Bonfiglioli inaugura una linea di produzione dedicata all’elettromobilità

Bonfiglioli inaugura una linea di produzione dedicata all’elettromobilità

Bonfiglioli, produttore di riduttori, motoriduttori e dispositivi di azionamento a livello mondiale, ha inaugurato la sua nuova linea di produzione per il settore dell’elettromobilità a Forlì, Italia. Il nuovo stabilimento, che occupa un’area di circa 10.000 metri quadri, è stato realizzato in 12 mesi ed è dedicato interamente alla produzione di assali elettrici per trasmissioni e comandi ruote di varie dimensioni. Anche in questo caso, Bonfiglioli ha realizzato il nuovo impianto con un approccio “green”, implementando misure di risparmio e di generazione energia, come l’edificio di classe energetica A2, l’illuminazione totalmente a LED, l’impianto fotovoltaico posizionato sul tetto in modalità autoconsumo, e un sistema di recupero del calore dei compressori, tutto ciò consentirà allo stabilimento di risparmiare annualmente circa 1 MWh, ovvero oltre 300 TCO2.

300.000 prodotti all’anno

L’impianto appena inaugurato è completamente integrato nello stabilimento esistente, che provvede già a realizzare circa 300.000 prodotti all’anno. Con un totale di 39.000 metri quadri dedicati alla produzione, questo stabilimento offre prodotti a 200 clienti nel settore delle costruzioni, dell’energia eolica, della logistica e intralogistica, nel marino, con una vasta gamma di prodotti che includono yaw e pitch drive, riduttori per comando ruote, riduttori per traslazione, per rotazione e per argano.  “Questa nuova unità innovativa volge lo sguardo al futuro e al contempo consolida uno dei nostri principali pilastri strategici, ovvero lo sviluppo di soluzioni per l’elettromobilità, avvalendosi del centro di competenza decennale di cui già disponiamo a Forlì, dedicato alle attrezzature mobili”, afferma Fausto Carboni, CEO del Gruppo Bonfiglioli. “Questa espansione ci offre la possibilità di sostenere al meglio i nostri clienti con soluzioni innovative per i veicoli elettrici e ibridi commerciali e industriali. Abbiamo deciso di adottare il meglio della tecnologia Industry 4.0 per creare processi flessibili e migliorare gli standard qualitativi e produttivi” aggiunge Marco Cesari, General Manager della Business Unit Mobility & Wind Industries.

Tecnologie per l’Industria 4.0

L’implementazione delle tecnologie Industry 4.0, sviluppata mediante robot collaborativi, veicoli a guida automatica (AGV), sensori, sistemi di monitoraggio macchine, sistemi interattivi di istruzioni operative e sistemi completi di connessione dati, consente un’ottimizzazione estrema dell’intero processo produttivo. Banchi di prova innovativi, come quello per la prova di doppia vibrazione, garantiscono prodotti uniformi di alta qualità. Anche la flessibilità è uno dei principali concetti su cui si basa la realizzazione della nuova linea di assemblaggio, che garantisce la capacità di gestire 25.000 prodotti all’anno, da 70 kg a 1.200 kg, con tempi ridotti di settaggio della macchina.

La business unit Mobility & Wind Industries

La business unit “Mobility & Wind Industries”, con sede a Forlì, Italia, è l’unità organizzativa Bonfiglioli che si occupa della progettazione, produzione e vendita di motoriduttori idraulici ed elettrici per attrezzature per il settore delle costruzioni, minerario, logistico e intralogistico, nonché per generatori eolici e attrezzature per il settore marino. Realizza circa il 60% del fatturato del Gruppo Bonfiglioli e conta oltre 1200 dipendenti in 6 stabilimenti di produzione e 10 filiali di vendita nei mercati globali.

 

L’articolo Bonfiglioli inaugura una linea di produzione dedicata all’elettromobilità sembra essere il primo su Il Progettista Industriale.

Source: Attualita
Bonfiglioli inaugura una linea di produzione dedicata all’elettromobilità

Condividi:

Rallenta il commercio estero di macchine, attrezzature e stampi

Rallenta il commercio estero di macchine, attrezzature e stampi

+11,4% all’import e -0,6% all’export: questo il consuntivo del gennaio-settembre 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, in base alle elaborazioni del Centro Studi di Amaplast sui dati di commercio estero pubblicati da Istat. Gli acquisti dall’estero, pur mostrando ancora un incremento a due cifre, registrano un deciso rallentamento rispetto al +26% di marzo e al +23% di giugno. L’export resta debole: negli ultimi mesi è più volte passato dal segno più a quello meno, con qualche decimale di scarto. Il saldo della bilancia commerciale, sempre ampiamente positivo a 1,62 miliardi di euro, subisce una contrazione di cinque punti percentuali. Quanto alle tipologie di macchinari, ancora più che buono il trend per macchine a iniezione, linee di estrusione e soffiatrici mentre in generale è peggiorato quello di ausiliari e stampi.

