Archives Marzo 2019

Come individuare in 3 step il cilindro oleodinamico più adatto alla propria applicazione

Come individuare in 3 step il cilindro oleodinamico più adatto alla propria applicazione

Dall’1 al 5 aprile l’azienda Grices Hydraulic Cylinders offre a tutti visitatori di Hannover Messe l’opportunità di configurare e dare forma al proprio cilindro oleodinamico.

Hall 21, Stand J15 (6). È questo l’indirizzo da annotarsi per non perdere l’occasione di configurare ilproprio cilindro oleodinamico e valutare con i propri occhi le caratteristiche tecniche che ne determinano lo standard qualitativo.

Grices Hydraulic Cylinders ha scelto la fiera di Hannover per incontrare i professionisti alla ricerca di un prodotto di qualità al giusto prezzo e di uno strumento semplice e gratuito che possa aiutarli in fase di progettazione e acquisto. Per questa importante manifestazione, l’azienda lecchese produttrice di cilindri oleodinamici da oltre 40 anni, ha allestito il proprio stand con uno spazio dedicato, dove i visitatori potranno provare loro stessi a configurare il proprio standard ISO 6020/2, 6020/1 e 6022, cilindro corsa breve, saldato e nello stesso tempo essere supportati dal punto di vista tecnico dal personale presente.

Grazie ad un’interfaccia semplice ed intuitiva, sarà possibile configurare le caratteristiche desiderate, visualizzare i disegni in 2D, 3D e PDF e valutare prezzi e tempi di consegna in un click. 3 semplici step che consentiranno al professionista di avere a disposizione le informazioni più importanti per prendere decisioni corrette e ragionate in base alla propria applicazione.

Dal digitale al pezzo fisico, il percorso all’interno dello stand è a 360°. Per valutare infatti con i propri occhi le caratteristiche che determinano lo Standard qualitativo, basterà rivolgere lo sguardo ai campioni dei cilindri oleodinamici esposti. Pezzi standard, appunto, ma unici nell’esperienza, come recita lo sloganche Grices ha scelto per evidenziare lo standard qualitativo elevato dei suoi prodotti, derivante dalle conoscenze acquisite negli anni per rispondere ad una richiesta altamente personalizzata.

Per chi fosse impaziente di avere un’anteprima, il configuratore è anche online

Grices Hydraulic Cylinders mette a disposizione l’ingresso gratuito alla Hannover Messe per tutti i suoi visitatori. Ticket Download: clicca qui

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Come individuare in 3 step il cilindro oleodinamico più adatto alla propria applicazione

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Un Premio per i giovani esperti delle materie plastiche

Un Premio per i giovani esperti delle materie plastiche

Nell’ambito delle diverse attività svolte per la formazione e lo sviluppo professionale, TMP ha bandito un Premio nazionale per tre Tesi di Laurea dedicate in modo esplicito e diretto a sviluppare ed approfondire tematiche relative al settore.

Si terrà al MECSPE 2019 il giorno 29 marzo la consegna del premio di laurea, promosso da TMP (Associazione Italiana Tecnici Materie Plastiche) dedicato a giovani laureati che hanno presentato tesi sulle materie plastiche. Il Premio è stato voluto da TMP per stimolare la crescita dei giovani in un questo settore, quello delle materie plastiche, che sarà sempre più essenziale per lo sviluppo della nostra società.

Le tesi valutate hanno come tema lo sviluppo di nuovi materiali polimerici e processi di trasformazione, applicazioni in settori innovativi o innovazione in settori esistenti, oppure metodologie di caratterizzazione dei polimeri o dei manufatti. Si spazia quindi dalla sintesi di polimeri, al design e progettazione di nuove applicazioni, fino al riciclo dei prodotti a fine vita ed alla sostenibilità/circolarità della filiera produttiva.

La cerimonia di premiazione delle 3 migliori tesi ricevute avverrà dunque il 29 marzo, proprio durante la fiera che sarà anche occasione per iniziare i festeggiamenti dell’anniversario di TMP. L’associazione infatti, presente in fiera con il suo stand, festeggerà i suoi 40 anni di vita con uno spazio tutto dedicato alla storia del TMP in relazione alla storia delle materie plastiche e che ricorderà persone, attività e sviluppo di prodotti e tecnologie nell’industria delle materie plastiche. Le attività per i 40 anni termineranno con il tradizionale Congresso delle materie plastiche a novembre 2019.

di Claudia di Sante

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Un Premio per i giovani esperti delle materie plastiche

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Il Premio alla subfornitura 2019: prodotti e processi più innovativi

Il Premio alla subfornitura 2019: prodotti e processi più innovativi

Due le macrocategorie oggetto del premio: all’azienda con prodotto più innovativo in termini di lavorazioni e finiture e all’azienda che ha saputo integrare in maniera più efficace ed efficiente i processi “Industria 4.0.”

