Archives Luglio 2019

Le infinite possibilità della stampa 3D

Le infinite possibilità della stampa 3D

Quando la moda è davvero all’avanguardia, la stampa 3D interviene a supporto di collezioni uniche e futuristiche.

La stampa 3D come cifra distintiva

Sulla scia della visione avveniristica dello stilista Zac Posen nasce la collaborazione tra GE Additive (www.ge.com/additive) e Protolabs (www.protolabs.it) e, in occasione del Met Gala 2019, il più grande evento di moda del mondo, dà vita a una collezione che incorpora tecnologie rivoluzionarie e innovazione in uno stile sofisticato e fascinoso.

La cooperazione ha raggiunto risultati spettacolari, con la realizzazione di una gamma di capi di abbigliamento e accessori, ispirati al concetto di oggetti naturali statici in movimento, non paragonabili con quanto stampato finora in 3D.

Dopo aver passato in rassegna una gamma di tecnologie di stampa 3D e digitali, Zac Poesen e il suo team – assieme a progettisti ed esperti in stampa 3D di GE Additive, che ne ha supportato la ingegnerizzazione, e Protolabs, che ha eseguito la stampata – la concezione stilistica di Posen diventa realtà, superando i limiti del possibile.

Secondo lo stesso stilista, quest’anno la partnership con GE Additive e Protolabs risulta ancora più avvincente ed entusiasmante, grazie alle idee di stampa 3D a cui stanno lavorando e che sono irraggiungibili usando il tessuto. Scienza, ingegneria e arte lavorano assieme: da qui la crucialità dell’essere all’avanguardia nella fabbricazione additiva.

Libertà creativa e processi produttivi innovativi sono quindi gli ingredienti di successo di questo progetto di moda che fanno si che i servizi di additive manufacturing offerti da Protolabs si trasformino in un processo di design puro, dal concetto alla realizzazione fisica, e contribuiscano a una maggiore personalizzazione di massa a cui si sta assistendo nell’industria della moda.

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Source: Stampi
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L’utilizzo degli stampi nella costruzione di un veicolo solare

L’utilizzo degli stampi nella costruzione di un veicolo solare

Emilia 4 è la prima auto cruiser a quattro posti a trazione solare realizzata in Italia e rappresenta il migliore compromesso tra minimo consumo energetico e massime prestazioni.

Si scrive Emilia 4, si legge innovazione made in Italy

Il migliore compromesso tra minimo consumo energetico e massime prestazioni. Emilia 4, la prima auto cruiser a quattro posti a trazione solare realizzata in Italia, doveva rispondere prima di tutto a questa esigenza.

La macchina, progettata e realizzata dal Team Onda Solare nato all’interno dell’Università di Bologna, doveva essere un prodotto ad alta tecnologia, fortemente innovativo e di categoria racing, ossia studiato per partecipare a competizioni internazionali su distanze superiori a 3.000 Km, e quindi capace di rispettare regole di gara piuttosto stringenti in termini di ergonomia, sicurezza, ingombri e funzionalità. Al tempo stesso, come tutti i veicoli a trazione solare, Emilia 4 doveva essere in grado di funzionare esclusivamente grazie al suo pannello solare, riservando al pacco batterie, di dimensioni ridotte per diminuire il più possibile il peso del veicolo, solo la funzione di accumulo di energia di riserva.

Come tutte le racing, Emilia 4 doveva essere estremamente efficiente, e caratteristiche come la forma, i materiali utilizzati e la meccanica dovevano essere progettate in virtù di questo obiettivo primario. Ma come ottenere questi vantaggi?

La scelta dei materiali ha rappresentato una delle fasi più importanti nel lavoro di progettazione. L’obiettivo era quello di ottenere la massima leggerezza rispettando, al contempo, le ferree regole in termini di funzionalità e aerodinamica previste dalle competizioni alle quali era destinata. Era necessario un rapporto ottimale tra resistenza e peso, e da questo è dipeso tutto il percorso progettuale che si sarebbe poi sviluppato con la scelta dei materiali costruttivi e delle tecnologie da utilizzare per la realizzazione del veicolo.

Oltre alla leggerezza era necessario ottenere massimi livelli di aerodinamicità in modo da minimizzare i consumi e aumentare così la quantità di chilometri percorribili con la sola energia ricavata dal sole. Lo studio dell’aerodinamica del veicolo è stato fondamentale per assicurare una bassa resistenza all’avanzamento, aumentare la scorrevolezza durante la guida, e garantire che la macchina si mantenesse stabile e sicura anche a velocità elevate. In più, trattandosi di un’auto con tre passeggeri, il sistema di sospensione non solo doveva assicurare i classici standard di comfort, stabilità e sicurezza, ma doveva anche essere leggero.

