Archives giugno 2018

Specialinsert, produzione certificata IATF 16949:2016 per i sistemi di fissaggio

Specialinsert, produzione certificata IATF 16949:2016 per i sistemi di fissaggio

Il conseguimento della certificazione IATF 16949:2016 del sistema di gestione Qualità di Specialinsert – primaria realtà industriale specializzata nella produzione e commercializzazione di sistemi di fissaggio – nella progettazione e produzione di prodotti e componenti per il fissaggio meccanico è un ulteriore traguardo, che testimonia la naturale vocazione  per la qualità ed il miglioramento continuo dell’azienda e la posiziona sul mercato quale partner d’eccellenza per l’industria automobilistica.

La nuova norma IATF 16949:2016, revisione della specifica tecnica ISO/TS 16949:2009, disciplina alcune prassi diventate abituali nella catena della fornitura del settore automotive, rendendo obbligatorio il rispetto dei Customer Specific Requirements, ma non solo. Le novità riguardano principalmente la gestione del rischio d’impresa e dei fornitori lungo tutta la filiera, con parametri molto più stringenti rispetto al passato. Prevede, inoltre, le linee guida sulle modalità da attuare in caso di assenza di CSR e si focalizza sui processi per la riduzione di scarti nella fornitura e la rintracciabilità dei prodotti finali, a garanzia della massima sicurezza. Le misure implementate convergono verso un miglioramente continuo, al fine di assicurare una più elevata soddisfazione del cliente finale.

“Siamo molto fieri di questo risultato che dimostra l’impegno di Specialinsert nel perseguire un approccio basato sull’analisi dei flussi, al fine di ridurre al minimo il lead-time, eliminando tutto ciò che non rappresenta valore per il cliente” dichiara Cinzia Arduini, Amministatore Delegato di Specialinsert, che continua: “In tal senso, la logica della business continuity assume, per noi, una nuova declinazione che contempla, non solo l’aspetto produttivo, bensì l’intera struttura aziendale. Questa gestione ci permette di individuare le aree in cui intervenire per dare impulso ad un ciclo virtuoso in cui la qualità aumenta in modo esponenziale e gli sprechi e le non conformità si riducono drasticamente, grazie all’applicazione sistematica di un approccio per processi che incorpora il ciclo Plan-Do-Check-Act e il Risk-based thinking, incentivando l’efficacia e l’affidabilità che ci contraddistinguono presso i nostri clienti.”

L’adeguamento di Specialinsert ai nuovi standard è avvenuto mediante un Audit di sistema, secondo la norma VDA 6, che ha permesso di individuare le aree di miglioramento e di definire un piano per la riqualificazione delle procedure e dei sistemi aziendali, in conformità alle prescrizioni della IATF 16949:2016. In coerenza con i nuovi processi, Specialinsert ha inoltre definito un Piano 4.0, che prevede investimenti rilevanti per l’acquisto di macchinari a controllo numerico e l’introduzione di strumentazione all’avanguardia per un controllo qualità del 100% dei prodotti. Nella fabbrica Specialinsert del futuro, la Ricerca & Sviluppo, gli acquisti, la produzione, la Qualità e la logistica lavorano insieme, a contatto strettissimo. Gli uffici per l’engineering del prodotto sono all’interno dei reparti di produzione, in modo che gli esperti del manufacturing e dell’industrializzazione possano interagire sin dalle prime fasi con tre obiettivi principali: diminuire i costi, aumentare la qualità e ridurre il time to market.

Source: Meccanica e Automazione
Specialinsert, produzione certificata IATF 16949:2016 per i sistemi di fissaggio

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Mazak, avviato il sesto stabilimento produttivo in Giappone

Mazak, avviato il sesto stabilimento produttivo in Giappone

Yamazaki Mazak ha annunciato il completamento della prima fase di costruzione e l’inizio delle operazioni di assemblaggio nel suo nuovo stabilimento di Inabe, nella prefettura di Mie (Giappone).

Il nuovo stabilimento, che produce grandi centri di lavoro a 5 facce e macchine utensili a 5 assi, è stato aperto per soddisfare la crescente domanda di macchine utensili di grandi dimensioni, in particolare nel settore aerospaziale, nella fabbricazione di macchinari industriali e nel settore energetico. Lo stabilimento di Inabe è il sesto stabilimento produttivo Mazak in Giappone.