A MECSPE 2019 torna il “Premio alla Subfornitura”, promosso dalla rivista Subfornitura News e assegnato ai prodotti e ai processi più innovativi sviluppati dai terzisti espositori. Nell’edizione 2019 del contest due saranno le macrocategorie oggetto del premio:

  • All’azienda che ha realizzato il prodotto più innovativo in termini di lavorazioni e finiture, in ognuna delle 5 sottocategorie previste: subfornitura meccanica, stampi, stampaggio plastica, elettronica, fonderia.
  • All’azienda che ha saputo integrare in maniera più efficace ed efficiente i processi “Industria 4.0.”, quindi a quella realtà che non solo si è dotata di macchine e tecnologie idonee ma che ha effettivamente fatto il passo verso la fabbrica digitale. Tale premio sarà unico e trasversale a tutte le categorie.

I prodotti e i processi candidati verranno valutati da una giuria composta dai direttori tecnici delle principali riviste di settore edite dal Gruppo Editoriale Tecniche Nuove: “Macchine Utensili”, “Lamiera”, “Plastix”, “Stampi”, “Fonderia”, “Industrie 4.0”, “PCB”. I premi verranno consegnati durante il primo giorno della fiera MECSPE a Parma.

di Luca Melideo

 

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Il Premio alla subfornitura 2019: prodotti e processi più innovativi

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Villaggio ASCOMUT al MECSPE 2019

Villaggio ASCOMUT al MECSPE 2019

L’anno 2018 si è chiuso con un’eccellente performance: il 76% delle risposte segnala un trimestre finale in crescita rispetto al medesimo periodo del 2017, mentre per il 14% i due trimestri si sono sostanzialmente equivalsi. Si tratta di un risultato certamente positivo, anche considerando l’importanza che l’ultimo trimestre dell’anno ha sempre rivestito per il settore.

Anche in occasione dell’edizione 2019 di MECSPE, in programma a Parma dal 28 al 30 marzo 2019, ASCOMUT l’Associazione Italiana Macchine Tecnologie e Utensili sarà presente in forze, sia a livello istituzionale, sia con una folta rappresentanza dei suoi Associati.
Infatti saranno quaranta le aziende associate che animeranno il Villaggio Ascomut, giunto alla sua quattordicesima edizione. Un’ulteriore ventina di aziende associate ASCOMUT esporranno a Parma in altri settori della fiera.
Una presenza così folta costituisce senza dubbio una risposta energica a una congiuntura economica che non brilla per la fiducia degli operatori del settore.
Un clima di scetticismo già rilevato dalla Segreteria Ascomut, che, sulla base dei dati raccolti a gennaio 2019 ha potuto da un lato concludere che l’anno 2018 si è chiuso con un eccellente performance: il 76% delle risposte segnala un trimestre finale in crescita rispetto al medesimo periodo del 2017, mentre per il 14% i due trimestri si sono sostanzialmente equivalsi. Si tratta di un risultato certamente positivo, anche considerando l’importanza che l’ultimo trimestre dell’anno ha sempre rivestito per il settore.
Valutazioni positive sono emerse con chiarezza anche dall’analisi della tendenza dell’ultimo semestre, risultata decisamente migliore rispetto alle previsioni ed in controtendenza se paragonata alla flessione di fiducia rilevata solo tre mesi or sono. Sta di fatto che quasi il 70% dei rispondenti evidenzia una crescita di Ordini/Fatturato negli ultimi sei mesi. Resta abbastanza contenuta, intorno al 13%, la percentuale di chi segnala un peggioramento (stessa percentuale già registrata tre mesi fa).
Tuttavia, come anticipavamo, le buone notizie relative all’andamento dell’esercizio 2018 non trovano conferma quando si passa sul piano dei trend previsionali. A inizio anno, gli imprenditori “vedono” un 2019 in fase nettamente riflessiva e difficilmente in grado di replicare le performance del 2018. Quasi la metà dei rispondenti ipotizza un anno stazionario rispetto al precedente e quindi senza crescita (dopo alcuni anni di ininterrotto incremento del mercato). L’altra metà si divide tra ottimisti (31%) e pessimisti (21%), a conferma dell’incertezza che connota questa nuova fase del mercato.
Non traspare grande fiducia sull’evoluzione di breve periodo dello scenario economico. Già tre mesi fa le aziende interpellate erano state chiare a questo riguardo con una quota “bulgara” (oltre il 92%) di risposte che indicavano trend stabile o in flessione. Anche adesso siamo al 90%, ma con una netta accentuazione della previsione negativa: il 55% ipotizza uno scenario stagnante (erano il 66% tre mesi fa) ed il 35% un peggioramento (erano il 27% tre mesi fa). Resiste una quota di ottimisti, ma certamente residuale. Le turbolenze interne ed internazionali, le incertezze di quadro economico e sociale ed anche le scadenze elettorali europee di primavera inducono ad estrema cautela nelle previsioni e confermano un senso di diffusa preoccupazione.