Scostamenti asiatici

L’analisi delle macro-aree di destinazione evidenzia gli scostamenti più sensibili per l’Asia: in positivo per quanto concerne il Far East (+9,7%, bene soprattutto India e Corea del Sud), in negativo per il Medio Oriente (-37,1%, effetto di minori vendite nei principali mercati come Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Israele). Per quanto riguarda il continente americano, progressione per l’area NAFTA (+6,5%, grazie soprattutto alla buona performance delle vendite al Messico) mentre arretra la regione centro-meridionale (-12,9%), dove tiene il Brasile ma perde quota l’Argentina. Balzo in avanti per il Nordafrica (+13,0%), contrapposto a vendite deboli verso i mercati subsahariani (+0,8%). Poco brillante il trend delle forniture in Europa, il cui risultato complessivo riflette esattamente quello verso i Paesi dell’Unione (-1,2%); l’ulteriore dettaglio dell’area CSI e degli “altri” Paesi europei mostra per il primo raggruppamento un -12% – essenzialmente determinato dal rallentamento della Russia, che interrompe il recupero che sembrava essersi instaurato – e per il secondo insieme un +14%.

Andamento piatto delle forniture all’estero

“L’andamento piatto delle forniture all’estero di settore non sorprende più di tanto e si inserisce in un contesto economico che ha perso slancio, sia a livello nazionale sia in ambito europeo” dichiara il presidente Amaplast Alessandro Grassi. “Non a caso, anche i concorrenti tedeschi stanno facendo i conti con una brusca frenata delle esportazioni che erano ancora a doppia cifra a marzo e giugno scorsi, per poi ridimensionarsi a un +4,5% a settembre.” L’ultima indagine congiunturale svolta tra i soci Amaplast evidenzia che poco meno di metà del campione si attende un fatturato stabile a consuntivo del semestre in corso, a fronte di un terzo che si aspetta ancora una crescita; per quanto riguarda la raccolta ordini, la quota degli ottimisti si riduce a un quinto del totale. Alla luce di questo scenario, si ipotizza per l’industria italiana costruttrice di macchine per plastica e gomma un bilancio di fine anno in linea con il 2017, a livello di produzione e di commercio estero. Un risultato comunque positivo, tenuto conto che lo scorso anno è stato il migliore del quinquennio.

Attese prudenti per il 2019

Per il 2019 le attese sono prudenti, per due ordini di motivi:

  • l’incertezza del clima economico generale, sia a livello Italiano sia europeo (con la prospettiva delle elezioni di primavera), a cui si aggiunge l’incertezza dello scenario mondiale, dovuto alle tensioni commerciali tra i principali player e alle barriere – tariffarie e non – imposte da questi. Al di là delle questioni politiche, l’industria italiana delle macchine per plastica e gomma ha registrato una parabola di crescita dal 2010 al 2017, con l’eccezione del 2013. Il trend economico globale ci ha ormai abituato a una certa volatilità e il rallentamento della domanda già in atto non coglie nessuno di sorpresa.
  • altro tema sempre più di attualità è quello della pressione verso un sistema di produzione e consumi più virtuoso, in ottica di circular economy. Le aziende italiane del settore possono comunque dirsi pronte ad affrontare la sfida, essendo in grado di offrire impianti adatti a processare non solo polimeri vergini ma anche materiali riciclati in percentuali sempre più elevate, con consumi energetici ridotti, per prodotti finiti performanti. Pertanto, la svolta in chiave circular economy, che in prima battuta potrebbe presentarsi come una minaccia per la plastica, è in realtà un’opportunità di crescita per i costruttori di macchine, attrezzature e stampi.

L’articolo Rallenta il commercio estero di macchine, attrezzature e stampi sembra essere il primo su Il Progettista Industriale.

