Archives Maggio 2019

Un nuovo modo di intendere le lavorazioni ibride

Un nuovo modo di intendere le lavorazioni ibride

Sviluppo di un prototipo per la manifattura additiva ibrida basata su estrusione di feedstock metallico e fresatura.

Leggere per credere

Chi ancora si chiede se la manifattura additiva possa effettivamente entrare a far parte della produzione industriale oppure no è rimasto indietro. Oggigiorno, la parola additive manufacturing non è più un tabù per la grande industria. Numerosi esempi confermano che l’integrazione di questa tecnologia in filiere di processo complesse può essere vincente e portare notevoli vantaggi, in alcuni casi capaci di ovviare a problematiche altrimenti irrisolvibili. Allo stesso tempo, la terminologia hybrid manufacturing non è più di nicchia e chiunque si occupi di produzione e macchinari industriali la conosce e la associa a sistemi che implementano sia tecniche additive sia sottrattive (sebbene il significato di macchina o sistema ibrido indichi semplicemente l’unione di più processi o metodi di produzione). Tale binomio tra produzione additiva e sottrattiva è imprescindibile dal momento che gran parte dei manufatti metallici prodotti con tecnologie additive necessita di operazioni di finitura successive. Molte sono le macchine commerciali che oggi presentano l’integrazione di questi due concetti: da centri di fresatura-tornitura che montano teste di deposizione laser oppure torce da saldatura a filo, a macchine laser a letto di polvere che integrano mandrini da fresatura.

Ciò nonostante, chi si è convinto che le forti innovazioni tecnologiche nel mondo della manifattura additiva e ibrida siano terminate si sbaglia e qui si seguito può trovare alcuni spunti per rivedere le proprie posizioni.

 

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Il futuro della produzione è Plug & Produce

Il futuro della produzione è Plug & Produce

Il futuro della produzione è Plug & Produce. Lenze mostra come l’applicazione intelligente di standard esistenti possa aprire scenari senza precedenti in termini di flessibilità e apertura nella produzione.

Un nuovo progetto, un nuovo prodotto, un nuovo formato: un cambiamento è previsto nella linea di produzione per i moduli “Infeed” e “Pick&Place”; “Packaging” e “Pallettizer” restano invariati; mentre il modulo “Outfeed” verrà riconfigurato. Questo processo non solo si prospetta complesso ma potrebbe anche richiedere molto tempo e modifiche alla macchina.  Con l’innovativo concetto “Plug & Produce”, l’arresto della produzione è breve e la macchina ritorna disponibile in tempi rapidi. Il cambio di produzione non richiede alcuna programmazione, né onerose operazioni di configurazione. Esistono già interfacce standardizzate e utilizzabili in contesti con apparati di produttori differenti per gestire il controllo, le ricette e i dati di prodotto. Lenze utilizza oggi concetti che diverranno di uso comune nel futuro, come “administration shell” e “machine skills”.

Una maggiore customizzazione del prodotto richiede la realizzazione di lotti più piccoli e riattrezzaggi ancora più frequenti sulla linea di produzione. I moduli all’interno di una macchina o di un sistema non sono gli unici elementi oggetto di modifica, anche la programmazione del sistema di controllo, l’integrazione dell’interfaccia, la diagnostica e la messa in funzione, costituiscono dei passaggi necessari per l’avvio della produzione. Questo implica un notevole dispendio di tempo e risorse, sia per l’utilizzatore finale che per il costruttore, che dovrà prevedere nuovi investimenti per integrare nel proprio sistema moduli applicativi provenienti da diversi fornitori che impiegano formati di dati diversi.

Alla fiera SPS Italia, Lenze dimostra come il processo di packaging possa essere implementato articolando la linea di produzione in diversi moduli. La riconversione della linea segue il concetto “Plug & Produce”: basta connettersi e avviare il processo. Il segreto sta nella comunicazione – aperta, standard e indipendente dal produttore degli apparati – che consente ai vari moduli inseriti di configurare automaticamente la linea di produzione e scambiare dati tra loro, interagendo a tutti gli effetti durante la produzione. Ciò significa che la linea di produzione non ha bisogno di essere riprogrammata.