La costruzione dello stabilimento di Inabe è iniziata nel 2016 e la prima fase si è conclusa nel febbraio 2018. Una volta completata la prima fase, la produzione di macchine utensili di grandi dimensioni è stata trasferita da Minokamo, nella prefettura di Gifu, a Inabe. Inoltre, avviando le attività presso lo stabilimento di Inabe, la capacità produttiva complessiva in Giappone è aumentata del 20%.

Il mercato delle macchine utensili è attualmente forte e sono previsti ulteriori incrementi di produzione, con il nuovo stabilimento che garantisce all’azienda la capacità di rispondere in modo più efficace alle esigenze del mercato nazionale ed estero.

Source: Meccanica e Automazione
Mazak, avviato il sesto stabilimento produttivo in Giappone

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Giunti R+W per unità lineari

Giunti R+W per unità lineari

Per garantire processi efficienti, le unità lineari richiedono velocità e precisione, che si tratti di motori passo-passo o di servomotori. Errori nell’allineamento tra unità collegate provocano sovraccarichi, causando danneggiamenti e riducendo la precisione del sistema produttivo. R+W offre un’ampia gamma di soluzioni per unità lineari, come i giunti a soffietto metallico
torsionalmente rigidi BK, per valori di coppia da 5 a 10.000 Nm.

Per la sincronizzazione di due unità parallele, si possono utilizzare alberi di trasmissione ad alta rigidità torsionale, come i giunti
con allunga ZA e EZ, per valori di coppia da 10 a 25.000 Nm. Se occorre collegare un servomotore, la soluzione ideale sono i giunti a elastomero EK senza gioco angolare, per valori di coppia da 0,5 a 10.000 Nm, che smorzano le vibrazioni del motore. Per una protezione precisa da sovraccarichi sono invece adatti i limitatori di coppia SK, per valori di coppia da 0,1 a 2.800 N m.

Source: Meccanica e Automazione
Giunti R+W per unità lineari

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Nuova acquisizione per Marposs

Nuova acquisizione per Marposs

Prosegue la strategia di ampliamento messa in atto da Marposs, azienda attiva nella fornitura di strumenti di misurazione e controllo ad elevata precisione, che lo scorso 28 maggio ha acquisito il controllo di Elettrosystem, player a livello internazionale in ambito di automazione industriale e robotica.

Una strategia di crescita. L’acquisizione di aziende con prodotti complementari a quelli più tradizionali, spiega l’azienda in una nota, ha l’obiettivo di completare l’offerta delle soluzioni Marposs e di permetterne l’entrata in nuovi settori di mercato.

Source: Meccanica e Automazione
Nuova acquisizione per Marposs

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Credito d’imposta e formazione 4.0, in Gazzetta il decreto attuativo

Credito d’imposta e formazione 4.0, in Gazzetta il decreto attuativo

Il credito d’imposta spetta in misura pari al 40% delle spese sostenute e nel limite massimo di 300mila euro per ciascun beneficiario


È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì scorso il decreto 4 maggio 2018 del ministero dello Sviluppo economico (Mise), che definisce la disciplina attuativa del credito d’imposta relativo alle spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0 (ora Piano nazionale impresa 4.0), sostenute nel 2018, introdotto dall’ultima legge di bilancio (articolo 1, commi da 46 a 56, legge 205/2017).

Beneficiarie dell’agevolazione sono tutte le imprese residenti in Italia (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), indipendentemente dall’attività economica esercitata, dalla natura giuridica, dalle dimensioni, dal regime contabile e dalle modalità di determinazione del reddito. Inoltre, gli enti non commerciali, che esercitano attività commerciali, possono accedere al bonus in relazione al personale dipendente impiegato anche non esclusivamente in tali attività. Non rientrano nell’ambito soggettivo dell’agevolazione, invece, le “imprese in difficoltà”, come definite dalla normativa europea (cfr. articolo 2, punto 18, regolamento Ue n. 651/2014).

Scarica qua il decreto 4 maggio 2018 del Mise

ATTIVITÀ AGEVOLABILI. Sono agevolabili le attività di formazione “finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal Piano nazionale impresa 4.0”.

Più precisamente, sono ammesse al credito d’imposta le attività di formazione relative alle seguenti tecnologie:

– big data e analisi dei dati

– cloud e fog computing

– cyber security

– simulazione e sistemi cyber-fisici

– prototipazione rapida

– sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (Rv) e realtà aumentata (Ra)

– robotica avanzata e collaborativa

– interfaccia uomo macchina

– manifattura additiva (o stampa tridimensionale)

– internet delle cose e delle macchine

– integrazione digitale dei processi aziendali.

