Nuove competenze e lifelong learning per l’additive manufacturing in Europa

Diverse iniziative e alcuni recenti progetti finanziati dalla comunità europea hanno posto l’attenzione sulla necessità di investire nello sviluppo di nuove skill per un più efficace e ampio utilizzo delle tecnologie di additive manufacturing.

L’additive manufacturing non è solo uno dei pilastri del piano Industria 4.0, ma è anche una delle tecnologie su cui sta puntando l’Europa del manifatturiero per consolidare e mantenere la leadership nel settore produttivo. E’ infatti in Europa che troviamo alcuni dei principali sviluppatori di sistemi per la stampa additiva di componenti metallici (EOS, SLM Solutions, Renishaw, Concept Laser, Arcam, Trumpf, Prima Industrie, Sisma…), insieme a Materialise, realtà leader nel settore del software dedicato ai processi additive manufacturing, e diverse delle startup più innovative del settore (per esempio la tedesca Aconity 3D e l’italiana 3DNT). Forte di questo ruolo di leadership in un mercato in costante crescita e dalla forte valenza strategica, il Vecchio Continente deve però far fronte ad un problema sempre più sentito a livello industriale: la mancanza di competenze e di professionisti con una formazione specifica su tecnologie e processi additivi. Molte attività interessate all’adozione di tali tecnologie stanno infatti vivendo profonde difficoltà nei processi di riqualifica e formazione di nuovi profili che siano in grado di gestire la digitalizzazione del processo manifatturiero che esse comportano. L’introduzione dei processi additive manufacturing nell’esistente tessuto industriale, lo sfruttamento dei molti vantaggi da essi offerti e la capacità di affrontarne le sfide specifiche richiedono nuove competenze multidisciplinari, che vanno da soluzioni avanzate di progettazione, a tecniche di trattamento e caratterizzazione dei materiali, soluzioni di controllo della qualità, monitoraggio e simulazione di processo… E’ inoltre necessaria una profonda comprensione di vantaggi e limiti delle singole tecnologie, delle problematiche di utilizzo (non da ultime le questioni relative alla sicurezza) e dei relativi campi di applicazione per poter implementare analisi comparative e di costi-benefici tra tecnologie concorrenti a supporto di valutazioni d’investimento e scelte strategiche. Diverse iniziative e alcuni recenti progetti finanziati dalla Comunità Europea hanno posto l’accento sulla necessità di investire nello sviluppo di nuove professionalità per un più efficace e ampio utilizzo delle tecnologie di additive manufacturing, dalle Pmi fino ai grandi gruppi industriali, colmando l’attuale gap di competenze. In questo contesto, all’inizio del 2019 sono stati inaugurati due progetti in cui il nostro paese gioca un ruolo rilevante: il progetto LILIAM – Lifelong Learning in Additive Manufacturing [1], coordinato dalla Prof.ssa Bianca Maria Colosimo del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, e il progetto SAM – Skills Strategy in Additive Manufacturing [2], che vede tra i partner sia il Dipartimento di Ingegneria Gestionale sia il Dipartimento di Meccanica sempre del Politecnico di Milano.

Progetto SAM – Skills Strategy in Additive Manufacturing.

Il progetto LILIAM – Lifelong Learning in Additive Manufacturing

Il progetto LILIAM è stato inaugurato il 24 gennaio 2018 e ha l’obiettivo di mettere insieme diversi centri e istituti di ricerca europei specializzati in additive manufacturing e discipline ad esse correlate per sviluppare uno standard europeo di formazione indirizzato a varie figure professionali (ingegneri, progettisti, manager…). LILIAM si basa sulla collaborazione con un network internazionale di otto partner appartenenti a sette paesi Europei: Politecnico di Milano (IT) [3], Sirris (BE) [4], CEA – The French Alternative Energies and Atomic Energy Commission (FR) [5], Aitiip (SP) [6], Fotec (AT) [7], Tampere University of Technology (FI) [8], Fraunhofer IWS (GE) [9], Trentino Sviluppo (IT) [10]). Il progetto, di durata biennale, è finanziato da EIT – Raw Materials [11]. Nel corso del primo anno il consorzio definirà i requisiti del programma formativo con il supporto di un board industriale composto da rappresentati di diversi settori e diversi paesi Europei, e svilupperà i moduli formativi che combineranno approcci di didattica tradizionale e innovativa. Durante il secondo anno verrà implementato un corso pilota per la messa a punto dei moduli e degli approcci formativi, e per raccogliere i feedback delle aziende coinvolte, in modo da calibrare al meglio il programma in base alle effettive necessità industriali.