Source: Attualita
Rallenta il commercio estero di macchine, attrezzature e stampi

Condividi:

Il Campus Xray di SolidWorld per scoprire le novità di SolidWorks

Il Campus Xray di SolidWorld per scoprire le novità di SolidWorks

Il ciclo di appuntamenti Campus Xray è dedicato agli utenti dei sistemi SolidWorks affinché possano apprendere le funzioni e gli strumenti presenti nell’ultima versione del pacchetto applicativo SolidWorks, tradizionalmente presentata ufficialmente verso la fine dell’anno da SolidWorld. Ognuno può sviluppare gli argomenti più interessanti e approfondire le proprie competenze, migliorando la propria produttività nella progettazione tridimensionale, l’unica via oggi percorribile per partire da un’idea e arrivare sul mercato nel più breve tempo possibile e con la massima efficienza. Il Campus Xray è quindi l’appuntamento ideale per tenersi aggiornati sull’evoluzione delle tecnologie connesse alla progettazione, e non solo; il motto di quest’anno è proprio “esplora il futuro!”. SolidWorld è il nucleo originario che ha dato vita a THE3DGROUP un gruppo di aziende che propongono le più moderne e complete tecnologie del mondo Industry 4.0 per accelerare il passaggio verso la fabbrica digitale. La loro missione è quella di offrire la miglior soluzione integrata per ogni settore e dipartimento, garantendo la tecnologia più avanzata oggi disponibile. L’edizione di Bologna si è tenuta presso il Polo Tecnologico recentemente inaugurato dal gruppo a Bentivoglio (area Bologna Nord). Qui, sotto un unico tetto, nel senso letterale del termine, sono raggruppate tutte le tecnologie della manifattura: uno stabilimento digitale vero e proprio che vede la presenza di software Cad e Cam, di macchine utensili tradizionali, di grandi stampanti 3D industriali, di competenze specialistiche nella lavorazione dei materiali convenzionali e soprattutto di quelli nuovi. Qui il cliente può valutare in officina, cioè sul campo a lui più familiare, tutte le soluzioni. La convinzione di THE3DGROUP è che le aziende manifatturiere, sfruttando gli strumenti che il gruppo propone e che insegna ad utilizzare, possano raggiungere una posizione di rilievo sul mercato.

Una piattaforma di innovazione

La quarta rivoluzione industriale comporta rinnovamenti e cambi di mentalità; le aziende devono essere pronte a coglierne tutti gli aspetti se vogliono sopravvivere in un mercato ultra-competitivo basato sempre di più sull’innovazione. Per SolidWorks oggi sono l’uomo e la società a richiedere cambiamenti, assumendo un finora inedito ruolo di protagonisti. Ecco la direzione intrapresa dall’azienda di Waltham (Boston, USA): sotto la spinta dei cambiamenti indotti dalle pulsioni e dagli interessi del mercato, SolidWorks vuole diventare una vera e propria piattaforma capace di mettere a disposizione conoscenze scientifiche e metodologie di applicazione. La missione è completamente focalizzata sul concetto di innovazione, nella certezza che l’unico modo di realizzare appieno la quarta rivoluzione industriale sia ispirare l’innovazione e aiutare gli utenti a realizzarla. Più di 350 nuove e potenziate funzionalità sono state inserite nella versione 2019 del pacchetto, superando ampiamente i limiti del Cad geometrico e matematico tradizionale. D’altronde SOLIDWORKS ha da tempo ampliato il proprio portafoglio con molte applicazioni integrate in modo orizzontale e verticale, una vera continuità digitale che rappresenta un valore fondamentale perché aiuta gli utenti nella distribuzione della conoscenza. Per l’azienda americana questa diffusione deve avvenire in un contesto multidisciplinare di scienze applicate parallelamente e contemporaneamente. E’ ferma convinzione che senza integrazione non ci sia futuro nel campo dell’innovazione: il mondo è ormai meccatronico, non più solo meccanico o solo elettronico. E l’integrazione si applica anche alla manifattura: sempre di più oggi si tende a realizzare un progetto con un clic di un pulsante. Ed ecco la realtà estesa: il mondo cibernetico confonde i confini tra quello che è virtuale e quello che è reale; la realtà aumentata in cui immergersi permette di lavorare in un modo più interessante per liberare la creatività e la fantasia. Anche in questo ambito SolidWorks 2019 annuncia importanti novità.

Simulare ancora prima di progettare

Gli oggetti del mondo reale interagiscono tra loro, con i fluidi, con il campo magnetico, a maggior ragione nell’IoT e nella tecnologia indossabile. Tutte queste forze devono essere simulate: è quello che la tecnologia informatica cerca di fare sin dalla nascita, ma oggi il concetto di simulazione sta diventando sempre più importante perché non è più un semplice sistema di verifica, ma viene utilizzato prima della progettazione. Dassault Systèmes, la casa madre di SOLIDWORKS, ha investito molto negli ultimi vent’anni proprio in questo settore, al fine di supportare innovazioni come la generazione automatica di forme, che nella versione 2019 è ulteriormente potenziata. Non solo robot, apprendimento operativo, manutenzione preventiva in officina: il processo stesso di progettazione si basa ormai su capacità di simulazione in tempo reale, in modo da abbandonare la dispendiosa procedura del “test and trial”.

