Archives Maggio 2018

Electrocomponents acquisisce IESA per offrire nuovi servizi a valore aggiunto ai clienti corporate

Electrocomponents acquisisce IESA per offrire nuovi servizi a valore aggiunto ai clienti corporate

Electrocomponents plc (LSE: ECM), capogruppo di RS Components, ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di IESA, azienda britannica specializzata in servizi a valore aggiunto di outsourcing per clienti industriali, alla cifra di 88 milioni di sterline. L’acquisizione di IESA rafforzerà e velocizzerà l’offerta di servizi a valore aggiunto del Gruppo Electrocomponents, permettendo a quest’ultimo di soddisfare ancora meglio i clienti aziendali che scelgono di esternalizzare le proprie attività di manutenzione, riparazione e gestione (MRO), altri acquisti indiretti e la gestione delle scorte.

IESA fornisce alle industrie manifatturiere servizi in outsourcing di approvvigionamento, inventario e gestione dei magazzini, oltre a servizi di elaborazione delle transazioni (P2P). La fornitura indiretta interamente integrata e le soluzioni complete per i punti vendita arricchiscono le capacità del Gruppo Electrocomponents in termini di prodotti e servizi a valore aggiunto, offrendo una
soluzione completa end-to-end per la clientela. I servizi di IESA consentono ai clienti di migliorare la loro efficienza e consolidare la loro base di fornitori di approvvigionamento indiretto attraverso una soluzione di mercato proprietaria basata su cloud, MyMRO.

IESA sarà gestita come un’unità aziendale separata all’interno di Electrocomponents, con l’attuale CEO di IESA, Glenn Timms, che riferirà al CEO del Gruppo Electrocomponents, Lindsley Ruth. Nell’ambito di Electrocomponents, IESA e i suoi clienti beneficeranno dell’economia di scala e della portata internazionale del Gruppo. Inoltre, le relazioni del Gruppo con i fornitori internazionali consentiranno a IESA di migliorare la propria offerta ai clienti, accelerando nel contempo la propria presenza internazionale e le proprie capacità digitali.
Lindsley Ruth, CEO di Electrocomponents, ha dichiarato: “L’acquisizione di IESA  migliorerà la proposta di servizi a valore aggiunto, ampliando la nostra offerta per i clienti. Crediamo che la capacità digitale combinata di IESA ed Electrocomponents sia un elemento di differenziazione sul mercato, e che migliorerà notevolmente l’esperienza che possiamo offrire a clienti e fornitori con una gamma molto più ampia di soluzioni basate sull’eCommerce. Intendiamo continuare a gestire IESA come un’entità separata all’interno del Gruppo, consentendole di mantenere i propri
fornitori indipendenti, che i clienti apprezzano. Siamo entusiasti di dare il benvenuto a IESA nel Gruppo Electrocomponents”.

Glenn Timms, CEO di IESA, ha dichiarato: “Siamo felici di entrare a far parte del Gruppo Electrocomponents, inaugurando così un terzo capitolo per la nostra organizzazione. Abbiamo iniziato nel 2002 come pionieri digitali e azienda a conduzione familiare, e nel 2012 abbiamo attraversato un management buyout. Il successo ottenuto è merito dei nostri eccellenti dipendenti, del loro duro lavoro e della fiducia che clienti e partner fornitori hanno riposto in noi, insieme al sostegno e all’incoraggiamento dei nostri investitori”.

“Come nuovi e orgogliosi membri della famiglia Electrocomponents, manterremo il nostro attuale management e continueremo a operare come un’unità indipendente, condizione cruciale per il nostro modello di business. Avremo importanti opportunità potendo sfruttare l’infrastruttura globale, le risorse e la capacità digitale del Gruppo per accelerare la crescita e i vantaggi per i nostri clienti, fornitori e dipendenti. Non vediamo l’ora di passare alla fase successiva del nostro sviluppo”.

Source: Meccanica e Automazione
Electrocomponents acquisisce IESA per offrire nuovi servizi a valore aggiunto ai clienti corporate

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Il digitale è il cuore della quarta rivoluzione industriale

Il digitale è il cuore della quarta rivoluzione industriale

Riceviamo e pubblichiamo con piacere un intervento sulla quarta rivoluzione industriale di Stefano Mosca, responsabile della filiale italiana di Protolabs, il servizio online di prototipazione e produzione rapida con tecnologie additive e sottrattive.

Intelligenza artificiale, IoT, Big Data… La quarta rivoluzione industriale che stiamo attualmente vivendo si svolge in un contesto digitale. Non stupisce quindi vedere la Commissione Europea presentare, nell’aprile 2016, un piano di misure di circa 50 miliardi di euro di investimenti per un mercato unico digitale. Di questo budget, 500 milioni saranno destinati alle imprese che scelgono l’innovazione tecnologica, in Italia attuati attraverso il piano Industria 4.0. Si tratta di investimenti cruciali per la nostra economia poiché al termine, è la promessa di un’innovazione al servizio dell’Uomo, la promessa di un aumento dei ricavi e la promessa di miglioramento della qualità di vita delle persone. Questa rivoluzione, più di qualsiasi altra, ha il potere di trasformare l’industria in modo duraturo e profondo.

