno di interventi strutturali e di lungo/medio periodo”.

 

 

Marco Calabrò, dirigente Ministero dello Sviluppo Economico, ha spiegato nel dettaglio Transizione 4.0

Il mio messaggio è che Ministero e Governo credono molto nella necessità di rilanciare il sistema manifatturiero attraverso tecnologia e conoscenza legata alla tecnologia. Torniamo a farlo con il rilancio di Transizione 4.0: un approccio che recupera pregi di industria 4.0 e un metodo di lavoro che restituisce centralità ed efficacia al Piano. La sfida che ci siamo posti è quella di rianimare gli investimenti in 4.0 che hanno avuto boom nel 2017 ma che non hanno avuto seguito. Ci siamo trovati di fronte alla necessità di rilanciare queste misure. Gli obiettivi dichiarati all’origine del piano sono stati raggiunti. Una dato però è emerso: le imprese che hanno usato gli investimenti in beni strumentali sono state 1 milione, ma quelle in tecnologie 4.0 sono 56.000. Ciò vuol dire che hanno accelerato solo quelle che erano già pronte e più strutturate.”

 

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Gli obiettivi:

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“Si è modificata la logica nella costruzione di queste misure e questo modello ci auguriamo che venga mantenuto anche negli anni successivi. Non più misure che danno una fotte spinta iniziale ma misure che si vanno a consolidare. Siamo riusciti a creare un unico strumento che si compone di più pezzi. Con il Credito di imposta si fruisce del vantaggio fiscale in tempi più rapidi.Ora bisogna ampliare l’ambito di applicazione e ridurre le incertezze attraverso una buona comunicazione. Inoltre sono stati slegati gli investimenti in software da quelli in hardware. L’effetto stimato è che la platea di imprese che ne beneficeranno si allarghi del 40%.”

 

Credito di imposta:

 

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Per il software le regole sono più semplici.

 

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“Il Piano non si compone solo di benefici fiscali. Uno degli elementi fondamentali è il lavoro da svolgere  sulle competenze. La trasformazione Transizione 4.0 è  una vera e propria rivoluzione culturale e una rivoluzione culturale richiede competenze”, così ha concluso Marco Calabrò.

 

Gian Paolo Manzella, Sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico (intervenuto al telefono)

“Il supporto che il Mise dà a questo settore è consolidato dai fatti. Transizione 4.0 è stato uno degli elementi caratterizzanti della manovra. È stata una semplificazione e un arricchimento del Piano 4.0. È un pacchetto di misure che ha una sua solidità e che abbiamo definito in continuo dialogo con le associazioni di categoria. La manovra è spingere il settore produttivo italiano sempre di più verso la trasformazione tecnologica. Questa trasformazione però deve essere soprattutto culturale e va comunicata. Siamo consapevoli che serva la triennalizzazione e che la questione temporale è importante per gli investimenti. L’abbiamo in mente e appena sarà possibile lo faremo”.

Source: Meccanica e Automazione
Legge di Bilancio – Più chiarezza su Industria 4.0

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