Utilizziamo gli standard esistenti

Questa comunicazione standardizzata è basata su OPC UA e sulla relativa specifica PackML. Lenze è stata una delle prime aziende a utilizzare l’”administration shell” per fornire i dati che descrivono le caratteristiche e funzionalità della macchina. Utilizzando questi dati, i moduli possono collegarsi automaticamente e organizzare lo scambio di informazioni nel processo di produzione. La demo “Plug & Produce” è un esempio di quanto sia potente la piattaforma hardware e software di automazione di Lenze in termini di flessibilità, scalabilità, modularità e networking.

L’obiettivo dei fornitori di tecnologia è di creare degli standard applicativi che siano indipendenti dai singoli produttori. Questo richiede un approccio di partnership con gli OEM e una forte collaborazione con i comitati di standardizzazione delle associazioni industriali. Lenze è convinta che questo sia il modo migliore per raggiungere l’obiettivo produttivo di “Plug & Produce”.  L’utilizzo di standard aperti consente di operare una scelta migliore tra i fornitori per disporre di linee di produzione flessibili con prodotti intercambiabili, integrati nella piattaforma di automazione aperta.

I vantaggi per i costruttori…

L’ingegneria meccanica beneficia immensamente del concetto di Plug & Produce. Questo perché l’impiego di interfacce comuni e standard condivisi semplifica la modularizzazione di macchine e sistemi. Allo stesso tempo, la proprietà intellettuale dell’OEM è protetta dal fatto che non è necessario fornire competenze specifiche a terzi per il funzionamento della rete e delle connessioni della propria macchina. Lo sforzo di integrazione e programmazione è ridotto, anche l’integrazione all’interno del sistema di visualizzazione della macchina risulta maggiormente semplificata.  Riducendo le possibilità di errore si crea più spazio per la ricerca dell’innovazione. Una migliore funzionalità e un time-to-market più brevi rendono le aziende più competitive.

…e per gli utilizzatori

Per l’utilizzatore finale la produzione può essere adattata più rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle esigenze dei clienti. Vantaggi nella scelta più ampia dei moduli da utilizzare per costruire la propria linea, e riutilizzo più agevole dei moduli macchina quando le esigenze di produzione cambiano radicalmente.  Lo sforzo richiesto per l’integrazione sarà minimo, anche in termini di formazione del personale. La comunicazione continua permette di semplificare la diagnostica e la gestione degli allarmi, migliorando la sicurezza complessiva della linea. “Plug & Produce” consente dei cambi di prodotto più frequenti nel corso della produzione grazie ad una riconversione più semplice e più rapida, a beneficio di un’elevata disponibilità dell’impianto.

In sintesi

I concetti di Plug&Produce sono già applicabili oggi, grazie all’impiego degli standard attuali.
La sfida è tradurre questi concetti in applicazioni pratiche, facendo evolvere le linee produttive in sistemi modulari in grado di realizzare i vantaggi di flessibilità, disponibilità, qualità e sicurezza offerte da questo paradigma innovativo. Lenze, in qualità di leader tecnologico con più di settant’anni di esperienza nel campo hardware e software dell’automazione della macchina, adotta standard aperti e implementa soluzioni modulari e facili da riconfigurare, in modo da garantire al mercato la massima flessibilità nello sviluppo delle macchine e dei sistemi.  Per raggiungere questo scopo, Lenze dialoga, si confronta e collabora in modo continuo con clienti, partner e associazioni di categoria.

 

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Un nuovo contatore di particelle

Un nuovo contatore di particelle

MP Filtri presenta il nuovo contatore di particelle LPA3. Il laboratorio portatile sempre con te

MP Filtri –  multinazionale specializzata in soluzioni per la filtrazione nel settore oleodinamico – presenta il nuovo contatore di particelle LPA3. Un vero e proprio laboratorio portatile di ultima generazione che, grazie alle importanti innovazioni introdotte nella tecnologia ottica e dei fotodiodi, consente di effettuare un controllo rapido, accurato e completo della contaminazione dei fluidi dei sistemi oleodinamici, con un grado superiore di affidabilità e precisione.