L’IoT al servizio dell’industria

Orologi connessi, automobili a guida autonoma, termostati intelligente… Il nostro quotidiano è pieno di oggetti intelligenti che utilizzano tecnologie complesse il cui scopo principale è quello di semplificarci la vita. Mentre alcuni sostituiscono i gadget commerciali, altri hanno il potere di cambiare radicalmente il nostro mondo. L’Internet degli Oggetti permette, per esempio, agli enti preposti di misurare automaticamente il livello d’inquinamento, controllare la qualità dell’acqua distribuita dalle reti, seguire le specie in via di estinzione, avvisare la popolazione in caso di catastrofi naturali o, ancora, migliorare considerevolmente le prestazioni delle reti elettriche.

Stabilimenti intelligenti

La tappa successiva della quarta rivoluzione industriale sarà lo sviluppo di stabilimenti intelligenti che utilizzano la messa in rete, diretta e universale, di oggetti intelligenti attraverso Internet, cui si dà anche il nome di Internet industriale degli oggetti (IIoT – Industrial Internet of Things). Ci promette di integrare tutto armoniosamente grazie a dispositivi intelligenti che raccoglieranno dati, prenderanno decisioni e ci informeranno sui problemi. È dunque essenziale che l’industria manifatturiera sfrutti l’IoT per migliorare la sua competitività nazionale: miglioramento della sicurezza dei lavoratori, riduzione dei costi di gestione e miglioramento della produttività. I guadagni che ne possono conseguire sono tali che, secondo una relazione di Grand View Research, il mercato dell’IoT industriale dovrebbe raggiungere i 934 miliardi di dollari nel 2025.

Seguire il filo digitale

Industria 4.0 e la rivoluzione dell’IIoT vanno ben oltre i gadget intelligenti e le macchine utensili parlanti. Il settore più interessato da questo sisma industriale è probabilmente quello della produzione digitale, modalità relativamente nuova di condividere i dati lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti, per limitare i costi, ridurre i ritardi nella produzione e migliorare la qualità dei pezzi. Alcune aziende sono attualmente impegnate nell’elaborazione di piattaforme digitali integrate, nelle quali si raggruppano tutti gli aspetti della produzione, dalle prime fasi della progettazione alla pianificazione degli stabilimenti, passando per i commenti dei clienti dopo la consegna. Questo filo conduttore digitale permette di eliminare le lacune di informazioni che ostacolano gli scambi dei dati tra i diversi software: esso integra infatti ogni componente del processo di produzione, in particolar modo gli strumenti di modellazione e visualizzazione per i file CAD 3D, i software di analisi di realizzabilità (DFM), la produzione a controllo numerico (CNC), l’automazione dei processi di produzione e i sistemi di raccolta dei dati nello stabilimento. Correttamente integrato, questo mix di soluzioni digitali segue tutte le fasi dello sviluppo del prodotto: progettazione, modello, prototipazione, produzione, rifinitura e successivamente logistica, consegna e gestione post-vendita. Non occorre fare altro che aggiungere i file correlati al processo di produzione, come gli acquisti, la logistica, il magazzino o la contabilità (gestiti generalmente dal sistema ERP) per completare il ciclo digitale.

Adattarsi ai cambiamenti con la produzione digitale

Siemens PLM definisce la produzione digitale come un modo per permettere agli ingegneri di “definire la totalità di un processo di produzione in un ambiente virtuale che comprende gli utensili, le catene di montaggio, le postazioni di lavoro, la pianificazione degli stabilimenti, l’ergonomia e le risorse”. La produzione digitale permette di produrre di più, di eliminare i limiti di fattibilità e di prendere più rapidamente decisioni informate. Come è stato ben espresso da Patrick Michel, VP DELMIA User Experience & Marketing presso Dassault Systèmes, “grazie alla produzione digitale, un processo manuale lento e dispendioso in termini di risorse, si può adattare alla realtà del XXI secolo.” Eppure, la maggior parte delle imprese è reticente al cambiamento. La minima interruzione della supply chain o della produzione si può rivelare catastrofica, tanto per i produttori quanto per i loro clienti. Cosa occorre dunque fare per modificare profondamente le infrastrutture ed i processi industriali? Per compiere il salto, è necessario che le imprese collaborino strettamente con i fornitori esperti in tecnologie digitali e sfruttino la loro agilità. Il cammino della trasformazione digitale è spesso costellato di ostacoli, ma le imprese si potranno reinventare solamente adottando una nuova strategia e abbracciando il cambiamento.

Lo stabilimento di domani

Acciaio, macchine a vapore, catene di montaggio o circuiti integrati, i pilastri delle rivoluzioni industriali precedenti potevano essere visti, toccati e sentiti. Le cose sono ben diverse nella quarta rivoluzione industriale, questa confluenza virtuale di dati, software e sensori in cui reti tecnologiche diverse lavorano insieme per razionalizzare i processi di progettazione e produzione esistenti. L’industria 4.0 ha pertanto un vero e proprio punto in comune con le rivoluzioni precedenti: si occupa della promozione e del perfezionamento di questa istituzione fondamentale che è lo stabilimento di produzione. La prosperità di un paese – in particolare il nostro – si fonda anche sulla sua industria manifatturiera, per cui mettere a disposizione delle imprese dei processi ottimali è una necessità economica.