I moduli formativi attualmente previsti includono temi quali lo studio dei materiali e dei processi per additive manufacturing, il design di prodotto e l’ottimizzazione di processo, la modellazione e la simulazione di processo, il monitoraggio e il controllo della qualità, le tecnologie per trattamenti e lavorazioni post-process, i processi ibridi, la qualifica e certificazione di processo e processo, gli standard e la gestione della proprietà intellettuale, l’analisi dei costi e lifecycle assessment, l’economia circolare applicata alla stampa 3D…

I contenuti dei moduli e l’organizzazione dei metodi formativi saranno adattati in base al profilo professionale e alla qualifica rilasciata. Alla fine del progetto ogni partner del consorzio LILIAM erogherà l’intero corso permettendo così ai professionisti di seguire il percorso formativo nel proprio paese d’origine ma, allo stesso tempo, di usufruire di un training pensato da una rete internazionale composta da alcuni dei principali player del comparto. Inoltre i partner metteranno a disposizione laboratori all’avanguardia dotati delle principali tecnologie di additive manufacturing per garantire una formazione con un forte contenuto di training hands-on.

Oltre al coordinamento del progetto, il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano realizzaerà due moduli formativi relativi al monitoraggio e al controllo dei processi e alla gestione del riciclo di materiali a fine vita, in un’ottica di sostenibilità della produzione e di economia circolare.

Il progetto SAM – Skills Strategy in Additive Manufacturing

Le competenze di ricerca e i laboratori del Politecnico di Milano saranno al servizio, per i prossimi due anni, anche del progetto SAM, parte dell’iniziativa Europea Erasmus+, nata con l’obiettivo di definire la piattaforma di riferimento per le skills del settore a livello regionale, nazionale ed Europeo [12]. Il progetto prevede la collaborazione di 16 partner internazionali e si propone di identificare e mappare le necessità attuali e future in termini di competenze legate all’additive manufacturing per il settore manifatturiero continentale e di definire una strategia per il loro sviluppo e consolidamento. A tal fine, SAM si avvarrà di un Osservatorio per l’Additive Manufacturing che monitorerà i trend tecnologici e i gap tra esigenze industriali e skill disponibili, e definirà un piano di consolidamento della awareness relativamente alle potenzialità offerte dalla produzione additiva, sia dal punto di vista della competitività industriale, sia da quello delle opportunità occupazionali.

All’interno del consorzio SAM l’Italia è rappresentata dal Politecnico di Milano, che contribuirà al progetto come osservatore privilegiato delle istanze e delle esigenze dell’ecosistema industriale. In quest’ambito, è forte la sinergia tra il programma SAM e il LILIAM, due iniziative distinte ma con un importante fondamento comune, che si prefiggono di colmare la distanza tra le esigenze industriali e la mancanza di skill specifiche come passo necessario per il potenziamento del mercato comunitario.

L’additive manufacturing è spesso indicato come un cambiamento di paradigma o addirittura una rivoluzione che abbraccia molti settori, dal biomedicale all’aerospazio, dall’industria creativa all’automotive. Il successo a lungo termine di queste tecnologie è però profondamente legato all’esistenza diffusa di professionisti che abbiano ricevuto una formazione adeguata e multidisciplinare, che li renda in grado di recepire e implementare in modo efficace e concreto i benefici offerti, valutando allo stesso tempo e in modo critico i limiti tecnologici e i margini di sviluppo. Iniziative in questa direzione, tra cui LILIAM e SAM, si fondano sull’idea che l’apprendimento permanente e continuo sia la chiave per trarre il massimo beneficio da tecnologie in rapida evoluzione come l’additive manufacturing, non solo per grandi gruppi da sempre orientati all’innovazione, ma anche per Pmi che rappresentano una parte fondamentale e vitale del nostro ecosistema industriale.

Il consorzio LILIAM.

Riferimenti on-line

[1] https://www.liliam-project.polimi.it/
[2] http://skills4am.eu/
[3] https://www.polimi.it
[4] https://www.sirris.be/
[5] http://www.cea.fr/
[6] https://www.aitiip.com/
[7] https://www.fotec.at/
[8] https://www.tuni.fi/en
[9] https://www.iws.fraunhofer.de/
[10] https://www.trentinosviluppo.it/
[11] https://eit.europa.eu/eit-community/eit-raw-materials
[12] http://www.erasmusplus.it/

 

di Bianca Maria Colosimo e Marco Grasso del Dipartimento di Meccanica PoliMi e Paola Maria Fantini e Marta Pinzone del Dipartimento di Ingegneria Gestionale PoliMi

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Source: Stampi
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