di Marco Lombardi

I protagonisti del VILLAGGIO ASCOMUT 2019

ABC TOOLS SPA
AL.MA. SRL
BC TECHNOLOGY SRL
CENTRO UTENSILI SRL
CERATIZIT ITALIA SPA
CHIRON ITALIA SPA
CONSORZIO DISTRIBUTORI UTENSILI
DAL CASON TRADING S.R.L.
DEGA E GRAZIOLI SRL
EMANUELE MASCHERPA SPA
EMUGE – FRANKEN SRL
EROWA TECNOLOGIE SRL
EVO INTERNATIONAL GROUP SRL
FASTEMS S.R.L.
FRAISA ITALIA SRL
GF MACHINING SOLUTIONS SPA
GROB ITALY SRL
HAIMER ITALIA SRL
HEIDENHAIN ITALIANA SRL
HOFFMANN ITALIA SPA
HOMBERGER SPA
KINTEK SRL
LINEA TECNICA SRL
LINK GRUPPO SPA
LNS ITALIA SRL CON SOCIO UNICO
LUGHESE UTENSILERIA E MACCHINE SRL
MAPAL ITALIA SRL A SOCIO UNICO
MINETTI SPA
MULTICONTROL SRL
PRECITOOL ITALIA SRL
RIBONI SEGATRICI SRL
ROSVER SRL
SEF MECCANOTECNICA SRL
SOC. IT. COMMERCIALE UTENSILI SPA
STAHLWILLE UTENSILI SRL SOCIETA’ UNIPERSONALE
SYNERGON SPA
TECNOR MACCHINE SPA
UBIEMME
VEMAS S.R.L.
YG1 ITALY SRL

 

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Villaggio ASCOMUT al MECSPE 2019

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Applicazioni collaborative di assemblaggio nella smart factory di Schunk

Applicazioni collaborative di assemblaggio nella smart factory di Schunk

Nella produzione dei moduli di presa, Schunk realizza diverse varianti prodotto in lotti di varie dimensioni: le pinze, infatti, sono state fin’ora assemblate manualmente in workstation tradizionali. Questo tipo di attività comporta una serie di problematiche quali affaticamento fisico, pericolo di infortuni e costi elevati dovuti al lavoro prettamente manuale. Un obiettivo dell’introduzione di applicazioni collaborative nella smart factory Schunk è quello di incrementare la flessibilità degli operatori, riducendo la monotonia delle operazioni e migliorandone l’ergonomia, nonché alleggerire i costi di produzione. Al centro dell’attenzione ora non sono più i processi interamente automatizzati, ma è l’automazione parziale che sta man mano prendendo piede perché riesce a coniugare sinergicamente i punti di forza dei robot con quelli degli umani. La motivazione principale che spinge ad incrementare le applicazioni collaborative risiede nell’intento di migliorare i singoli processi produttivi: in questo modo è possibile astenere le risorse umane dalle operazioni più stressanti o eccessivamente monotone per migliorare l’ergonomia delle postazioni di lavoro ed andare incontro al mutato contesto demografico; rendere più flessibili i processi, incrementare l’efficienza; ottimizzare la logistica e i processi di manipolazione e di carico. Questo nuovo trend non poteva non interessare la produzione di Schunk, leader di competenza per i sistemi di presa e la tecnica di serraggio.

Un’analisi attenta della postazione di lavoro come punto di partenza

Non appena l’operatore finisce la sua attività, comunica al robot semplicemente toccandolo che il componente è pronto per il prelievo. Foto: Schunk.