Tali attività sono agevolabili a patto che il loro svolgimento sia espressamente disciplinato da contratti collettivi aziendali o territoriali, depositati presso l’Ispettorato del lavoro territorialmente competente.

Inoltre, è necessario che il legale rappresentante dell’impresa rilasci a ciascun dipendente un’attestazione dalla quale risulti l’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, con indicazione dell’ambito (o degli ambiti aziendali) di applicazione delle conoscenze e delle competenze acquisite o consolidate dal dipendente.

Per personale dipendente si intende il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato.

Per il personale titolare di un contratto di apprendistato sono agevolabili le attività di formazione finalizzate all’acquisizione delle competenze nelle tecnologie sopra indicate.

La fruizione del credito d’imposta non è pregiudicata dall’eventuale partecipazione alle attività di formazione anche di altri collaboratori non legati all’impresa da contratti di lavoro subordinato o di apprendistato.

Le attività di formazione possono essere erogate anche da soggetti esterni all’impresa, purché gli stessi siano accreditati per lo svolgimento di tali attività presso la regione o la provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa.

Le attività di formazione possono altresì essere commissionate a università, pubbliche o private, o a strutture a esse collegate, nonché a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla disciplina europea.

SPESE AMMISSIBILI. Sono ammissibili al credito d’imposta le sole spese relative al personale dipendente impegnato come discente nelle attività di formazione agevolabili, limitatamente al costo aziendale riferito rispettivamente alle ore o alle giornate di formazione.

A tal proposito, per costo aziendale si intende la retribuzione, al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensiva dei ratei del Tfr, delle mensilità aggiuntive, delle ferie e dei permessi, maturati in relazione alle ore o alle giornate di formazione svolte nel corso del periodo d’imposta agevolabile, nonché delle eventuali indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede.

Inoltre, rientrano nel perimetro del bonus anche le spese relative al personale dipendente, ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge di bilancio 2018, e che partecipi alle attività formative con il ruolo di docente o tutor. In questo caso, però, le spese ammissibili non possono eccedere il 30% della retribuzione complessiva annua del dipendente.

MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA. Il credito d’imposta spetta in misura pari al 40% delle spese sostenute e nel limite massimo di 300mila euro per ciascun beneficiario.

UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante F24 da presentare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione.

Il bonus, inoltre, non soggiace ai limiti di utilizzabilità dei crediti d’imposta attualmente previsti (limite annuale di 250mila euro ex articolo 1, comma 53, legge 244/2007 e limite massimo di compensabilità di 700mila euro ex articolo 34, legge 388/2000).

È possibile utilizzare in compensazione il credito d’imposta a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

OBBLIGHI DOCUMENTALI E DICHIARATIVI. Per il riconoscimento dell’agevolazione, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da un’apposita certificazione rilasciata dal revisore dei conti.

Per le sole imprese non soggette a revisione legale dei conti, le spese sostenute per la certificazione (rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti) sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non superiore al minore tra quello effettivamente sostenuto e 5mila euro, fatto salvo il rispetto del limite massimo di 300mila euro.

Le imprese che beneficiano del credito d’imposta devono conservare una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

La relazione, nell’ipotesi di attività formative organizzate all’interno dell’impresa, deve essere predisposta dal dipendente che ha partecipato alle attività come docente o tutor o dal responsabile aziendale della formazione.

Se, invece, le attività sono state commissionate a soggetti esterni all’impresa, la relazione deve essere redatta dal soggetto formatore esterno.

Le imprese devono conservare anche:

– l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del bonus, anche in relazione al rispetto dei limiti e delle condizioni previste

– i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti congiuntamente dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno.

Nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese (e in quello dei periodi successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo) devono essere indicati i dati relativi al numero di ore e dei lavoratori che prendono parte alla formazione.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile Irap e non va considerato per la determinazione del rapporto rilevante per la deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi (cfr. articoli 61 e 109, comma 5, Tuir).

CONTROLLI. L’attività di verifica e controllo sul corretto utilizzo del bonus è affidata all’Agenzia delle entrate, che, nel caso di indebita fruizione, provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni.

CUMULABILITÀ. Il credito d’imposta è cumulabile con altre misure di aiuto aventi a oggetto le stesse spese ammissibili, nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina europea. (fonte: Fisco Oggi).

