Archives 2019

Uniformità di deposito di metalli preziosi, ai massimi livelli

Uniformità di deposito di metalli preziosi, ai massimi livelli

In un settore come quello del fashion di lusso, nel quale l’eccellenza rappresenta una decisiva discriminante in ogni fase della lavorazione, Bluclad si propone quale partner qualificato e affidabile per la galvanotecnica di qualità. Attività nella quale la partnership stretta con R.C.V. e Fibbi Elio ha permesso e permette di sviluppare progetti sempre più innovativi. Tra questi anche un nuovo e performante sistema di deposito che permette di migliorare la produttività “a telaio”, grazie a un’omogeneizzazione degli spessori galvanici, e di diminuire l’impatto ambientale, in virtù della minore materia prima utilizzata. 

Bluclad, R.C.V., Fibbi Elio: tutti per uno, uno per tutti

Bluclad detiene un profondo know how nel settore della galvanotecnica per la moda e collabora con le principali maison internazionali e i loro fornitori di accessori metallici.

In un settore come quello del fashion di lusso, nel quale l’eccellenza è richiesta in ogni fase della lavorazione, la casa si propone quale partner altamente qualificato e affidabile, grazie all’esperienza maturata dai soci titolari, Leandro Luconi e Marco Eruli, in altre realtà del settore. Risale infatti a poco più di una decina di anni la decisione di unire le reciproche competenze al servizio del mercato, sviluppando una struttura giovane, flessibile, dinamica e fortemente innovativa. Un riscontro positivo ottenuto con un team di quasi una cinquantina di persone attivo presso la sede operativa di Prato.

«La profonda conoscenza del settore – sottolinea Luconi, fondatore e responsabile tecnico – e la minuziosa attenzione prestata ai dettagli, ci permettono di personalizzare il servizio in modo puntuale, riuscendo comunque a rispondere a esigenze di produzione internazionale su larga scala. Per le case di moda possiamo fornire servizi di consulenza e assistenza per messa a punto delle finiture per gli accessori e del relativo capitolato, oltre ad analisi qualitative e di conformità del prodotto finito. Per le imprese loro fornitrici, ovvero che producono gli accessori, siamo invece in grado di coordinare lo sviluppo, l’installazione e l’assistenza post vendita del ciclo produttivo specifico per la finitura scelta».

Determinante in questo contesto è infatti anche la ormai storica partnership stretta con R.C.V., realtà specializzata nella progettazione e costruzione di raddrizzatori, dosatori-contatori e pannelli di controllo (oltre che di prodotti custom), e con Fibbi Elio, produttrice di impianti e macchinari in materiale termoplastico destinati a svariati settori dell’industria, tra cui galvanica, chimica e orafa.

Una sinergia vincente che ha permesso e permette di realizzare progetti dall’alto contenuto innovativo, per soddisfare un mercato, quello del lusso, caratterizzato da un livello di competitività sempre più elevato e globale.

 

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Uniformità di deposito di metalli preziosi, ai massimi livelli

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Centrali elettriche microbiche: create dal batterio perfetto

Centrali elettriche microbiche: create dal batterio perfetto

Centrali elettriche microbiche in grado di produrre contemporaneamente corrente e acqua pulita. Questo l’obiettivo di una branca della ricerca internazionale che oramai da anni sta studiando il mondo del nano per migliorare le tecnologie energetiche.

Oggi si sa che alcuni batteri sono in grado di produrre elettricità, che può essere sfruttata sia per far funzionare delle fuel cell che per alimentare biosensori o per purificare l’acqua.

Ma quali tra le diverse specie batteriche sono più adatte al compito? Rispondere alla domanda non è facile dal momento che coltivare le loro cellule in laboratorio presenta ancora diverse sfide.

Questione di microfluidica

Tuttavia, a dare una mano agli studi di settore e al sogno di realizzare future centrali elettriche microbiche è oggi un gruppo di ingegneri del MIT. La squadra ha sviluppato una tecnica microfluidica in grado di campionare velocemente questi microorganismi e misurare una proprietà specifica – la polarizzazione – con cui valutare l’attività elettrochimica di un batterio in un modo più sicuro ed efficiente rispetto alle tecniche attuali. Secondo uno studio recente ci potrebbe essere una gamma molto ampia di batteri che hanno proprietà elettriche.