Nella fase inziale del progetto, Schunk ha valutato attentamente quali sarebbero stati i cambiamenti di processo associati all’introduzione di applicazioni collaborative. Da un lato, è importante soddisfare tutti i requisiti standard per offrire una postazione di lavoro sicura dal punto di vista della normativa vigente e dall’altro ottenere l’accettazione dei dipendenti nell’avere un robot come collega. Durante l’analisi, Schunk ha identificato attentamente postazioni di lavoro e processi idonei ad essere convertiti in applicazioni di robotica collaborativa secondo i seguenti criteri: grado di programmazione, grado di integrazione all’interno dell’intero processo ed analisi dei rischi. Allo stesso modo, sono stati preferiti processi dal payload contenuto e non particolarmente complessi, workstation dove si poteva ottenere un effettivo miglioramento dell’ergonomia e della tensione mentale dell’operatore e dove i tempi e le operazioni collaborative sono inizialmente basse. Un ulteriore elemento chiave nella selezione delle attività è stato quello in cui i rispettivi punti di forza di robot e operatori potevano emergere e distinguersi con chiarezza. Ciò trova particolare riscontro nella probabile accettazione per l’operatore di collaborare con un robot: il dipendente può continuare ad apportare il proprio valore aggiunto all’intero processo e al contempo lavorare in tutta sicurezza. Inoltre, gli operatori tecnicamente più esperti e curiosi sono stati coinvolti fin dall’inizio in questo processo pilota per stimolarne motivazione.

Una divisione del lavoro basato sui punti di forza

La pinza Co-act EGP-C è la prima pinza industriale per operazioni collaborative intrinsecamente sicura, certificata dall’associazione tedesca sugli infortuni sul lavoro (DGUV)
Foto: Schunk.

Uno dei casi in cui è stata introdotta un’applicazione collaborativa è nel pre-assemblaggio di moduli di presa. In questo contesto un robot collaborativo a 7 assi KUKA LBR iiwa 7 R800, sulla cui flangia DIN ISO 9409-1-A-50 è montata una Co-act EGP speciale con una videocamera industriale integrata, preleva i corpi base delle pinze da un contenitore e li porge all’operatore. La videocamera rileva l’esatta posizione del corpo della pinza e la trasmette direttamente al robot che è così in grado di prelevare correttamente il pezzo in lavorazione. La forza di presa viene limitata ad un massimo di 140 N, in maniera intrinsecamente sicura secondo la normativa vigente. La dimensione di ogni pezzo viene riconosciuta e classificata nella classe prodotto corrispondente, e i parametri di processo si regolano in maniera automatica. Altre operazioni monotone e puramente manuali come il fissaggio di viti, la chiusura dei collegamenti aria sulla pinza e la rimozione di colla sono state automatizzate in un secondo momento. Questo evita che l’operatore si concentri sulle operazioni più semplici e riduce il rischio di lesioni. Tra la consegna dei semilavorati e la finitura del pezzo, si devono eseguire ulteriori compiti di assemblaggio che, invece, vengono realizzati in modo più efficace dal lavoratore: l’inserimento di elementi elastici e anelli di tenuta, un test funzionale tattile iniziale e l’aggiunta di ulteriori singoli componenti. Questo tipo di operazioni, che richiedono una maggiore capacità manuale e di adattamento in base al contesto, sono punti di forza tipicamente umani.

Test di sicurezza, training e continue analisi dell’accettazione

Per garantire il rispetto della normativa in termini di sicurezza, sono state condotte accurate valutazioni del rischio sul posto di lavoro e sulla sicurezza relative allo spazio. Inoltre, sono state esaminate l’accettazione da parte della DGUV e le misure di monitoraggio della sicurezza sul lavoro durante il funzionamento, in merito al rispetto dei valori limite biometrici in caso di collisione. Inoltre, i dipendenti impiegati nelle postazioni collaborative ricevono una formazione regolare nella gestione del robot e nell’efficacia delle misure di sicurezza attraverso la somministrazione di sondaggi regolari. Da ciò è emerso che il primo contatto con il robot ha una notevole influenza sull’accettazione dei dipendenti e non solo, la sensazione di sicurezza oggettiva gioca un ruolo davvero fondamentale.

Conclusioni e consigli

L’esperienza acquisita da questo caso applicativo ha dimostrato che i lavoratori devono essere in grado di sperimentare sin dall’inizio con le soluzioni di robotica collaborativa in modo tale da poter padroneggiare i processi di lavoro, concorrere alla determinazione dei  processi e fare affidamento sulla funzione dei sistemi di sicurezza. Chiunque sperimenti negativamente l’approccio con i cobot attraverso movimenti troppo veloci oppure mediante messaggi di errore costanti, tenderà ad essere ostile all’introduzione del nuovo processo collaborativo. E’ necessario che sia l’umano a stabilire i ritmi delle operazioni e che non avvenga il contrario.  Ed in particolare bisogna prestare attenzione nel garantire sicurezza e l’inclusione dei dipendenti nella realizzazione dei processi. Nella valutazione economica dei progetti collaborativi, Schunk ha preso in considerazione altri fattori oltre agli sforzi e ai costi immediati:

  • Passaggio a una maggiore flessibilità nella produzione grazie alle operazioni multi-macchina
  • Riduzione al minimo del sovraccarico di alimentazione del pezzo, che genererebbe costi elevati in piena automazione della produzione di massa
  • Aumento della efficienza del sistema attraverso la possibilità di una gestione rapida e di un arresto in totale sicurezza, nonché evitando fermi macchina dovuti a piccoli malfunzionamenti
  • Riduzione dei costi attraverso l’ottimizzazione dei processi
  • Uso del robot per fasi di processo monotone, ma essenziali per la qualità generale, come l’incollaggio e il collaudo automatizzato.
  • Aumento della soddisfazione dei dipendenti e degli effetti positivi sulla salute per i lavoratori.

