La trasformazione digitale piace alle aziende italiane grazie (anche) agli incentivi

La trasformazione digitale piace alle aziende italiane grazie (anche) agli incentivi

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La trasformazione digitale piace alle aziende italiane grazie (anche) agli incentivi

Quasi un’azienda su tre utilizza tecnologie 4.0 o ha in programma di farlo. Questo è quanto emerge da un’indagine condotta dalla società Met per conto del ministero dello Sviluppo economico in vista della prossima Relazione annuale del garante Pmi.

In particolare, il 17,7% delle imprese che hanno tra 10 e 49 addetti già impiega sistemi all’avanguardia come l’Internet of Things, la robotica, la manifattura additiva e il cloud. Il 9,4% ha intenzione di adottarli a breve mentre il 1,2% è invece già dentro il paradigma 4.0 come produttore.

Iper ammortamento, quanto indice? Per 34,2% delle imprese con meno di 50 addetti l’Iper ammortamento è stato rilevante per la scelta di investire, a fronte del 57,6% delle grandi. Le pmi rappresentano poi il 68% delle imprese che hanno beneficiato del credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo finalizzato alle trasformazioni digitali. Non va comunque scordato che a fronte del 67% complessivo di imprese che lo scorso anno ha dichiarato di aver fatto nuovi investimenti, secondo una stima Istat per le Pmi la quota si aggira intorno al 42%.

L’importanza di puntare sulle competenze. Stefano Firpo, Garante delle Pmi e dirigente del ministero, ha parlato di una diffusione sempre più larga seppur in un quadro di competenze ancora inadeguate. “Abbiamo disegnato strumenti semplici proprio a misura di piccole imprese – commenta Firpo -: incentivi automatici di immediato utilizzo. E si iniziano a vedere i risultati: non è vero che Industria 4.0 è un programma per le grandi aziende”. La mancanza di competenze specifiche risulta essere la difficoltà principale per un quarto delle imprese che inizia a investire. “Certo, al di là delle dimensioni – aggiunge Firpo – conta anche la sensibilità all’innovazione del singolo imprenditore ed incide la presenza di competenze adeguate tra i dipendenti e gli stessi manager. Sbloccheremo il credito di imposta per la formazione 4.0 e avvieremo i competence center per accelerare anche in questo campo”.

Sull’occupazione poche ricadute negative. “Le intenzioni di investimento – commenta Raffaele Brancati, presidente della società Met – confermano un certo cambio di passo. La percentuale di imprese non ancora coinvolte che ha in programma interventi nel prossimo triennio rappresenta il 4,6% ma sale al 9,4% per le piccole e all’8,3% per le medie”. L’effetto prevalente della digitalizzazione per le aziende è il miglioramento della qualità dei prodotti e la minimizzazione degli errori (62%). “C’è anche una presenza ma modesta – aggiunge Brancati – di imprese che usano le tecnologie con l’obiettivo di ridurre direttamente l’occupazione”. In questa fase solo il 5% delle aziende prevede ricadute negativi sui propri livelli occupazionali. Negli ultimi tre anni, per contro, ad aumentare l’occupazione è stato il 37,5% delle imprese che hanno deciso di investire e utilizzare tecnologie 4.0 contro il 16,8% delle imprese tradizionali.

Source: Meccanica e Automazione
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