Settimo posto al mondo per la finitura italiana

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Settimo posto al mondo per la finitura italiana

Senza la finitura, macchine, elettrodomestici, edifici non sarebbero completi, utilizzabili, abitabili. Il Libro bianco, a firma delle associazioni Ucif e Poliefun, sul settore della finitura delinea i tratti essenziali di tutte le aziende italiane del comparto. Il campione è composto da più di 200 imprese, con una copertura doppia rispetto alla survey precedente. L’analisi ha consentito di disaggregare le singole determinanti (economica, patrimoniale e finanziaria) che ne segnalano lo stato di salute. L’Italia è il settimo esportatore mondiale di impianti di finitura e vanta anche la quarta posizione nella bilancia commerciale con l’estero di settore.

La fotografia della finitura che il Libro bianco restituisce a chi legge è quella di un’industria molto dinamica in costante adattamento al mercato e alle richieste dei clienti. Dall’analisi appare evidente come le imprese perseguano un vantaggio competitivo basato sulle caratteristiche tecnologiche del prodotto e sui servizi complementari. Nei prossimi tre anni si prospetta un incremento della gamma dei prodotti offerti, il lancio di nuovi servizi ma anche la reingegnerizzazione di alcuni processi specifici.

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Numerosità delle aziende per macrotipologia di prodotto. L’innovazione tecnologica è considerata un fattore critico di successo e si muove in due direzioni: la prima è la creazione di impianti che permettano di avere un elevato risparmio energetico, la seconda è un’innovazione che si relaziona con le esigenze del cliente per fare in modo che l’impianto offerto si inserisca perfettamente nel processo utilizzato dal cliente.

L’anno 2017 si prevede chiuda in positivo. Il valore della produzione è nettamente cresciuto rispetto al 2016 (+8,3%) e per il 2018 si prevede un valore di produzione in ulteriore crescita (+3,8%). Le esportazioni sono aumentate (+8,7%) rispetto al 2016 e si prevedono in crescita anche nel corso del 2018 (+5,4%) nonostante un mercato importante come quello russo, negli ultimi anni sia diventato molto meno accessibile a causa delle sanzioni economiche internazionali. L’occupazione nel 2017 è rimasta invariata e si prevede rimarrà stabile anche nel corso del 2018. Nel complesso per il 2018 resiste un certo ottimismo, confermato anche dalle previsioni sugli investimenti che sono già aumentati nel 2017 (+14,3%) trainati soprattutto dai provvedimenti che riguardano l’innovazione costituita da “Industria 4.0” e, in ragione di ciò, si prevede possano aumentare ulteriormente nel corso del 2018 (+10,9%).

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In relazione alla struttura societaria negli ultimi tre anni diverse imprese associate hanno acquisito società straniere. Motore di tali scelte è spesso il bisogno di innovazione tecnologica che richiede ingenti investimenti cui solo le risorse finanziarie di un gruppo o di una multinazionale possono provvedere. Le imprese di maggiore dimensione sembrano vantare un primato per la redditività, ma non riescono ad ottenere marginalità significativamente migliori rispetto alle altre. Le microimprese soffrono soprattutto per la maggiore volatilità dei risultati. La produttività è rimasta stabile, e solo le imprese degli impianti di verniciatura sembrano essere riuscite ad ottenere miglioramenti sulla gestione del capitale circolante. La situazione patrimoniale si mantiene invece in media molto solida, con bassi livelli di indebitamento e buoni valori di liquidità. La centralità che l’internazionalizzazione occupa ogni anno di più nella quotidianità delle imprese aiuta ad aumentare i potenziali clienti, rafforzare il proprio brand e incrementare la possibilità di apprendere tecnologie utilizzate in mercati nuovi e provare ad applicarle nel mercato italiano.

Source: Meccanica e Automazione
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