La sicurezza nell’esecuzione degli interventi di manutenzione

La sicurezza nell’esecuzione degli interventi di manutenzione

Un capitolo di fondamentale importanza da considerare nelle attività di manutenzione è quello relativo alla sicurezza: è necessario conoscere e attuare con la massima cura le norme comportamentali, preventivamente messe in evidenza dall’analisi e dalla valutazione dei rischi, per cercare, per quanto possibile, di eliminare, o quantomeno ridurre, i rischi per la salute dei lavoratori.

La sicurezza durante gli interventi di manutenzione deve essere perseguita secondo due strade: per mezzo di misure tecniche applicate sugli impianti e attraverso il rispetto di regole comportamentali, importanti per tutti i lavoratori, ma soprattutto per i manutentori, sovente chiamati a lavorare in situazioni a rischio più elevato. In pratica, il concetto di massima sicurezza tecnologicamente fattibile si integra e si completa con l’adozione di misure di prevenzione e protezione che prendono in esame l’organizzazione del lavoro.

Affrontare tale argomento risulta complesso sia per le difficoltà nell’individuazione e la realizzazione dei suddetti provvedimenti, sia per il notevole numero di rischi individuabili nelle attività lavorative. Analizziamo gli aspetti comportamentali, organizzativi e tecnici.

Aspetti comportamentali

Al di là delle caratteristiche di pericolosità intrinseca di un processo, bisogna sottolineare che più del 50% degli infortuni ed incidenti è riconducibile non a cause tecniche, bensì a comportamenti scorretti dei soggetti coinvolti della gestione della sicurezza, intendendo con ciò:
– azioni dei lavoratori compiute durante l’uso delle attrezzature previste per lo svolgimento della propria attività lavorativa;
mancata organizzazione di un sistema che consenta a tutti gli operatori di conoscere i rischi e le relative misure di prevenzione e protezione;
– mancata applicazione di procedure o istruzioni di lavoro organizzative e operative;
– assenza di un sistema di controllo dell’efficacia e dell’efficienza dei sistemi di prevenzione e protezione;
– assenza di un programma permanente di formazione e informazione.

Per attivare una politica di prevenzione degli infortuni e degli incidenti e implementare un sistema organizzativo di gestione della sicurezza, occorre prevedere:
– procedure di sicurezza che regolamentino un particolare aspetto organizzativo o una determinata attività aziendale, allo scopo di definire ruoli e responsabilità dei soggetti interessati;
– istruzioni operative di sicurezza per fornire agli operatori le informazioni necessarie per lo svolgimento di un determinato lavoro in condizioni di sicurezza. I documenti raccolgono le nozioni da trasmettere al personale addetto a un reparto, impianto, officina o laboratorio per un’efficace formazione alla sicurezza;
– piani di lavoro per la sicurezza, ossia documenti che un’azienda predispone di propria iniziativa ovvero richiesti da specifiche norme, per l’esigenza di programmare le azioni di sicurezza da svolgere a fronte di specifiche problematiche, con l’indicazione dei tempi di attuazione, dei costi e dei responsabili per la realizzazione;
– manuali operativi, ossia istruzioni di lavoro per una singola macchina o uno specifico impianto in cui sono evidenziati i rischi presenti nelle varie operazioni e le relative misure di sicurezza da adottare;
– schede macchina, ossia istruzioni di sicurezza essenziali per una singola macchina e riportate su una scheda da applicare come richiamo di attenzione o promemoria sulla macchina stessa;
– permessi di lavoro, ossia moduli da compilare ogni volta prima di autorizzare una determinata operazione che presenta rischi particolari e che accerti l’avvenuta esecuzione con controlli preliminari, la predisposizione di accorgimenti tecnici e organizzativi o la disponibilità di mezzi di protezione individuali e collettivi.