Le tecniche attuali sfruttano la capacità di sondare l’attività elettrochimica dei batteri mediante processi meticolosi e dispendiosi in termini di tempo, come la misurazione dell’attività delle proteine o dell’attività delle superfici e del loro trattamento. Al contrario, il gruppo del MIT ha costruito un chip con canali microfluidici incisi sulla superficie attraverso cui far scorrere campioni di soluzione batterica. Quando vi si applica una tensione, il sistema è in grado di intrappolare o respingere alcune cellule a seconda dell’attività elettrochimica di superficie.

Nei test effettuati, alcuni batteri sono rimasti intrappolati a tensioni più basse e altri a tensioni più elevate. Gli scienziati hanno preso nota della tensione di intrappolamento per ciascuna cellula batterica, ne hanno misurato le dimensioni e hanno quindi utilizzato una simulazione al computer per calcolarne la polarizzabilità, ossia quanto è facile per una cellula formare dipoli elettrici in risposta a un campo elettrico esterno. Dai calcoli, il gruppo ha scoperto che i batteri più attivi elettrochimicamente tendevano ad avere una polarizzazione più elevata.

In effetti, la polarizzabilità potrebbe essere qualcosa da impiegare come proxy per selezionare microrganismi con alta attività elettrochimica. Gli ingegneri stanno al momento utilizzando il metodo per testare nuovi ceppi di batteri che sono stati recentemente identificati come potenziali produttori di elettricità.

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Elettricità dai segnali Wi-Fi: la missione è affidata alla rectenna flessibile

Elettricità dai segnali Wi-Fi: la missione è affidata alla rectenna flessibile

Riuscire a rubare energia dall’ambiente per alimentare piccoli dispositivi elettronici è una delle soluzioni tecniche che si rincorre per diminuire la produzione e l’uso di batterie. Attualmente un gruppo di ricercatori del MIT ha fatto un passo in questa direzione realizzando il primo dispositivo completamente flessibile in grado di convertire i segnali Wi-Fi in elettricità.

La novità non risiede nel principio tecnologico quanto nei materieli impiegati. Dispositivi che convertono le onde elettromagnetiche in elettricità sono ormai noti da tempo e prendono il nome di rectenne ossia antenna che rettifica. In questi elementi, piccolissime antenne sono sintonizzate per catturare le onde elettromagnetiche a una frequenza specifica. Quest’ultime, quando colpiscono le antenne, creano una carica oscillante che si muove attraverso un circuito di diodi raddrizzatori, che a loro volta vengono accesi e spenti ad altissima velocità, generando così una piccola corrente.

Rectenne di ultima generazione

I ricercatori del MIT, assieme a colleghi di Madrid, Los Angeles e Boston, hanno realizzato un nuovo tipo di rectenna flessibile in grado di sfruttare anche le onde elettromagnetiche dei sistemi Wi-Fi, che funzionano a 2.4 e 5.9 GHz. Le alte frequenze utilizzate per le comunicazioni Wi-Fi sono per molto tempo rimaste sfuggenti ai raccoglitori a radiofrequenze principalmente costituiti da semiconduttori flessibili.

La chiave per portare innovazione in questo settore risiede nell’uso di nuovi materiali per costruire il raddrizzatore: il team ha impiegato il solfuro di molibdeno (MoS2), uno dei semiconduttori più sottili al mondo (spesso solo tre atomi). I diodi basati sul MoS2 operano da 8 a 12 GHz, coprendo la maggior parte della banda radio industriale, scientifica e, compresi i canali Wi-Fi. Il risultato è un dispositivo flessibile che può inoltre essere fabbricato facilmente in un processo roll-to-roll per coprire aree molto grandi.

Le applicazioni iniziali per le nuove rectenne includono l’alimentazione di elettronica flessibile e indossabile, dispositivi medici e sensori per internet domestico. La massima efficienza in uscita per il dispositivo è attualmente del 30-40%, a seconda della potenza in ingresso del Wi-Fi. A titolo di riferimento attualmente le migliori rectenna sono realizzate in silicio rigido o nel costoso arseniuro di gallio; tali soluzioni portano i sistemi a raggiungere un rendimento al massimo di circa il 50-60%.

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