Il truciolo

La manifattura additiva è sempre più attuale, e infatti il tema è ampiamente trattato nel Campus Xray, ma le macchine utensili rimangono basilari nel mondo della produzione. Massimo Castaldelli, product manager di SolidCAM, azienda di THE3DGROUP specializzata nelle lavorazioni meccaniche tradizionali: “Abbiamo installato nel nostro Polo Tecnologico di Bentivoglio una macchina CB Ferrari con Controllo Heidenhain con tutte le funzioni più evolute per i 5 assi. Si tratta di una macchina perfettamente messa a punto con post processor del pacchetto SolidCAM collaudati e affidabili, utensili già montati e ogni accessorio disponibile: le migliori condizioni per effettuare prove dal vivo, con il cliente che può osservare le nostre tecnologie software all’opera, ma anche il truciolo. Presto organizzeremo dei Webinar sulla prova in corso, in modo che più operatori contemporaneamente, collegati in rete, potranno osservare la demo, una prova assolutamente reale, non eseguita a tavolino. Per una volta tanto, non c’è simulazione…

Un’altra novità del Campus Xray è la nuova versione a 5 assi di SolidMill, una macchina fresatrice a portale leggera e compatta, progettata espressamente per la didattica e le piccole produzioni. Impiega componentistica totalmente europea e si distingue per leggerezza e compattezza; non deve necessariamente essere installata a piano terra o su pavimentazioni di cemento con grande carico di portata. Lo spazio di lavoro consente di ottenere pezzi fino a 365 x 400 x 200 mm, certamente adatti a tutte le esperienze didattiche. Dal 2019 sarà disponibile anche nella versione a 5 assi, una tecnologia sempre più diffusa al giorno d’oggi, facendone ancor più uno strumento ideale e attuale per insegnanti e studenti degli Istituti Tecnici.

Accanto alla sessione plenaria, in sale attigue durante l’evento si sono svolte altre sessioni dedicate a chi avesse voluto approfondire argomenti specifici o funzionalità particolari. Campus Xray è una giornata di lavoro e di studio, ma non manca l’aspetto piacevole: i progettisti possono cimentarsi in una gara di modellazione con interessanti premi in palio. La sfida consiste nel progettare con SolidWorks un modello nel tempo massimo di 20 minuti, seguendo un classico disegno meccanico.

L’articolo Il Campus Xray di SolidWorld per scoprire le novità di SolidWorks sembra essere il primo su Il Progettista Industriale.

Source: Attualita
Il Campus Xray di SolidWorld per scoprire le novità di SolidWorks

Condividi:

Elementi normalizzati: mercato, trend tecnologici, nuovi scenari

Elementi normalizzati: mercato, trend tecnologici, nuovi scenari

Siamo tornati a distanza di qualche tempo a intervistare costruttori e distributori di un comparto, quello degli elementi normalizzati per stampi, che ha sostanzialmente confermato le aspettative. L’anno in corso si sta chiudendo abbastanza positivamente, con discrete prospettive per il futuro. Un cauto ottimismo dettato soprattutto dalle incertezze che interessano oggi da vicino il comparto automotive, decisivo traino di crescita in questi ultimi anni.

Il polso del mercato

Il 2018 sta ormai volgendo al termine. Un anno che ha visto l’Italia protagonista su più fronti, alle prese anche con alcuni importanti cambiamenti (a partire dall’insediamento del nuovo governo) ed eventi, che non sempre hanno agito da utile volano e da motore per una crescita generalizzata e trasversale. E infatti è mancata ancora per alcuni comparti (come quello delle costruzioni e dell’edilizia in generale), una svolta ormai attesa da troppo tempo. Altri settori hanno invece consolidato e proseguito il loro trend di crescita, trainati senza dubbio in modo diretto o indiretto anche dai benefici fiscali e dalle opportunità offerte dall’Industria 4.0. Un clima decisamente più positivo che coinvolge anche costruttori e distributori di elementi normalizzati per stampi, che siamo tornati a intervistare a distanza di un anno. L’obiettivo, senza la pretesa di essere esaustivi e analitici, è ancora una volta quello di cercare di fare il punto sul mercato, sui nuovi scenari che potrebbero caratterizzare il 2019, nonché capire eventuali evoluzioni tecnologiche e di prodotto. Riflessioni mirate e articolate anche sul settore-cliente, dalle quali emerge un quadro significativo e abbastanza rappresentativo del panorama italiano.

