Studio della capacità di monitoraggio del pitting mediante analisi acustica

Studio della capacità di monitoraggio del pitting mediante analisi acustica

Scopo principale di questo lavoro è quello di capire se sia possibile individuare il pitting nella fase iniziale, combinando misure sperimentali e opportune tecniche di analisi dell’emissione acustica.

Per fare operare tutti i componenti di un motore aeronautico alla velocità desiderata, un riduttore epicicloidale tra compressore e turbina spesso rappresenta la soluzione migliore. Questa configurazione innovativa permette di avere compressori che ruotano relativamente lenti e turbine ad altissima velocità. Come risultato si riescono a ottenere efficienze significativamente maggiori. La presenza del riduttore, però, introduce anche ulteriori modalità di cedimento del sistema legate a usura, pitting e rottura a piede dente.

Solitamente viene posta molta attenzione all’insorgenza del pitting in quanto questo fenomeno può innescare successivi danneggiamenti, anche catastrofici.

Di norma viene raccomandato un monitoraggio strutturale, in modo da poter individuare l’insorgenza del pitting con largo anticipo ed evitare cedimenti o fermi imprevisti per manutenzione.

Questo articolo descrive uno studio sperimentale su ingranaggi a denti dritti per la caratterizzazione dell’effetto del pitting.

Questione scientifica o relazione

Studi precedenti hanno mostrato come il pitting abbia un impatto significativo sul comportamento vibratorio del sistema. È però possibile individuare il pitting solamente attraverso misure di vibrazione ed arrivare così a prevenire danni al sistema?

In questa sede si assume che il pitting ecciti frequenze superiori a 50 Hz. Inoltre, il procedere del fenomeno porta alla nascita di bande laterali attorno alle frequenze impulsive eccitate dal danneggiamento. Sensori ad ampia banda saranno quindi più adatti per questo tipo di indagine.

Metodologia

Gli autori hanno studiato differenti tipologie di ruote, realizzate con errori di manifattura e qualità superficiali differenti. Le ruote venivano pre-caricate in un banco di tipo back-to-back fino all’insorgenza del fenomeno. Il banco era strumentato con sensori multipli montati in corrispondenza della cassa e vicino ai cuscinetti.

I sensori permettevano la misura delle vibrazioni. I segnali venivano filtrati e ri-campionati in modo da estrarre le grandezze utili al monitoraggio. Queste tecniche permettono di arrivare a correlare le misure con il danneggiamento.

Risultati

Per riuscire ad individuare l’insorgenza del fenomeno, è importante utilizzare sensori con larghezza di banda opportuna. I sensori industriali, infatti, hanno bande che si interrompono attorno ai 50 kHz. Si è osservato come sia possibile individuare l’insorgenza del fenomeno molte ore prima della completa distruzione dei fianchi. Quanto riportato nel seguito mostra i vantaggi e le limitazioni di questa tecnica di analisi vibrazionale.

Conclusioni

I risultati indicano come un’individuazione precoce del pitting sia possibile. Si richiedono però sensori adeguati ed algoritmi capaci di interpretare nel modo corretto le misure. È anche possibile studiare l’effetto della qualità superficiale e degli errori di lavorazione.

Correlare i risultati di misure su ingranaggi aventi qualità differenti risulta fondamentale per poter valutare nel modo corretto la presenza o meno di un danneggiamento sulla base delle misure accelerometriche.

 

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Indaco Project: automazione della distribuzione e dello stoccaggio delle attrezzature al MECSPE di Bari

Indaco Project: automazione della distribuzione e dello stoccaggio delle attrezzature al MECSPE di Bari

INDACO PROJECT

Dopo l’esposizione alla fiera MECSPE di Parma, l’Azienda bolognese Indaco Project sarà presente al Mecspe di Bari (28-30 novembre 2019, Fiera del Levante) per incontrare le Aziende del Centro e Sud Italia e per sviluppare nuove relazioni nel mondo dell’Automazione, delle Tecnologie per l’Innovazione e dell’Industria 4.0.

