Così evolve l’elettroerosione

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Così evolve l’elettroerosione

Viene presentata al mondo una nuova gamma di macchine di elettroerosione a filo le cui caratteristiche rispondono in pieno alle nuove e mutate esigenze degli utilizzatori.

Nell’attuale fase di mercato, che ormai da tempo alterna periodi di crescita a fasi meno brillanti, risultano in maggiore salute gli ambiti industriali ad “alto valore aggiunto” e tecnologia avanzata. Tra questi, sicuramente, vi è il settore dell’elettroerosione che sta “cambiando pelle” soprattutto per rispondere alle mutate esigenze del mercato in termini di competitività, contenimento dei costi, aumento delle performance e necessità di automatizzazione/digitalizzazione.

Per fare il punto della situazione, abbiamo “scomodato” Andrea Fritzsch, Managing Director di GF Machining Solutions S.p.A. (Cusano Milanino, MI), filiale italiana dell’omonima casa madre elvetica, multinazionale specializzata nell’offerta di macchine, soluzioni per l’automazione, servizi per la realizzazione di stampi e utensili e per la produzione di componenti ad alta precisione.

AgieCharmilles CUT P 550.

Filo: il lancio di una nuova gamma
Il settore dell’elettroerosione a filo sta vivendo una fase di salute e di “fermento tecnologico”. In tale situazione GF Machining Solutions è tra le aziende protagoniste, tant’è che da due anni a questa parte ha introdotto sul mercato diverse novità tecnologiche. Andrea Fritzsch: «Negli ultimi 24 mesi abbiamo sviluppato e lanciato parecchie nuove soluzioni sia nell’ambito del completamento della gamma di alta precisione, sia nelle nuove tecnologie».

AgieCharmilles CUT P 800.

Ciò che tuttavia oggi ci preme, è presentare la nuova gamma “CUT P”, con le quali GF Machining Solutions sostituisce e rinnova quelle di precedente generazione note come CUT 200, CUT 300 e CUT 400, già prodotti di riferimento. Si tratta di una novità freschissima, in quanto tale gamma è stata presentata in anteprima mondiale appena pochi giorni fa, e cioè durante gli International Solution Days 2017 svoltisi a fine aprile nella sede di Losone dell’azienda elvetica. «La nuova famiglia di macchine a filo CUT P è disponibile nelle versioni da 350, 550, 800 e 1.250, misure che rappresentano la corsa dell’asse X, tutte con possibilità di termostabilizzazione al fine di lavorare sempre con precisioni garantite anche in ambienti non climatizzati». Lo sforzo di GF Machining Solutions è risultato non indifferente, perché ha sviluppato e presentato una gamma intera e non una semplice macchina, a dimostrazione che il fine dell’azienda elvetica, quale realtà ad elevato “tasso innovatore”, è quello di rispondere con rapidità e a 360 gradi alle richieste del mercato.

Quali sono le caratteristiche migliorative introdotte nella nuova gamma di macchine? Andrea Fritzsch: «Le performance risultano migliori rispetto alle macchine della precedente generazione, dal punto di vista sia della precisione, sia della produttività. I guadagni possono essere stimati fino al 20% grazie al nuovo generatore IPG e possono aumentare utilizzando i fili performanti “Ac Cut”. Di rilievo, anche la riduzione del numero di passate e il consumo del filo, a favore di una sempre maggiore economia produttiva. Grazie alla termostabilizzazione la costanza di processo viene garantita nel tempo: fattore determinante quando si affrontano anche tagli molto lunghi o lavori ripetitivi». L’utilizzo della gamma CUT P è quindi estremamente “trasversale” in quanto permette di arrivare non solo a performance adatte agli ambiti dell’elettronica, dell’ottica e delle microlavorazioni, ma garantisce anche una fruibilità massima nel settore più generale della meccanica di precisione. Fondamentale è anche la risposta che la CUT P dà all’esigenza sempre più spinta del “time to market” grazie alla semplicità di utilizzo e alla affidabilità dimostrata a livello sia di prodotto, sia di processo.

AgieCharmilles CUT P 1250.

Tra le altre caratteristiche della gamma citiamo: la possibilità di eseguire il taglio conico con grande precisione su tutta la corsa utilizzando fili in ottone o in altro materiale al fine di ottimizzare ulteriormente i processi; l’adozione dell’esclusivo sistema anticollisione su tutti gli assi; la possibilità di integrare un dispositivo tritafilo al fine di evitare l’accumulo di matasse. Inoltre, il CNC della nuova famiglia ha un’interfaccia grafica particolarmente intuitiva ed efficace e uno schermo touch attrattivo e moderno che consente all’operatore di lavorare con grande agio.

Andrea Fritzsch: «Le macchine CUT P integrano in un’unica gamma di prodotto le storiche caratteristiche del marchio Agie e quello del marchio Charmilles e cioè: massima precisione, elevate finiture superficiali ed elevata produttività, anche grazie all’inserimento in contesti fortemente automatizzati. La gamma si candida a essere il “core business” per GF Machining Solutions nell’ambito dell’elettroerosione a filo, perché studiata per rispondere alle stringenti esigenze degli utilizzatori che operano nel settore».

Il pannello di controllo del CNC.