 

L’articolo Elementi normalizzati: mercato, trend tecnologici, nuovi scenari sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Elementi normalizzati: mercato, trend tecnologici, nuovi scenari

Condividi:

Una traversa “lunga” due anni

Una traversa “lunga” due anni

Raccontiamo il processo di sviluppo e di costruzione di uno stampo transfer per il settore dell’automobile; operazione che ha richiesto circa 24 mesi di lavoro.

Veneta Stampi: soluzioni tecnologiche per l’automotive

In questo articolo approfondiamo in che modo è stato progettato e costruito uno stampo trancia (nella versione destra e sinistra) per la realizzazione della traversa in lamiera preposta al rinforzo delle strutture che sorreggono e collegano le ruote anteriori di un’automobile agli altri elementi della stessa (connettori, bilancieri, ammortizzatori…)

L’officina che ha prodotto tali attrezzature è la Veneta Stampi, realtà che opera in provincia di Venezia, specializzata nella progettazione e nella costruzione di stampi di elevata tecnologia per la lavorazione a freddo della lamiera.

 

L’articolo Una traversa “lunga” due anni sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Una traversa “lunga” due anni

Condividi:

Stampi: tutti i benefici del sale

Stampi: tutti i benefici del sale

L’ossidazione in bagni di sale può ridurre drasticamente i fenomeni di usura precoce degli acciai adoperati per la costruzione degli stampi.

Il trattamento come valore aggiunto

Com’è noto, gli stampi sono veri e propri “utensili” soggetti a sollecitazioni notevoli dal punto di vista meccanico e fisico-chimico. Gli acciai adoperati per la loro costruzione, pertanto, devono rispondere a precisi requisiti in termini di resistenza alle sollecitazioni termochimiche e all’usura.

Con l’eccezione degli inossidabili, che meriterebbero un discorso a parte, gli acciai destinati alla realizzazione di questi componenti possono essere trattati termicamente con l’obiettivo di aumentare il livello di protezione delle superfici e di ridurre i fenomeni di usura precoce. Uno dei trattamenti tecnologici più diffusi sul mercato è certamente il PVD (Physical Vapor Deposition), metodo che prevede la deposizione di uno strato sottile di nitruri di elementi leganti con differenti qualità e funzionalità. Esistono tuttavia altri trattamenti, forse meno noti ma non per questo meno efficaci. Uno dei più interessanti è sicuramente quello della nitrurazione, processo industriale che assicura la formazione sulla superficie del manufatto di nitruri molto compatti e duri.

 

L’articolo Stampi: tutti i benefici del sale sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Stampi: tutti i benefici del sale

Condividi:

SKF e KISSsoft propongono una nuova interfaccia

SKF e KISSsoft propongono una nuova interfaccia

Nell’ambito della loro collaborazione SKF e KISSsoft hanno creato una nuova interfaccia che semplifica il processo di sviluppo di riduttori.

Con questa interfaccia gli ingegneri possono scegliere i cuscinetti adatti alla costruzione di macchine sulla base delle più moderne tecnologie per cuscinetti. I clienti KISSsoft dispongono ora di due metodi di calcolo: possono utilizzare il classico metodo di calcolo ISO oppure eseguire il calcolo con l’ausilio dei dati cuscinetti più aggiornati di SKF.

I dati cuscinetti SKF più aggiornati sono messi ora a disposizione degli utenti KISSsoft tramite servizi SKF basati su cloud. L’utente riceve i relativi risultati sotto forma di report ingegneristico chiaro e ben strutturato, creato dal software di calcolo KISSsoft. SKF e KISSsoft rispondono così al desiderio di molti ingegneri di disporre di un unico strumento, comprendente innumerevoli dati di costruzione e normative o limitazioni di progettazione, che si aggiorna automaticamente e che documenta costantemente i calcoli in un formato di facile consultazione.


Victoria van Camp, Membro del Consiglio di Amministrazione di SKF AB e Direttrice del Reparto Sviluppo Tecnologie, afferma: “Con questa partnership tra SKF e KISSsoft dimostriamo come sia possibile abbinare le nostre rispettive piattaforme digitali, al fine di accelerare i nuovi sviluppi già in fase di progettazione. Di fatto aiutiamo a rendere più dinamici i processi anche in ingegneria meccanica. Si tratta di uno sviluppo molto interessante per le nostre due aziende. Siamo convinti che gli utenti ne saranno pienamente soddisfatti e che ad esso faranno seguito numerosi input, per ulteriori miglioramenti da attuare insieme”.