Per le Aziende che utilizzano ogni giorno utensili e attrezzatura di ogni tipo, ad alta frequenza e/o con alto valore economico, Indaco Project presenterà le Personal Storage Machines (PSM), i magazzini automatici intelligenti IoT che hanno l’obiettivo di automatizzare la distribuzione e lo stoccaggio di articoli da lavoro, utensili, cancelleria, dispositivi di protezione individuale.

All’interno delle PSM trova in realtà posto qualunque oggetto che l’Azienda voglia tracciare e rendere accessibile in modo intelligente; allo stesso tempo la gestione automatica e l’ottimizzazione della distribuzione agevolano il lavoro quotidiano del personale e forniscono all’Azienda informazioni sulle performance e sull’usura degli oggetti e sulla loro reperibilità.

Il Software web Sesamo, cuore delle PSM, è un vero gestionale in cloud della Distribuzione e dello Stoccaggio degli articoli e, grazie al potente motore statistico, analizza e fornisce dati certi e in tempo reale.

Sesamo inoltre si interconnette con gli altri gestionali presenti in Azienda per creare una Base Dati Unica e Comune.

Il core business di Indaco è rappresentato dall’innovazione tecnologica abbinata alla cura dei dettagli.

Le soluzioni sono altamente personalizzate nel design e nelle funzionalità tecnologiche con l’obiettivo di ottenere risparmio economico, azzeramento degli sprechi e una migliore organizzazione logistica, grazie alla gestione dello stock di magazzino e al monitoraggio del fabbisogno.

Indaco Project da 25 anni progetta e realizza soluzioni attente al rispetto dell’Ambiente e alla Responsabilità Sociale delle Imprese (RSI). Le Personal Storage Machines sono realizzate per essere una soluzione duratura e sostenibile nel tempo, che responsabilizza le Aziende alla gestione degli sprechi e dell’usato.

La supervalutazione per gli investimenti in tecnologie e magazzini automatici abilitanti la trasformazione INDUSTRIA 4.0 arriva quest’anno al 270% e le PSM rispondono ai requisiti indicati grazie al connubio perfetto tra elettromeccanica e software.

Le Personal Storage Machines fanno parte di una gamma molto ampia di sistemi integrati tra loro che spazia dalla Gestione del Personale“HR”, dal Controllo Accessi “SAFE”, al Controllo Avanzamento Produzione,“MES”.

Certificata ISO 9001:2015, Indaco Project garantisce al cliente formazione e assistenza in tutte le fasi del rapporto, dalla consulenza al pre e post vendita.

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Gear Finishing Technology 2019

Gear Finishing Technology 2019

Gear Finishing Technology, 5-6 Novembre 2019 – RWTH Aachen

Per far fronte alle stringenti richieste richieste del mercato, i processi di finitura e i trattamenti termici degli ingranaggi devono diventare sempre più performanti e affidabili.

In occasione del seminario Gear Finishing Technology, che si terrà ad Aachen il 5 e 6 Novembre 2019, presso il Laboratorio WZL dell’Università di Aachen, verranno presentati i più recenti sviluppi relativi ai processi di finitura delle ruote dentate.

In aggiunta, verranno discusse le sfide e opportunità che tecnici e ingegneri, operanti in questo ambito, sono chiamati ad affrontare.

Infine, esperti e responsabili di Ricerca & Sviluppo e produzione di ingranaggi illustreranno i vantaggi applicativi delle diverse soluzioni tecnologiche disponibili.

Per maggiori informazioni:

WZLforum
an der RWTH Aachen
Steinbachstr. 25
52074 Aachen
Tel.: +49 241 80-27396
Fax: +49 241 80-22575

Sophia Wehmeyer, M.A. Veranstaltungsmanagement
S.Wehmeyer@wzl.rwth-aachen.de
www.wzlforum.rwth-aachen.de

 

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