Archives Luglio 2019

Mecspe Bari, in scena il futuro della fabbrica intelligente

Mecspe Bari, in scena il futuro della fabbrica intelligente

MECSPE Bari è pronta per la sua prima edizione presso la Nuova Fiera del Levante dal 28 al 30 novembre 2019. La fiera di riferimento per l’industria manifatturiera e per la fabbrica intelligente organizzata da Senaf vuole offrire una panoramica completa e aggiornata sul sistema industriale del futuro anche al Centro Sud e al bacino del Mediterraneo.

Mecspe raddoppia il suo impegno 4.0 con l’edizione di Bari

É da 18 edizioni che Mecspe, grazie al suo format collaudato e ai contenuti innovativi, registra di anno in anno numeri da record. I visitatori sanno che in fiera possono avere un confronto proficuo con gli addetti ai lavori sui più importanti trend del mercato. Con Bari, l’obiettivo è mostrare il ruolo determinante delle tecnologie di produzione 4.0 nei diversi contesti applicativi e presentare le eccellenze dei diversi comparti anche al Centro e Sud Italia.

I laboratori Mecspe

MECSPE sarà a Bari già il 26 settembre, con una nuova tappa dei “LABORATORI MECSPE, la via italiana alla fabbrica intelligente”, gli appuntamenti itineranti promossi da Senaf che dal 2017 attraversano i territori strategici del Paese per raccontare il percorso di adesione al 4.0. Oltre al consueto dibattito, l’incontro sarà accompagnato dalla presentazione in anteprima dei dati dell’Osservatorio MECSPE sulle PMI della Puglia,  il il quale proporrà uno spaccato sulle PMI dal punto di vista economico e della conoscenza delle tecnologie innovative.

I numeri del Mezzogiorno
Nel primo trimestre del 2019 l’export dei distretti del Sud Italia registra una buona performance (+6,3%), sperimentando una crescita superiore rispetto alla media nazionale (+2,7%). È quanto emerge dai dati Monitor dei Distretti del Mezzogiorno, a cura di Intesa Sanpaolo, secondo cui, a trainare la crescita sui mercati internazionali, è proprio il brillante andamento dei distretti produttivi della Puglia (+17,3%), che ha beneficiato della crescita a doppia cifra delle esportazioni in metà dei distretti dell’area. Dati che confermano quanto il Sud Italia, e in particolare la Puglia, sia un territorio vivo e con una gran voglia di vincere la propria scommessa sulla crescita, puntando dritto verso l’innovazione.

I temi chiave della prima edizione di Mecspe Bari

Connettività globale, innovazione, macchine intelligenti, robotica collaborativa sono i fattori che stanno ridisegnando la fabbrica del futuro e ridefinendo il modo di lavorare, le competenze, i processi produttivi e gli spazi organizzativi. Tante iniziative saranno dedicate alla formazione, che vuole affiancare le aziende nella loro ricerca di personale specializzato.

A questo proposito nasce la Piazza della Formazione 4.0, un’area interamente dedicata alle nuove competenze e ai giovani, in cui l’ITS Cuccovillo di Bari[1]e le aziende partner potranno raccontare la propria collaborazione e le opportunità per il territorio, permettendo al visitatore di toccare con mano alcuni progetti di successo, frutto del legame profondo tra formazione, industria e innovazione.

“MECSPE Bari darà voce alle eccellenze dei diversi comparti industriali, per supportare le imprese del territorio, alla scoperta delle tecnologie abilitanti, dei nuovi modelli produttivi e delle competenze in ottica 4.0 in grado di creare valore aggiunto.” Maruska Sabato, Project Manager di MECSPE

Attraverso workshop, dimostrazioni pratiche e case history di eccellenza, saranno ad esempio raccontati progetti come “Deep Fields”, un prototipo di valvola irrigatrice realizzato con Bosch all’interno del programma ITS4.0 finanziato dal MIUR in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari o progetti internazionali come “HISTEK”, un progetto Interreg che intende realizzare un percorso di Alta Formazione Terziaria Professionalizzante tra Italia, Albania e Montenegro con il coinvolgimento delle Camere di Commercio (e quindi di aziende) e i Ministeri dell’Istruzione dei tre Paesi.

Il cuore mostra dell’edizione di Bari

Officina Intelligente ospiterà una mini-linea intelligente di produzione, misura e assemblaggio di componenti, gestita da software avanzati e che, con l’impiego di robot collaborativi di ultima generazione, offrirà al visitatore nuovi spunti e nuove idee da introdurre nella propria azienda. Una fabbrica sempre più interconnessa, che rivede i suoi spazi in funzione della centralità dell’uomo e che, grazie all’uso delle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale permette sistemi estremamente flessibili e rapidamente configurabili secondo necessità contingenti e strategiche.

[1] L’ITS Cuccovillo opera da anni a stretto contatto con numerose aziende negli ambiti della Meccanica, della Meccatronica e del Sistema Casa. Il MIUR gli ha riconosciuto ogni anno, unico ITS del Sud Italia, la premialità per aver raggiunto elevati standard di eccellenza in relazione alla qualità dei percorsi, al numero dei diplomati e al loro inserimento nel mondo del lavoro (nel 2018 al 2° posto su 113 ITS valutati, nel 2019 al 5° posto su 139).

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Source: Stampi
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Quando la taglia è large: il centro di lavoro a banco fisso

Quando la taglia è large: il centro di lavoro a banco fisso

Le strategie produttive sono fortemente orientate dalla scelta della nuova macchina: come orientarsi se la taglia è large?