Stefan Beermann, CEO di KISSsoft AG, aggiunge: “La nostra collaborazione con SKF offre ai clienti l’eccezionale possibilità di collegare un’applicazione da desktop con servizi di calcolo disponibili su cloud e, quindi, di abbinare le potenti e ampie possibilità di un’installazione locale con la flessibilità e l’attualità di un servizio basato su internet”.

Per maggiori informazioni

Chi desidera provare la nuova interfaccia può rivolgersi a info@KISSsoft.AG

L’articolo SKF e KISSsoft propongono una nuova interfaccia sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
SKF e KISSsoft propongono una nuova interfaccia

Condividi:

Creare il gemello digitale di un metriale

Creare il gemello digitale di un metriale

Per garantire il networking digitale dei sistemi di produzione e l’ottimizzazione dei requisiti specifici del materiale, è necessario misurare, analizzare e replicare i cambiamenti nelle proprietà dei materiali in un processo in cui vengono creati dei veri e propri “gemelli digitali” dei materiali stessi. Una ricerca del Fraunhofer ha gettato le basi per questo processo.

Il “Digital Twin” dei materiali

Quando una parte finita esce dalla linea di produzione, solitamente viene subito da chiedersi se il componente possiede le proprietà desiderate. Spesso, anche le più piccole variazioni nell’ambiente di produzione sono sufficienti a modificare le proprietà dei materiali e a compromettere le funzionalità del prodotto finito. Le aziende produttrici evitano questo ispezionando meticolosamente i campioni durante il processo di produzione. Scomporre i campioni nei componenti base e misurarli separatamente è un processo che richiede molto tempo. “Il risultato del processo di test campione si dirama in una serie di test secondari, ciascuno con i propri risultati di misurazione specifici”, spiega Dr. Christoph Schweizer, Responsabile della valutazione dei materiali, business unit Lifetime Concepts presso il Fraunhofer Institute for Mechanics of Materiali IWM a Friburgo. “Mentre gli esperti possono essere in grado di mantenere, nelle loro menti, una visione d’insieme delle complesse interrelazioni, finora non è stato possibile trovare automatismi per svolgere tale processo”.

Un gemello digitale per ogni materiale

Ora, per la prima volta, i ricercatori del Fraunhofer hanno sviluppato una prova del concetto. Sono stati infatti rappresentati digitalmente i cambiamenti nelle proprietà del materiale dopo molti cicli di lavorazione di un provino realizzato con produzione additiva con l’ausilio di una banca dati dei materiali. “Il concetto di archivio dati ci consente di integrare qualsiasi tipo di informazione materiale in una rete digitale, uno strumento davvero prezioso, specialmente nel contesto di Industria 4.0”, afferma Schweizer. “Vogliamo utilizzare la banca dati dei materiali per generare automaticamente un gemello digitale di ciascun materiale che rispecchierà lo stato attuale dell’oggetto fisico in esame.”
Il vantaggio della banca dati dei materiali è che fornisce una panoramica di tutti i parametri rilevanti a colpo d’occhio, mentre in precedenza i dati su diversi parametri dei materiali erano sparsi tra numerosi archivi di dati in molti formati diversi. Ma la vera promessa si trova più avanti. “Negli anni a venire, l’archivio dei dati sui materiali ha il potenziale per diventare il centro di comando della produzione. Ogni volta che la qualità dei componenti non è conforme allo standard previsto, è possibile confrontarla con le informazioni sui componenti precedenti memorizzati nella banca dati dei materiali per determinare se il componente presente può essere effettivamente utilizzato o se deve essere rifiutato “, afferma Schweizer. In futuro, questi risultati potrebbero essere integrati automaticamente nei processi decisionali industriali: ogni volta che la qualità dei componenti scende al di sotto dello standard richiesto, la produzione si ferma automaticamente.

L’articolo Creare il gemello digitale di un metriale sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Creare il gemello digitale di un metriale

Condividi:

Motoriduttore i.mgb.ZB: trasmissione a zero backlash

Motoriduttore i.mgb.ZB: trasmissione a zero backlash

i.mgb.ZB motoriduttore senza backlash

Trasmissioni di potenza affidabili e precise senza backlash che vada a inficiare la rigidità torsionale compromettendo così la precisione nella trasmissione del moto è una necessità perseguita da molti settori tra i quali robotica, automazione, optronica, nucleare, sistemi di puntamento e quant’altro.

Rational Mechanics ha effettuato studi e ricerche arrivando a proporre una nuova tipologia di motoriduttore capace di garantire zero backlash e ora lo studio di ingegneria è alla ricerca di partner per industrializzare tale tecnologia.

i.mgb.ZB: il motoriduttore a zero backlash

i.mgb.ZB, acronimo di motor gear box Zero Backlash, è un motoriduttore sviluppato per risolvere esigenze specifiche della automazione industriale 4.0 e della meccatronica in generale. Si tratta di un componente innovativo da utilizzare dove sia richiesta precisione assoluta con movimentazione e posizionamento a zero backlash dell’albero lento.