Con l’automazione parziale, cresce infine l’attenzione alle risorse umane, in quanto estende la sfera di attività di un lavoratore o evita la conversione di interi sistemi esistenti.  Allo stesso modo, si pone l’accento sull’efficienza e sulla qualità dei processi nobilitando l’operato dall’uomo nello svolgimento di attività di set-up, messa in servizio o controllo.

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Source: Attualita
Applicazioni collaborative di assemblaggio nella smart factory di Schunk

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Le novità di Yaskawa a MecSpe

Le novità di Yaskawa a MecSpe

In occasione di MecSpe, Yaskawa presenta importanti novità per l’industria manifatturiera. Presso il suo stand (Pad. 5 Stand N59), infatti, l’azienda mostrerà l’ultimo “nato” della famiglia MOTOMAN, il MOTOmini con payload di 500g supportato dal controllo compatto YRC1000micro (220V), il nuovo Smart Pendant totalmente touch, il robot collaborativo MOTOMAN HC10 in azione e tante altre novità in ambito Robotico, Drives Motion & Controls. Senza dimenticare il bar robotico in collaborazione con Makr Shakr: i robot MOTOMAN della serie GP si trasformeranno in speciali barman pronti a servire ottimi cocktail ai visitatori. A completare la proposta di Yaskawa, i pannelli Motion e Drives, Inverter & Controls. L’azienda sarà inoltre affiancata anche da quattro System Integrator d’eccellenza con cui da tempo ha stretto una forte partnership: Autec Automation, Compolab, G. Robotica e Pasmec. Ognuna di queste aziende presenterà una soluzione realizzata utilizzando robot Yaskawa.

Autec Automation

La novità proposta da Autec Automation è un’isola di incollaggio robotizzata che, adottando un metodo innovativo e brevettato a livello Europeo, risponde all’esigenza di elevata precisione richiesta nella produzione di borse e portafogli per il settore del lusso. In tale settore è fortemente richiesto infatti che non siano presenti sbavature di collante sui particolari di pelle e che l’accoppiamento di una pezza di pellame con una fodera di seta o con altri materiali sia estremamente preciso. Con una visione di lungo periodo e a 360° sul processo produttivo, l’isola di incollaggio va pensata come una stazione di un intero processo, dove le singole stazioni di lavoro sono collegate tra loro da un sistema di trasporto automatico e programmato. La soluzione presentata rappresenta a tutti gli effetti un’innovazione nell’organizzazione e nella gestione del processo produttivo della pelletteria.

Compolab

Compolab propone invece una soluzione volta a mostrare come il robot possa abilitare lavorazioni più articolate anche in combinazione con la stampa 3D. In particolare, l’azienda utilizza il robot snello ed agile a doppio braccio e 15 assi Motoman SDA10F, dotato di un estrusore per la stampa 3D sul braccio sinistro e di un tool di fresatura sul braccio destro. Dopo la stampa di targhette in plastica, il robot realizza una scritta di precisione. La soluzione proposta rappresenta un ulteriore step nella stampa 3D che viene così arricchita da lavorazioni meccaniche, garantendo elevati livelli di precisione.

G.Robotica

La presa diretta da cassone di pezzi alla rinfusa prevede che il carico delle macchine operatrici venga fatto utilizzando il robot e una perifica meccanica estramente rigida. Questa rigidità però, insieme alla necessità di scuotere i pezzi per movimentarli generando micro urti fra gli stessi, non rendono questo approccio una soluzione ottimale. BIN PICKING 3D 4.0 è quindi l’applicazione di G.Robotica pensata per offrire uno strumento in grado di gestire autonomamente la pallettizzazione delle parti orientate in modo casuale per mezzo di un manipolatore antropomorfo. Questa soluzione consente di sviluppare applicazioni in modo autonomo, rapido ed efficace nell’ottimizzazione dei processi produttivi.

Pasmec Automation

A Mecspe, invece, Pasmec Automation presenta il progetto gripper PCSSP, una pinza combinata atta alla movimentazione di sacchi, scatole in cartone ed europallet. Il gripper progettato è applicabile sul software Yaskawa Pallett Solver e può movimentare anche 2 scatole alla volta, rilasciando un’unità e mantenendo sul gripper l’altra. Può essere comunque gestito in qualsiasi modo tramite una programmazione dedicata ed è predisposto al montaggio diretto sulla flangia dei robot antropomorfi Yaskawa della famiglia MPL100.

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Source: Attualita
Le novità di Yaskawa a MecSpe

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Formula Sae al MECSPE 2019

Formula Sae al MECSPE 2019

La più importante manifestazione tecnico sportiva internazionale dedicata al mondo universitario ritorna a MECSPE per mostrare la creatività e la progettualità degli studenti. Per rispondere alla necessità di unire due eccellenze italiane come la ricerca universitaria e la lavorazione conto terzi, MECSPE creerà un ponte reale tra questi due mondi aggiungendo al suo impegno nel mondo della formazione: una collaborazione con ANFIA e Dallara Automobili.

Università e impresa parlano lingue diverse che nel nostro Paese spesso fanno fatica a incontrarsi. Dai progetti di ricerca di eccellenza in Ateneo, alle imprese in grado di realizzarli, questo viaggio, in Italia, sembra essere ancora tortuoso e privo di collegamenti concreti. Eppure la competitività tecnologica del tessuto imprenditoriale e il trasferimento delle conoscenze sul territorio passano anche dalle nuove idee e dai progetti proposti dagli Atenei. Una risorsa di crescita e sviluppo d’impresa troppo spesso dimenticata e abbandonata. Per rispondere alla necessità di unire due eccellenze italiane come la ricerca universitaria e la lavorazione conto terzi, MECSPE creerà un ponte reale tra questi due mondi aggiungendo al suo impegno nel mondo della formazione, una collaborazione con ANFIA e Dallara Automobili per presentare in fiera l’iniziativa e dare voce ai ragazzi, ai loro progetti e a chi li realizza.

La Formula SAE Italy, polo italiano della mondiale Formula SAE è la più importante manifestazione tecnico sportiva internazionale organizzata in ltalia dall’ANFIA e coinvolge oltre 2.000 laureandi in ingegneria provenienti da circa 20 nazioni. Gli studenti, oltre a presentare progetti delle vetture monoposto da competizione, vengono impegnati nella prova finale di endurance. La partecipazione a MECSPE rientra perfettamente nella mission dell’evento che mira non solo a formare i giovani ingegneri attraverso un`esperienza concreta di realizzazione di un progetto di una vettura da competizione, ma anche a creare un’opportunità di relazione tra la realtà universitaria e le aziende del settore automotive per progetti o attività di ricerca. Realtà che a oggi, soprattutto per quanto attiene il contesto nazionale, risultano essere ancora spesso scollegate, contrariamente a quanto accade in altre nazioni europee, come ad esempio in Germania, dove i rapporti università-industria sono strutturati e consolidati da tempo. Un gap che MECSPE intende ridurre.

L’evento

All’interno del padiglione della subfornitura, la Formula SAE, mostrerà 3 prototipi nel campo del motorsport progettati dai migliori team di studenti universitari italiani e, al tempo stesso, una vettura Dallara, main sponsor dell’iniziativa italiana. Da una parte, quindi, verrà messa in risalto la creatività e la progettualità degli studenti universitari e dall’altra la competenza tecnologica di una delle maggiori aziende del motorsport italiane. Un ponte diretto tra la realtà universitaria e quella delle aziende che, insieme, rappresentano due elementi fondamentali del tessuto industriale italiano.
Riportando la Formula SAE in fiera, MECSPE intende proseguire l’importante investimento nella formazione che la fiera ha portato avanti in questi ultimi anni e che si sviluppa anche con le attività di accompagnamento scuole svolte dai ragazzi degli istituti tecnici dei salesiani.

Che cosa è

La Formula SAE (Society of Automotive Engineering) è un evento internazionale, organizzato in Italia dall’Associazione Tecnica dell’Automobile, in cui studenti e neolaureati di facoltà ingegneristiche si sfidano nella progettazione, nella realizzazione e nell’attività di prova in pista di prototipi di vetture monoposto.
Dal 2009 main sponsor per l’organizzazione della Formula SAE Italy (che si tiene presso l’Autodromo Riccardo Paletti di Varano De’ Melegari) è Dallara, convinta sostenitrice dell’evento, che collabora attivamente all’organizzazione e mette a disposizione le sue risorse.
La manifestazione, attraverso lo spirito della competizione, crea un contesto concreto per i giovani ingegneri, in cui misurarsi con la complessità di un progetto. Ha un’importante finalità educativa, ma allo stesso tempo è propedeutica per il loro futuro professionale.
I team partecipanti affrontano diverse prove, che consistono in presentazioni, o in attività dinamiche in pista, in base alle quali sono valutati sia a livello tecnico, che a livello gestionale, da giurie di esperti provenienti dal settore del motorsport/automotive.
Nelle ultime edizioni è stata inserita anche la categoria Formula Electric, per prototipi alimentati da propulsori elettrici, con la finalità di sensibilizzare le nuove generazioni alla ricerca e allo sviluppo di progetti per una mobilità ecosostenibile.

 

Formula SAE, le Novità del 2019

Formula SAE nasce nel 1981 per iniziativa della Society of Automotive Engineers (SAE) e prevede che gli studenti partecipanti si misurino nella progettazione e realizzazione di una vettura prototipo monoposto da competizione destinata ad un’eventuale commercializzazione, seguendo particolari vincoli di carattere tecnico ed economico, come se fosse commissionata da un’impresa del settore automotive per un utente non professionista.

Durante la manifestazione, i team di studenti, suddivisi nelle classi di partecipazione Combustion (1C), Electric (1E) e Driverless (1D) – quest’ultima al suo esordio in Italia nel 2018 e dedicata alla realizzazione di una vettura a guida autonoma – affrontano prove statiche – Design, Business Presentation e Cost Event – e prove dinamiche in pista – Acceleration, Skid Pad, Autocross, Endurance; per la Classe Driverless Autocross ed Endurance sono sostituiti dalla prova di Trackdrive. La cosiddetta “Classe 3”, comprende i team che team presentano unicamente il progetto della vettura, senza prototipo.
Le novità del 2019 sono l’aggiunta di 8 nuovi slot nella classe “elettrica”, tecnologia oggi al centro del dibattito sulle tendenze evolutive del settore automotive.
Gli slot saranno quindi 33 per la Classe 1E, 52 per la Classe 1C, 10 per la Classe 1D e 5 per la Classe 3.

E in Italia?

Questo evento si è diffuso in Europa nei primi anni 2000, a imitazione di quello statunitense che ha visto la prima edizione nel 1981. In Italia la Formula esordisce nel 2005, organizzata da ATA (Associazione Tecnica dell’Autoveicolo) e si svolge sul Circuito Fiat Auto di Balocco (VC); negli anni si succedono due cambi di location, dapprima il circuito Ferrari Fiorano di Maranello (MO) poi il circuito Riccardo Paletti di Varano ‘de Melegari (PR) che è tuttora sede dell’evento. Dopo 12 edizioni, nel 2017, ANFIA raccoglie il passaggio di testimone da ATA e organizza per la prima volta la 13^ edizione della Formula SAE Italy & Formula Electric Italy, mentre l’edizione del 2018 ha visto l’arrivo di una nuova classe di partecipazione, dedicata alle monoposto a guida autonoma. L’evento italiano è il secondo al mondo ad aver inserito la classe driverless.

Le prove

L’obiettivo dell’evento resta quello di mettere al centro, più che l’agonismo in sé, le capacità maturate dai ragazzi in termini di conoscenze ingegneristiche, impegno, organizzazione e rispetto delle tempistiche, coordinamento della progettazione e presentazione del prodotto. Partecipare significa, quindi, avere l’opportunità di apprendere le dinamiche del lavoro in team, con regole precise e scadenze da rispettare, ed essere messi alla prova sulle reali fasi costruttive e progettuali di un prototipo, con tutte le difficoltà che questo comporta.
Durante la manifestazione, i team affrontano alcune prove divise in due macro-categorie:
statiche, che a loro volta si distinguono in Design (presentazione del lavoro complessivo di progettazione della vettura), Business (simulazione di una presentazione del proprio progetto davanti a una platea di potenziali investitori) e Cost (analisi del cost report prodotto dai team dove vengono indicate le quantità di materiali e componenti vettura utilizzati). Queste prove vedono le squadre giudicate da esperti di livello di ognuno dei tre settori, a loro volta suddivisi in commissioni.
dinamiche in pista: Acceleration, Skid Pad, Autocross ed Endurance. Quest’ultima è la prova finale (22 km in pista con un cambio pilota) e mira a valutare le performance complessive delle singole vetture in gara. Per la classe driverless in sostituzione dell’endurance è prevista una prova denominata Trackdrive.
I team partecipanti nella cosiddetta “Classe 3” presentano unicamente il progetto della vettura senza prototipo.

 

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Formula Sae al MECSPE 2019

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System integrator e costruttori al MECSPE 2019

System integrator e costruttori al MECSPE 2019

Anche quest’anno MOTEK Italy, salone dedicato alla robotica all’interno di MECSPE, punta sulla sinergia e la stretta collaborazione tra costruttori di robot e integratori di sistemi.

Per questo, dopo il successo delle prime due edizioni, riconoscendo l’importanza per il Sistema Italia dello sviluppo dell’automazione e delle tecnologie robotiche, i produttori presenti in fiera hanno avuto la possibilità di offrire ai propri system integrator l’occasione di partecipare in una posizione privilegiata accanto al loro stand dove essere protagonisti, per creare momenti di business e trasferimento tecnologico, scambi di idee ed esperienze tra operatori industriali, presentazioni di applicazioni nei diversi ambiti.
Le celle automatizzate sono pensate per lavorazioni in diversi settori.

 

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System integrator e costruttori al MECSPE 2019

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Ecologia del fatturato al MECSPE 2019

Ecologia del fatturato al MECSPE 2019

Incorporare l’ambiente nelle strategie di competitività aziendale significa mettere in gioco le proprie capacità per individuare e interpretare bisogni che sono al di fuori dello stretto recinto del mercato, sviluppando nuovi prodotti e servizi che incidono nel sociale e portando al contempo profitti all’impresa. Materioteca® tratterà a MECSPE il tema dell’ecologia del fatturato, ovvero come sviluppare le aziende attraverso la protezione dell’ambiente.

Come di consueto, nell’area dedicata verrà esposta una ricca raccolta di manufatti, materiali e descrizione di tecnologie e servizi di ultima generazione: esempi di economia circolare, materiali da scarti, servizi che facilitano la chiusura dei cicli, catene di valore che migliorano gli impatti e molte altre novità tra le quali la stampa 3D di materiali riciclati.

Esperti del settore faranno da guida ai visitatori per mostrare le ultime novità del settore.
Michael Porter, accademico ed economista statunitense e massimo studioso di strategia manageriale, ha pubblicato assieme a Mark Kramer un saggio che teorizza la necessità per le imprese di collocare la propria catena del valore nell’ambiente, inteso nel senso dell’ecosistema fisico del pianeta terra.

Incorporare l’ambiente nelle strategie di competitività aziendale significa mettere in gioco le proprie capacità per individuare e interpretare bisogni che sono al di fuori dello stretto recinto del mercato, sviluppando nuovi prodotti e servizi che incidono nel sociale e portando al contempo profitti all’impresa. Le società di grandi dimensioni si sono già incamminate su questo percorso toccando con mano che se il nuovo prodotto o servizio soddisfa un bisogno concreto e reale incrementa fatturato e utili, nonché fidelizza i clienti.

Troviamo esempi come quello di Patagonia (abbigliamento tecnico outdoor) che, conscia della necessità di risparmiare risorse naturali, ha deciso di creare prodotti estremamente durevoli e di offrire ai propri clienti un servizio di riparazioni in tutti i punti vendita monomarca. Queste strategie non sono utili soltanto alle grandi corporation ma portano consistenti benefici anche alle medie, piccole e micro imprese.

 

 

 

 

 

 

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Ecologia del fatturato al MECSPE 2019

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Lo stampaggio rotazionale al servizio dell’industria

Lo stampaggio rotazionale al servizio dell’industria

Lo stampaggio rotazionale ha conosciuto in questi ultimi decenni una costante crescita sia in termini di ampliamento delle applicazioni che di innovazione tecnologia. Oggi il rotomoulding rappresenta una tecnologia matura ed applicata in molteplici settori industriali, dall’arredamento alla nautica, dai mezzi di trasporto ai prodotti per il giardinaggio, fino ai contenitori industriali e ai prodotti per l’ecologia.

Per la prima volta MECSPE, in collaborazione con IT-RO, l’Associazione italiana delle imprese operanti nello stampaggio rotazionale, ospita un’area interamente dedicata alle possibilità offerte da questa importante tecnologia di stampaggio.

In quest’area (PAD. 6 – B 13) il visitatore potrà approfondire la conoscenza dello stampaggio rotazionale in tutti i suoi aspetti (dalla materia prima allo stampaggio passando per stampi, macchine, attrezzature ed accessori), comprendendone le indicazioni di progettazione, le proprietà e i vantaggi grazie alla presenza di qualificati stampatori, fornitori di macchine, di attrezzature, di materie prime e di accessori, nonché consulenti.

L’area dedicata allo stampaggio rotazionale vede la presenza di alcune tra le principali aziende del settore, oltre ad un percorso espositivo interno realizzato con lo scopo di mostrare ai visitatori una serie di prodotti significativi di questa tecnologia; infine un’area istituzionale dedicata interamente all’associazione illustra le finalità e le principali attività di IT-RO.

 

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Lo stampaggio rotazionale al servizio dell’industria

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