Occorre sottolineare che tutte le macchine dalla famiglia CUT P dispongono di funzioni aggiuntive quali la raccolta dei dati di produzione, la diagnostica da remoto mediante la funzione “rConnect”, il monitoraggio dei filtri e la previsione del filo residuo. «Si tratta – precisa il Managing Director – di funzioni innovative che sposano nel migliore dei modi i concetti di Industria 4.0, in quanto permettono di gestire la macchina digitalmente mediante input e messaggi automatici che indicano l’autonomia residua del filo, che prevedono quando devono essere puliti o sostituiti i filtri o quando devono essere effettuati i riordini di materiale, ecc. Queste funzioni, che sulle CUT P sono integrate, permettono lavorazioni automatizzate in continuo, rispettando precisioni e tolleranze preimpostate, senza presidio umano, evitando fermi macchina e accorciando i tempi di consegna».

Il generatore ISPG (Intelligent Speed Power Generator).

Prima di essere presentate, le macchine della famiglia CUT P sono state testate e utilizzate per 18-24 mesi presso clienti partner di GF Machining Solutions, al fine di verificarne le reali possibilità e le prestazioni sul lungo periodo. Andrea Fritzsch: «La prova è stata così soddisfacente che tutte le macchine testate sono state trattenute dai nostri clienti anche dopo il periodo di prova. Questa è la più importante dimostrazione della bontà del nostro lavoro, e del fatto che la nuova famiglia CUT P ridefinisce gli standard per macchine della medesima categoria assicurando notevoli vantaggi competitivi dal punto di vista applicativo».

Fase di taglio conico.

I nuovi standard dell’elettroerosione a tuffo
Andrea Fritzsch apre una riflessione anche in merito all’elettroerosione a tuffo: «Le richieste principali del mercato in questo settore riguardano la possibilità di eseguire cavità profonde e di ottenere forme con raggi molto piccoli in quanto le lavorazioni tendono a essere sempre più “miniaturizzate”; inoltre, è pressante la richiesta di bassissima usura dell’elettrodo».

GF Machining Solutions ha “raccolto” questi segnali e ha di recente sviluppato e immesso sul mercato una nuova macchina al fine di soddisfare tali esigenze: la AgieCharmilles FORM S 350. Andrea Fritzsch ne illustra le principali caratteristiche: «La FORM S 350 rappresenta un completamento di gamma della famiglia FORM, sviluppata specificatamente per “microlavorazioni”. È stata presentata per la prima volta al mercato italiano durante la recente fiera MECSPE svoltasi a Parma lo scorso marzo».

La macchina ha un’area di lavoro pari a (350 x 530 x 300) mm sugli assi X, Y e Z, può lavorare pezzi di peso fino a 500 kg, con velocità massima pari a 6 m/min (sugli assi X e Y), 15 m/min sull’asse Z e 100 rpm sull’asse C. Monta un generatore ISPG (Intelligent Speed Power Generator), dispone di un sistema evolutissimo di termostabilizzazione, assicura una finitura minima delle superfici pari a 0,08 m e dispone di un CN che garantisce misure con sistema a righe lineari e risoluzione pari a 0,05 m.

«La FORM S 350 – riprende Andrea Fritzsch – è una macchina che ha con sé molte innovazioni importanti. La possibilità di eseguire cavità profonde e di lavorare profili con raggi molto piccoli va incontro alle sempre più frequenti richieste di molti utilizzatori di realizzare particolari “miniaturizzati”. Ciò è possibile grazie all’innovativo sistema di controllo della scarica elettrica e ad altre tecnologie brevettate che assicurano maggiore accuratezza nell’esecuzione della superficie, nell’asportazione di materiale e nella realizzazione delle forme anche in presenza di profili con raggi piccoli il che, com’è noto, rappresenta da sempre uno degli aspetti più difficili e critici dell’elettroerosione a tuffo».

Un altro aspetto importantissimo è quello dell’usura elettrodo. La FORM S 350 garantisce un’usura limitatissima, prossima allo zero, anche in condizioni di alta velocità di lavoro. Questo significa che l’utilizzatore ha maggiori possibilità rispetto al passato; può effettuare produzioni in maggiore tranquillità, e arrivare alla condizione di finitura o almeno di semi-finitura, utilizzando un unico utensile.

Andrea Fritzsch conclude: «La FORM S 350 assicura diversi vantaggi competitivi ai suoi utilizzatori: elevate finiture superficiali, velocità di esecuzione, limita usura dell’elettrodo e grande precisione. Si tratta dunque di una macchina ideale per soddisfare le elevate esigenze applicative del settore dei connettori, dell’orologeria, medicale, automotive e più in generale degli ambiti industriali in cui sono richiesti componenti miniaturizzati».

Andrea Fritzsch, Managing Director di GF Machining Solutions S.p.A. (Cusano Milanino, MI), accanto a una FORM S 350 durante la scorsa edizione della fiera MECSPE.

Il mercato? Stabile
Abbiamo chiesto al nostro interlocutore un commento circa l’attuale fase economica. Andrea Fritzsch: «Si può dire che il mercato dell’elettroerosione a filo e a tuffo sia stabile viaggiando, da alcuni anni, su ritmi costanti. Certo, rispetto a un decennio fa l’elettroerosione a tuffo ha perso alcune quote rispetto a tecnologie alternative come la fresatura, tuttavia rimane indispensabile in alcuni ambiti applicativi in cui geometrie e forme non permettono l’utilizzo di altre tecnologie». Quanto all’elettroerosione a filo, Fritzsch precisa: «Il filo, attualmente, detiene una quota di mercato molto maggiore rispetto a quella del tuffo e il comparto è comunque in buona salute. GF Machining Solutions è ovviamente protagonista in entrambi gli ambiti, offrendo soluzioni nuove e complete per lo stampista, e anche tecnologie alternative come la fresatura ad alta velocità e il laser, integrabili oltretutto con automazione e attrezzature System 3R o anche con prodotti non GF».

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Source: Stampi
Così evolve l’elettroerosione

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