Come funziona il motoriduttore senza backlash?

Il cinematismo su cui si basa il motoriduttore può essere equiparato per caratteristiche funzionali alle viti a ricircolo di sfere con precarico della madrevite solo che, a differenza di queste, il principio si attua su moto rotatorio continuo e non su una lunghezza definita come nel caso degli azionamenti lineari; inoltre il precarico di azzeramento backlash è gestibile elettronicamente. La precisione assoluta del motoriduttore è conseguenza del principio cinematico ad anello chiuso e non il risultato di ingranaggi e lavorazioni meccaniche di altissima precisione e costo elevato. Questo permette la realizzazione di prodotti di qualità e precisione scientifica utilizzando componenti di qualità industriale.

Caratteristiche principali di i.mgb.ZB

Le caratteristiche iniziali del i.mgb.ZB non degradano nel tempo e si mantengono tali per tutta la vita utile del motoriduttore. i.mgb.ZB possiede due caratteristiche fondamentali dalle quali si derivano una serie di altre prestazioni che potranno essere implementate in funzione delle necessità specifiche di utilizzo.

Le due caratteristiche sono:

  1. Rapporto biunivoco continuo tra albero veloce e albero lento (no backlash-no vibrazioni).
  2. Rigidità totale dell’albero lento nella posizione raggiunta. L’albero lento è tanto rigido in entrambi i sensi di rotazione quanto previsto dal calcolo dimensionale del motoriduttore.

L’organizzazione cinematica di i.mgb.ZB che determina le caratteristiche dei punti 1 e 2 danno luogo ad altre prestazioni originali di fattibile implementazione tra le quali:

  • Controllo dinamico del gioco: permette il funzionamento continuo a gioco nullo, oppure l’annullamento del gioco in posizioni specifiche e gioco controllato al di fuori di queste. In una macchina con posizioni di fermate di lavoro 1, 2, 3,……n, i.mgb.ZB può azzerare il gioco nelle posizioni 1, 2, 3….n, ma coprire i tratti intermedi a gioco minimo e massima efficienza.
  • Controllo elettronico bidirezionale e costante della coppia istantanea di lavoro.
  • Controllo elettronico del precarico per azzeramento gioco: permette di ottimizzare il comportamento in funzione delle esigenze, in più permette di mantenere il precarico, o il gioco minimo, indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente esterno e della temperatura interna del motoriduttore.
  • Il controllo elettronico dell’azzeramento del gioco garantisce le prestazioni iniziali che non degraderanno nel tempo. A tal proposito i sistemisti potranno implementare routine di controllo del gioco secondo propri criteri, a partire da un controllo ad ogni avviamento, fino al controllo continuo durante il funzionamento.
  • Centralina elettronica embedded per il monitoraggio in tempo reale dei sensori interni a i.mgb.ZB. I dati rilevati ed elaborati dalla centralina vengono condivisi in rete con le unità di calcolo esterne adibite all’ottimizzazione dei parametri di utilizzo, alla gestione della manutenzione programmata dei singoli componenti ed alla prevenzione dei guasti (Encoder, celle di carico, temperatura interna/esterna, vibrazioni, accelerometri, livello olio, etc.)

L’articolo Motoriduttore i.mgb.ZB: trasmissione a zero backlash sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Motoriduttore i.mgb.ZB: trasmissione a zero backlash

Condividi:

Come i motori dell’economia globale possono contribuire agli obiettivi climatici

Come i motori dell’economia globale possono contribuire agli obiettivi climatici

Come i motori dell’economia globale possono contribuire agli obiettivi climatici

Alla conferenza sul clima COP24 a Katowice, in Polonia, ABB ha sostenuto le tecnologie digitali efficienti dal punto di vista energetico per i motori elettrici.

A differenza di molte soluzioni per il clima, che richiedono consenso politico o forti investimenti, le tecnologie energeticamente efficienti possono essere facilmente e rapidamente implementate e tendono a ripagarsi da sole con bollette energetiche più basse. E di tutte le opportunità per risparmiare energia oggi, la più grande viene dai motori elettrici, che consumano più della metà dell’elettricità mondiale.

I motori elettrici sono ovunque: spingono i nostri treni di pendolari, pompano la nostra acqua, fanno girare i ventilatori nei nostri condizionatori e alimentano le nostre industrie e le nostre attività costruttive. In breve, sono indispensabili per l’economia globale. E la domanda è in aumento, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, che stanno investendo molto nel trasporto elettrico e nella sostituzione di caldaie alimentate a combustibili fossili con pompe di calore.