Il mondo della macchina utensile è estremamente vasto, con un’ampia gamma di soluzioni ingegneristiche più o meno sofisticate, in modo da rispondere a ogni tipo di esigenza, tecniche o economiche che siano.

Restringendo il campo, focalizzandosi sulle lavorazioni di manufatti di dimensioni medio-grosse o grosse, sia il numero di costruttori di macchine utensili che le tecnologie di riferimento diminuiscono, date le difficoltà oggettive legate alla realizzazione di pezzi di misura significativa, rispettando i criteri di produttività efficiente e di qualità.

Infatti, se affidabilità e precisione sono le prime caratteristiche che l’officina chiede a una macchina utensile taglia large o extra large, altrettanto importanti sono flessibilità e versatilità, così da poter rispondere in maniera competitiva alle richieste del mercato: pezzi di grandi dimensioni unici o prodotti in quantità limitata, forme geometriche anche molto complesse, materiali lavorati diversi per natura e proprietà…. ma con qualità e precisione elevate come fattore comune.

Stante questo scenario, le macchine utensili di taglia medio-grande o grande presentano principi comuni di funzionamento, che si traducono nei quattro concetti costruttivi alla base delle soluzioni adottate da tutti i costruttori. Nascono così quattro macro famiglie di macchine taglia big:

  • Banco fisso
  • Gantry
  • Montante mobile
  • Portale

La strategia di scelta

Dalle macchine a banco fisso a quelle a montante mobile, da quelle a portale alle strutture gantry, fondamentale è riuscire a lavorare con precisione pezzi dalla geometria comunque complessa e di grandi dimensioni, con una macchina utensile che riesca a garantire sempre lo standard qualitativo richiesto ma, al contempo, sia veloce, rigida e robusta: questa è la chiave per una lavorazione performante.

Ma esistono criteri di scelta? Il parco macchine definisce la strategia globale di un’unità produttiva e, di conseguenza, la macchina utensile rappresenta il bene più importante, sia
in termini di costi, che vanno opportunamente ammortizzati, che di possibilità di business, con un forte legame con le caratteristiche tecniche. Se, in linea generale, non è mai bene basarsi esclusivamente sul passaparola o sulle caratteristiche teoriche dichiarate dal costruttore, questo diventa ancora più importante nel caso di macchine dedicate alla lavorazione di pezzi di grandi dimensioni, dove le esigenze sono “individuali”. Data la soggettività delle necessità, è quindi sempre bene una valutazione congiunta, col supporto degli specialisti.

Premessa l’importanza dell’analisi preventiva, le quattro tipologie di macchine per lavorazioni di grandi dimensioni hanno connotazioni tecniche e indicazioni tecnologiche differenti, pur avendo tratti comuni, che possono quindi dare una indicazione di massima all’officina sulla soluzione verso cui orientarsi, salvo l’indispensabile verifica coi tecnici specializzati.

 

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Gnutti, gli infiniti mondi del transfer

Gnutti, gli infiniti mondi del transfer

Gnutti Transfer si presenta oggi con un’offerta articolata su ben cinque famiglie di macchine, con quella che è definita una “soluzione a 360°”, grazie anche ad uno specifico approccio al mercato.

Quando Giordano Bruno, filosofo rinascimentale, teorizzò il fatto che l’Universo fosse infinito e quindi esistessero infiniti mondi, fu giudicato eretico e una sua statua in Campo de’ Fiori a Roma ci ricorda ancora il luogo dove fu messo al rogo. Per fortuna oggi, il concetto di infinito ci è più familiare e sappiamo che l’infinito esiste, non fosse altro perché la nostra fantasia e la capacità che abbiamo di escogitare nuove idee sono virtualmente infinite.

Un concetto, quello di infinito, che si è esteso anche al mondo della produzione, con aziende come Gnutti Transfer di Ospitaletto (BS) specializzata nella costruzione di varie famiglie di macchine transfer, che ormai non si limita alla realizzazione di macchine utensili, se pur performanti ed efficienti.

Gnutti Transfer oggi è una realtà che prima di offrire una macchina, studia le esigenze produttive del suo cliente, per sviluppare su di esse una vera e propria soluzione di produzione, capace di rispondere pienamente alle esigenze dell’utilizzatore.

L’evoluzione di un concetto

Tradizionalmente, il concetto di macchina transfer è associato ai grandi numeri. La macchina transfer è nata e concepita per i grandi e grandissimi lotti produttivi ed è una tecnologia in grado di offrire tempi ciclo estremamente ridotti nel produrre un pezzo meccanico in un numero molto elevato di esemplari. Risulta quindi chiaro che, se declinata in questo modo, la tecnologia transfer è limitata a una nicchia di mercato ben delimitata. La nicchia dei grandi lotti produttivi, dei milioni di pezzi.

Una nicchia già di per sé abbastanza piccola e che si è ulteriormente ristretta nel corso degli anni, con l’evoluzione dei mix produttivo, con la progressiva frammentazione dei lotti, che oggi sono molto variabili sia come dimensioni sia come geometrie.

Ecco allora l’idea di Gnutti Transfer: se la nicchia è piccola, basta fare in modo di allargarla. La strategia messa in campo da Gnutti Transfer si è basata su un allargamento deciso dell’offerta, articolandola su più segmenti, ciascuno dei quali corrispondente a una precisa tipologia di macchina transfer.

 

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