 

 

 

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Source: Attualita
Il digitale è il cuore della quarta rivoluzione industriale

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L’ospedale che stampa in 3D le protesi mandibolari

L’ospedale che stampa in 3D le protesi mandibolari

EOS ha recentemente invitato i chirurghi dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale del Policlinico S. Orsola a tenere una web conference relativa al progetto sviluppato con l’azienda italiana Sintac. Il workflow sviluppato presso l’Università di Bologna ha come finalità la simulazione degli interventi chirurgici e la realizzazione virtuale di protesi personalizzate per il paziente, che vengono poi stampate grazie a tecnologia additiva (tecnica DMLS) con le stampanti EOS. Giancarlo Scianatico, Regional Manager per l’Italia di EOS, ha commentato: “Sapere di aver contribuito a rendere più efficaci ed efficienti le terapie per offrire nuove cure ai pazienti ci fa capire quanto sia sempre più importante l’integrazione di sistemi come i nostri nel mondo sanitario. Un trend in crescita che continueremo a sostenere sia in Italia, sia nel resto del mondo”.

Il protocollo di ricerca

Nel 2011 ha avuto avvio il protocollo di ricerca, sviluppato dai ricercatori dell’Università di Bologna, che ha permesso di realizzare nel corso degli anni successivi, oltre 60 casi di ricostruzione mandibolare sfruttando la tecnologia CAD-CAM. L’affinamento del protocollo operativo ha permesso di ottenere risultati funzionalmente ed esteticamente sempre migliori, se comparati alla tecnica ricostruttiva tradizionale. Grazie alla stampa 3D delle placche, che supportano il trapianto osseo atto a ricostruire l’area anatomica desiderata, e prodotte con il sistema EOS M 280, lo staff del Prof. Claudio Marchetti, può applicare tale metodica ricostruttiva ai pazienti affetti da neoplasie che interessano le ossa dello scheletro facciale. “La tecnica chirurgica tradizionalmente usata per la ricostruzione mandibolare era più complessa e meno personalizzabile di adesso” ha dichiarato Salvatore Battaglia, medico in formazione specialistica dell’equipe di chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale S. Orsola Malpighi di Bologna. “L’operazione permetteva infatti di ottenere già risultati estremamente buoni dal punto di vista della ricostruzione ossea. Grazie alla collaborazione con il partner industriale Sintac, di migliorare i risultati di accuratezza nelle ricostruzioni mandibolari.

Pianificazione virtuale degli interventi chirurgici

La pianificazione virtuale degli interventi chirurgici è divenuta, nel corso degli anni successivi, una procedura routinaria all’interno della nostra Unità Operativa in virtù della presenza, all’interno dell’Università di Bologna, del Laboratorio di Bioingegneria, diretto dalla Prof.ssa Emanuela Marcelli. La collaborazione quotidiana con gli ingegneri del 3DLab ci permette di pianificare, con software di ultima generazione, gli interventi chirurgici maxillo-facciali. Grazie alla tecnologia CAD-CAM, tali risultati sono ulteriormente migliorati sia dal punto di vista clinico, che dal punto di vista dei tempi operatori. Con la tecnologia AM si può creare un modello perfetto di placca ricostruttiva che può essere impiantata direttamente e senza alcun tipo di ulteriore modellazione intra-operatoria, rispondendo ai criteri di medicina rigenerativa personalizzata”. Questa tecnologia permette di ridurre significativamente l’errore chirurgico. Anche dal punto di vista dei costi di tale metodica, seppur i costi iniziali relativi ai manufatti protesici personalizzati possano essere più elevati rispetto alle placche ricostruttive stock, dopo una prima revisione della casistica, sembrerebbe che i ridotti tempi operatori, le degenze post-operatorie più brevi ed il minor tasso di complicanze legate agli interventi contribuiscano a rendere la metodica CAD-CAM per le ricostruzioni mandibolari economicamente sostenibile.

Il sistema di stampa 3D

Con un volume di costruzione di 250 x 250 x 325 mm, EOS M 280 consente una produzione veloce, flessibile e conveniente di parti metalliche direttamente dai dati CAD, con un’ampia possibilità di personalizzazione, quindi, delle protesi progettate sulle specifiche esigenze del paziente. L’intuitiva interfaccia utente del sistema, il software intelligente con una combinazione di set di parametri aperti e standardizzati e il sistema di filtraggio migliorato sono appositamente progettati per la produzione industriale. Un’ampia gamma di materiali e processi convalidati, nonché avanzate soluzioni software per la preparazione dei dati e la gestione della qualità completano il portfolio di soluzioni fornito da EOS M 280, grazie al quale è possibile sfruttare la tecnologia di Additive Manufacturing per affrontare in modo efficiente le sfide della produzione di domani anche in campo medico.

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Source: Attualita
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