 

Scarica qua il decreto 4 maggio 2018 del Mise

Source: Meccanica e Automazione
Credito d’imposta e formazione 4.0, in Gazzetta il decreto attuativo

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Weerg: la più grande installazione al mondo di stampanti 3D HP Jet Fusion 4210

Weerg: la più grande installazione al mondo di stampanti 3D HP Jet Fusion 4210

La crescita di Weerg prosegue a gran ritmo. Dopo il recente acquisto di 6 frese Hermle, la piattaforma online che offre lavorazioni CNC e 3D, mette a segno la più grande installazione al mondo di stampanti HP Jet Fusion 4210 per il 3D Printing. Si tratta anche in questo caso di un accordo senza precedenti che prevede non solo il raddoppio del parco macchine esistente con l’arrivo di 3 nuovi sistemi Jet Fusion 4210 di ultimissima generazione, ma anche l’upgrade tecnologico delle 3 stampanti 4200 già in funzione nella sede di Marghera. Il tutto per un investimento che supera i 3 milioni di euro a listino.

Produzione 3D su scala industriale

Questa nuova soluzione di stampa, progettata specificatamente per gli ambienti di produzione 3D su scala industriale, è stata concepita, su espressa dichiarazione di HP, per ridurre significativamente i costi operativi complessivi, aumentare la capacità per i volumi di produzione e innalzare il “punto di pareggio” per la produzione 3D su larga scala a 110.000 unità rispetto a una produzione con stampaggio a iniezione. Offre inoltre il costo del pezzo più basso del settore: fino al 65% in meno rispetto ad altri metodi di stampa 3D. Ad accompagnare questo massiccio potenziamento del reparto produttivo, l’implementazione di software per l’automazione di processo che comprendono un sistema ERP in costante aggiornamento che consente di gestire giornalmente la lavorazione di migliaia di pezzi, e un software di nesting con l’esclusiva opzione che permette il “match” su tutti i build disponibili in modo da ottimizzare ulteriormente i carichi in fase di lavorazione.

Modello di industria 4.0

Scelte tecnologiche all’avanguardia che definiscono Weerg come modello di industria 4.0, dove la produzione viene verificata dai monitor e gli interventi degli operatori sono ridotti ai minimi termini. Il tutto è orchestrato da ciò che avviene online, sulla piattaforma e-commerce, dove ad oggi convogliano oltre 10.000 richieste di preventivi che convertono in una media quotidiana di 150 ordini. Numeri che Weerg conta di raddoppiare a breve grazie alle nuove installazioni. “La capacità delle prime tre stampanti era ormai saturata e l’attuale domanda è già sufficiente per coprire interamente la capacità produttiva di tutte e 6 le macchine,” – commenta il fondatore Matteo Rigamonti. “Per potenziare la produzione abbiamo rinnovato la fiducia in HP, a nostro parere l’unica tecnologia ad oggi in grado di assicurare prestazioni di tipo industriale, che finora ci ha permesso di soddisfare a pieno le esigenze dei nostri clienti. Inoltre, l’annunciato arrivo di nuovi materiali, recentemente anticipato dall’introduzione del caricato vetro che affianca il nylon PA 12, ci consentirà di aumentare ulteriormente il panel di riferimento permettendo finalmente di esprimersi a numerose esigenze professionali ancora latenti”. Un entusiasmo condiviso ovviamente anche da HP e da Davide Ferrulli, Enterprise Sales Manager 3D Printing di HP Italy che ha guidato la trattativa con Weerg.

Dai professionisti agli amatori

Attualmente il 90% degli ordini proviene da operatori del settore oppure da aziende già operanti in quest’ambito, ma che non dispongono della tecnologia HP per le quali Weerg opera come terzista. Resta una percentuale del 10% di amatori perché i programmi per disegnare in 3D sono user friendly e quindi facilmente utilizzabili anche dai non addetti ai lavori. Grazie alla capacità produttiva delle stampanti HP, Weerg è in grado di proporre un servizio unico ed efficiente per la prototipazione veloce di un singolo progetto, ma anche per la produzione di tirature fino a 5.000 pezzi, con costi competitivi e qualità eccellente. Lavorazioni per le quali l’azienda è in concorrenza diretta con la pressofusione, che però richiede la realizzazione di uno stampo e di conseguenza tempi più lunghi. L’unicità dell’offerta Weerg è potenziata esponenzialmente dalla semplicità di utilizzo della piattaforma, dalla preventivazione gratuita in tempo reale e da tempi di consegna garantiti in 3, 5 o 9 giorni. Per supportare il processo di crescita entro fine 2018 Weerg prevede l’assunzione di altre 11 persone per gestire l’attuale parco macchine e garantire una produzione 24/7. Imminente anche il trasferimento in una nuova sede, che nasce dalla necessità di proseguire nell’ampliamento del reparto produttivo. Oltre ai 6 sistemi HP Jet Fusion 4210, il parco macchine Weerg comprende una batteria di 10 Hermle C42U a 5 assi in continuo per le lavorazioni in CNC, da cui deriva ad oggi il 75% del fatturato.