Non solo massima efficienza energetica, dunque, ma anche esigenze di ingegneria articolate e complesse per ottenere una cruiser in grado di gareggiare con successo nelle principali competizioni mondiali, a cominciare dall’American Solar Challenge, e anche di diventare, in prospettiva, una citycar a consumo zero. Un mezzo di trasporto sostenibile e funzionale.

In meno di due anni il Team Onda Solare è riuscito nell’impresa creando un’auto unica nel suo genere, che lo scorso luglio, nell’ambito proprio dell’American Solar Challenge, è riuscita nell’impresa storica di attraversare gli Stati Uniti dalla East alla West Coast per migliaia chilometri con la sola energia del sole, senza mai ricaricare le batterie nelle due settimane di competizione, a differenza delle altre cruiser solari in gara, realizzate da alcune dei più rinomati atenei su scala mondiale.

 

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Freni e frizioni per l’industria e non solo

Freni e frizioni per l’industria e non solo

Trovare, nel mercato industriale, la frizione o il freno di serie adatti ad ogni applicazione può essere un problema.

Condizioni ambientali o di lavoro particolari, spazi ristretti o interfacce geometriche specifiche possono richiedere l’impiego di modelli customizzati studiati “ad hoc” per soddisfare le più diverse esigenze operative.

In linea generale è sempre opportuno orientarsi su modelli standard.

Infatti, se una frizione o un freno standard soddisfa tutte le richieste e le condizioni imposte di un’applicazione bisognerà optare per quello; il prodotto standard è sicuramente il più conveniente, offre una migliore disponibilità di quello Custom e un migliore accessibilità ai pezzi di ricambio.

Tuttavia, per molte applicazioni speciali risulta necessario un certo grado di modifica/personalizzazione (fino al design completamente personalizzato) per garantire le prestazioni richieste.

Ed è per questo motivo che nascono i prodotti “custom”.

M.W.M. Freni Frizioni srl trova il proprio equilibrio tra un’ampia gamma di prodotti a stock, oltre 2.000 articoli pneumatici, elettromagnetici, idraulici… illustrati in quattro cataloghi, e altrettanti prodotti personalizzati.

Le frizioni e i freni personalizzati hanno maggior fascino per prestazioni elevate, caratteristiche uniche e per cura dei particolari, ma uno scaffale pieno di prodotti di scorta è altrettanto importante:

MWM offre una gamma completa di freni e frizioni industriali: dai prodotti pronti all’uso a prodotti altamente ingegnerizzati.

Uno dei vantaggi della nostra vasta gamma di prodotti è che a il cliente può affidarsi ad una sola azienda per qualsiasi tipo di frizioni o freno si renda necessario.

Che si tratti di un freno a pinza con disco standard o di un innesto a denti tutte le esigenze possono essere soddisfatte da M.W.M. Freni Frizioni srl un’azienda con oltre 55 anni di esperienza.

Progettare con il cliente

M.W.M. Freni Frizioni srl mette a disposizione il proprio staff tecnico per analizzare tutti gli aspetti da considerare nella selezione di un prodotto, consigliare ed orientare il Cliente nella scelta più affidabile e conveniente.

Ad esempio, M.W.M. Freni Frizioni srl può progettare, prototipare e testare soluzioni innovative che soddisfino le più svariate esigenze dei suoi clienti e delle loro applicazioni industriali.

Nella figura 1 è rappresentato un gruppo freno-frizione speciale per il settore petrolchimico, composto da un freno a denti negativo (a pressione di molle e rilascio elettromagnetico) e da un innesto a denti elettromagnetico, viene installato sugli attuatori di grosse valvole sottomarine.

Fig.  2 – Freno pneumatico a denti speciale di grandi dimensioni (diametro 450 mm).

Tale gruppo, immerso completamente in una scatola d’olio, è stato prima testato in camera iperbarica ad oltre 100 bar e successivamente installato nella profondità dei mari mediorientali.

Grazie a questo gruppo è possibile svincolare l’attuatore dalla valvola e bloccare la stessa in posizione di sicurezza.

In figura 2 è possibile osservare un freno pneumatico a denti speciale di grosse dimensioni (diametro 450 mm) in grado di trasmettere una coppia di 15.000 Nm e di bloccare in posizione il braccio di un’apparecchiatura di collaudo.

Quando il braccio raggiunge la posizione orizzontale prestabilita, viene azionato il freno che ferma il braccio, a sbalzo, in posizione orizzontale.

I fori di fissaggio di questo freno sono stati eseguiti in fase con la chiavetta del mozzo a cui è vincolato il braccio: questo permette di avere punti fissi e innesti in posizioni prefissate.

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