Il futuro delle tecnologie di produzione è già qui: la Additive Manufacturing dei forni Carbolite Gero

Il futuro delle tecnologie di produzione è già qui: la Additive Manufacturing dei forni Carbolite Gero

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Il futuro delle tecnologie di produzione è già qui: la Additive Manufacturing dei forni Carbolite Gero

In ambito industriale il processo consueto di produzione di un componente si divide tra  la fusione del materiale in stampi e la rimozione progressiva da una forma grezza di partenza. In anni recenti, però, a questi metodi consolidati la tecnologia ha affiancato una possibilità che apre a scenari prima non immaginabili, una soluzione basata sulla stampa 3D. Anzi, sulla tensione di quel principio ai massimi esiti di precisione e avanguardia.

Si chiama Produzione Additiva in metallo, e comprende una classe di tecniche che, non prevedendo procedimenti sottrattivi econsente di ottenere risultati straordinari in un’ampia varietà di settori d’applicazione: dal biomedico all’aerospaziale, dall’automobilistico al medico, da quello relativo al design a quello dell’ingegneria o ancora dell’oreficeria.

Marchio di assoluto primo piano in questo mercato è senza dubbio l’anglo-tedesco Carbolite Gero, leader nella progettazione e realizzazione di forni industriali e da laboratorio in grado di coprire una gamma di trattamenti termici che va da 30 C° a 3000 C°. Con le sue sedi operative principali nel Derbyshire, Regno Unito, e a Neuhausen, Germania meridionale, questa fusione di due precedenti brand ha scritto la propria storia di innovazione in oltre 100 Paesi, snodando la propria attività imprenditoriale nei campi dei forni standard di massima qualità e dei macchinari per i processi termici complessi.

Come nel caso, dell’Additive Manufacturing, processo che rende possibile lo sviluppo pratico e tangibile di oggetti altrimenti impensabili per dimensioni, finezza del dettaglio e articolazione estrema della forma. Una tecnica incentrata sulla produzione di elettroni a raggio in una camera a vuoto, solitamente privata dall’ossigeno tramite introduzione di Argon in modo da evitare anche il minimo effetto ossidante, all’interno della quale il fascio di particelle salda tra loro polveri metalliche e fili metallici progressivamente sovrapposti.

La direzione di queste fasi delicate è condotta in maniera digitale: servendosi di dati CAD 3D operatori altamente specializzati fanno in modo che sottili strati uniformi di spessore fino a 20 micron di polvere metallica setacciata (lega di titanio Ti6Al4V, cobalto cromo, acciaio inossidabile, leghe di nichel Inconel 625 e Inconel 718 e lega di alluminio AlSi10Mg) si depositino sulla piastra di costruzione e che, sciolti livello dopo livello dagli elettroni, vadano a costituire il prodotto fino al completamento. 

Con un forno a camera con atmosfera modificata GPCMA della Carbolite Gero, ad esempio, sarà quindi possibile creare componenti in metallo perfetti per la prototipazione rapida o per soddisfare esigenze produttive di oggetti complessi, che possono successivamente essere lavorati con processi di foratura, scanalatura, fresatura o alesatura.

Una tecnologia avveniristica che ha di fronte a sé uno sconfinato orizzonte di applicazioni in molteplici settori e che consegna a noi già oggi qualcosa di altrimenti irrealizzabile. Un potenziale che, a ben vedere, può quasi interpretarsi come un pezzetto di futuro trapiantato nel tempo presente.

Source: Meccanica e Automazione
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