 

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Source: Attualita
Weerg: la più grande installazione al mondo di stampanti 3D HP Jet Fusion 4210

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Atena: un sistema robotico italiano per testare i nanosatelliti

Atena: un sistema robotico italiano per testare i nanosatelliti

Argotec, azienda ingegneristica aerospaziale italiana impegnata nella realizzazione di nanosatelliti, e Comau, azienda specializzata nella fornitura di soluzioni avanzate di automazione industriale, presentano Atena, un innovativo sistema di emulazione, unico nel suo genere, che sfrutta un braccio robotico per effettuare test e analizzare le funzionalità dei nanosatelliti prima del lancio in orbita. Atena (Advanced Testing Emulator for Nanosatellite Arm) semplifica le simulazioni delle performance dei satelliti, generalmente effettuate attraverso complesse analisi numeriche e verifiche dell’hardware, del software e degli algoritmi di navigazione e di controllo, da cui derivano risultati di difficile interpretazione.

Come funziona

Il sistema, nato dall’intuizione di Argotec che ne ha anche depositato un brevetto e dalla collaborazione con Comau, si compone di un satellite o parte di esso, un’unità di controllo elettronica e un robot Comau. Il nanosatellite, o parte di esso, viene agganciato al polso del robot il quale, grazie a un’opportuna configurazione, ricrea il movimento del satellite in orbita, durante le diverse fasi della sua missione. Questa soluzione permette di testare tutti i protocolli di comunicazione del sistema, verificando in parallelo l’interazione tra tutte le componenti. Il robot scelto è il Racer7 1.4, il più veloce della sua categoria, che garantisce affidabilità e precisione in una meccanica compatta. Questo nuovo approccio è così realistico e versatile da poter essere utilizzato sin dalle prime fasi di progettazione di un satellite.

Una svolta in ambito aerospaziale

Atena rappresenta una vera e propria svolta in ambito aerospaziale. L’utilizzo del robot consente infatti di controllare le performance del satellite e osservarne direttamente il comportamento. Ciò garantisce non solo una più immediata e semplice visualizzazione dei risultati dei test, ma anche la possibilità di effettuare delle dimostrazioni delle performance di volo. Inoltre, l’utilizzo di due o più robot, permette di riprodurre fedelmente anche l’aggancio in orbita di satelliti, il cosiddetto docking. “Argotec è alla costante ricerca di soluzioni tecnologiche affidabili in grado di migliorare la qualità di sistemi per lo spazio che consentano anche vantaggi a livello terrestre. Infatti, secondo la nostra vision aziendale tutto ciò che è progettato per attività spaziali può avere un immediato ritorno sulla Terra, apportando benefici nella vita quotidiana e rispondendo ad esigenze non ancora soddisfatte. – ha dichiarato David Avino, Managing Director di Argotec – Il progetto ATENA, per cui è stata depositata domanda di brevetto, rappresenta la nostra dinamicità, la voglia di innovare e soprattutto la capacità di collaborare con una multinazionale di livello come Comau per un obiettivo comune: ottenere risultati straordinari di rilevanza internazionale esportando l’eccellenza del Made in Italy nel mondo.” Massimo Calvetto, Sales Manager GI Italy di Comau, ha rilevato: “Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione dell’innovativo progetto sviluppato da Argotec, in un settore ad altissimo tasso tecnologico come quello aerospaziale, dove la precisione e l’affidabilità sono componenti essenziali. I nostri robot si sono dimostrati la scelta giusta per garantire il raggiungimento di risultati di eccellenza. Comau è conosciuta come leader di mercato nelle applicazioni automotive ma la scelta dell’azienda è, da sempre, aprirsi ed estendere le proprie aree di applicazione a tutti i settori: competenze, livello tecnologico di eccellenza raggiunto, soluzioni flessibili, modulari e performanti sono oggi a disposizione anche delle Pmi operanti nella General Industry”.