 

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Economia circolare: i benefici per una crescita sostenibile

Economia circolare: i benefici per una crescita sostenibile

L’articolo 26 del Decreto Crescita prevede benefici e agevolazioni finanziarie per le imprese, favorendo la transizione verso un modello di economia circolare.

Il D.L. 30 aprile 2019, n. 34, in vigore dal 1° maggio 2019, anche noto come Decreto Crescita, prevede una serie di misure per incentivare una crescita sostenibile. Una bella novità riguarda l’articolo 26, che preannuncia un decreto ministeriale che definirà condizioni e procedure per la concessione di agevolazioni finanziarie per favorire la transizione delle attività economiche verso un modello circolare. Il beneficio riguarda i progetti in ricerca e sviluppo, nell’ambito manifatturiero. Si tratta dell’ennesima misura a sostegno di tutti quegli investimenti, privati, che puntano alla modernizzazione del tessuto industriale italiano, provando a contribuire alla crescita dell’economia, con il rispetto – imposto in primis dall’UE – per l’ambiente. Questa tipologia di progetti si inserisce in quella che viene definita, negli ultimi tempi e più, economia circolare, ovvero un modello da perseguire e che, nel breve periodo, potrebbe diventare addirittura fortemente vincolante. Dunque, un addio alla vecchia economia lineare, in un timido ma positivo approccio ai nuovi sistemi produttivi: è questo il futuro dell’imprenditoria italiana? Sembrerebbe di sì, vista la normazione degli ultimi tempi, in questo periodo di cambiamenti, dove si offrono agevolazioni per riuscire a incentivare la platea di imprenditori, sempre più curiosi ma a tratti preoccupati. L’obiettivo è sensibilizzare gli operatori economici nazionali, dunque imprese, grandi o piccole, con attività industriali, agroindustriali e artigiane (manufatturiero), comprensive anche di quelle che operano nei servizi, in tal senso. In che modo? Concedendo benefici economici, semplicemente.

L’economia circolare

L’art. 26 parla di “Agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare”. Ma, precisamente, cos’è l’economia circolare? La locuzione è stata coniata dalla Ellen MacArthur Foundation e si riferisce a un processo economico che si autorigenera, partendo da materiali – che possono essere di origine biologica o anche tecnici – destinati ad essere reintegrati, nella biosfera o in una nuova progettazione. Diversamente dal modello classico (lineare), che prevedeva lo sfruttamento delle risorse, con l’obiettivo di massimizzare i profitti e ridurre i costi di produzione, l’adozione dell’approccio circolare porta a una rivisitazione – ex ante – di tutte le fasi produttive, partendo proprio dall’inizio, da quando si “concepisce” il prodotto che arriverà alla fase finale attraverso una serie di criteri fondamentali che ne accompagneranno la produzione. Questi principi sono cinque: sin da subito il prodotto va ideato in funzione del suo impiego a fine vita, con caratteristiche di smontaggio e ristrutturazione (principio di eco progettazione); va data priorità alla modularità e alla adattabilità del prodotto, per un uso successivo (principio di modularità e versatilità); vanno utilizzate energie da fonti rinnovabili, sostituendo così il modello da fonti fossili (principio delle energie rinnovabili); la produzione va pensata inglobando l’intero sistema (principio di un approccio ecosistemico); vanno utilizzate materie prime “seconde”, ovvero derivanti da filiere di recupero che però ne riescano a conservare le qualità (principio di recupero dei materiali).

 

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Premi UCIMU – 8 le tesi premiate

Premi UCIMU – 8 le tesi premiate

Sono 8 i neolaureati premiati da FONDAZIONE UCIMU nell’ambito dell’iniziativa PREMI UCIMU per le migliori tesi di laurea dedicate all’industria italiana della macchina utensile.

La cerimonia presieduta dal presidente UCIMU, Massimo Carboniero, ha visto la presenza di una cinquantina di ospiti tra studenti, professori e imprenditori del settore. Quest’anno si è raggiunto il record storico di candidature, 39 tesi, dimostrazione dell’interesse dei giovani verso questo settore.