Appositamente concepito per consentire agli utenti di operare efficacemente in qualsiasi contesto applicativo, LPA3 presenta un design estremamente robusto, ergonomico e compatto, con ingombri ridotti ed un peso di appena 10 Kg, che lo rendono un valido alleato sul campo, anche in ambienti di lavoro critici.

Monitoraggio veloce, facile e preciso

“Veloce, preciso e facile da utilizzare, l’innovativo LPA3 rappresenta uno strumento essenziale per monitorare ed identificare, in tempo reale, i livelli di contaminazione del fluido.” commenta Massimiliano Sanna, Marketing Manager di MP Filtri che aggiunge: “È, infatti, ormai noto come l’80% dei danni nei sistemi oleodinamici è causato proprio dalla contaminazione da particelle solide dovute, ad esempio, all’usura oppure alla pulizia dell’olio non correttamente eseguita. In tal senso, la tecnologia di LPA3 permette di predeterminare le condizioni di funzionamento del fluido e di attivare, con tempestività, le opportune procedure di manutenzione prima che si verifichino dei guasti, a garanzia della massima continuità di esercizio, di una maggiore durata del cliclo di vita dei componenti e di una consistente riduzione dei costi e dei tempi di fermo macchina.”

Massimiliano Sanna, Marketing Manager di MP Filtri.

Il nuovo contatore portatile di particelle LPA3 introduce nuovi standard nel settore. Come il suo predecessore LPA2, oltre a misurare, segnalare e visualizzare automaticamente la contaminazione da particolato, il livello di umidità, la pressione e la temperatura del sistema, offre molteplici funzionalità avanzate.

LPA3, infatti, consente di programmare volumi superiori di campione con tempi 16 volte più veloci rispetto a LPA2, riducendo al minimo il rischio di errore nell’analisi del fluido. L’utilizzo della più recente tecnologia ottica a LED accresce ulteriormente il livello di precisione, rendendolo particolarmente idoneo ad essere utilizzato in svariate applicazioni ed in condizioni di lavoro critiche. LPA3 è di fatto in grado di funzionare correttamente, mantenendo i medesimi standard di efficienza, in ambienti con temperature che vanno da -10°C a +80°C e con pressioni fino a 420bar.

Elevato grado di programmazione

Ulteriore elemento distintivo di LPA3 è rappresentato dal suo elevato grado di programmazione e personalizzazione in termini di volumi di campionatura (fino a 100 ml di campione in un solo minuto) e quantità di test eseguiti in contemporanea, che ne accrescono la versatilità di impiego. Qualsiasi sia il campo di utilizzo, LPA3 prevede un’ampia gamma di formati di reportistica in grado di soddisfare qualsiasi standard richiesto. I dati elaborati possono essere scaricati tramite connessione USB, oppure stampati istantaneamente su carta grazie all’adozione di una stampante termica opzionale.

Eccellenza anche dal punto di vista della facilità di utilizzo. Il nuovo contatore di particelle portatile LPA3 è studiato al fine di assicurare all’utente finale un prodotto sofisticato, con un software evoluto ma, al contempo, di semplice ed immediato utilizzo anche per l’operatore meno esperto: basta un semplice tocco sul display a colori touch screen da 10’’ ad alta risoluzione, completamente programmabile, per attivarne le funzionalità.

Completano la soluzione, infine, un’elevata capacità di memoria integrata, che permette di archiviare fino a 4000 test, una batteria agli ioni di litio a lunga durata ed una custodia in copolimero infrangibile, a garanzia di una performance che dura nel tempo.

Massimiliano Sanna, Marketing Manager di MP Filtri dichiara: “LPA3 è il frutto della consolidata expertise dell’azienda nel settore della filtrazione oleodinamica e dei costanti investimenti sostenuti nella ricerca e sviluppo di soluzioni complete e altamente innovative per il controllo della contaminazione. Oggi, dunque, siamo profondamente orgogliosi di presentare al mercato un sistema così evoluto e all’avanguardia che sarà in grado di offrire ai nostri clienti un reale vantaggio competitivo, rispetto alla concorrenza, grazie alla sue funzionalità avanzate e all’elevata precisione nell’analisi del fluido dei sistemi oleodinamici.”

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Source: Stampi
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