 

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Verso l’integrazione degli smart glass nell’industria

Verso l’integrazione degli smart glass nell’industria

L’idea degli smart glass in ambito aziendale non più così lontana e sta iniziando ad avere un impatto su diversi settori industriali – dalla manifattura e logistica fino alla sanità e sicurezza. Nonostante non siano ancora strumenti ampiamenti diffusi, l’ultima ricerca di Toshiba ha rivelato che l’82% delle aziende europee ritiene che gli smart glass saranno integrati nella propria infrastruttura IT entro i prossimi tre anni. Questo fa parte di una tendenza più ampia che riguarda la tecnologia wearable, che ha la capacità di cambiare il modo di operare delle aziende. ABI research ha, infatti, previsto che le consegne di dispositivi wearable in ambito business raggiungeranno i 154 milioni a livello globale entro il 2021. Ed è evidente che gli smart glass sono in prima linea, dal momento che le condizioni di mercato finalmente sono maturate.

Quali sono le forze che guidano questo cambiamento?

Una di queste è rappresentata dall’aumento dei budget IT, secondo Toshiba, infatti, il 76% dei responsabili IT europei quest’anno ha a disposizione fondi maggiori. L’aumento della produttività è diventata una priorità per il 54% dei decision maker IT e non è una sorpresa la scelta sempre più diffusa di adottare soluzioni mobile innovative, come gli smart glass. Questo è particolarmente vero nell’era dell’IoT e della proliferazione dei dati, con soluzioni che possono essere utilizzate con dispositivi di edge computing, consentendo ai mobile worker di elaborare i dati a livello edge della rete in modo sicuro ed efficiente. Questo sarà ulteriormente amplificato dal 5G, considerato uno dei driver che guiderà l’implementazione degli smart glass in ambito enterprise. Il 40% dei responsabili IT è d’accordo ed Ericsson ha previsto un miliardo di abbonamenti al 5G entro il 2023 dal momento che numerosi settori tra cui produzione, sanità e utilities scopriranno il potenziale di questa tecnologia. Un altro report dell’azienda rivela il potenziale di trasformazione del 5G in ambito business: il 78% delle imprese si aspetta che questo consenta di migliorare o sviluppare nuove offerte clienti. Inoltre, la disponibilità sempre maggiore di soluzioni smart galss basate su Windows 10 è considerata un fattore determinante, confermato anche da quasi un terzo (28%) dei decision maker IT in Europa. Gli smart glass Windows 10 possono essere integrati semplicemente nell’infrastruttura IT già esistente – in particolare se paragonati ad altre piattaforme meno orientate al business – e allo stesso tempo permettono di beneficiare delle funzionalità di assistenza e sicurezza rese disponibili attraverso gli aggiornamenti che Microsoft rilascia sulla piattaforma. Infine Windows 10 offre un potenziale superiore per l’edge computing mobile grazie ai servizi IoT Microsoft Azure, rispondendo alla necessità delle aziende di sviluppare un edge competitivo e utilizzare nuove modalità di raccolta e analisi dei dati.

A chi serviranno di più gli occhiali intelligenti

“I settori con un elevato numero di dipendenti che lavorano a contatto con il pubblico o sul campo sono destinati a beneficiare maggiormente delle opportunità offerte dagli smart glass, che permettono di migliorare le modalità di lavoro dei mobile worker”, ha dichiarato Massimo Arioli, Head of B2B Sales&Marketing, Toshiba Personal & Client Solutions Company, Italy. “Attualmente produzione, logistica, manutenzione e sanità sono i settori che stanno aprendo la strada all’implementazione di questi device. L’Industry 4.0 ha sicuramente una forte influenza dal momento che le aziende sono alla ricerca di un’intelligence superiore grazie ai dispositivi IoT e alla quantità sempre maggiore di dati”. Questo è supportato dai risultati della ricerca Toshiba: l’89% delle società di ingegneria, l’83% di quelle che operano nei trasporti e nella logistica così come il 77% delle aziende produttive pianifica di implementare gli smart glass nei prossimi tre anni. Per esempio, i tecnici termoidraulici possono svolgere il servizio di revisione annuale, utilizzando gli smart glass per realtà assistita che permettono di visualizzare gli schemi della caldaia, mantenendo le mani libere. In ambito produttivo, gli smart glass consentono ai lavoratori di accedere e sovrapporre specifiche dettagliate o istruzioni in tempo reale, in questo modo è possibile garantire una precisione superiore, ridurre gli errori e rendere più efficienti i processi.