In qualità di leader mondiale nel settore di motori e convertitori di frequenza elettrici, ABB sostiene da tempo che la sostituzione di motori inefficienti e il loro accoppiamento con convertitori di frequenza in grado di regolare la loro velocità in base al carico potrebbe fornire un notevole risparmio energetico. Se ciò fosse fatto con tutti i 300 milioni di motori in servizio oggi, il consumo energetico globale potrebbe essere ridotto del 10 per cento. Nella maggior parte dei casi, i nuovi motori si ripagherebbero da soli entro un modesto periodo di tempo grazie a bollette energetiche più basse.

Rendere i motori intelligenti

Dal 2016, è stato possibile ottimizzare ulteriormente i motori elettrici, grazie a un sensore intelligente sviluppato da ABB che collega quelli a bassa tensione alla rete internet industriale. Il primo dispositivo del genere di questo tipo sul mercato, l’ABB Ability™ Smart Sensor, trasmette informazioni su vibrazioni, temperatura e carichi, oltre al consumo energetico. I dati vengono caricati sul cloud e gli alert vengono generati non appena uno qualsiasi dei parametri si discosta dalla norma. In questo modo l’operatore può intraprendere azioni preventive in caso di potenziale malfunzionamento e determinare se il motore debba essere sistemato o sostituito con un modello più adatto.

Il sensore intelligente supporta i clienti per aumentare la produttività e l’efficienza energetica nelle loro strutture. Funziona come sistema di allerta preventivo che aiuta i clienti a evitare tempi di fermi macchina imprevisti; aiuta a mantenere la sicurezza degli addetti alla manutenzione rendendoli in grado di monitorare le macchine a distanza e può aiutare a identificare le perdite di energia calcolandone il consumo e i cicli di carico. Se i 300 milioni di motori elettrici industriali in tutto il mondo fossero dotati di sensori intelligenti, il risparmio energetico sarebbe equivalente alla produzione di 100 grandi centrali elettriche.

I nuovi convertitori di frequenza rigenerativi ABB catturano l’energia di frenata dei motori elettrici e la restituiscono alla rete come elettricità pulita, priva di armoniche; mentre la soluzione raffreddamento a liquido elimina le esigenze di raffreddamento ad aria rendendo il convertitore di frequenza più compatto e silenzioso.

Standard obbligatori di rendimento energetico

I Paesi più sviluppati sono ben avviati nella transizione verso motori efficienti dal punto di vista energetico, con oltre 40 standard obbligatori di rendimento energetico minimo. Hanno dimostrato che tali regolamenti sono uno strumento efficace per trasformare i mercati dei motori elettrici.

Tuttavia, molti Paesi in via di sviluppo stanno solo ora iniziando a esplorare e ad attuare tali politiche. Nel frattempo, rischiano di diventare destinazioni per motori inferiori di vecchio stile che non sono accettabili altrove. Ciò comporterebbe rischi climatici a più lungo termine, poiché la maggior parte dei motori ha una lunga vita, operando spesso per 20 anni o più.

Il passaggio a prodotti efficienti dal punto di vista energetico è supportato da United for Efficiency (U4E), un’iniziativa delle Nazioni Unite affiancata da ABB, che aiuta i Paesi in via di sviluppo a passare a elettrodomestici e apparecchiature ad alta efficienza energetica.

ABB a COP24
ABB ha una presenza significativa alla conferenza sul clima COP24, che si svolta dal 2 al 14 dicembre, a Katowice, in Polonia. Oltre a presentare nuove tecnologie che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi climatici, ABB sta condividendo competenze e idee sulla transizione a un sistema energetico a basse emissioni di carbonio, sul miglioramento dell’efficienza e della produttività industriale e sullo sviluppo di città e sistemi di trasporto sostenibili.
ABB contribuisce agli obiettivi climatici incoraggiando l’adozione rapida e tempestiva di tecnologie pulite e aiutando i propri clienti a migliorare l’efficienza energetica e la produttività, estendendo i cicli di vita delle loro apparecchiature e riducendo gli sprechi. Oltre la metà dei ricavi globali di ABB deriva da tecnologie che affrontano direttamente le cause dei cambiamenti climatici e punta ad aumentare tale contributo al 60 per cento entro il 2020.

 

 

L’articolo Come i motori dell’economia globale possono contribuire agli obiettivi climatici sembra essere il primo su Meccanica News.


Source: Stampi
Come i motori dell’economia globale possono contribuire agli obiettivi climatici

Condividi: