Archives Marzo 2019

Comau introduce un nuovo sistema di graffatura 4.0 per veicoli elettrici

Comau introduce un nuovo sistema di graffatura 4.0 per veicoli elettrici

Continuano in casa Comau (www.comau.com) i progressi nello sviluppo di soluzioni digital-enabled dedicate alla produzione di veicoli leggeri, con un nuovo processo robotizzato di graffatura a rulli.

Veloce, flessibile ed estremamente preciso, Smart Hemmer è un sistema simmetrico e compatto in grado di eseguire la graffatura di qualsiasi giunzione complessa. Smart Hemmer rappresenta la scelta perfetta per i veicoli leggeri tradizionali, ibridi ed elettrici di nuova generazione, in quanto è stato pensato per consentire alle case automobilistiche di eseguire giunzioni di materiali diversi, tramite un processo a freddo che assicura il controllo completo di tutte le sue fasi.

Smart Hemmer risponde a una duplice richiesta di mercato: una maggiore efficienza e una precisione di lavoro superiore. Il suo design innovativo è caratterizzato da due rulli flessibili; il rullo lineare può disinserirsi automaticamente quando incontra degli ostacoli o un percorso curvo, evitando la culla di graffatura, presente in tutti i processi tradizionali di graffatura a rulli e che determina alti costi. Di conseguenza, Smart Hemmer può eseguire la graffatura lungo un percorso curvo e gestire angoli complessi con un singolo processo continuo. Smart Hemmer è inoltre progettato per mantenere costante lo spessore della graffatura anche in presenza di più strati di materiali diversi.

Il risultato è una testa di graffatura compatibile con i principi dell’Industry 4.0, sviluppata congiuntamente da Comau assieme a uno dei principali produttori mondiali di veicoli, che offre elevata affidabilità, flessibilità intrinseca e un controllo completo del processo, assicurando al tempo stesso l’uniformità geometrica delle parti assemblate.

La nuova soluzione di graffatura sviluppata da Comau si caratterizza per un design rivoluzionario, che la rende estremamente veloce ed efficiente nella produzione di veicoli leggeri ed elettrici, riducendo i costi di prodotto e del processo di produzione stesso – spiega Giovanni Di Stefano, head of Process Technologies del gruppo –. Questo nuovo sistema 4.0 permette alle case automotive di realizzare giunzioni con una tecnica innovativa, unitamente al monitoraggio completo delle operazioni durante il processo”.

Collaudato sul campo e validato dai più importanti produttori europei di vetture, Smart Hemmer è un prodotto standard, applicabile a tutte le architetture dei veicoli e completa l’ampia gamma di tecnologie simili sviluppate da Comau per l’esecuzione di giunzioni a freddo.

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Source: Stampi
Comau introduce un nuovo sistema di graffatura 4.0 per veicoli elettrici

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Dall’Industry 4.0 a quella 5.0, AutomationWare punta ai cobot

Dall’Industry 4.0 a quella 5.0, AutomationWare punta ai cobot

Nel nuovo stabilimento 4.0 di AutomationWare si lavora e si pensa già in ottica 5.0. Entro fine anno usciranno infatti dalla fabbrica dei nuovi cobot marchiati AW.

AutomationWare che dal 2002 si occupa di attuatori elettrici, è un’azienda che negli ultimi anni ha vissuto un continuo sviluppo puntando sui vantaggi della meccatronica all’interno dei processi industrialo. I successi ottenuti in questi anni hanno permesso alla società veneta di investire molto in ricerca e innovazione, in strumenti di progettazione avanzati fino al nuovo stabilimento produttivo di 5000 mq a Maerne di Martellago (VE). Fabio Rossi, CEO della società, ha aperto le porte della sua azienda per raccontare la strategia di sviluppo e i piani del prossimo futuro. Il focus è sicuramente sull’Industria 4.0 realizzando prodotti e componenti sempre più in grado di fornire dati per migliorare i processi e l’efficienza delle macchine su cui gli attuatori e la componentistica AW viene installata.

Il prossimo passo sarà il cobot AW

AutomationWare è in continuo sviluppo e non smette mai di puntare ai settori in forte crescita come quello della robotica collaborativa che sta alla base dell’Industria 5.0 che fonda le sue basi sulla “collaborazione” tra robot e uomo. Ecco perché l’azienda conta di immettere sul mercato il proprio Cobot entro fine 2019. A differenza di altre tecnologie presenti sul mercato, il cobot AW è completamente ideato, progettato e realizzato con componenti italiani, inclusa un’elettronica molto avanzata.

La meccanica è realizzata direttamente da AutomationWare e, proprio per il suo consistente know-how meccatronico, il punto di forza del nuovo cobot sarà il giunto che sarà ipertecnologico e oltre a contenere tutta la parte di diagnostica permetterà, grazie alla sua flessibilità, decine di configurazioni possibili. Il prodotto si posizionerà nella fascia intermedia del mercato con un prezzo molto competitivo in rapporto alla tecnologia di cui sarà equipaggiato. Il nuovo giunto hi-tech verrà esposto alla prossima edizione di SPS a fine maggio a Parma Pad.6 stand h032.

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Dall’Industry 4.0 a quella 5.0, AutomationWare punta ai cobot

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Hexagon ti invita a MECSPE 2019

Hexagon ti invita a MECSPE 2019

Hexagon ti invita a MECSPE 2019, Parma 28-30 Marzo.

Per la prima volta, lo stand Hexagon ospiterà tutte le aziende e i prodotti del gruppo (sistemi di misura, sensori, software CAD/CAM/CAE, automazione e controllo di processo).
Padiglione 3, Stand C63-D63

Registrati per visitare gratuitamente MECSPE

Tra le tante e importanti novità, il nuovissimo ATS600, il primo Laser Tracker di misura con scansione integrata reflectorless al mondo, un nuovo livello di scansione 3D. Questo nuovo sistema introduce un nuovo tipo di strumento metrologico, il laser tracker in grado di effettuare scansioni anche senza riflettore.

OTTIENI IL TUO INGRESSO GRATUITO

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Hexagon ti invita a MECSPE 2019

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Brainstorming: istruzioni per l’uso

Brainstorming: istruzioni per l’uso

brainstorming

Il brainstorming è un utile strumento che, se ben utilizzato, è in grado di portare alla luce nuovi spunti e idee innovative massimizzando così la creatività. Scopri tutti i trucchi e consigli per utilizzarlo al meglio.

Brainstorming: quando è utile?

Nel corso della propria vita, come nello svolgimento della propria attività professionale, alcune volte faticano ad affiorare i pensieri che portano alla soluzione di determinati problemi. Per molti versi non si tratta nemmeno di mancanza di conoscenza ma, piuttosto, della difficoltà a far affiorare le nostre idee, specie se è necessario farle emergere all’interno di un team. Per ovviare a questi e altri inconvenienti può venirci in aiuto la tecnica del brainstorming. La traduzione letterale di questi due termini in lingua inglese significa “tempesta di cervelli” e si rifà ad un metodo che può essere applicato, nella sua accezione classica, a tutti i gruppi di lavoro con diverse varianti e sfumature. Anche se per alcuni studiosi il significato del termine brainstorming è attribuito all’utilizzo della testa per assaltare un problema creativo, quel che è certo è che l’ideazione di questa tecnica è riconosciuta ufficialmente all’americano Osborn che la mise a punto attorno agli anni Trenta del secolo scorso.

Di che cosa si tratta?

Andando oltre le origini e l’etimologia del termine, va detto che si tratta di una tecnica creativa utilizzata all’interno di un gruppo per riuscire a trovare l’idea giusta o la soluzione corretta a un problema. Viene spesso utilizzata nel campo del marketing, con particolar riferimento alla comunicazione e alla promozione. Tuttavia, è uno di quei metodi trasversali che potrebbe essere impiegato anche in altri ambiti come la logistica, la qualità e persino la produzione. In aggiunta a ciò, in svariate circostanze e con alcune varianti può essere portato avanti in maniera individuale o anche attraverso l’utilizzo di alcuni software che aiutano allo scopo; tuttavia, in questo articolo, ci limiteremo solamente alla sua applicazione nella sua forma più conosciuta, ovvero all’interno di un team.

Come si tiene un Brainstorming?

Per tutti i trucchi su un brainstorming efficaci e casi applicativi da cui trarre spunto scarica l’articolo completo

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Brainstorming: istruzioni per l’uso

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Tre guide da scaricare per non perdere gli appuntamenti di MECSPE 2019

Tre guide da scaricare per non perdere gli appuntamenti di MECSPE 2019

“Vieni a trovare l’idea che ti manca”

è da sempre lo slogan di MECSPE. Anche per l’edizione di quest’anno viene mantenuta la tradizione. Un fitto programma di eventi, convegni, workshop e tavole rotonde arricchisce la manifestazione che a tutt’oggi rappresenta in modo reale la fotografia della sana industria manifatturiera italiana.

Tre giorni, dal 28 al 30 marzo, alla Fiera di Parma, MECSPE raccoglie il meglio dell’offerta di tecnologie, soluzioni e servizi che permettono all’industria manifatturiera di rimanere competitiva.

Per facilitare la visita in fiera e non perdere alcuni appuntamenti importanti proponiamo qui di seguito tre semplici guide, una per giorno di manifestazione, che raggruppano gli eventi organizzati dalle riviste della casa editrice Tecniche Nuove, a cui fa capo la manifestazione di Parma.

Scarica le guide pdf degli eventi a MECSPE

Giovedi 28 Marzo 2019

Venerdi 29 Marzo 2019

Sabato 30 Marzo 2019

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Tre guide da scaricare per non perdere gli appuntamenti di MECSPE 2019

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Resistenza al moto di scafi navali in presenza di air-bubbling

Resistenza al moto di scafi navali in presenza di air-bubbling

Una sintesi dei principali risultati di un’ampia attività di ricerca sperimentale orientata alla determinazione degli effetti di iniezione di aria compressa nello strato limite di scafi di navi, al fine di ridurre la resistenza al moto degli stessi. Si propongono qui le conclusioni dedotte sul modello provato in vasca navale.

La ricerca che mancava

Le sempre maggiori restrizioni che si stanno avendo in ambito navale in merito alle emissioni inquinanti dovute principalmente ai motori di propulsione costringono i progettisti a trovare soluzioni innovative in questa direzione che non riguardano più solo la sfera degli impianti propulsivi e dei combustibili. In quest’ottica, gli autori hanno sviluppato una specifica attività di ricerca, orientata a comprendere, da un punto di vista sperimentale, se la tecnica dell’air-bubbling potesse essere una possibile soluzione in termini di riduzione della resistenza al moto di una nave.

L’air-bubbling è una particolare tipologia di lubrificazione ad aria, con la quale si generano bolle di piccolo diametro su zone dello scafo della nave che fluiscono con essa durante il suo moto e che alterano la struttura dello strato limite.

La tematica è attualmente oggetto di notevole attenzione a livello internazionale e argomento di differenti sperimentazioni. In tale ambito la tecnologia pneumatica gioca un ruolo centrale, sia nella ricerca delle condizioni ottimali di pressione e di portata resa all’aria erogata, sia in relazione all’interazione fra aria e strato limite in corrispondenza della superficie dello scafo.

Il tema trattato costituisce un’applicazione non convenzionale e di innovazione per la tecnologia pneumatica. La risposta ottima dell’impianto è infatti dipendente da una molteplicità di fattori: il numero, il diametro e la posizione relativa dei fori, la disposizione geometrica dei fori correlata alla forma dello scafo, il livello di pressione di erogazione che deve poter essere variato anche in relazione alla velocità di avanzo dello scafo, la portata d’aria erogata che deve poter variare a zone fra poppa e prua e fra babordo e tribordo, l’architettura del circuito correlata al tipo di imbarcazione, dove gioca un ruolo determinante la corretta determinazione delle perdite di carico su linee di distribuzione particolarmente estese in lunghezza e con diametro di condotto particolarmente piccolo, almeno nei tratti terminali.

Le sperimentazioni proposte in letteratura sono spesso carenti di informazioni di dettaglio: ciò ha stimolato la ricerca di cui si discutono di seguito alcuni risultati significativi.

 

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Resistenza al moto di scafi navali in presenza di air-bubbling

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A MecSpe il convegno “High performance manufacturing per la fabbrica intelligente”

A MecSpe il convegno “High performance manufacturing per la fabbrica intelligente”

High performance manufacturing per la fabbrica intelligente è il titolo del convegno che si terrà presso la fiera MecSpe (Parma, 28 – 30 marzo 2019) sabato 30 marzo presso la sala Barilla dalle ore 10.00 alle ore 13.00, organizzato da MUSP e dalla rivista Macchine Utensili di Tecniche Nuove.

Ricerca applicata e industria hanno dato vita ad un importante progetto di sviluppo chiamato HPM – High Performance Manufacturing, emanazione del bando Cluster Tecnologici Nazionali che ha visto come Responsabile scientifico il prof. Michele Monno, docente del Politecnico di Milano e direttore del MUSP, laboratorio accreditato della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia- Romagna. Il progetto High Performance Manufacturing (HPM) ha l’obiettivo di sviluppare macchine e sistemi di produzione che, attraverso soluzioni ad alto contenuto di conoscenza, contribuiscano al concetto di “Fabbrica Intelligente” come centro produttivo sostenibile e competitivo in grado di fronteggiare efficacemente i rapidi cambiamenti del settore mediante una salda leadership tecnologica delle imprese raggiunta attraverso programmi di ricerca industriale avanzata.

Il concetto di HPM si indirizza verso due obiettivi fondamentali:

  • l’incremento prestazionale a livello di processo (in termini di tempi di lavorazione e qualità complessiva)
  • la flessibilità dei sistemi di lavorazione (in termini di condizioni di lavoro e autonomia).

Il convegno organizzato da MUSP, in collaborazione con la rivista Macchine Utensili della casa editrice Tecniche Nuove, vuole presentare il ricco programma di attività di ricerca destinate all’industria manifatturiera e sviluppate dai 15 soggetti partecipanti (12 aziende e 3 università).

Il programma del convegno

9.30-10.00 Registrazione partecipanti

10.00-10.10 Introduzione e saluti di benvenuto. Alessandro Garnero, direttore editoriale della rivista Macchine Utensili

10.10-10.30 L’innovazione come leva di competitività delle imprese. M.Monno, Politecnico di Milano – Laboratorio MUSP.

10.30-10.50 Sviluppo ed applicazione di metodologie orientate al miglioramento di macchine e processi (WP1). Partecipanti: Almag, Fabrica Machinale, Mandelli, Politecnico di Milano, Università di Bologna. M.Torta, Laboratorio MUSP.

10.50-11.10 Centri di lavoro e componenti ad elevate prestazioni e costi ridotti (WP2) – Partecipanti: Ferraioli, GTS, HSD, Jobs, Politecnico di Milano. P. Albertelli, Politecnico di Milano.

11.10-11.30 Data fusion per la supervisione di sistemi flessibili (WP3) – Partecipanti: MCM, Politecnico di Milano. M.Grasso, Politecnico di Milano, C. Arvedi, MCM

11.30-11.50 Elevate prestazioni nei sistemi per la deformazione della lamiera (WP4) – Partecipanti: Amada Engineering Europe, Fabrica Machinale, Gigant, Politecnico di Milano, Università di Bologna. M. Strano, Politecnico di Milano

11.50 Coffee break

12.00-12.20 Sistemi di produzione per il packaging ad alte prestazioni (WP5) – Partecipanti: SIPA. P. De Nardi, SIPA

12.20-12.40 Soluzioni performanti per la fabbricazione additiva e di micro/nano sistemi, realizzazione di linee customizzate per il collaudo di dispositivi MEMS (WP6) – Partecipanti: Spea, Politecnico di Torino.  E. Tamburini, Spea

12.40-13.00. Il lavoro che cambia.  M.Monno, Politecnico di Milano – Laboratorio MUSP

13.00 Conclusioni dei lavori

 

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Source: Attualita
A MecSpe il convegno “High performance manufacturing per la fabbrica intelligente”

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Caratterizzazione delle prestazioni di ingranaggi in assenza di lubrificante

Caratterizzazione delle prestazioni di ingranaggi in assenza di lubrificante

La valutazione delle prestazioni di ingranaggi operanti in assenza di lubrificante è di fondamentale interesse sia per il Dipartimento della Difesa che per i vari produttori di elicotteri. Queste informazioni, infatti, permettono di conoscere l’autonomia residua per permettere un atterraggio di emergenza prima di un cedimento della trasmissione. Tuttavia, a differenza dei danneggiamenti tipici come pitting e bending, largamente prevedibili, il cedimento per mancanza di lubrificante è un fenomeno che si sviluppa in modo molto rapido, è difficile da prevedere e spesso porta a conseguenze catastrofiche. I cedimenti si traducono in impossibilità di trasmettere la potenza e, quindi, di controllare il velivolo. Al fine di poter valutare in modo significativo le prestazioni di differenti materiali, rivestimenti, lubrificanti e tecnologie produttive è necessario capire meglio i fenomeni alla base dell’insorgenza di questo tipo di danneggiamento. La metodologia proposta si basa sulla misura della temperatura dell’olio in uscita dal contatto. Lo scopo è quello di riuscire, attraverso questa quantità, a monitorare il progresso del danneggiamento. Sì e osservato come le perdite per strisciamento nell’ingranamento siano un indicatore molto significativo dell’insorgenza di scuffing a causa della mancanza di lubrificazione. Di seguito viene presentato un metodo di misura in situ dell’attrito nel contatto. Lo studio descrive la procedura e gli strumenti utilizzati a tale scopo.

Il fattore tempo

La caratterizzazione delle prestazioni degli ingranaggi in assenza di lubrificante è di fondamentale interesse per il Dipartimento della Difesa e per differenti produttori di elicotteri, in quanto permette di riuscire a effettuare atterraggi di sicurezza. Tuttavia, a differenza dei cedimenti tipici, come la rottura al piede del dente e il pitting, in cui è possibile misurare per tempo l’insorgenza del fenomeno, i cedimenti in assenza di lubrificante progrediscono in modo molto rapido e spesso catastrofico. Questo porta all’incapacità del sistema di trasmettere la coppia e, quindi, di controllare il velivolo.

L’interesse per questo tipo di test non è nuovo. Nel 1978 Hudgins e Schuetz hanno posto attenzione alla necessità di migliorare la durata delle trasmissioni elicotteristiche montate sui veicoli impiegati in Vietnam in caso di perdita di lubrificante [Figura 1]. Il tempo tipico prima del cedimento varia tra i 5 e i 9 minuti. Cinque minuti non sono solitamente sufficienti per riuscire a scappare dagli ambienti ostili ed atterrare in modo sicuro. Si stima che mediamente sarebbero necessari almeno 30 minuti di autonomia, anche in caso di perdita di lubrificante, come riportato nel capitolo 14 del codice federale [Figura 2].

Gli elicotteri moderni sono ormai utilizzati per missioni in cui anche 30 minuti non sarebbero sufficienti in quanto, ad esempio, spesso si opera in mare aperto. Questo ha portato a una revisione degli standard richiesti. Si parla di tempo di sopravvivenza medio richiesto tra i 36 e i 67 minuti, da garantire con test che devono risultare ripetibili.

 

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Source: Stampi
Caratterizzazione delle prestazioni di ingranaggi in assenza di lubrificante

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Scopri il nuovo Laser Tracker ATS600 a MECSPE

Scopri il nuovo Laser Tracker ATS600 a MECSPE

Hexagon ti invita a MECSPE 2019, dove saranno presenti importanti novità tra cui il nuovissimo ATS600, il primo Laser Tracker di misura con scansione integrata reflectorless al mondo, un nuovo livello di scansione 3D. Questo nuovo sistema introduce un nuovo tipo di strumento metrologico, il laser tracker in grado di effettuare scansioni anche senza riflettore.

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A MECSPE 2019, per la prima volta, lo stand Hexagon ospiterà tutte le aziende e i prodotti del gruppo (sistemi di misura, sensori, software CAD/CAM/CAE, automazione e controllo di processo).
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Le novità di Yaskawa a Mecspe

Le novità di Yaskawa a Mecspe

In occasione di Mecspe, Yaskawa presenta importanti novità per l’industria manifatturiera.

Presso il suo stand (Pad. 5 Stand N59), infatti, l’azienda mostrerà l’ultimo “nato” della famiglia MOTOMAN, il MOTOmini con payload di 500g supportato dal controllo compatto YRC1000micro (220V), il nuovo Smart Pendant totalmente touch, il robot collaborativo MOTOMAN HC10 in azione e tante altre novità in ambito Robotico, Drives Motion & Controls.

Senza dimenticare il bar robotico in collaborazione con Makr Shakr: i robot MOTOMAN della serie GP si trasformeranno in speciali barman pronti a servire ottimi cocktail ai visitatori.

A completare la proposta di Yaskawa, i pannelli Motion e Drives, Inverter & Controls.

L’azienda sarà inoltre affiancata anche da quattro System Integrator d’eccellenza con cui da tempo ha stretto una forte partnership: Autec Automation, Compolab, G. Robotica e Pasmec. Ognuna di queste aziende presenterà una soluzione realizzata utilizzando robot Yaskawa.

Autec Automation

La novità proposta da Autec Automation è un’isola di incollaggio robotizzata che, adottando un metodo innovativo e brevettato a livello Europeo, risponde all’esigenza di elevata precisione richiesta nella produzione di borse e portafogli per il settore del lusso. In tale settore è fortemente richiesto infatti che non siano presenti sbavature di collante sui particolari di pelle e che l’accoppiamento di una pezza di pellame con una fodera di seta o con altri materiali sia estremamente preciso. Con una visione di lungo periodo e a 360° sul processo produttivo, l’isola di incollaggio va pensata come una stazione di un intero processo, dove le singole stazioni di lavoro sono collegate tra loro da un sistema di trasporto automatico e programmato. La soluzione presentata rappresenta a tutti gli effetti un’innovazione nell’organizzazione e nella gestione del processo produttivo della pelletteria.

Compolab

Compolab propone invece una soluzione volta a mostrare come il robot possa abilitare lavorazioni più articolate anche in combinazione con la stampa 3D. In particolare, l’azienda utilizza il robot snello ed agile a doppio braccio e 15 assi Motoman SDA10F, dotato di un estrusore per la stampa 3D sul braccio sinistro e di un tool di fresatura sul braccio destro. Dopo la stampa di targhette in plastica, il robot realizza una scritta di precisione. La soluzione proposta rappresenta un ulteriore step nella stampa 3D che viene così arricchita da lavorazioni meccaniche, garantendo elevati livelli di precisione.

G.Robotica

La presa diretta da cassone di pezzi alla rinfusa prevede che il carico delle macchine operatrici venga fatto utilizzando il robot e una perifica meccanica estramente rigida.

Questa rigidità però, insieme alla necessità di scuotere i pezzi per movimentarli generando micro urti fra gli stessi, non rendono questo approccio una soluzione ottimale. BIN PICKING 3D 4.0 è quindi l’applicazione di G.Robotica pensata per offrire uno strumento in grado di gestire autonomamente la pallettizzazione delle parti orientate in modo casuale per mezzo di un manipolatore antropomorfo. Questa soluzione consente di sviluppare applicazioni in modo autonomo, rapido ed efficace nell’ottimizzazione dei processi produttivi.

Pasmec Automation

A Mecspe, invece, Pasmec Automation presenta il progetto gripper PCSSP, una pinza combinata atta alla movimentazione di sacchi, scatole in cartone ed europallet.

Il gripper progettato è applicabile sul software Yaskawa Pallett Solver e può movimentare anche 2 scatole alla volta, rilasciando un’unità e mantenendo sul gripper l’altra. Può essere comunque gestito in qualsiasi modo tramite una programmazione dedicata ed è predisposto al montaggio diretto sulla flangia dei robot antropomorfi Yaskawa della famiglia MPL100.

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Le novità di Yaskawa a Mecspe

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