Quali sono i principali vantaggi?

La funzionalità ‘a mani libere’ è considerata un vantaggio dal 49% delle aziende, in particolare nel settore produttivo (59%) e in quello ingegneristico (58%), perfettamente in linea con le innovazioni tecnologiche, come mobilità e dati, dell’Industria 4.0. In effetti, gli smart glass permettono di offrire un mobile working migliorato e questo è un altro beneficio citato dal 47% dei responsabili IT, che hanno partecipato alla ricerca Toshiba, così come la possibilità di migliorare la condivisione delle informazioni e la collaborazione (41%) all’interno dell’azienda. “Mentre le aziende cercano modi per abbracciare e gestire l’IoT, gli smart glass sono invece una tecnologia emergente, che può potenzialmente contribuire all’aumento della produttività in diversi ambienti business”, ha aggiunto Massimo Arioli. “Nonostante si debba ancora aspettare per vedere l’impatto che realmente avranno, le nuove soluzioni in questo settore stanno iniziando a diffondersi in ambito professionale ed è sicuramente un’area che i responsabili IT stanno controllando da vicino, così come il 5G e la realtà assistita in costante sviluppo”.

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Source: Attualita
Verso l’integrazione degli smart glass nell’industria

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La qualità Specialinsert nella produzione di sistemi di fissaggio per l’automotive è certificata IATF

La qualità Specialinsert nella produzione di sistemi di fissaggio per l’automotive è certificata IATF

Il conseguimento della certificazione IATF 16949:2016 del sistema di gestione Qualità di Specialinsert – realtà industriale specializzata nella produzione e commercializzazione di sistemi di fissaggio – nella progettazione e produzione di prodotti e componenti per il fissaggio meccanico è un ulteriore traguardo, che testimonia la naturale vocazione  per la qualità ed il miglioramento continuo dell’azienda e la posiziona sul mercato quale partner d’eccellenza per l’industria automobilistica. La nuova norma IATF 16949:2016, revisione della specifica tecnica ISO/TS 16949:2009, disciplina alcune prassi diventate abituali nella catena della fornitura del settore automotive, rendendo obbligatorio il rispetto dei Customer Specific Requirements, ma non solo. Le novità riguardano principalmente la gestione del rischio d’impresa e dei fornitori lungo tutta la filiera, con parametri molto più stringenti rispetto al passato. Prevede, inoltre, le linee guida sulle modalità da attuare in caso di assenza di CSR e si focalizza sui processi per la riduzione di scarti nella fornitura e la rintracciabilità dei prodotti finali, a garanzia della massima sicurezza. Le misure implementate convergono verso un miglioramente continuo, al fine di assicurare una più elevata soddisfazione del cliente finale. “Siamo molto fieri di questo risultato che dimostra l’impegno di Specialinsert nel perseguire un approccio basato sull’analisi dei flussi, al fine di ridurre al minimo il lead-time, eliminando tutto ciò che non rappresenta valore per il cliente” dichiara Cinzia Arduini, Amministatore Delegato di Specialinsert, che continua: “In tal senso, la logica della business continuity assume, per noi, una nuova declinazione che contempla, non solo l’aspetto produttivo, bensì l’intera struttura aziendale. Questa gestione ci permette di individuare le aree in cui intervenire per dare impulso ad un ciclo virtuoso in cui la qualità aumenta in modo esponenziale e gli sprechi e le non conformità si riducono drasticamente, grazie all’applicazione sistematica di un approccio per processi che incorpora il ciclo Plan-Do-Check-Act e il Risk-based thinking, incentivando l’efficacia e l’affidabilità che ci contraddistinguono presso i nostri clienti.”