Giunta alla sua 43esima edizione, l’iniziativa PREMI UCIMU rappresenta uno dei progetti più longevi promossi dall’associazione e, senza dubbio, uno dei più ricchi di contenuto e significato, poiché pensato per favorire l’incontro tra industria e giovani neolaureati.

 

I premiati 2019 sono: 

Alessandro Casartelli, Politecnico di Milano, facoltà Science in Mechanical Engineering, relatori Professore Walter Terkaj e Marcello Urgo, vince il premio con la tesi “Design and reconfiguration of modular transport systems using answer set programming”  (Categoria: Economia, Gestione, Organizzazione e Comunicazione nel settore della Macchina Utensile e dei Sistemi del Manifatturiero Meccanico). 

Stefano Grulli, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, relatore Professoressa Bianca Maria Colosimo, riceve il premio per l’elaborato di laurea “Intelligent defect detection on a commercial in-situ monitoring system for SLM” (Categoria: Applicazioni della Robotica, della Meccatronica e delle Tecnologie dell’Informazione nel Manifatturiero Meccanico). 

Sono invece due ex aequo i vincitori per la categoria “Macchine Utensili e Sistemi Produttivi: Concezione, Ingegnerizzazione, Integrazione, Tecnologie e Applicazioni nel Manifatturiero Meccanico”

Alessandro Elefanti, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, relatore Professore Paolo Albertelli, vince il premio con la tesi “Development of a finite element model for simulating cryogenic milling of titanium Ti64AI4V”. 

Anna Kaljevic, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, relatore Professore Ali Gӧkhan Demir, ottiene il premio per la tesi “Development of a LMWD system with controlled atmosphere for processing biodegradable μMgrare earth and permanent stainless alloys”.  

Ad esse si aggiungono le tesi di laurea magistrale premiate per la Categoria “Interesse Applicativo in Ambito Industriale” svolte da: 

Nicola Chiavatti, Università degli Studi di Perugia, facoltà di Ingegneria Meccanica, relatore Professore Luca Landi, in collaborazione con l’azienda COMEV, riceve il premio per l’elaborato di laurea “Monitoraggio remoto di macchine utensili interconnesse nelle imprese 4.0”. 

Francesco Passini, Università degli studi di Ferrara, facoltà di Ingegneria Informatica e dell’Automazione, relatore Professore Cesare Stefanelli, in collaborazione con l’azienda Marposs, vince il premio con la tesi “Sviluppo di un’applicazione di diagnostica predittiva per macchine utensili”.

Francesco Moretti, Università degli Studi di Bologna – sede di Forlì, facoltà di Ingegneria Meccanica, relatore Professore Marco Troncossi, in collaborazione con l’azienda Bucci Automations, vince il premio con la tesi “Analisi e ottimizzazione del comportamento vibratorio di una macchina transfer”. 

Marco Rizzitelli, Università degli Studi di Bologna, facoltà di Ingegneria Meccanica, relatore Professore Dario Croccolo, in collaborazione con l’azienda Bucci Automations, vince il premio con la tesi “Analisi termico-strutturale di una moderna macchina a trasferta”.

Alla presenza dei giovani neolaureati, Carboniero ha dichiarato: “Sono felice e onorato di poter presenziare questo momento che vede protagonisti 8 giovani ingegneri che, con il prezioso supporto dei loro professori, e in alcuni casi di imprese associate a UCIMU, hanno realizzato ottimi lavori dedicati all’industria della macchina utensile, della automazione robotica e delle nuove tecnologie di produzione anche in chiave Industria 4.0”. 

 

La prossima edizione dei PREMI UCIMU si terrà durante la 32a BI-MU.

 

 

Source: Meccanica e Automazione
Premi UCIMU – 8 le tesi premiate

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