L’adeguamento ai nuovi standard

L’adeguamento di Specialinsert ai nuovi standard è avvenuto mediante un Audit di sistema, secondo la norma VDA 6, che ha permesso di individuare le aree di miglioramento e di definire un piano per la riqualificazione delle procedure e dei sistemi aziendali, in conformità alle prescrizioni della IATF 16949:2016. In coerenza con i nuovi processi, Specialinsert ha inoltre definito un Piano 4.0, che prevede investimenti rilevanti per l’acquisto di macchinari a controllo numerico e l’introduzione di strumentazione all’avanguardia per un controllo qualità del 100% dei prodotti. Nella fabbrica Specialinsert del futuro, la Ricerca & Sviluppo, gli acquisti, la produzione, la Qualità e la logistica lavorano insieme, a contatto strettissimo. Gli uffici per l’engineering del prodotto sono all’interno dei reparti di produzione, in modo che gli esperti del manufacturing e dell’industrializzazione possano interagire sin dalle prime fasi con tre obiettivi principali: diminuire i costi, aumentare la qualità e ridurre il time to market. Cinzia Arduini, Amministatore Delegato di Specialinsert, conclude: “Specialinsert, da sempre proiettata verso il futuro, si impegna quotidianamente nel comprendere e affrontare le sfide della nuova Rivoluzione Industriale, con uno spirito imprenditoriale ed un approccio innovativo, contraddistinto da resilienza e creatività, grazie a cui interpreta i segnali del mercato, rimanendo sempre predisposta al cambiamento e alla sperimentazione.”

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Source: Attualita
La qualità Specialinsert nella produzione di sistemi di fissaggio per l’automotive è certificata IATF

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RS, ecco la nuova Ultimaker S5 per la stampa 3D professionale

RS, ecco la nuova Ultimaker S5 per la stampa 3D professionale

Una soluzione semplice e affidabile per stampare prototipi funzionali, attrezzi di produzione e parti destinate all’utilizzo finale


RS Components (RS), distributore multicanale globale di prodotti di elettronica e manutenzione, ha annunciato la disponibilità della nuova stampante 3D a marchio Ultimaker. La Ultimaker S5 si rivolge al mercato professionale e soddisfa esigenze tecniche per diverse applicazioni, dalla creazione di prototipi alla realizzazione di componenti e parti di tipo industriale per l’impiego finale. Tra le caratteristiche principali della Ultimaker S5 figurano il funzionamento continuo, un volume di stampa elevato, connettività avanzata, doppia estrusione, un sistema a filamento aperto e la possibilità di stampare una vasta gamma di materiali, tra cui filamenti di terze parti.

La Ultimaker S5 combina l’approccio olistico a 360° tipico del marchio con l’integrazione di hardware, software e materiali. Il risultato è una soluzione di facile
utilizzo e alta affidabilità, che consente l’allineamento completo delle impostazioni
per soddisfare le esigenze di ingegneri, progettisti e tecnici che operano in settori
diversi, tra cui architettura e medicale, oltre che di scuole e università.

La stampante, caratterizzata da un TOC ridotto e adatta per diversi impieghi, utilizza
motori passo-passo silenziosi che la rendono la soluzione ideale per uffici e studi
professionali. Un altro aspetto fondamentale è la sua piattaforma aperta e flessibile
che consente di allineare la stampante con i processi già esistenti, in modo da creare un flusso di lavoro molto efficiente.

Tra le caratteristiche principali della stampante figurano un volume di stampa di 330
x 240 x 300 mm, ideale per stampare oggetti di grandi dimensioni, e il sistema di
livellamento attivo a più punti del vassoio. Quest’ultimo monitora il flusso di materiale e garantisce un primo strato perfetto, compensando le variazioni della
topografia della piastra di stampa e correggendo automaticamente gli errori durante il processo, garantendo la realizzazione di parti di qualità elevata.

La stampante può utilizzare una vasta gamma di materiali, tra cui PLA e PLA duro,
oltre che materiali plastici avanzati, come nylon, PC e materiali compositi. Tra gli altri
materiali utilizzabili si trovano ABS, CPE, CPE+, TPU 95A, PP, PVA e materiali da
rimuovere meccanicamente. Grazie alla profonda conoscenza di Ultimaker in fatto di
materiali e il suo innovativo software di stampa 3D Cura la macchina è in grado di
lavorare praticamente qualsiasi tipo di filamento industriale.

La piastra di stampa della S5 resiste a temperature fino a 140°C, caratteristica indispensabile per trattare materiali come il PC. Oltre alla tradizionale piastra di
stampa in vetro è disponibile una piastra in alluminio più resistente, che consente di
realizzare oggetti di grandi dimensioni con materiali tecnici quali ABS o PC.

La stampante S5 Ultimaker è ora disponibile da RS e va a completare la sua vasta
gamma di stampanti 3D per la prototipazione rapida e la produzione di parti.

Source: Meccanica e Automazione
RS, ecco la nuova Ultimaker S5 per la stampa 3D professionale

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